Badante Convivente che Cura Due Persone a Roma

Possono essere in molti a Roma ad avere i genitori anziani che vivono soli e a cercare una persona di fiducia che li assista.

La badante convivente si può trovare ad affrontare un servizio nel quale vi sono presenti due persone, solitamente marito e moglie ma può trattarsi  anche di fratelli e sorelle o di figli e genitori.

La badante nonostante sia in casa con due persone magari non deve necessariamente assistere completamente entrambi però lavora, soprattutto se convivente, alla gestione della quotidianità per tutti.

Nella società odierna gli anziani in piena salute sono una grande risorsa soprattutto per i propri figli e per i nipoti.

Ma con il passare degli anni le cose possono cambiare e molte donne e uomini “di mezza età” si trovano ad affrontare una sfida difficile: da una parte fare da genitori ai propri figli e dall’altra fare da genitori ai propri genitori o doversi comunque occupare di una persona cara bisognosa di assistenza a lungo termine in quanto affetta da una malattia cronica, da disabilità o da qualsiasi altra condizione di non autosufficienza.

Sì perché imparare a prendersi cura di chi prima si prendeva cura di noi non è uno scherzo e non ci si inventa in questo ruolo: è la sfida che devono affrontare gli uomini e le donne che sono coinvolti nell’assistere un anziano.

Se marito e moglie anziani vivono insieme possono essere aiutati o accuditi da una badante per entrambi.

Quali sono le regole per l’inquadramento contrattuale e lo stipendio in questi casi?

In altre parole la badante di una coppia di anziani ha diritto ad una maggiorazione della paga?

Assumere una badante quando si hanno persone anziane è sempre una rassicurazione per tutti i parenti che si preoccupano di come può trascorrere la vita di una persona anziana sola a casa soprattutto nel caso in cui la persona anziana avesse bisogno di qualcosa e di aiuti nello svolgimento di determinate attività quotidiane.

Le badanti possono occuparsi, infatti, come da contratto previsto di diverse mansioni e attività come preparare pasti, fare pulizie in casa, fare spesa, fare lavatrici, accompagnare le persone anziani a fare passeggiate, ecc.

La tipologia di assunzione con il contratto nazionale prevede:

  • il livello CS: 1.120,76  euro
  • Livello CS: 1.288,87 euro per persone non autosufficienti
  • Livello CS / C Super per assistenti familiari a persone non autosufficienti che, in possesso di specifiche conoscenze di base sia teoriche che tecniche, operano con totale autonomia e responsabilità.

 

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Come Gestire la Spesa della Badante a Roma

Il principale servizio che svolge la badante e che è richiesto dalle famiglie di Roma è la convivenza.

La badante convivente copre tutto l’arco della giornata e tutta la settimana (esclusi i riposi).

Quindi un tema importante per la badante convivente è il  tema del vitto e dell’alloggio che tra i temi legati alla cura della persona anziana è probabilmente uno dei più complessi e merita di essere trattato con particolare attenzione.

La badante convivente fornendo assistenza continua deve vedersi riconosciuto insieme alla retribuzione  anche il vitto ed un alloggio idoneo.

Sicuramente la gestione affrontata insieme famiglia e badante, al di la del contratto, è molto importante.

Non permettere alla badante di approfittare della gentilezza della famiglia che si sente magari in dovere di dare di più; non permettere alla famiglia di non dare abbastanza perché tanto la badante lavora e quindi non può pretendere.

Vitto e alloggio si configurano come adempimento obbligatorio al quale il datore di lavoro deve necessariamente attenersi.

Quando ci riferiamo al vitto parliamo degli alimenti che vengono corrisposti giornalmente.

Esso deve essere corrisposto non solo quotidianamente per contratto, ma anche durante una trasferta o una vacanza.

Per alloggio, diversamente, ci riferiamo al “riparo” o ancora all’accomodamento fornito per un determinato periodo di tempo.

Quando parliamo in definitiva di vitto e alloggio ci riferiamo concretamente alla messa a disposizione di una sistemazione e di tre pasti considerati base e, che nell’articolo 31 del CCNL, devono essere tali da salvaguardare la dignità e la riservatezza della lavoratrice.

Le funzioni della badante includono il prendersi cura dell’assistito con l’aiuto alla movimentazione, all’igiene personale, alla salute, alla somministrazione delle medicine, al pulire e tenere ordinata la casa e preparare i pasti.

