Interruzione del Rapporto di Lavoro con la Badante a Roma

Aes Domicilio si è sempre battuta per la contrattualizzazione in regola delle badanti, ricordando alle famiglie di Roma l’importanza di avere in casa una persona assunta in regola, e alla badante l’importanza di lavorare tutelata.

Quindi argomento importante rispetto al contratto è il licenziamento, in particolare trattiamo la modalità di consegna.

Quali sono le modalità di consegna della lettera di licenziamento o di dimissione?

La lettera può essere:

  • spedita tramite raccomandata all’indirizzo di residenza, per conservare una ricevuta di comunicazione; in tal caso si deve indicare che il preavviso parte dal giorno di ricevimento della lettera.
  • consegnata a mano; si consiglia di inserire la frase “raccomandata a mano” nella lettera e di farsi firmare una copia da conservare in caso di contestazione.

Se il lavoratore o il datore si rifiutano di firmare la lettera di licenziamento o di dimissione che cosa si fa?

Questi atti vengono considerati atti recettizi e quindi hanno effetto nel momento in cui i soggetti ricevono la comunicazione, è necessario inviare la lettera tramite posta, o consegnarla a mano, con un testimone, o al giorno d’oggi basta inviarla tramite whatsapp ed attendere la conferma di lettura.

Altro punto da trattare è la necessità di inserire una motivazione nella lettera di licenziamento o di dimissioni.

No, per il contratto di lavoro domestico non è necessario dare una motivazione.

Nel caso si voglia terminare il rapporto subito, il giorno stesso, è possibile.

Infatti si può terminare il rapporto il giorno stesso della consegna della lettera.

In tal caso però spetta l’indennità di mancato preavviso e in particolare:

  • se il lavoratore si dimette senza preavviso dovrà essere detratta dalla sua busta paga finale il preavviso mancato, importo corrispondente alla retribuzione che avrebbe percepito se avesse lavorato per i giorni di preavviso
  • se il datore licenzia senza preavviso dovrà essere aggiunta alla busta paga  finale del collaboratore l’indennità sostitutiva di mancato preavviso che corrisponde alla retribuzione che avrebbe percepito lavorando per il periodo di preavviso dovuto

Ora veniamo ad un punto molto delicato, ovvero il licenziamento per giusta causa.

Molti datori di lavoro domestico sono convinti che il “licenziamento per giusta causa” significhi che il datore ha una “giusta motivazione” per poter risolvere il rapporto di lavoro.

Nei termini del diritto del lavoro “licenziare per giusta causa” significa invece licenziare un collaboratore perché ha messo in atto dei comportamenti talmente gravi da ledere la fiducia tra datore e collaboratore, tali che non sia più possibile proseguire il rapporto di lavoro (si veda art. 2119 codice civile).

Il licenziamento per giusta causa presuppone che vi sia un atto di contestazione disciplinare che prova la causa del licenziamento stesso così grave da non permettere nemmeno temporanea del rapporto di lavoro.

Si tratta di gravissimi inadempimenti degli obblighi contrattuali o di un fatto esterno al rapporto, tali da venir meno la fiducia del datore di lavoro verso il collaboratore e la relativa puntualità nei successivi adempimenti.

Le motivazioni più frequenti riconosciute come giusta causa di licenziamento sono i seguenti:

  • falsa malattia e falso infortunio del dipendente
  • rifiuto ingiustificato e reiterato del dipendente di eseguire la prestazione lavorativa
  • abbandono ingiustificato del posto di lavoro da parte del dipendente e periodo di assenza non giustificato
  • il collaboratore, durante l’esercizio delle sue mansioni,  sottrae beni al datore di lavoro
  • il lavoratore ha una condotta extralavorativa penalmente rilevante e idonea a far venir meno il vincolo fiduciario

 

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Roma, Cosa Fare per la Badante in Aspettativa

Aes Domicilio ha come obiettivo quello di fornire professionisti dell’assistenza familiare con caratteristiche e competenze specifiche che rispettino le esigenze di ogni singola famiglia di Roma che ci contatta, per avere un servizio efficace, dare alla badante un buon lavoro adeguato alle sue competenze , dare garanzia di alta affidabilità del lavoro alle famiglie.

