Roma, le Badanti e il Covid nel 2023

Quelli del Covid sono giorni che sconvolgono tutte le attività quotidiane comprese quelle dei collaboratori domestici anche a Roma.

Con l’obbligo di evitare spostamenti e il relativo divieto di uscire di casa le famiglie e i lavoratori domestici si trovano a dover fare i conti con una gestione del lavoro che improvvisamente cambia.

Ad esempio, come regolarsi con la badante convivente e le sue ore giorni di permesso? 

Il datore di lavoro può imporre la continuità del lavoro anche oltre il solito orario?

Si può imporre al lavoratore di recarsi al lavoro nonostante l’invito sia, per tutti, di limitare al massimo gli spostamenti a meno di cause urgenti?

O, al contrario, se la badante non convivente vuole venire a lavorare, possiamo opporci?

Ecco cosa può succedere.

Sospensione del lavoro:

  • Se non è necessaria la prestazione si richiede ai datori di lavoro domestico un grande senso di responsabilità, lasciando a casa i propri collaboratori e continuando a pagare, laddove possibile, la retribuzione mensile
  • Se invece è la badante a volersi recare al lavoro contro il parere della famiglia se non si trova un accordo (possibilmente scritto), onde evitare il licenziamento, si può ricorrere alle ferie – anche anticipandole se il lavoratore non le avesse ancora maturate

Al momento non ci sono ammortizzatori sociali per queste categorie di lavoratori (compresa la cassa Integrazione).

Se il rapporto di lavoro domestico prevede la convivenza sia il datore di lavoro che il lavoratore devono avere il buon senso di attenersi alle regole dettate dal Governo per il rispetto di tutti i presenti in casa.

Questo significa che si deve evitare in ogni modo di uscire di casa.

Ad ogni modo, il datore di lavoro non può impedire al lavoratore di uscire, poiché né il datore di lavoro né il lavoratore può limitare la libertà dell’altro.

Se non si è d’accordo su scelte o abitudini, per non rischiare il contagio si consiglia di interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa (o consigliare alla badante dimettersi in ferie).

La badante può continuare a svolgere alcune commissioni strettamente necessarie, come fare la spesa o recarsi in farmacia per acquistare farmaci.

Come per tutte le altre persone per le commissioni bisogna munirsi di autocertificazione che ne indica il motivo, es. acquisto farmaci o spesa, per evitare di incorrere in sanzioni in caso di controlli.

Mantenere sempre la giusta distanza durante le file di attesa.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

Aes Domicilio Ricerca Badanti a Roma e in Tutta Italia

Ognuno di noi ha il diritto di scegliere quale strada intraprendere: noi a Roma percorriamo ogni giorno quella di Aes Domicilio.

Entriamo nelle case della gente, impariamo a conoscerla e mettiamo a disposizione la nostra formazione, ci immedesimiamo per rendere meno insidiose le difficoltà quotidiane, ma a fine giornata raccogliamo i frutti degli sforzi compiuti.

Aes Domicilio svolge un ruolo essenziale nella comunicazione sociale: lo scambio e la condivisione delle idee determinano l’ordine e la soluzione giusta in una realtà in continua evoluzione; l’ascolto, del resto, si è sempre rivelato lo strumento migliore per far capire agli altri che ci stanno a cuore e che ci prendiamo cura di loro.

Come ogni cammino di successo esso risulta arduo ed impervio, è difficile non imbattersi in un qualche impedimento, ma solo allora potrai compiacerti della tua ostinazione, é li che si denota lo spirito di chi non si arrende, quella forza che lascia emergere il proprio vissuto e quel talento ormai non più latente.

