Il Manuale della Badante a Roma: la Badante Specializzata nel Morbo Di Parkinson

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa: Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato anche a Roma la badante e la famiglia, per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Il morbo di Parkinson, insieme al morbo d’Alzheimer, è sicuramente tra le patologie più diffuse che cominciano a minare il corpo degli anziani a partire dalla terza età (a volte anche prima).

Quando il Parkinson giunge a stadi molto avanzati, emerge la necessità di assistenza quotidiana costante.

Se davanti a una diagnosi di Parkinson a nessuno verrebbe in mente di gioire, la cosa peggiore da fare è sicuramente cancellare ogni speranza, mostrandogli un decorso obbligato che lo porterà in breve tempo al ricovero in un centro specializzato lontano da casa, dalla famiglia, dagli amici e dalla sua stessa vita.

Anche la medicina più tradizionalista, infatti, ha ormai accettato che ogni paziente sia un caso a sé e che il benessere, la serenità e il sentirsi ancora capace di fare, siano un toccasana per la guarigione o, in casi di patologie degenerative, per contrastare il progredire del male.

Ecco perché la figura della badante convivente o a ore e dunque l’assistenza domiciliare, riesce a garantire uno degli aspetti più importanti nella vita di una persona affetta da questo tipo di malattie.

Si può dire che una badante riesce a garantire continuità e sicurezza al paziente.

Quando vengono diagnosticate queste malattie, il primo pensiero è: “la tua vita non sarà più come prima”.

Non è vero e non deve esserlo: la vita può restare invariata a grandi linee, con degli accorgimenti e qualche attenzione in più.

Si possono frequentare gli stessi luoghi, le stesse persone, si possono fare le stesse cose di sempre, magari con più lentezza, magari non assiduamente come prima, magari con un piccolo aiuto, ma si faranno.

Questa continuità può essere garantita soltanto da una badante specializzata nell’assistenza di pazienti affetti da morbo di Parkinson.

Infatti il trattamento di una malattia come il Parkinson necessita di competenze specifiche che esulano dalla mera assistenza o compagnia e che invece fiancheggiano capacità e conoscenze di tipo anche infermieristico.

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Inizia il Caldo, la Badante e la Cura dell’Anziano a Roma

A Roma il caldo per gli anziani può essere davvero pericoloso perché con l’avanzare dell’età si va incontro a dei cambiamenti fisiologici che alterano la normale capacità del nostro organismo di mettere in atto i meccanismi di termoregolazione e di disperdere così il calore.

Gli anziani possono andare facilmente incontro a disidratazione perché con l’avanzare dell’età il nostro organismo perde la sua capacità di conservare l’acqua.

Inoltre il meccanismo fisiologico della sete viene alterato e questo rende gli anziani meno consapevoli del bisogno di bere.

A causa dell’alterazione della capacità di disperdere calore, della disidratazione e delle patologie croniche che influiscono con la termoregolazione, come il diabete e le malattie cardiovascolari, gli anziani sono maggiormente predisposti al colpo di calore.

Cosa fare in caso di colpo di calore?

  • Se la persona si trova all’aperto è necessario spostarla in una zona dove c’è ombra e non cercare di abbassare la temperatura troppo repentinamente
  • Se la persona è incosciente è necessario contattare subito un’ambulanza affinché del personale sanitario esperto possa intervenire al più presto
  • Se la persona è cosciente bisogna invitarla a bere acqua a temperatura ambiente a piccoli sorsi e scoprirla dei vestiti in eccesso. Possono essere d’aiuto anche degli impacchi con acqua fredda eseguiti posizionando un panno umido sulla testa, sul collo, sotto le ascelle e nella zona inguinale.

L’assistenza della badante sia che offra un servizio ad ore o che sia presente come badante convivente, può aiutare l’anziano a gestirsi nella quotidianità per affrontare la stagione calda.

Per questo la badante sollecita l’anziano a bere frequentemente, almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno (non bevande ghiacciate ma leggermente raffreddate).

Controlla la somministrazione dei pasti, evitando cibi pesanti, grassi e piccanti, e preferendo frutta, verdura, pasta e gelati alla frutta.

In definitiva pasti leggeri per non appesantire il sistema digestivo.

 

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Roma, la Badante Rientra nel suo Paese d’Origine e non Fa piu’ Rientro al Lavoro

Anche a Roma ricordiamo che il contratto di lavoro domestico  ha la funzione di regolare il rapporto tra un badante e un datore di lavoro, che decide quelli che saranno gli orari delle prestazioni e le mansioni da compiere giornalmente.