Per questo Aes Domicilio è attenta alle esigenze delle famiglie, dispone di un ampio portfolio di badanti con esperienza, con referenze, con conoscenze dell’italiano scritto e parlato, con i documenti in regola di qualsiasi nazionalità .

In genere l’aspettativa viene richiesta quando la badante ha già usufruito dei giorni di ferie ma ha bisogno di un altro periodo di astensione dal lavoro per delle questioni personali.

Nel corso del rapporto, le parti possono concordare un periodo di aspettativa o sospensione del contratto, nel caso, ad esempio, le ferie siano già state tutte godute oppure nel caso il collaboratore voglia assentarsi per motivi personali per un determinato periodo.

Durante il periodo di aspettativa il datore conserva il posto di lavoro al collaboratore che quindi non può essere licenziato fino al termine dell’aspettativa richiesta.

Come procedere in caso di assenza non retribuita o sospensione:

  • La collaboratrice dovrebbe fare al datore richiesta scritta per il periodo di aspettativa in modo che, nel caso di controlli Inps, il datore possa giustificare il mancato pagamento dei contributi per quel periodo
  • In seguito é necessario indicare l’assenza in busta paga

La causale da indicare é diversa in base ai seguenti casi:

  •  Assenza per aspettativa richiesta dal collaboratore oppure dovuta ad assenza ingiustificata
    Nell’inserimento mensile va indicato il codice AD di aspettativa per sospensione (senza alcuna specifica di ore), per tutti i giorni consecutivi anche non lavorativi. Tale codice non prevede il pagamento della retribuzione e dei contributi e ,se segnato per più di metà mese all’interno dello stesso mese, non prevede nemmeno la maturazione dei ratei tfr, ferie e 13esima.
  • Assenza temporanea. Non si tratta di un vero e proprio periodo di aspettativa ma solo di un’assenza prolungata. Per quanto riguarda la comunicazione all’Inps rispetto ai contributi, per i periodi di assenza, non vengano pagati.
     Solo se il collaboratore rimane in aspettativa per un intero trimestre contributivo l’Inps richiede una comunicazione preventiva di sospensione contributiva.

Rispetto alle festività che cadono durante il periodo di aspettativa AD,  non vanno pagate.

 

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Alla Ricerca della Collaboratrice Domestica a Roma, il Manuale della Badante

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa, Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante e la famiglia, per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Arriva anche a Roma il momento in cui il proprio caro non è più in grado di gestire da solo la propria vita.

Spesso è semplicemente perché ha problemi di equilibrio e si ha paura che possa cadere, a volte si è dimenticato un paio di volte il gas acceso e non ci si può permettere che succeda di nuovo, altre volte si tratta di cose più gravi.

In ogni caso… se non è possibile per i figli o parenti prenderlo a vivere con loro, oppure se non vuole lasciare la sua casa, bisogna decidersi ad assumere una badante.

Per anni i familiari hanno visto amici o colleghi assumere badanti, parlarne a volte bene e a volte meno, li hanno visti affidare la mamma, il papà, uno zio a questa misteriosa figura e ora tocca a loro.

E come si deve fare?

A chi ci si rivolge?

Al collega, che racconta come la badante di fiducia sia eccezionale?

Agli annunci sui giornali o magari sui social?

E come deve essere, questa badante?

Chi è, esattamente?

Ebbene, attenzione: prima di tutto bisogna capire che la badante è un lavoratore, non un missionario, né un figlio/figlia supplente.

A lei interessa lavorare e portare a casa la pagnotta e, a parte alcune eccezioni, non proverà alcun trasporto per il nostro congiunto, soprattutto all’inizio del rapporto di lavoro.