La badante convivente si occupa anche di tenere compagnia all’anziano ed accompagnarlo fuori oppure alle visite mediche .

L’anziano potrà usufruire da un lato di un’assistenza sempre disponibile (o quasi), dall’altra parte la lavoratrice potrà riuscire a conciliare vita lavorativa con quella di tutti i giorni.

C’è da aggiungere poi che lavoro h24 non significa lavorare senza nessuna sosta.

Anche per la badante con contratto 24 ore su 24 o in regime di convivenza deve essere garantito da CCNL un tot ore di riposo che deve essere tassativamente rispettato. 

Inoltre, grazie ai vari corsi di formazione, molte badanti si sono formate professionalmente con diplomi ed attestati e sono capaci di intervenire in situazioni di emergenza con tecniche di primo soccorso e nello svolgimento di terapie domiciliari.

 

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La Badante di Roma e l’Assistenza ad un Cieco

Le badanti hanno varie esperienze nel loro curriculum che serve per poter lavorare con una ben precisa situazione piuttosto che un’altra.

La badante anche a Roma, sia come servizio di convivenza che come servizio ad ore, può trovarsi a dover assistere una persona non vedente.

Nonostante le esperienze che la badante matura nel suo percorso di lavoro spieghiamo la malattia della cecità e soprattutto diamo dei consigli su come aiutare e gestire un non vedente.

Queste informazioni possono essere molto utili alle badanti che magari prestano servizio per la prima volta con un cieco.

La cecità consiste in una percezione ottico-visiva ridottissima o nulla (rispettivamente cecità parziale o totale).

Può essere congenita, può derivare da gravi affezioni dell’apparato visivo oppure da un trauma.

La badante si può trovare ad assistere una persona non vedente, quindi è importante che la badante ad ore o  in convivenza sappia bene come approcciarsi a un anziano cieco.

Per aiutare le nostre badanti nella gestione di un assistito cieco ecco alcuni spunti:

  • Saluta la persona ad alta voce
  • Avvisa quando stai per andare via: non presupporre che la persona sarà in grado di sentirti andare via
  • Usare parole come “guardare”, “sembrare” e “vedere” va bene: potrebbe mettere un cieco maggiormente a disagio se gli parlassi in un modo diverso da come parli con altre persone

Naturalmente stando la badante in casa con l’anziano da assistere è bene avere anche delle delucidazioni su come gestire la casa.

Ecco cosa è bene che la badante tenga conto:

  • Non spostare i mobili senza avvisare, infatti i non vedenti memorizzano dove si trovano i mobili in casa, in classe, in ufficio e in altri posti che frequentano. Spostare i mobili potrebbe confondere ed essere pericoloso.
  • Offri il tuo braccio come guida se chiede assistenza per spostarsi da un posto all’altro, offri il tuo braccio toccandogli la mano con il braccio all’altezza del gomito
  • Aiutare il non vedente a sedersi: il modo migliore per farlo è tirare fuori una sedia e mettere le sue mani sulla spalliera della sedia in modo che si possa sedere. Mentre lo fai descrivi l’altezza della sedia e in che direzione è rivolta.
  • Aiutalo a fare le scale dicendo se le scale vanno verso il basso o verso l’alto e descrivi quanto sono ripide e lunghe
  • Aiutalo a spostarsi attraverso le porte, assicurati che l’altro sia dalla parte dei cardini della porta e spiega da che lato si apre la porta. Apri la porta e attraversala per primo
  • Aiutalo a salire in auto, avvisalo da che lato si trova l’auto e quale portiera è aperta

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

Manuale della Badante a Roma, l’incontrarsi, Famiglia e Badante

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa.

Aes Domicilio come casa editrice racconta anche a Roma la badante e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Dopo aver fatto pratica nella fase “ricerca ” e selezione” della badante e aver ben chiarito il rapporto lavorativo e legale con i datori di lavoro, che anche per le badanti è di ricerca e selezione proprio come per i familiari del futuro assistito, viene il momento più delicato ossia quello dell’incontro tra la badante, i  familiari e l’anziano stesso.