Ti spieghiamo quali sono le mansioni di una badante convivente, il costo e come viene composta la busta paga e lo stipendio di una badante convivente che vive 24 ore con l’assistito:

    • Assistere le persone con disabilità e/o problematiche sociali favorendo il recupero ed il mantenimento delle capacità residue di autonomia e di relazione (cura della biancheria, preparazione pasti e aiuto pulizia)
    • Favorire la permanenza della persona svantaggiata nel proprio ambiente familiare e sociale con prestazioni che ne consentano un’esistenza dignitosa, il mantenimento delle abitudini e dei ritmi di vita individuali, nonché dei legami affettivi significativi (disbrigo commissioni, aiuto pratiche burocratiche).
    • Promuovere il benessere e la salute individuale anche mediante opportunità di integrazione e di relazione con l’esterno (partecipazione a momenti ricreativi, culturali, accompagnamento presso i luoghi di culto, accompagnamento per acquisti connessi alla condizione di vita domestica e personale)
    • Sostenere le responsabilità e gli impegni dei familiari attraverso un contributo pratico ed educativo che accresca le potenzialità di cura dello stesso nucleo familiare

Il servizio di badante convivente fornisce alla persona anziana la cura dell’alloggio e la gestione del menàge quotidiano per l’integrazione sociale con l’obiettivo del mantenimento e del ripristino delle capacità funzionali e della vita di relazione.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia, in Lazio ed in particolare nelle province di Milano e Roma se cerchi Badanti a MilanoBadante a MonzaBadante a ComoBadante a Lecco e Badante a Roma.

 

Roma, Assegno Universale per le Famiglie con le Badanti altrimenti Rischio Incremento di Lavoro In Nero

Anche a Roma le famiglie sono preoccupate per l’incremento degli stipendi delle badanti.

Benché lo stato abbia intenzione di aiutare le famiglie che decidono di tenere il proprio caro in casa con una badante ancora non si sa nulla sui concreti aiuti che hanno intenzione di dare.

Propongono di voler stimolare le famiglie a non mandare i propri cari in una struttura, ma aumentano a dismisura i costi della badante senza pensare che una singola famiglia o addirittura un singolo anziano possa avere tutti questi soldi senza un aiuto.

Con l’aumento dell’inflazione, che dal gennaio 2023 ha fatto scattare un incremento del 9,2% dei minimi retributivi delle badanti, il costo per la gestione degli anziani e dei non autosufficienti rischia infatti di diventare insostenibile.

Così la pensano quasi 6 famiglie datrici di lavoro domestico su 10.

A motivare l’insostenibilità della spesa per le prestazioni di una badante vi sono ragioni che rimandano soprattutto al crescente bisogno di assistenza da una parte e  all’indisponibilità futura di risorse, avendo già usufruito dei propri risparmi per mantenere il livello di assistenza attuale e necessario, dall’altra.

Nella scala di priorità degli strumenti più urgenti da adottare nell’ambito della tutela della non autosufficienza le famiglie posizionano:

  • al primo posto la previsione di incentivi all’assunzione per ridurre il costo che si deve sostenere per la badante.
  • al secondo posto la promozione di interventi di sanità preventiva presso il domicilio delle persone anziane.
  • al terzo posto il miglioramento dell’invecchiamento attivo con la predisposizione di accessi facilitati ai servizi sanitari e sociali

 

Interpellate sui nuovi strumenti di tutela previsti nel disegno di legge delega in favore delle persone anziane 8 famiglie su 10 (l’82,9%) ha dichiarato di preferire una prestazione universale in denaro commisurata all’effettivo fabbisogno assistenziale, con la previsione di una maggiorazione in presenza di personale domestico regolarmente assunto, rispetto all’importo dell’attuale indennità di accompagnamento senza vincoli di utilizzo, scelto solo dal 17,1% degli intervistati.

 

Oltre allo stato d’animo delle famiglie nell’attuale congiuntura lo studio affronta anche questioni di portata più generale come l’invecchiamento della popolazione e le prestazioni irregolari nel lavoro domestico.

Sono poco più di 14 milioni le persone con almeno 65 anni e circa 3 milioni le persone con gravi limitazioni nelle attività svolte abitualmente.