Se ne occuperà perché è li per questo, lo aiuterà a vestirsi, chiacchiererà con lui, lo accompagnerà nella passeggiata e, se è una brava persona, lo tratterà gentilmente, ma questo, per lei, non sarà altro che lavoro.

Può cambiare, questa situazione?

Può, si vedrà andando avanti, ma bisogna tener conto prima di tutto di questo: al posto di “badante” potremmo mettere la parola “idraulico”, “insegnante”, “commesso” e sarebbe la stessa cosa.

Un lavoratore, una lavoratrice, nella maggior parte dei casi, che svolgerà il suo servizio a casa dell’anziano.

Quindi, si proceda con ordine iniziando la nostra avventura alla ricerca della badante ideale, tenendo conto che… l’ideale non è lo stesso per tutti.

Un tempo, neppure troppo lontano, essere vecchi non rappresentava né una vergogna, né un peso.

L’anziano non era un “vecchio bacucco”, un rimbambito da trattare come un ammalato, né uno scarto sociale.

Era, al contrario, un saggio, qualcuno cui rivolgersi per avere sostegno nei momenti difficili, un consiglio, una conoscenza in più, dall’alto di una grande esperienza.

Ancora oggi, nelle società indigene di ogni parte del mondo, Anziano, scritto maiuscolo, è indice proprio di valore, di conoscenza, di saggezza.

Ma in questa società, che mi guardo bene dal definire “civile”, l’anziano è… il vecchietto che non so dove mettere, quello pieno di acciacchi, che fa un po’ paura, perché potrebbe essere svampito, perso in un mondo di vacuità.

Tempo fa una signora raccontò, con molta rabbia, che suo padre era stato trattato in modo vergognoso da una operatrice di call center che, avendo chiamato per un’intervista, nel sentire che suo padre aveva settantatré anni (settantatré, non centoventi), aveva iniziato a chiedergli se fosse in grado di rispondere autonomamente a un’intervista, se fosse in grado di intendere e di volere.

Scandaloso, non è vero?

Eppure, che si creda o no, molto comune, come comune è vedere persone che si rivolgono a un anziano urlando, perché convinti che altrimenti non capisca, per stupidità o sordità.

Ebbene, signori, la vecchiaia non è una malattia!

Su, ancora una volta: la vecchiaia non è una malattia!

La società in cui viviamo oggi, che ha innalzato velocità e produttività a principi fondamentali e irrinunciabili, ha relegato la figura dell’anziano in un angolo, in ombra, orfano del suo posto di primo piano.

L’esperienza sviluppata nel corso di una vita, che un tempo gli avrebbe portato prestigio sociale e familiare uniti a un senso di utilità, di gratificazione, è oggi di scarso o nessun interesse.

Questo cambiamento radicale, ovviamente, non è stato senza conseguenze: la percezione di inutilità sociale genera nelle persone in età senile un aumento verticale di stress e depressione, con conseguente Somatizzazione di questi stati negativi.

La solitudine è poi una grande piaga sociale dovuta al cambiamento nella struttura della famiglia: un tempo nella stessa abitazione convivevano più generazioni, in un regime di collaborazione e supporto reciproci, mentre oggi procediamo a passo svelto verso una frammentazione del nucleo familiare, con le persone di terza età frequentemente abbandonate a vivere da sole, in case fatiscenti, senza scambiare una parola con anima viva per l’intera giornata, che si ripete giorno dopo giorno sempre uguale, oppure parcheggiate in strutture inefficienti, incapaci di trasmettere il calore di cui ogni essere umano ha bisogno.