Il congiunto, probabilmente, sarà un po’ spaventato: sa di non essere al sicuro, lasciato a se stesso, sa che avrà qualcuno vicino su cui contare ma, se da una parte questo lo fa sentire sollevato, dall’altra è umiliante.

“Ah, quand’ero giovane! Non avevo certo bisogno di qualcuno che mi stesse dietro, e…”

E, si, è normale: la vecchiaia dà molto tempo per pensare e i pensieri sono spesso amari e colmi di malinconia per ciò che si è perduto attraverso gli anni che sono volati nel tempo di un respiro.

C’è il bisogno, la curiosità, ma ci sono anche timore e diffidenza. E amarezza, come appena visto.

E ora la famiglia deve incontrare questa misteriosa figura, quasi leggendaria, e farla conoscere all’anziano e, per questo, ognuna delle parti deve imparare a superare i suoi limiti, essere capace di ampliare il proprio punto di vista.

Perché la famiglia ha una “fifa blu” di affidare mamma o papà a un’estranea che, sarà gentile, avrà referenze da premio Nobel, ma è sempre un’estranea e non è famiglia.

Il desiderio di “starle addosso” e controllare ogni cosa… alzi la mano chi non ce l’ha!

E la badante, per quanto con una lunga esperienza, è di nuovo all’inizio di un rapporto di lavoro, che non è un lavoro qualunque: deve prendere, di nuovo, una persona fragile per mano e portarla attraverso la vita, che è una vita difficile e che, col tempo, lo sarà sempre di più.

Non importa se l’assistito sia stato un esploratore, un militare, un poeta o un grande architetto o che altro… ora è una persona fragile, come un bambino, ma senza l’aspettativa, la sete, di un brillante domani.

E poi c’è chi pensa che fare la badante sia un lavoro semplice!

Ecco: è il momento di sottoscrivere un bel contratto, con esigenze, diritti e regole da ambo le parti e qui si inizia a creare un rapporto su delle solide basi.

Molto terra-terra, ma è ciò che fa sentire tutti “in regola”, rispettati.

Ci si stringono le mani per la prima volta, suggellando il proprio patto che consente una tutela reciproca e fa sì che nulla sia lasciato al caso o che si possano creare incomprensioni.

Sicuramente i familiari saranno intimiditi, per loro è davvero la prima esperienza, e devono parlare di un congiunto a qualcuno che la famiglia ce l’ha a centinaia, forse migliaia, di chilometri e cui viene chiesto di occuparsi della propria, perché, non si può negare che, nel momento in cui si occupa di mamma o papà, si occuperà un po’ anche di figli e nipoti e delle loro “paturnie”.

Anche la badante è intimidita, perché vorrebbe essere in famiglia, la sua, mentre si approccia a sconosciuti che sono un’entità a sé, qualcosa che a lei manca, ed è come girare il coltello nella piaga.

Mantenere i giusti confini nel rapporto con una badante può essere difficile, andando avanti: entra in casa, vive nei stessi spazi dei familiari e dell’anziano e diventa un altro membro della famiglia un po’ alla volta ed è normale (e auspicabile a livello di umanità) che si possa creare un rapporto di affetto.

Bisogna riuscire a creare nell’incontro un clima sereno fin dall’inizio, di rispetto e di aiuto reciproco.

Appena firmato il contratto con la badante sarà d’uopo una bella chiacchierata per capire, dopo le referenze e l’esperienza lavorativa, le sue abitudini, la sua vita, il suo credo, per esempio.

Avrà delle passioni, forse ama la musica o la danza, oppure le piace leggere e vorrebbe leggere libri anche impegnativi in italiano.

Forse ha lasciato dietro di se le sue passioni spinta dalla necessità di sopravvivere e inviare soldi a casa, da qualche parte.

Assistere un anziano è un lavoro molto delicato e difficile: richiede attenzione, delicatezza e sensibilità.

La badante entra nelle abitudini, nella routine, nel mondo dell’anziano imparando a conoscerlo e a intuire i bisogni fisici ed emotivi prima che lui li manifesti o senza che debba manifestarli.

Condividendo la quotidianità, scambiandosi confidenze, si crea sempre più vicinanza.

La badante può sostituire, agli occhi di un anziano solo, il ruolo de figli o dei nipoti ma, a volte, diventa figura di riferimento tale da farsi carico, nel bene e nel male, di una figura persa, come una moglie o un marito, per esempio.