Ovviamente il badante sarà colui o colei che svolge la prestazione lavorativa.

Con il contratto in oggetto le parti potranno mettere nero su bianco gli aspetti più rilevanti del rapporto di lavoro e tra gli altri la retribuzione e le ferie.

Per quanto riguarda l’assenza retribuita delle ferie, la fonte di riferimento non può che essere il contratto collettivo nazionale dei domestici.

Per ciascun anno di servizio presso l’identico datore, la badante o colf può sfruttare un periodo di ferie corrispondente a 26 giorni lavorativi, indipendentemente dalla durata e della distribuzione dell’orario di lavoro.

La fruizione delle ferie deve aver luogo per almeno due settimane nell’anno di maturazione e, per almeno due supplementari settimane, entro i 18 mesi posteriori all’anno di maturazione.

Ora è bene affrontare la spiacevole situazione della badante che, partita per le ferie, non fa ritorno nell’abitazione in cui svolge le proprie mansioni, nei tempi previsti.

Cosa fare in queste circostanze?

Innanzitutto cosa prevede il Ccnl di settore rispetto alle assenze:

  • le assenze del lavoratore debbono essere comunque tempestivamente giustificate al datore di lavoro
  • le assenze non giustificate entro il quinto giorno, se non sussistono cause di forza maggiore (ad es. malattia sopravvenuta) che impediscono il pronto ritorno al lavoro, sono da ritenersi giusta causa di licenziamento da parte del datore di lavoro

Detto questo possiamo agire: se la badante non ritorna in servizio dopo il periodo previsto e concordato di ferie, non rispetta i propri obblighi contrattuali in modo palese, tanto basta per incrinare in modo irreparabile il rapporto di fiducia con il datore e per costituire una ragione di licenziamento per giusta causa.

 

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Roma, la Badante Sposa Viene Perseguitata

Anche a Roma raccontiamo questa storia  che è tratta da quotidiani locali dell’Emilia Romagna e vede due fratelli denunciati dalla seconda moglie del padre, una 74enne originaria dell’Est Europa, che prima aveva operato come badante presso l’anziano, conosciuto nel 2004, per poi sposarlo con rito civile nel 2016, quando lui era un 89enne, un anno prima della sua morte, avvenuta nel 2017.

Per il figlio è arrivata così condanna in primo grado per tre capi di imputazione riguardanti i reati di lesioni personali e violenza privata, ma anche otto assoluzioni, perché il fatto non sussiste, per altri reati: estorsione, atti persecutori, sequestro di persona, calunnia.

La tensione esplose nel 2015 quando la badante, lamentando di non essere stata pagata, presentò un conto di 100.000 euro ai figli, residenti all’estero.

La famiglia contestò la richiesta perché, a loro dire, lei non aveva svolto mansioni regolari da badante, ma era stata sostanzialmente ospitata dal loro genitore.

L’anziano allora la nominò erede testamentaria, presentando un certificato medico in cui si attestava la sua piena capacità di intendere e di volere, fatto contestato dai figli, vista la demenza senile di cui soffriva, diagnosticata e certificata.

Tuttavia, a far salire ulteriormente la tensione fu quanto avvenuto nel 2016: la badante e l’anziano convolarono a nozze con rito civile, all’insaputa dei figli e quando quest’ultimi tornarono a trovare il padre, in occasione delle festività di Pasqua, vennero a sapere del matrimonio dalla matrigna che si rifiutò di farli entrare in casa, tanto più che dovettero intervenire i Carabinieri.

I figli scoprirono che il padre aveva cointestato il conto corrente alla donna e quest’ultima aveva prelevato 85.000 mila euro sui 144.000 depositati: le chiesero di restituirli, fatto che la donna ha denunciato, portando al capo di imputazione per estorsione, dal quale il figlio è stato assolto.

Alla morte dell’anziano capofamiglia ci fu un altro momento di conflittualità tra le parti: l’inventario dei beni in casa.

La disputa giudiziaria non è però ancora finita.

L’ex badante è a processo per lesioni, appropriazione indebita e circonvenzione di incapace: i fratelli infatti hanno voluto vederci chiaro sul testamento e accusano la donna di aver messo le mani su ogni bene del loro genitore.

“Non c’è rimasta neanche una foto”, lamentarono.