Riportiamo ciò che afferma il presidente dell’associazione datori lavoro italiani:

“Alla soluzione di queste criticità si confida possano, almeno in parte, rispondere alcuni provvedimenti presi di recente come il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, il Family Act ma, soprattutto, il disegno di legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane, attualmente all’esame del Parlamento.
Il nostro auspicio è che nella stesura definitiva della legge, e successivamente nell’adozione dei decreti delegati, possano essere recepite le indicazioni che arrivano direttamente dalle famiglie, oramai consapevoli di come la gestione della non autosufficienza non possa più essere affidata a soluzioni precarie, provvisorie o fai da te. Al contrario servono aiuti concreti che rendano sostenibile la spesa e, allo stesso tempo, facciano emergere il lavoro irregolare”.

 

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Roma, cronaca: Badante Condannata per Somministrazione Eccessiva di Sonniferi

Anche a Roma raccontiamo questa triste storia.

Una badante è stata denunciata dai familiari di un pensionato per maltrattamenti e somministrazione di dosi eccessive di sonniferi al fine di farlo addormentare e concedersi la serata libera, oltre che anche per le minacce alla coppia che doveva assistere.

E’ la storia di una cubana di 63 anni che avrebbe dovuto prendersi cura di un 90enne costretto sulla sedia a rotelle e affetto da demenza senile.

Secondo l’accusa, approfittando del suo ruolo e delle relazioni domestiche, avrebbe maltrattato ripetutamente l’anziano non adempiendo ai compiti che aveva.

Gli episodi contestati sono diversi: dai medicinali nascosti o al contrario  l’eccesso di sonniferi per potersi garantire un’uscita senza che lui si potesse accorgere o potesse avanzare richieste di aiuto.

In casa c’era anche la moglie dell’anziano che ha quindi notato il comportamento della badante e detto subito tutto ai figli.

Una escalation di episodi continui fino ad un’aggressione nei confronti della anziana mentre era al telefono.

L’avrebbe urtata con una sedia, circostanza sentita anche da chi era dall’altra parte della cornetta.

La signora di fronte a questi insulti reagiva anche con crisi di pianto.

Urla e ingiurie che non passavano inosservate perché alcuni vicini le hanno udite distintamente.

La moglie contestava il fatto che la badante non accudisse il marito in maniera corretta.

Lei urlava alla anziana di farsi gli affari propri rispetto alle cure prestate al marito.

Ma qualcosa non andava, tanto che l’uomo era finito in ospedale per alcune mancanze nella somministrazione dei cibi e bevande.

Una volta, dopo dei sonniferi di troppo, la badante, approfittando dell’assenza della moglie del 90enne, era uscita di casa ma aveva dimenticato le chiavi tanto da dover poi chiamare i familiari per poter rientrare.

Un clima difficile tanto che i due anziani avevano manifestato un profondo disagio dovuto alle prevaricazioni della donna.

La famiglia ha ascoltato l’allarme degli anziani, ha monitorato la situazione e ha messo insieme i pezzi finché è scattata la denuncia ai carabinieri nei confronti della badante.

La famiglia si è costituita parte civile tramite l’avvocato Andrea Giorgiani che ieri ha chiesto 20 mila euro e 6 mila di provvisionale.

Ieri il pm ha chiesto 2 anni di condanna per i maltrattamenti.

La sentenza il 27 febbraio

 

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Il Libro delle Badanti a Roma: la Badante per Mantenersi Giovani

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa.

Anche a Roma Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Così, riprendendo il capitolo precedente, quando si è impossibilitati a dare agli anziani tutta l’attenzione e il tempo possibili non resta che delegare, quantomeno il fattore tempo, a una buona badante come già detto.

Si è fatto cenno alla somatizzazione di diversi stati collegati alla situazione odierna dell’anziano, soprattutto nelle grandi città, dove il senso di solitudine, l’essere di peso alla famiglia, il sentirsi inutili aumenta la depressione e lo scatenarsi, o il peggioramento, di malattie degenerative autoimmuni (si pensi all’artrosi deformante o alla degenerazione ossea di diverso tipo).

Il nostro corpo non può fare a meno di invecchiare, almeno su questo pianeta e, che piaccia o no, prima o dopo comincerà a mostrare segni di invecchiamento e degenerazione cellulare conducendo verso il termine naturale della vita terrena.