L’anziano può riversare nel rapporto affettivo con la persona che lo assiste le delusioni, i rancori o il mancato soddisfacimento di bisogni affettivi da parte di familiari poco attenti o disponibili o, allo stesso tempo, questo nuovo rapporto può rappresentare per l’accudito la nascita di nuovi sentimenti.

Questo è da ricordare sempre, è da ricordare che il congiunto vorrebbe essere libero e, allo stesso tempo, vorrebbe essere accudito dai figli, che vive un momento di conflitto per quanto possa essere lucido.

Così ci si prepara a questo incontro e ci si studia, dapprima si cerca d restare sul vago e poi, un po’ alla volta si parla dei parenti, dei figli del paese, quello qui e quello laggiù, qualsiasi cosa si intenda con “laggiù”.

E’ bene imparare a segnare dei confini, certo, ma non troppo netti, dove ci sia spazio per sforare da entrambe le parti: quel dolcetto a colazione che alla badante piace un sacco, il nonno che vuole guardare quel programma fino alla fine perché si diverte un mondo a veder litigare per personaggi e il presentatore…

E bisogna ricordare che la badante è giovane e forte e non può mangiare pastina come l’assistito, che diamine!

E non si può pensare di dire alla badante: “Ecco, qui ci sono i soldi, fai tu la spesa, fai tutto tu!”

Questo non è un buon modo di porsi: è uno scaricabarile, freddo e sgradevole.

Invece bisogna coinvolgerla, si può provare, quando possibile, a farla insieme questa spesa per l’anziano e per lei, scegliendo insieme e regalando qualcosa a lei e al figlio stesso e poi una chicca per il nonno.

Si dovrebbe cercare di costruire una relazione umana con la badante, ricordando che è una persona, un altro come noi, non inferiore a noi in alcun modo, anche se svolge un lavoro che per molti è umile.

Si ricordi che senza persone come lei le famiglie non saprebbero come fare: la badante sostituisce la famiglia, è lì al suo posto, e l’unico modo per far si che voglia bene al proprio congiunto è farla stare bene con lui e con i figli.

Non si dovrebbe cercare di limitare al massimo gli orari di pausa pretendendo che viva per la famiglia e per l’anziano: se le si andrà incontro sugli orari lei sarà più disponibile in caso di bisogno.

E ci si deve ricordare che quelle due ore sono sue, che lei non può, terminato l’orario, tornarsene ai fatti suoi, tornarsene a casa e dimenticarsi tutto il resto come fanno le famiglie.

Per lei quelle due ore sono la libertà.

Ancora una volta, ci si venga incontro.

Domani sarà lei a rinunciare a qualcosa per i familiari o per il nonno.

Se si accontenterà la badante su qualcosa dall’altra parte si finirà per acquisire più potere d’acquisto.

Sembra cinico ma, alla fine, è davvero così che funziona, c’è un dare avere costante, che farà parte delle vite di entrambe le parti, un po’ come da piccoli quando la mamma diceva: “se fai i compiti, dopo ti compro il gelato”.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

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Roma, lettera di Assunzione

Anche a Roma facciamo presente quali informazioni devono essere presenti nella lettera d’assunzione di una badante.

Il contratto di lavoro regola il rapporto tra un datore di lavoro privato e una o un badante convivente, a ore o per il servizio notturno.

Questo documento stabilisce gli obblighi a carico del datore di lavoro e i diritti della badante.

Si tratta di una semplice scrittura privata ma è importante nel caso in cui dovessero sorgere dei conflitti tra le parti.

L’accordo deve essere sottoscritto da entrambe le parti e ciascuna deve conservarne una copia.

Il contratto di lavoro, o lettera di assunzione, deve contenere le seguenti informazioni:

  • la data di inizio del rapporto di lavoro
  • la retribuzione, cioè lo stipendio concordato (solitamente è indicato in misura oraria)
  • le mansioni e il livello in cui è inquadrata l’assistente familiare
  • l’eventuale convivenza della badante con la famiglia
  • l’orario di lavoro, il giorno di riposo settimanale, l’eventuale mezza giornata di riposo settimanale aggiuntiva
  • i contributi aggiuntivi spettanti, da versare alla Cassa Colf, obbligatori per gli aderenti al contratto collettivo nazionale per il Lavoro domestico
  • il luogo in cui la badante deve svolgere l’attività lavorativa
  • se sono previsti eventuali temporanei spostamenti (villeggiatura o altri motivi legati alla famiglia)
  • il periodo di ferie annuali spettanti
  • l’eventuale durata del periodo di prova (non puoi attivare il patto di prova successivamente alla stipula del contratto)
  • eventuali ulteriori clausole specifiche

Una volta inviata la comunicazione di assunzione all’Inps questa ha efficacia anche nei confronti dei servizi competenti, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero della Salute, dell’Inail e della prefettura/ufficio territoriale del Governo.