I figli hanno denunciato la badante/ moglie anche per omicidio colposo, sostenendo che il padre soffrisse di denutrizione e che la sua alimentazione fosse trascurata.

Anche qui la controparte ha dato versione diametralmente opposta: era l’anziano marito a mangiare poco.

 

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Roma, Differenza tra Colf e Badante

Una badante a Roma può lavorare come convivente o non convivente.

Nel primo caso la badante vive insieme alla famiglia per cui lavora e fornisce assistenza anche in presenza di bisogni immediati, come per esempio la necessità di accudire una persona anziana in modo urgente.

Nel secondo caso, invece, la badante lavora solo per alcune ore al giorno, senza soggiornare nella casa del datore di lavoro.

Il contratto collettivo nazionale di settore non indica un limite minimo di orario di lavoro per le badanti ma pone un’indicazione fondamentale circa il limite massimo.

Alla badante tenuta al rispetto di un orario di lavoro giornaliero uguale o maggiore delle 6 ore e nel caso sia concordata la presenza continuativa in abitazione spetta comunque il tempo necessario per la pausa pasto.

Come indica l’art. 14 comma 4 Ccnl, la badante convivente ha diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore.

Il testo in particolare specifica che se l’orario di lavoro giornaliero non è del tutto compreso tra le ore 6 e le ore 14 o tra le ore 14 e le ore 22, la persona alle dipendenze del datore ha diritto ad un riposo intermedio non retribuito, di solito nelle ore pomeridiane e non al di sotto delle 2 ore giornaliere di effettivo riposo.

Il contratto collettivo dei collaboratori domestici, per cui per le badanti, indica all’art. 14 comma 6 un’altra importante regola, che il datore di lavoro deve conoscere per gestire al meglio orari e riposi della colf o badante.

Si dispone infatti che il lavoro notturno sarà quello prestato tra le ore 22 e le ore 6 e che sarà retribuito – se ordinario – con una maggiorazione del 20% della retribuzione globale di fatto oraria.

Passando ai doveri che una badante deve generalmente rispettare, si tratta soprattutto dei seguenti:

  • prestare servizio di assistenza per tutto il periodo di lavoro stabilito da contratto, comprese le ore notturne considerando la costante presente della stessa in casa dell’assistito
  • accompagnare la persona assistita per visite mediche, fare commissioni, o altri impegni
  • pulire e mantenere in ordine la casa e provvedere fare il bucato, stirare e fare la spesa
  • cucinare i pasti per la persona assistita
  • occuparsi dell’igiene personale della persona assistita
  • rispettare persona assistita e membri della sua famiglia, evitando di compiere atti illegali, come rubare in casa dell’assistito, o assumere atteggiamenti condannabili, per esempio di violenza nei confronti della persona assistita
  • aiutare la persona assistita nei movimenti quotidiani, dall’alzarsi dal letto al vestirsi ad aiutarla a mangiare
  • far compagnia alla persona assistita o intrattenerla con letture, giochi, o attività a scelta o accompagnarla a fare passeggiate
  • occuparsi delle attività di gestione domestica, come il pagamento delle bollette
  • controllare temperatura e pressione e assistenza per la somministrazione di farmaci
  • dare sostegno psicologico alla persona assistita

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

Roma: Documenti Necessari per Assumere la Badante

Ricordiamo ai cittadini di Roma che la prima cosa da fare appena conosciamo una badante e la nostra intenzione è di assumerla, ovviamente in regola, è verificare i documenti perché possono essere diversi in caso di badante italiana oppure badante straniera.

Se la badante è italiana, il documento identificativo richiesto per l’assunzione è una carta d’identità valida ed il codice fiscale.

Se la badante è straniera il documento identificativo che deve avere, oltre eventualmente alla carta d’identità ed al passaporto, è un permesso di soggiorno valido.

I lavoratori extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno e residenti in Italia possono essere assunti con qualsiasi tipo di contratto di lavoro.

Quindi per assumere una badante extracomunitaria occorre controllare che sia possesso di valido permesso di soggiorno: valido perché non dovrà essere scaduto, o se scaduto in fase di rinnovo con regolare ricevuta.

Vediamo quali sono i tipi di permesso di soggiorno: per motivi di lavoro (non stagionale), per motivi familiari, per motivi di studio, per asilo politico, per motivi umanitari, protezione sociale, assistenza minore (ex art. 31), per vittime di violenza domestica, per calamità, per atti di particolare valore civile.