Se già negli anni ’80 del secolo scorso, alcuni film di fantascienza mostravano una società nella quale gli anziani (spesso pochissimo anziani, secondo i nostri canoni) venivano “congedati”, “riciclati” o, nel caso di “Soylent Green”, del 73, trasformati in gallette, non molto tempo fa alcuni politici si sono ripetutamente espressi sull’inutilità delle persone anziane, ritenute non produttive, e del loro costo sociale, dovuto a pensioni e terapie di diverso genere.
Questo è un grande male sociale, una trasformazione che, forse, non si è in grado di fermare, non in tempi brevi, ma cui ci si può sicuramente opporre, restituendo ai nostri anziani il massimo del valore e tutte le attenzioni che siamo in grado di donare.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Lazio e in particolare nelle province di Milano e Roma, se cerchi Badanti  Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

La Cura della Persona Allettata a Roma

La badante è una persona che si occupa anche a Roma dell’assistenza domiciliare di una persona anziana o disabile, garantendo il supporto necessario per la cura della persona allettata.

In questo articolo verranno approfonditi i diversi aspetti della cura della persona allettata, le competenze richieste alla badante e le modalità di assistenza a disposizione.

La persona allettata è colui che non ha la possibilità di muoversi autonomamente e ha bisogno di assistenza continua.

Questa situazione può essere causata da diverse patologie, tra cui malattie croniche, traumi, disabilità e altre condizioni che limitano la mobilità dell’individuo.

La cura della persona allettata richiede una serie di competenze specifiche, tra cui la conoscenza delle tecniche di movimentazione e trasferimento, la gestione delle lesioni da decubito, la somministrazione dei farmaci e la gestione delle emergenze.

Una delle prime attività della badante è quella di creare un ambiente accogliente e sicuro per la persona allettata.

Ciò significa che la badante deve garantire che il letto sia sempre pulito e confortevole, che la stanza sia ben aerata e che la temperatura sia adeguata alle esigenze della persona assistita.

Inoltre, la badante deve assicurarsi che la persona allettata sia sempre asciutta e pulita, cambiando le lenzuola e gli indumenti di persona quando necessario e aiutandola nella cura dell’igiene personale.

La badante deve anche gestire le lesioni da decubito, ovvero le lesioni cutanee che si verificano quando la persona rimane a lungo in posizione sdraiata.

Queste lesioni possono essere molto dolorose e possono portare a infezioni e complicazioni gravi.

La badante deve quindi controllare regolarmente la pelle della persona assistita e prendere tutte le precauzioni necessarie per prevenire le lesioni, come la rotazione della persona allettata e l’utilizzo di cuscini speciali.

La somministrazione dei farmaci è un’altra responsabilità importante della badante.

La persona allettata potrebbe assumere diversi farmaci per gestire le sue condizioni di salute e la badante deve garantire che questi vengano somministrati correttamente.

Ciò significa che la badante deve conoscere i diversi farmaci e le loro dosi, le modalità di somministrazione e le possibili interazioni tra di essi.

Inoltre, la badante deve tenere traccia dell’assunzione dei farmaci e segnalare eventuali problemi al medico curante.

La gestione delle emergenze è un’altra competenza fondamentale della badante.

La persona allettata potrebbe avere bisogno di assistenza immediata in caso di problemi respiratori, crisi epilettiche, ictus o altre emergenze mediche.

La badante deve quindi conoscere le procedure di primo soccorso e saper gestire queste situazioni in modo efficace, contattando tempestivamente il medico curante o il servizio di emergenza.

Esistono diverse modalità di assistenza domiciliare per la cura della persona allettata.

La badante può essere impiegata a tempo pieno o part-time a seconda delle esigenze della persona assistita.

In alcuni casi, la famiglia della persona allettata potrebbe decidere di assumere più badanti per garantire una copertura 24 ore su 24.

 

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Roma, Amiche e Badanti Georgiane Dialogano tra loro

Riportiamo anche a Roma un dialogo tra due badanti georgiane.

Nana: Buongiorno, come sta la signora oggi?

Elena: Buongiorno, oggi sembra essere un po’ più stanca del solito. E la sua signora?

Nana: La mia signora sta bene, ha dormito tutta la notte e si è svegliata di buon umore. Mi sembra che sia migliorata molto da quando sono qui.