La badante può essere assunta con un regime orario differente, nello specifico in regime di:

  • non convivenza
  • convivenza

 

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Roma: Sentenze Relative alle Badanti in Italia

Vi sono alcuni esempi di sentenze effettuate in Italia dove c’entra il lavoro della badante.

Abbiamo deciso di affrontare anche a Roma due tematiche con le relative sentenze.

La prima riguarda un problema legato all’alloggio popolare della persona che la badante assiste, ovvero: la badante può subentrare dopo la morte dell’assegnatario?

La persona legata da un rapporto di lavoro subordinato all’assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica non può succedere nel rapporto di locazione alla morte di questi (fattispecie relativa al subentro di una badante in luogo della persona assistita).Cassazione civile sez. VI, 19/10/2017, n.24665.

Un’altra sentenza riguarda il reato di maltrattamenti in famiglia e badante della vittima.

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall’art. 572 cod. pen. è sufficiente la sussistenza di un rapporto di convivenza caratterizzato dalla situazione di fatto della sottoposizione di una persona all’autorità di un’altra, che non deriva da un rapporto di familiarità o di lavoro, ma si sviluppa in un contesto di affidamento e di soggezione del sottoposto rispetto a chi assume una posizione di supremazia. (Fattispecie in cui la Corte ha riconosciuto la configurabilità del reato commesso da una persona, da tutti riconosciuta come “badante” della vittima, pur in mancanza della consacrazione di tale relazione in un formale rapporto di lavoro). Cassazione penale sez. I, 19/04/2017, n.206

Ultimo esempio è il reato di violenza sessuale tentata alla badante: quando non sussiste?

Non integra il reato di violenza sessuale tentata, la condotta del datore di lavoro che rivolge alla badante della suocera una pressante richiesta di amore “ancillare”, neppure se supportata da un’offerta di denaro, qualora l’avance sia accompagnata da espressioni come “per favore” o “per piacere”, non riscontrandosi, in tali ipotesi, l’elemento della minaccia.

Per la stessa ragione il successivo licenziamento, presumibilmente legato al mancato soddisfacimento delle richieste osé, non sì potrà ritenere illegittimo senza una prova certa della subìta minaccia.

Cassazione penale sez. III, 19/03/2019, n.31195

 

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La Badante e il Credo a Roma

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Anche a Roma nel mondo del lavoro, e soprattutto nel mondo delle badanti, si affronta molto spesso il fattore “fede”.

A livello di diritto internazionale si è affrontato il tema del “lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici, un lavoro invisibile, particolarmente esposto a discriminazione e in molti posti anche alla violazione dei diritti umani”.

Questa convenzione impone agli Stati di intervenire per prevenire fenomeni come la “tratta di esseri umani, l’eliminazione del lavoro forzato, e la protezione dei bambini e delle famiglie dei migranti”.

Tra i diritti umani c’è, naturalmente, quello alla libertà di professare la propria fede e non importa se sia o meno scritto in qualche codicillo è uno dei più fondamentali diritti umani.

Ci sono badanti che, pur dichiarandosi appartenenti a una ben precisa religione comune nel paese d’origine, non professano e non ne sentono il bisogno se non in occasione delle festività più importanti.

Ce ne sono altre che, pur nel disagio di vivere con una famiglia del tutto diversa dalla loro, sentono il desiderio o il bisogno di mantenere viva la loro fede ogni giorno, il loro spazio di preghiera o meditazione.

Non importa se l’anziano o la famiglia siano di un credo diverso o siano del tutto non praticanti, o addirittura atei: la persona che accudisce l’anziano ha il diritto al mantenere la sua fede quale che sia.

Quali sono le più comuni religioni del grande popolo delle badanti?