Per fare un riassunto la badante extracomuntaria in regola sul territorio nazionale per l’assunzione ci deve fornire i seguenti documenti:

  1. Documento di identità valido (passaporto, carta di identità)
  2. Codice Fiscale
  3. Permesso di soggiorno
  4. Diplomi o attestazioni professionali, se ne possiede

Se la badante invece non è in regola sul territorio nazionale, il datore di lavoro deve procedere con la regolarizzazione al fine di assumere la badante e farle conseguire un titolo di soggiorno valido.

Il datore di lavoro domestico che assume una badante extracomunitaria senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto o revocato rischia una multa pari a 5.000 euro per ogni lavoratrice occupata irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell’art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98.

 

  • LAVORATORE (CITTADINO ITALIANO – COMUNITARIO O NEOCOMUNITARIO) – DOCUMENTO D’IDENTITA’ IN CORSO DI VALIDITA’ – CODICE FISCALE
  • LAVORATORE (EXTRACOMUNITARIO) CON PERMESSO – DOCUMENTO D’IDENTITA’ IN CORSO DI VALIDITA’ – CODICE FISCALE – PERMESSO O CARTA DI SOGGIORNO – RICEVUTA POSTA ASSICURATA PER RINNOVO SE IL PERMESSO O CARTA SONO SCADUTI
  • LAVORATORE (EXTRACOMUNITARIO) CON REGOLARIZZAZIONE / SANATORIA – DOCUMENTO D’IDENTITA’ IN CORSO DI VALIDITA’ – CODICE FISCALE – NULLA OSTA RILASCIATO DALLA PREFETTURA – CONTRATTO DI SOGGIORNO RILASCIATO DALLA PREFETTURA – RICEVUTA POSTA ASSICURATA PER RILASCIO PERMESSO

 

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Roma, Curriculum Vitae Badante, Come Farlo e Bene

Oggi anche a Roma illustriamo quanto è delicato il lavoro della badante, quanto è delicata la sua professione.

La badante si occupa di prestare assistenza domiciliare a persone in difficoltà, che siano queste anziani, disabili o individui non autosufficienti.

È naturale che per iniziare un lavoro la badante deve presentarsi con un curriculum vitae che descrive il suo percorso lavorativo.

La cosa più importante in un curriculum di una badante è l’affidabilità : indicare sul proprio curriculum vitae i contatti degli ex datori di lavoro è indice di serietà per ogni tipo di ruolo professionale.

Le referenze per una badante rappresentano un valore aggiunto per il profilo dei candidati.

Per trasmettere fiducia al proprio datore di lavoro bisognerà presentare un curriculum vitae ben scritto, ordinato e completo di referenze e competenze:

  • Informazioni personali e di contatto: nome, cognome, telefono, indirizzo di posta elettronica
  • Breve presentazione: subito dopo i dati personali, puoi scrivere alcune righe (due al massimo) di presentazione
  • Formazione: in questa sezione puoi indicare se possiedi un diploma o se hai frequentato corsi di formazione per assistente alla persona
  • Esperienza professionale: elenca tutte le esperienze lavorative svolte in ambito di assistenza alla persona. La cosa migliore sarebbe indicare almeno un paio di lavori. È importante illustrare, in breve, il ruolo, le mansioni svolte e il periodo in cui hai ricoperto quella posizione
  • Esperienza personale: se non hai ancora lavorato come badante, ma hai comunque acquisito competenze tecniche e soft skill grazie alla tua esperienza personale, parlane
  • Competenze: tra le competenze professionali più utili troviamo la cura dell’igiene, l’aiuto ai pasti, le attività di svago, la gestione della casa, ma anche nozioni mediche generali sulle patologie, la prevenzione di incidenti domestici e nozioni di primo soccorso, oltre alla conoscenza di implicazioni giuridiche ed etiche come deontologia e rispetto della privacy
  • Referenze: si ha bisogno di conoscere l’opinione neutra e oggettiva delle persone per le quali hai già lavorato
  • Presentarsi quindi con un curriculum vitae chiaro, con referenze, aiuta la badante già ancor prima di iniziare un lavoro

 

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Il Manuale della Badante a Roma

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa; Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato anche a Roma la badante e la famiglia, per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Spesso si dimentica che la badante non è una creatura che si materializza dal nulla secondo necessità, ma una persona vera, con la sua storia, la sua famiglia, la sua cultura.