Se questo fatto non è, alle conoscenze attuali, evitabile è però possibile contrastarne gli effetti in modo efficace con delle attenzioni e un certo tipo di vita:

  • attività fisica e mentale
  • apprendimento
  • anche un certo stato ludico
  • presenza di persone attente con cui confrontarsi

sono esempi di un mantenimento della salute e contrasto dell’invecchiamento.

 

Se la parte affettiva non può essere delegata (anzi!) una bella fetta di questa azione anti-invecchiamento può venire proprio dalla presenza di una buona badante: portare l’assistito a camminare, magari facendogli raccontare aneddoti della sua vita, raccontandogli di sé, condividendo la sua e la propria storia sono di per sé attività benefiche per la salute.

Da solo l’anziano può non aver voglia di fare movimento o si limiterà a una passeggiatina dal panettiere o il giro del quartiere ma se interviene una buona motivazione, quale una persona che lo affianchi e lo spinga a superare ogni giorno i suoi limiti (arriviamo fino al semaforo, arriviamo fino a quella panchina, oggi arriviamo davanti alla chiesa ecc), questo produrrà effetti positivi su muscoli, cartilagini e ossigeneranno i tessuti portando aria anche a livello cerebrale.

Si consideri poi la presenza di qualcuno che faccia leggere l’anziano, magari ad alta voce, anche se solo per una notizia o il paragrafo di un libro ogni giorno e si potrà vedere come già il senso di valore di sé, il sentirsi “vivi” e importanti aumenti piuttosto rapidamente.

La chiacchierata, quindi, il passeggio, un po’ di lettura, possono poi portare, perché no, a giochi di carte (no, non a soldi), giochi da tavolo o di concentrazione, sono tutte attività che agiscono sia sullo stato psicologico che fisico.

L’anziano più sereno dormirà sicuramente meglio, sarà più riposato e con più appetito, guadagnando rapidamente parecchi punti in benessere.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

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Roma, Aumento del Costo Badante ma non Aumentano gli Aiuti

Anche a Roma gli stipendi delle badanti crescono ancora, quelli delle famiglie no.

Il recente adeguamento delle paghe di queste figure domestiche sta generando molta preoccupazione all’interno dei nuclei familiari che devono avvalersi del loro servizio a causa di un parente anziano o non autonomo.

“C’è molta preoccupazione nelle famiglie, se da una parte sono aumentati gli stipendi di queste figure, anche di 120-150 euro, quelli delle famiglie o le pensioni degli anziani no. Comprensibile che molti di essi si stiano domandando come fare a sostenere questa spesa”.

Il rischio concreto per un anziano con una pensione molto bassa è di non riuscire a fare fronte a questo esborso e di dover intaccare i propri risparmi o, se presente, chiedere aiuto ai propri familiari.

“Gli adeguamenti ci sono sempre stati, vengono fatti circa ogni anno e tutto viene ridimensionato. Se al lavoratore l’aumento risulta circa di 120 euro, per il datore di lavoro è molto più alto, più che raddoppiato”.

Le famiglie quindi stanno chiedendo, anche nelle agenzie, se esistano bonus o sgravi che possano aiutarli a sostenere queste spese.

“Al momento non sappiamo se arriveranno dei contributi per aiutare coloro che devono affrontare questo problema ma sono in molti che stanno chiedendo informazioni sulla possibilità di usarli. Il problema è che non sappiamo quali saranno i criteri con cui verranno assegnati. Se ad esempio si dovessero basare sulla presentazione di un Isee molte persone non potrebbero accedervi. In una ipotesi di un anziano con un’ottima pensione, questa sarebbe troppo alta per entrare in alcuni parametri di sgravi, ma comunque troppo bassa per sostenere la spesa della badante”.

Con il nuovo adeguamento alcune figure che effettuano circa 40 ore settimanali potrebbero ad arrivare a ricevere anche oltre 1.500 euro al mese, ma al datore di lavoro costerebbero oltre 1.700.

Il rischio è di incentivare il lavoro in nero per risparmiare qualcosa.