Dipende prima di tutto dal paese di provenienza ma possiamo vedere che, per la massima parte, le badanti dei paesi dell’Est Europa sono perlopiù cristiane ottodosse, con diverse sfumature, quali la Chiesa Ortodossa Rumena, Russa, Serba, Bulgara, Ucraina ma Orientali”.

In generale, sono perlopiù definite “Chiese Ortodosse Autocefale”

Le badanti Estoni o Lettoni saranno, probabilmente, di confessione protestante.

Per quanto riguarda le badanti filippine possono essere buddiste, musulmane, ma più spesso cristiane di confessione cattolica o evangelica, mentre dai vari paesi sudamericani arrivano per la massima parte badanti di confessione cattolica, anche se in parte fusa con tradizioni precedenti alla colonizzazione, che creano delle colorate variazioni sul tema (si pensi alla Testa dei Morti Messicana di origine Azteca).

In ogni caso sarà sempre assolutamente importante il rispetto reciproco per la fede dell’altro, quale che sia… o non sia.

Per quanto si possa essere di diverse confessioni o credo non significa che non si possa pregare o meditare insieme creando un ulteriore connessione tra badante, assistito, famiglia.

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Esiste la Badante di Condominio a Roma?

Ultimante anche a Roma si sta parlando molto del servizio offerto da alcune “badanti” presso interi condomini.

Andiamo allora a scoprire in che modo si può assumere questa figura, che in realtà non può essere definita “badante”, che lavori può svolgere e come si definisce.

Arriva nei condomini l’assistente familiare: potrà occuparsi dei bambini o degli anziani del palazzo usufruendo anche degli spazi condominiali.

La nuova figura è una delle novità del contratto collettivo nazionale dei portieri .

La nuova figura di lavoratore svolgerà, in appositi spazi condominiali (se autorizzati) o all’interno della propria abitazione (se interna al condominio) ovvero nelle proprietà esclusive di uno o più condomini, servizi per la prima infanzia o per persone anziane autosufficienti in favore dei condomini o di una parte di essi.

Nel Ccnl viene precisato che coloro che usufruiranno di tale servizio se ne assumeranno le relative spese.

La nuova figura si aggiunge a quella dell’assistente condominiale chiamato a compiti di natura diversa, come il disbrigo di pratiche amministrative anche attraverso strumenti informatici.

Ora parliamo più nello specifico del Contatto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati.

Il livello a cui devono essere assunte le “badanti” di condominio è :

  • D3) Assistenti condominiali che, su incarico condominiale, svolgono mansioni relative alla vita familiare dei condòmini o di una parte degli stessi che, in tal caso, se ne assumono le spese
  • D4) Lavoratori che svolgono, in appositi spazi condominiali se autorizzati, o all’interno della propria abitazione se inserita nel contesto condominiale, ovvero all’interno delle proprietà esclusive di uno o più condòmini, servizi per la prima infanzia o per persone anziane autosufficienti o più in generale attività relative alla vita familiare in favore dei condòmini o di una parte di loro. Coloro che usufruiscono del servizio se ne assumono le spese.

Rientrano nelle mansioni dei lavoratori con profilo professionale D3) quelle, a titolo esemplificativo, relative al disbrigo di pratiche amministrativo/contabili e commissioni di vario genere anche a mezzo di strumenti informatici (acquisti, ritiro delle comunicazioni postali e simili).

Rientrano nelle mansioni dei lavoratori con profilo professionale D4) quelle inerenti, a titolo esemplificativo, ad: attività per la prima infanzia; attività per persone anziane autosufficienti.

Alcune indicazioni sul periodo di prova che è il seguente: per i lavoratori con i profili professionali D), dell’art. 18, due mesi.

L’orario di lavoro dei lavoratori di cui ai profili professionali D3) dell’art. 18 è di 40 ore settimanali e può essere distribuito su un arco di 5 o 6 giornate.

La durata del lavoro effettivo per i lavoratori di cui ai profili professionali D4 dell’art. 18 non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 ore settimanali e deve risultare da atto scritto.

La “badante”, assistente in condominio, ha diritto al riposo settimanale in una giornata di norma coincidente con la domenica.

Il giorno di riposo settimanale comunque viene indicato nella lettera di assunzione.