Molte non hanno potuto studiare altre, al loro paese, magari hanno preso anche una laurea, che per motivi diversi e per forza di cose, è rimasta in un cassetto.

C’è chi si stupisce, e questo è uno dei motivi per cui in questo testo alcuni concetti sono stati più volte ripetuti, che la badante abbia pretese quali mangiare e dormire.

“Davvero, è scandaloso, mia mamma, prima, spendeva trenta euro alla settimana per mangiare (e fattele due domande, se tua madre ora non sta in piedi adesso) con la badante ne spende ottanta! Ma quanto mangia questa?”.

Signore mio, sarà che sua mamma prima non mangiava proprio e ora, forse, la badante la fa mangiare un pochino di più?

E sarà che ottanta diviso due fa quaranta, il minimo sindacale alla sopravvivenza?

“Ma poi, pretende anche di dormire, la notte!”

Ma davvero certa gente ha certe pretese che non ci si può credere, vero?

E magari questa badante pretende anche di leggere un libro, qualche volta?

O di festeggiare delle festività diverse, o in momenti diversi, rispetto a quelle italiane?

No, ma davvero, non c’è più religione!

Questa lavoratrice ha affrontato delle grandi avversità, altrimenti non sarebbe in un paese straniero a fare i salti mortali per lavorare.

Ha lasciato famiglia, il paese, ha imparato una (o più) nuova lingua, ha dovuto sviluppare un forte spirito di adattamento per inserirsi in un mondo nuovo, con persone diverse e mentalità diversa, con un diverso stile di vita e una diversa economia.

Del resto, le badanti costituiscono una categoria fondamentale per un paese come l’Italia, curando i nostri anziani, avendo cura dell’Italia che invecchia e delle famiglie sempre più disorientate da una società che perde sempre più la sua identità, si perdoni la rima.

La badante non è sempre una sprovveduta, specie se scelta con cura da una azienda che si occupa di questo settore, che rispetta le regole e offre servizi mirati e specifici per ogni famiglia, pensati per assecondare le richieste di tutti, per rispondere alle necessità di chi ha bisogno di aiuto con un proprio caro.

La selezione è destinata ad aumentare in modo esponenziale, secondo il Censis la crescita della domanda di servizi di assistenza porterà il numero degli attuali collaboratori a più di due milioni nel 2030, il doppio rispetto al 2001.

Un boom determinato anche da uno stile di vita nuovo della maggioranza delle donne, per le quali oggi non è più un optional avere una vita lavorativa e attiva.

Dunque, questa badante, a seconda del paese di provenienza avrà le sue abitudini, delle tradizioni che spesso possono essere interessanti, con storie da raccontare e date da rispettare, per esempio.

Molte, come è noto, vengono da paesi dell’Est Europa, quindi hanno una cultura ortodossa, che trasmette non solo una diversa concezione delle festività religiose, ma spesso una diversa e più netta forma di educazione.

Si sente spesso dire che i bambini italiani sono molto viziati dalle badanti che, trovandosi a contatto con le famiglie degli assistiti, ne frequentano i nipotini.

Succede che siano sconcertate dall’educazione dei bambini italiani e dai comportamenti dei genitori e dei nonni.

Questo non significa necessariamente che un metodo educativo sia meglio di un altro, ma che una cultura di fronte a un’altra spesso non riesce a entrare nelle diverse logiche.

Non a livello di mentalità familiare, non a livello di concetto religioso o sociale.

Anche questo, nell’approcciarsi a una badante, è un elemento di cui non si può non tenere conto.

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Roma, il Piano Anziani del Governo

Anche a Roma facciamo presente che tra le varie misure previste dallo Stato per aiutare gli anziani  a gestirsi al proprio domicilio, con l’aiuto di badanti, è stato creato il ddl anziani.

La viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali parla di un patto per la terza età che attua la ‘missione 5, componente 2, riforma 2’ del Pnrr.

L’obiettivo del provvedimento è assicurare il diritto di “continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio” e di semplificare e integrare “le procedure di valutazione della persona anziana non autosufficiente”.

Il testo prevede misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale, anche con forme di coabitazione solidale e intergenerazionale.

“È prioritario introdurre un nuovo welfarespiega Bellucci L’Italia è la prima in Ue e la seconda nel mondo, dopo il Giappone, per numero di anziani”.