Elena: Anche la mia signora ha fatto progressi. Dopo qualche settimana, è diventata più socievole e aperta alla conversazione. Mi sembra che si sia abituata alla mia presenza.

Nana: Sì, la routine quotidiana aiuta molto a creare un clima familiare. La mia signora sa che ogni mattina le preparo la colazione e la aiuto a vestirsi, quindi si sente più sicura e a suo agio con me.

Elena: Esatto, la routine è importante. Anche la mia signora si aspetta che io segua una routine precisa ogni giorno. Ad esempio, ogni sera prima di andare a letto le preparo una tisana e le leggo un po’ di un libro che le piace.

Nana: La mia signora adora la musica, soprattutto quella classica. A volte la ascoltiamo insieme e parliamo di come ci fa sentire.

Elena: È bello trovare attività che possiamo fare insieme alle persone a cui ci prendiamo cura. La mia signora adora fare la passeggiata ogni giorno, quindi la porto fuori spesso.

Nana: Anche la mia signora adora fare la passeggiata, ma a volte ha difficoltà a camminare. In quei casi, mi assicuro che abbia una sedia a rotelle comoda e la porto fuori comunque.

Elena: È importante adattarsi alle esigenze delle persone a cui ci prendiamo cura e trovare soluzioni per soddisfare i loro desideri. A volte può essere difficile, ma è molto gratificante vedere che le persone sono felici e soddisfatte.

Nana: Esatto, il nostro lavoro può essere molto impegnativo ma anche molto gratificante. Dobbiamo essere pazienti, attenti e premurosi con le persone a cui ci prendiamo cura.

Elena: Concordo pienamente. Dobbiamo anche essere pronti ad affrontare situazioni difficili e impreviste, come ad esempio eventuali malattie o problemi di salute delle persone a cui ci prendiamo cura.

Nana: Esatto, la nostra formazione e la nostra esperienza ci aiutano a gestire queste situazioni, ma dobbiamo anche essere sempre pronti ad imparare e a migliorare le nostre competenze.

Elena: Sì, dobbiamo sempre essere aggiornati sulle nuove tecniche e sulle nuove tecnologie che possono aiutarci nel nostro lavoro. Dobbiamo essere sempre pronti ad adattarci ai cambiamenti.

Nana: Esatto, dobbiamo essere flessibili e aperti al cambiamento. Il nostro lavoro richiede anche una forte dose di empatia e di comprensione delle esigenze delle persone a cui ci prendiamo cura.

Elena: Sì, l’empatia è fondamentale per il nostro lavoro. Dobbiamo essere in grado di metterci nei panni delle persone a cui ci prendiamo cura e di capire le loro esigenze e i loro desideri.

Nana: Esatto, l’empatia ci aiuta anche a creare un rapporto di fiducia e di stima con le persone a cui ci prendiamo cura. La fiducia e la stima sono fondamentali per creare un ambiente sereno e tranquillo in cui le persone si sentono al sicuro e protette.

Elena: Sì, la sicurezza e la protezione delle persone a cui ci prendiamo cura sono la nostra priorità assoluta. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire la loro sicurezza e il loro benessere.

Nana: Esatto, è il nostro dovere e la nostra responsabilità. Siamo qui per prendersi cura delle persone che hanno bisogno di aiuto e di assistenza, e dobbiamo farlo con il massimo impegno e la massima dedizione.

 

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Prepararsi a Roma alle Ferie dell’Anziano, la Badante in Vacanza

La badante è una figura professionale che si occupa dell’assistenza domiciliare di persone anziane o disabili.

Il suo ruolo consiste nel fornire supporto nelle attività quotidiane dell’assistito, come la cura personale, la preparazione dei pasti, la pulizia della casa (magari affidandosi anche ad una impresa di pulizia a Roma) e l’accompagnamento in caso di necessità.