Appoggiarsi ad una agenzia garantisce di avere una persona selezionata e professionale scelta in maniera accurata e anche di cambiarla facilmente in caso non ci sia sintonia.

 

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Roma, la Famiglia e le Spese di Rimpatrio della Badante

Roma: l’art. 5 bis, comma 1, lettera b) del Testo Unico sull’Immigrazione (D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286) prevede che il datore di lavoro formalizzi l’impegno al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza.

Purtroppo però nessuno avrà delle risposte precise se questo accade realmente perché queste purtroppo non ci sono.

 

La norma infatti contiene solo le poche righe di cui sopra da cui discende che la garanzia (l’impegno al pagamento delle spese di viaggio) dovrà essere inserita in ogni contratto di soggiorno sia per chi deve rinnovare il permesso di soggiorno sia per chi deve semplicemente costituire un nuovo rapporto di lavoro durante la validità del proprio permesso di soggiorno e – al di fuori di qualsiasi previsione normativa – persino per chi è arrivato in Italia prima dell’emanazione del regolamento di attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n.334 – “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, in materia di immigrazione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 (supplemento ordinario n. 17/L)), con regolare permesso di soggiorno tuttora in corso di validità, e sta semplicemente proseguendo il suo rapporto di lavoro.

 

Altra domanda da porsi è a quale rientro si fa riferimento?

Non si capisce a quale rientro si faccia riferimento, se a quello definitivo o a quello temporaneo.

Verosimilmente, si fa riferimento al rientro definitivo nel paese di provenienza.

Questo lo diciamo tenendo anche presenti gli slogan elettorali che, prima dell’approvazione della legge Bossi – Fini (L. 30 luglio 2002, n. 189), sostenevano proprio questo concetto, ovvero quando un lavoratore non farà più comodo dovrà essere cacciato via e sarà il datore di lavoro a dover pagare le spese di rientro.

Ma se parliamo di un rientro spontaneo possiamo immaginare che in questa ipotesi egli abbia diritto di farsi pagare le spese dal datore di lavoro?

Nel caso di espulsione o rientro coattivo del lavoratore la questura competente per territorio – che potrebbe essere completamente diversa da quelle competenti in relazione ai luoghi di lavoro dell’interessato – si rivolge al datore di lavoro per far pagare le spese?

Finora ciò non si è chiarito.

L’attuazione della legge Bossi Fini – che ha accelerato e aumentato le espulsioni – non ha visto finora disturbare nessun datore di lavoro.

In altre parole quando le Prefetture adottano il provvedimento di espulsione e le questure lo eseguono per pagare il biglietto aereo o comunque per attuare l’espulsione dal territorio italiano si attinge a tutt’altri fondi rispetto al portafogli dei datori di lavoro.

Quindi dobbiamo immaginare che questa garanzia di pagamento delle spese di rimpatrio non sia realmente operativa nel caso di rimpatrio coattivo ovvero nel caso di espulsione.

Se allora questa garanzia per il pagamento delle spese di rimpatrio coatto non funziona – come non ha funzionato fino adesso a distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge Bossi Fini – forse dovrebbe funzionare per il rimpatrio volontario quando fosse il lavoratore a decidere di tornare definitivamente nel proprio paese?

Sarebbe curioso assistere ad una controversia tra lavoratore e datore di lavoro per vedere se effettivamente lo spirito della norma è questa, cioè garantire una sorta di previdenza integrativa al lavoratore immigrato, un bonus a carico del datore di lavoro per le spese di rimpatrio definitivo.

Chissà forse anche per i familiari e non solo per se stesso!

Ora però, per motivi d’immagine, questa disposizione è stata ripresa gettando in pasto al pubblico la finta sicurezza del pagamento delle spese di rimpatrio, ma nella pratica, come giustamente si chiede il datore di lavoro che ci ha mandato il quesito, questa disposizione risulta e risulterà pacificamente impraticabile.

 

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Roma, Aumento Stipendi Badanti 2023

Anche a Roma rendiamo noto che:

Nessun accordo trovato tra le parti sul tavolo del ministero del Lavoro nella terza riunione della Commissione nazionale per l’aggiornamento retributivo nel contratto nazionale del lavoro domestico: confermato quindi da gennaio l’aumento stipendio colf e badanti 2023.