Ai lavoratori con profili professionali D4, di cui all’art. 18 è dovuta una retribuzione oraria proporzionata alle ore di lavoro effettivo.

La retribuzione è così articolata: salario conglobato, di cui al successivo art. 134, eventuali indennità a carattere continuativo, gli scatti di anzianità di cui all’art. 115.

In realtà questo tipo di servizio non essendo classificato come ruolo di badante , contrattualizzato come collaboratore domestico, è poco utilizzato e limitato nei servizi che offre.

 

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Roma: la Badante In Regola 2023, perché è Fondamentale

Purtroppo il lavoro della badante è uno dei pochi a essere ancora parzialmente riconosciuto come serio e quindi associabile ad un altro qualsiasi lavoro con regolare contratto.

Anche a Roma bisogna sdoganare questa cosa, bisogna far conoscere il contratto di lavoro della badante e anche che la famiglia, che non fa fatica a vedersi come datore di lavoro, deve obbligatoriamente assumere.

L’assunzione non è una libera scelta delle parti, né è rimessa alla volontà della colf o della badante: è invece obbligatoria per legge.

L’omessa regolarizzazione della lavoratrice domestica costituisce tuttavia un illecito amministrativo punito solo in capo al datore di lavoro e non della lavoratrice.

Le sanzioni sono di carattere amministrativo e non penale.

I rischi per il datore di lavoro che prende presso di sé una lavoratrice domestica in nero sono innanzitutto legati alle sanzioni che lo Stato può irrogare, sanzioni che – come detto al precedente paragrafo – sono però solo di carattere amministrativo.

In particolare:

  • se la badante ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro
  • se la badante ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro
  • se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200

Ci sono poi altri rischi per chi fa lavorare una colf o una badante in nero.

Il primo scatta in caso di infortunio sul lavoro: se la lavoratrice infatti non è assicurata, il datore di lavoro deve rispondere del danno fisico patito dall’interessata risarcendone tutte le conseguenze.

La cifra per una banale frattura può raggiungere diverse migliaia di euro.

Il secondo rischio invece è collegato alla possibilità di contestazioni da parte della dipendente.

Se questa, infatti, un giorno dovesse chiedere il pagamento di tutti i contributi che mai le sono stati versati, le differenze retributive, le straordinarie, le ferie e soprattutto il Tfr – il trattamento di fine rapporto di lavoro – il datore non avrebbe come difendersi.

Dinanzi a un’ipotesi del genere c’è il rischio di vedersi pignorare la stessa casa, attesa l’entità delle cifre in ballo.

A regolare l’orario di lavoro dei contratti per badanti è l’articolo 14 del ccnl per lavoro domestico, il quale rimanda all’accordo tra le parti.

Tuttavia, il medesimo articolo non stabilisce un minimo di ore ma solo un massimo di ore giornaliere differenti a seconda che si tratti di badanti conviventi con vitto e alloggio o di badanti non conviventi:

  • il contratto badanti conviventi può prevedere fino a 10 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali
  • il contratto badanti non conviventi può prevedere 8 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali distribuite su 5 oppure 6 giorni
  • in caso di lavoro esclusivamente notturno, il massimo di ore per contratti badanti 54 ore, solitamente 9 dal lunedì al sabato con la domenica libera.

 

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Il Manuale delle Badanti a Roma: mi Serve la Badante

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa.

Anche a Roma Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Arriva il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo e si deve prendere una decisione: accogliere l’anziano non più autosufficiente in casa propria, cosa che provocherà la perdita del lavoro per uno dei membri della famiglia, metterlo in una struttura dove sia assistito ventiquattro ore su ventiquattro, oppure trovare una badante.

In alcuni casi si tratterà di una persona per alcune ore al giorno ma, nella maggioranza dei casi, la badante sarà convivente con l’assistito.

Ed ecco che iniziano i dubbi, ci si trova ad ascoltare mille consigli e voci da ogni parte con il risultato di creare ancora più confusione nei familiari.

Vediamo allora come sia possibile districarsi in questo ginepraio.

La figura del/della badante è per la massima parte figura femminile e, di queste, la quasi totalità è straniera.

Quindi cosa si deve fare, cosa si deve sapere prima di tutto per selezionare una persona davvero adatta al proprio caso?