In alcuni casi, la badante di Roma può anche essere chiamata a seguire l’assistito in momenti di svago e di relax, come ad esempio al mare.

Seguire l’assistito al mare rappresenta una sfida particolare per la badante, poiché richiede di gestire diverse variabili e di prevenire eventuali situazioni di rischio.

Innanzitutto, è necessario accertarsi che l’assistito si trovi in condizioni di salute adeguate per affrontare una giornata al mare.

In caso contrario, la badante dovrà valutare se sia possibile rimandare l’uscita o se sia necessario chiedere il parere di un medico.

Una volta verificato lo stato di salute dell’assistito, la badante dovrà organizzare tutta la logistica dell’uscita al mare.

Ciò significa prenotare il posto in spiaggia, preparare il pranzo e le bevande, portare l’ombrellone, le sedie e tutti gli altri accessori necessari per trascorrere una giornata al mare in sicurezza e comfort.

Durante l’uscita al mare, la badante dovrà prestare particolare attenzione alla sicurezza dell’assistito.

Questo significa vigilare sulla sua esposizione al sole, evitando le ore più calde e garantendo l’utilizzo di creme solari e di indumenti protettivi.

Inoltre, la badante dovrà essere pronta a intervenire in caso di problemi legati alla balneazione, come crampi o difficoltà respiratorie.

La badante dovrà anche gestire le esigenze dell’assistito durante la giornata al mare.

Questo significa assisterlo nelle attività di cura personale, come la toilette e l’utilizzo del bagno, e fornirgli il supporto necessario per spostarsi sulla spiaggia e fare il bagno se lo desidera.

Inoltre, la badante dovrà essere in grado di gestire eventuali situazioni di disagio o di stress dell’assistito, fornendogli l’aiuto e il conforto di cui ha bisogno.

La badante dovrà coordinarsi con gli altri membri della famiglia o con i responsabili dell’assistito per garantire che la giornata al mare si svolga nel migliore dei modi.

Ciò significa comunicare tempestivamente eventuali problemi o difficoltà incontrate durante l’uscita e collaborare per trovare le soluzioni più appropriate.

In conclusione, seguire l’assistito al mare rappresenta una sfida importante per la badante, che dovrà prestare attenzione a diverse variabili per garantire la sicurezza e il benessere dell’assistito.

Tuttavia, se la badante è competente e preparata, questa esperienza può rappresentare un momento di svago e di relax per l’assistito, contribuendo a migliorare la sua qualità della vita e a rafforzare il rapporto di fiducia e di affetto con la badante stessa.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

L’anziano di Roma e il Desiderio di Stare nella Propria Casa, quando è Meglio la Badante

Svolgendo il ruolo di gestione badanti, sappiamo come le famiglie di Roma preferiscano tenere i loro cari in casa.

Per questo si appoggiano a associazioni come Aes Domicilio per la ricerca della badante perfetta, della propria badante a Roma.

L’anziano preferisce spesso vivere a casa propria piuttosto che in una struttura assistenziale perché ciò gli consente di mantenere la propria autonomia e indipendenza, di avere più controllo sulle proprie attività quotidiane e di godere del proprio spazio personale.

Lavorando nel campo anziani siamo anche noi i primi a dire che ci sono situazioni in cui vivere in una struttura assistenziale può essere la scelta migliore per l’anziano.

Ad esempio, se l’anziano ha bisogno di assistenza medica costante o di cure specialistiche, o se vive in una casa che non è sicura o adatta alle sue esigenze, una struttura assistenziale potrebbe offrire la soluzione più adatta.

In ogni caso, la scelta di vivere a casa propria o in una struttura assistenziale dipende dalle esigenze e dalle preferenze dell’anziano, nonché dalle risorse disponibili per garantire un’adeguata assistenza e cura.

E’ sempre importante considerare le esigenze specifiche dell’anziano e le opzioni disponibili nella propria area geografica.