Si tratta di un incremento nella retribuzione del 9,2 per cento, per seguire l’adeguamento all’indice Istat.

In sostanza: colf, badanti e baby sitter vedranno in busta paga un aumento di stipendio, mentre le famiglie che si avvalgono della loro collaborazione dovranno sborsare più soldi per retribuirli con notevole aggravio economico.

Questi incrementi si aggiungono ai precedenti aumenti 2022, grazie all’accordo sui minimi retributivi, raggiunto lo scorso anno fa tra il Ministero del Lavoro e le sigle sindacali.

Assumere un badante o una colf costerà in media dai 100 ai 145 euro in più al mese.

Vediamo in dettaglio tutti i nuovi aumenti da gennaio 2023.

La variazione dell’indice ISTAT al 30 novembre 2022 è stata dell’11,3%, per cui l’adeguamento all’80% di questa variazione si traduce in un aumento del 9,2% dello stipendio colf e badanti 2023.

Per fare qualche esempio un lavoratore domestico non convivente di categoria C Super che lavora 30 ore a settimana vedrà il minimo orario passare da 7,13 euro nel 2022 a 7,69 euro nel 2023.

Di conseguenza uno stipendio mensile di 926,9 euro passerà a 1012,7 euro per un aumento totale di oltre 85 euro.

Per una badante convivente a servizio intero i minimi retributivi sono definiti a livello mensile.

Restando sempre nella categoria C Super lo stipendio mensile 2022 era di 1.026,34 euro. Con l’aumento a partire da gennaio 2023 lo stipendio passerà a 1.120,76 euro, ovvero oltre 94 euro in più al mese.

Gli aumenti dei minimi retributivi si traducono in un costo maggiore per le famiglie che non si limita a quello dato dall’aumento dello stipendio.

Gli aumenti che abbiamo analizzato in precedenza infatti riguardano solo lo stipendio mensile al quale si devono aggiungere anche:

  • contributi (Inps, Cassa Colf)
  • rateo Tfr
  • tredicesima
  • ferie

Considerando questi elementi i costi a carico delle famiglie potrebbero aumentare da 1.300 euro all’anno a oltre 1740 euro annui secondo dei calcoli riportati da Il Sole 24 Ore su fonte Assindatcolf.

Questo potrebbe spingere il settore del lavoro domestico a un aumento delle irregolarità, caratteristica che già contraddistingue il settore e che lo pone in cima alla classifica dei settori per tasso di irregolarità, in base a quanto riportato dal quarto rapporto annuale sul lavoro domestico redatto dall’Associazione Domina, l’associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico.

 

Per leggere altri approfondimenti sulle agenzie di badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia, in Lazio ed in particolare nelle province di Milano e Roma se cerchi Badanti a Milano, Badante a Monza, Badante a Como, Badante a Lecco e Badante a Roma.

 

La Tutela Legale per Badanti e Famiglie a Roma

Visti i diritti e doveri di entrambe le parti, vediamo ora l’aspetto più delicato e cioè casi in cui anche qua a Roma possano esserci o meno dei contenziosi tra la famiglia e la badante.

Partiamo da fatto che ci sono badanti onestissime, leali, che non toccherebbero mai qualcosa di non loro senza permesso, ma questa non è, ahimè, la regola comune.

Purtroppo la casistica di sparizione di oggetti o denaro è molto ampia e ci sono delle regole da seguire per evitare di trovarsi nei pasticci.

Mai dare alla badante la carta di credito o il bancomat perché la gestisca.

È successo, non molto tempo fa, che in un paio di mesi un anziano si sia trovato ripulito il conto di praticamente tutti i suoi risparmi per aver lasciato la carta alla badante in un impeto di fiducia.

Se si vogliono contrastare episodi sgradevoli prima di tutto è necessario prevenirli, disinnescando il rischio potenziale.