La prima, primissima cosa da verificare è se sia in regola con l’immigrazione, se abbia i documenti validi e permesso di soggiorno altrettanto valido.

Si possono costruire e adattare dei veri e propri questionari per aiutare invece nella selezione nel caso si voglia fare da soli.

Se ci si appoggia a un’agenzia non sarà necessario perché ci penseranno loro.

Immaginando di voler (o dover) fare da soli, ebbene, dopo essersi assicurati che documenti e permessi siano in regola, si dovrà valutare la conoscenza della lingua italiana.

La badante deve parlare italiano in modo fluente, deve essere in grado di capire discorsi o lettere, di sostenere una conversazione non solo con l’assistito o con la famiglia ma anche con chiunque si approcci all’abitazione di persona o al telefono.

A questo punto bisognerà andare più sullo specifico e capire quale sia la sua disponibilità, se possa offrire un servizio part-time, a tempo pieno o se sia disposta ad essere assunta come badante convivente e, nel caso, se sette giorni su sette o solo cinque su sette (nel qual caso si dovrà preoccupare di trovare una sostituta nei fine settimana).

Quindi le si chiederanno le sue esperienze precedenti, se sia disposta a seguire solo donne, solo uomini o se questo sia per lei indifferente.

A seconda delle necessità la famiglia dovrà poi approfondire il questionario: si tratta soltanto di fare compagnia all’anziano e fare attenzione che non si faccia male, per esempio?

In questo caso anche una persona di buon carattere e volonterosa, ma che non abbia particolari esperienze o competenze, può essere adatta.

Bisognerà sapere da subito se sia automunita o almeno abbia la patente valida in Italia, se sia disposta a prendersi cura dell’animale dell’assistito, se fumi o meno e, in caso negativo, se sia eventualmente disposta a vivere con un anziano fumatore.

A questo punto, avendo risolto tutte queste questioni primarie, si dovrà valutare la situazione dell’alloggio, in quanto una badante convivente al termine del suo orario deve potersi ritirare nella sua stanza privata e avere la sua privacy.

A questo punto, risolte tutte le questioni, sarà possibile chiedere eventuali referenze da poter consultare: dove abbia lavorato in precedenza e per quale motivo il rapporto di lavoro si sia interrotto.

Le ragioni più frequenti sono: l’assistito è stato trasferito in RSA o l’assistito è defunto.

Naturalmente possono esserci molti altri motivi, diversi di caso in caso.

Tutto questo sarà sufficiente nei casi più semplici nei quali non ci siano particolari problemi di salute ma, purtroppo, non sempre questa è la regola.

Come tutti sanno, infatti, spesso l’anziano va incontro a problemi di salute anche seri per i quali c’è bisogno di personale più esperto e competente e questo dovrà essere chiaro da subito.

Non devono esserci sorprese al momento di affiancare l’anziano né da una parte né dall’altra.

Più avanti verrà approfondita la questione dei problemi di salute fisica o psicologica ma in questa sede ci si limita a un questionario conoscitivo.

Sarà in grado e sarà disposta la badante a somministrare farmaci all’anziano? E quali tipi di farmaci?

Di seguito, a titolo di esempio, un piccolo schema da proporre al candidato per semplificare le cose:

  • SOMMINISTRAZIONE FARMACI: Eparina: sai a cosa serve e dove farla? Insulina: sai come farla?
  • PAZIENTI CON DIABETE: sai misurare la glicemia? come?
  • PANNOLONE IN GENERALE
  • ALLETTATO: igiene / movimentazione / cambio pannolone
  • SOLLEVATORE: sai come si usa? Se non lo sai usare sei disposto a imparare? Come fai senza sollevatore ?
  • PIAGHE: che livello erano?
  • ANZIANO/A SU CARROZZINA
  • PULIZIE
  • CUCINA ITALIANA: quali piatti sai cucinare?
  • LAVATRICI/COMMISSIONI/STIRO: sei disponibile a gestirli per la famiglia?
  • PUNTUALITA’: ti capita di arrivare in ritardo?

Come si può vedere si tratta di domande semplici ma molto precise che possono dare una visione a tutto tondo della persona che ci si trova davanti.

Il resto e cioè l’indole, il carattere, se sia o meno ordinata o sciatta lo si potrà verificare con i propri occhi segnandosi ogni impressione in un blocchetto a parte.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

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