L’anziano che desidera rimanere a casa propria può scegliere di assumere una badante per fornire assistenza e cura.

La badante è colei che si occupa di assistere l’anziano nelle attività quotidiane, come l’igiene personale, la preparazione dei pasti, la pulizia della casa e la gestione delle medicine.

Il ruolo che svolge come selezione dell’assistente domestico, permette ad Aes Domicilio di ricordare come è importante scegliere una badante affidabile e professionale, che abbia esperienza e capacità di assistere l’anziano nelle sue esigenze specifiche.

La badante dovrebbe essere in grado di comunicare efficacemente con l’anziano e la sua famiglia, di rispettare la privacy e la dignità dell’anziano e di garantire un ambiente sicuro e confortevole.

 

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Ricerca della Badante Convivente a Roma

I servizi di assistenza anziani che vengono offerti da Aes Domicilio a Roma garantiscono le assunzioni regolari delle badanti a Roma, nel rispetto del contratto.

Si garantisce sicurezza e legalità sia alla famiglia che al collaboratore domestico, esso sia badante convivente, ad ore, notturno.

Ora trattiamo la ricerca della badante convivente.

Per prima cosa la badante che riveste questo ruolo deve infatti occuparsi anche di:

  • Pulire e tenere in ordine la casa
  • Fare la spesa oppure segnalare al familiare che se ne occupa ciò che manca in casa
  • Preparare i pasti
  • Occuparsi della movimentazione dell’assistito e del sostegno alla deambulazione
  • Curare l’igiene personale della persona seguita
  • Somministrare le terapie mediche prescritte
  • Tenere compagnia e fornire supporto morale
  • Accompagnare durante passeggiate giornaliere o ad appuntamenti medici

Tutti questi aspetti rendono evidente l’importanza dell’instaurarsi di una relazione di fiducia e personale, basata sull’empatia e sulla trasparenza.

Una badante deve saper ascoltare, alleviare il senso di solitudine, mostrarsi positiva per fornire un supporto adeguato all’assistito.

Il contratto dei collaboratori domestici a livello di orario prevede una assunzione a 54 ore a settimana di lavoro.

Nello specifico, 10 ore lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, e 4 ore il sabato.

Ci sono poi da considerare anche ferie che in base ai giorni di lavoro effettivi e anche la durata del rapporto lavorativo, influiscono sullo stipendio.

Lo stesso discorso vale anche per permessi retribuiti e malattia.

Tutte le ore disponibili che non vengono sfruttate devono poi essere retribuite dal datore di lavoro.

Lo stipendio del lavoratore dipendente è composto da una serie di elementi, quali:

  • Retribuzione minima che è prevista dall’ordinamento legislativo
  • Scatti di anzianità
  • Ferie non godute
  • Permessi non goduti
  • Vitto e alloggio (Il vitto dovuto al lavoratore deve assicurargli una alimentazione sana e sufficiente; l’ambiente di lavoro non deve essere nocivo all’integrità fisica e morale dello stesso. Il datore di lavoro deve fornire al lavoratore convivente un alloggio idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza.)
  • Tredicesima
  • Straordinari che il lavoratore sceglie di fare
  • Contributi versati mensilmente

Il contratto di convivenza non obbliga la badante a trasferire la sua residenza presso l’abitazione del datore di lavoro.

Può farlo oppure no, dipende dagli accordi presi con il datore di lavoro.

 

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Raccomandazioni a Roma sull’Assunzione in Regola della Badante

Non si ripeterà mai abbastanza anche a Roma che affidarsi al passaparola nella ricerca di una badante è la cosa peggiore.

Non importa se il collega si è trovato benissimo con quella persona, era il suo caso, non quello di qualcun altro.

Se quella badante era l’ideale per lui, per il suo congiunto, non è assolutamente detto che lo sarà per noi.

Ogni caso è uguale a se stesso e, come abbiamo visto, bisogna selezionare la lavoratrice adatta al proprio caso, al carattere dell’assistito, alle sue necessità, non a quelle di qualche conoscente: la famiglia deve scindere la questione della conoscenza dalla questione della professionalità.