Mettere sotto chiave tutti i preziosi o tutto ciò che non si vuole venga toccato o consultato, di qualunque natura sia.

Se non si è sicuri che sia sufficiente bisognerà preoccuparsi di trasferire altrove documentazioni bancarie, assicurazioni, libretti bancari o postali, preziosi di ogni genere.

Naturalmente è chiaro che la badante si troverà a gestire del denaro dell’assistito per ragioni quali spesa, bollette, commissioni, forse andrà a ritirare la pensione (sarebbe meglio andasse un parente, però).

In questo caso possiamo usare i contanti dando una cifra precisa che serve a quelle cose li (e di cui la badante fornirà scontrino o ricevuta), oppure usare una carta ricaricabile limitando al massimo furtarelli o “cresta” sulla spesa.

Ciò che è personale, infatti, non deve entrare nel budget spesa per l’anziano ma sarà di pertinenza della badante stessa che dovrà usufruire del suo stipendio.

La famiglia deve garantire il vitto sufficiente e sano per legge, ma se la badante pretende tartufi e ostriche.. è giusto che se li paghi!

Per quanto riguarda la controparte, invece, si consideri che la badante, appunto, deve avere orari umani, giorni di riposo, paga giusta, vitto e alloggio dignitosi e garantiti, con riferimento sempre al contratto nazionale dei collaboratori domestici, inoltre deve avere, come visto nel capitolo precedente, un trattamento rispettoso e corretto.

 

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Roma, la Guerra in Ucraina per le Badanti

Sono circa 160mila le donne venute dall’Ucraina per lavorare nelle famiglie italiane e anche di Roma come badanti per assistere anziani e malati non autosufficienti.

Badanti, età media 50 anni, che vivono perlopiù nel domicilio dell’assistito o da sole.

Storie diverse ma simili di emigranti che lavorano per inviare i soldi a casa e dare un futuro ai figli (141 milioni di euro le rimesse nel primo semestre 2021).

Olena, 56 anni, fa le pulizie in appartamenti in un quartiere di Firenze e arriva da Cernivci, nella zona a Sud-Ovest dell’Ucraina vicino al confine con la Romania, è terrorizzata anche se lì la situazione sembra per il momento abbastanza tranquilla.

Il marito e i due figli ormai adulti vivono e lavorano nel loro Paese: avrebbero dovuto raggiungerla in Italia ma le frontiere sono chiuse e le automobili non possono passare. Aerei e treni non possono partire.

Olena: «La mia vita è spezzata in due e i miei cari in queste ore sono presi dall’angoscia, soprattutto di notte, per paura dei bombardamenti, anche se lì la guerra sembra ancora lontana».

Natalka, 52 anni, è collaboratrice domestica in una famiglia di Trieste ed è stravolta, piange e non riesce quasi a parlare.

Si trova in uno stato di ansia da quando le truppe russe attaccano il suo Paese: il marito, la figlia e la sorella invalida abitano alla periferia di Kiev e le hanno detto in una breve telefonata che sentono i colpi dell’artiglieria che si avvicinano alla città.

Sonia ci racconta: «Prima tornavo due volte l’anno a casa l’ultima è stata a dicembre per la seconda dose del vaccino anti-Covid e adesso non so quando potrò riabbracciarli» .

Sonia ha lasciato trent’anni fa la sua casa sulla riva del fiume Dnepr per andare a lavorare come badante in tutta Europa.

Sonia: «In Ucraina di lavoro non ce n’è ma io dovevo portare i soldi a casa per far studiare mia figlia che è stata cresciuta dalla nonna e per far curare mia sorella malata».

Sacrifici ripagati. «Ma adesso, con la guerra, ho paura che tutto quello che abbiamo realizzato possa crollare».

“La guerra è il più grande disastro e la più grande pazzia che l’uomo può fare-sostiene il parroco della comunità ucraina di Milano- noi facciamo parte di quella generazione che la guerra la vede solo dai filmati ma in Ucraina la guerra c’è dal 2014: nel Donbass non hanno mai smesso di sparare e tanti ragazzi hanno continuato a morire”.

 

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