Proprio per questo l’impegno principale è sviluppare una rete di protezione domiciliare:

“La casa è il luogo di cura e di assistenza, laddove possibile, ma nel nostro Paese siamo ancora molto indietro. Non è un caso che un milione e trecentomila ricoveri di anziani in ospedale, su cinque milioni, siano impropri: vanno al pronto soccorso perché non hanno alternative. Per questo nel disegno di legge immaginiamo un welfare di prossimità”.

I numeri rendono evidente la sfida: gli over 65 che beneficiano dell’assistenza domiciliare sono, secondo Italia Longeva, il 2,7%, meno di 3 su 100, a fronte di valori europei che oscillano dal 7 al 20%.

“Avere cura degli anziani significa avere cura di tutti noi e del futuro di ognuno” sottolinea la viceministra Bellucci che spiega come il Patto definisca “una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana” che avrà il compito di coordinare gli interventi.

Tra questi, quelli per la prevenzione della fragilità, anche mettendo in campo interventi a favore dei caregivers familiari.

Saranno migliorati pure gli strumenti di sostegno economico che si incroceranno con progetti di rigenerazione urbana.

“Non abbiamo puntato su bonus o spot ma su una riforma strutturale che abbia cura dei nostri anziani”, conclude Bellucci.

Quanto ai benefici economici, l’indennità di accompagnamento viene trasformata nella prestazione universale per la non autosufficienza e la possibilità di riceverla continua a dipendere dal bisogno di assistenza dell’anziano indipendentemente dalle sue condizioni economiche.

Oggi tutti i percettori di indennità ricevono la stessa cifra (527 euro mensili) che rappresenterà il livello minimo della prestazione.

Il suo ammontare sarà graduato al rialzo per chi ha più bisogno di assistenza.

I beneficiari possono scegliere tra due opzioni: un contributo economico senza vincoli d’uso, come è oggi per l’indennità o la fruizione di servizi alla persona da gestori privati, pubblici o badanti regolarmente assunte e in questo secondo caso si ha una maggiorazione dell’importo.

 

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Le Badanti e il Giorno di Pasqua a Roma

Considerando l’avvicinarsi delle festività pasquali, è bene ricordare anche a Roma che l’Art. 16 del CCNL delle badanti riconosce a questi il diritto alla festività.

Le feste legalmente riconosciute in Italia sono:

  • il 1° Gennaio: Capodanno
  • il 6 Gennaio: Epifania
  • il Lunedì di Pasqua: Giorno dell’Angelo
  • il 25 Aprile: Anniversario della Liberazione d’Italia
  • il 1° Maggio: Festa dei Lavoratori
  • il 2 Giugno: Festa della Repubblica
  • il 15 Agosto: Assunzione della Beata Vergine
  • il 1° Novembre: Ognissanti
  • l’ 8 Dicembre: Immacolata Concezione
  • il 25 Dicembre: Santo Natale
  • il 26 Dicembre: Santo Stefano
  • le giornate della Domenica

Hanno pieno diritto, nei giorni festivi riconosciuti a livello nazionale, di osservare un completo riposo e di essere corrisposti ugualmente.

In sostanza dunque, in occasione delle festività riconosciute, i badanti possono astenersi dalle proprie mansioni ricevendo comunque una normale retribuzione, indipendentemente dal fatto che in tali giornate fosse prevista o meno la prestazione lavorativa.

Ma attenzione, il giorno di Pasqua non è considerato una festività perché cadente sempre di domenica. 

Quindi se la festività cade di domenica o in un giorno non lavorativo, il datore di lavoro, anche se la badante è diurna e lavora a ora, deve essere pagata per un sesto dell’orario settimanale, ovvero un ventiseiesimo del mensile.

Una differenza sostanziale nel pagamento della festività lo fa se la badante ha una paga mensilizzata o una paga oraria, che normalmente si distinguono in convivente o non convivente:

Badante convivente

La badante convivente durante la festività goduta viene pagata per 1/6 del compenso e quindi dell’orario settimanale, oppure di 1/26 della paga mensile.

Se infatti la badante lavora 54 ore settimanali, durante la festività verrà pagata per il compenso equivalente a 9 ore.

Facciamo un esempio:

retribuzione mensile pari a € 1.000

la retribuzione della giornata festiva sarà (paga mensile)/26: € 1.000 / 26 = € 38,46

In caso in cui la famiglia chieda alla badante di lavorare durante la festività al lavoratore domestico spetta:

  • la normale retribuzione giornaliera
  • la retribuzione delle ore lavorate maggiorata del 60%

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.