E già stato esaminato un esempio di questionario piuttosto preciso, che potrebbe essere usato, anzi andrà usato come base per la nostra ricerca.

La cosa peggiore che una famiglia può fare per il congiunto, è assumere una badante in nero.

La persona che si è assunta potrebbe essere davvero in gamba ma, attenzione!

Supponiamo che la badante abbia un incidente… Supponiamo che, mentre porta al parco l’assistito, venga fermata per un controllo e si scopra che non solo non ha un contratto di lavoro, ma neppure un permesso di soggiorno!

Ora si immagini che non sia così onesta e che un giorno, improvvisamente, non si presenti più al lavoro, o se ne torni a casa sua senza preavviso.

La badante in nero sa che il datore di lavoro è in difetto e ha parecchie frecce al suo arco.

Per capirci, se ne ha la possibilità di farci una vertenza, la fa sicuramente, giusto per ricavarne un bel tesoretto.

In ogni caso, vertenza o meno, qualsiasi imprevisto può causare parecchi guai.

Se scivola, se l’assistito dà di matto, è un problema qualunque sia la problematica.

Molti assumono la persona a ore, mentre poi nella realtà è convivente, e questa sarebbe una buona causa di vertenza.

La badante è una lavoratrice, come è già più volte stato sottolineato, quindi se trova di meglio saluta la famiglia che l’ha assunta, anzi, se ne va senza salutare.

In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, una badante in nero ha la possibilità di eseguire delle riprese video e audio della casa nella quale lavora.

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare che si sta lavorando in nero, senza commettere un reato di violazione della privacy e del domicilio di un’altra persona.

Questo porterà a una possibile vertenza lavorativa, in seguito alla quale il datore di lavoro sarà tenuto a pagare:

  • I contributi mai versati
  • Eventuali differenze di retribuzione previste dal contratto collettivo del lavoro
  • Il TFR
  • Le ferie retribuite e i permessi non goduti

La badante in nero ha il diritto di denunciare la persona per cui lavora all’Ispettorato del lavoro o in Tribunale, anche in assenza di prove video o audio. In questo caso, sebbene le sue dichiarazioni non bastino a dimostrazione del fatto alla base della denuncia, costituiscono prova le testimonianze di persone che abbiano assistito allo svolgimento della sua attività in nero.

Quali sono, a questo punto, le conseguenze legali che ricadono sulla persona che fa lavorare qualcun altro in nero?

In primissimo luogo, devono prima di tutto essere versate tutte le somme che il denunciante avrebbe ricevuto in caso di assunzione regolare.

Per fare un esempio, l’omissione di contributi previdenziali prevede il versamento di un importo raddoppiato.

Tra i rischi ci sono:

  1. Dover pagare nuovamente tutti gli stipendi in quanto, avendoli versati in contanti, non esiste tracciabilità al riguardo, quindi non c’è prova che siano stati regolarmente versati
  2. Una serie di sanzioni amministrative:
  • La prima è prevista per l’omessa o ritardata comunicazione dell’assunzione all’INPS ed
 è di valore variabile.
    Può essere applicata una sanzione amministrativa per la mancata iscrizione all’INPS per ogni lavoratore in nero, maggiorata di una quota supplettiva per ogni giorno di lavoro svolto.
  • Per l’omesso pagamento dei contributi previdenziali sono previste sanzioni pari a una cifra compresa tra il 30% e il 60% dei contributi evasi su base annua. La sanzione amministrativa è applicabile anche su una sola giornata di lavoro in nero.

Naturalmente la tentazione di assumere in nero è molto forte: nessuna burocrazia, prezzi molto inferiori, in quanto non si devono pagare tasse e contributi, insomma, sembra uno scenario meraviglioso!

Ma ci sono delle trappole, in questo scenario, come abbiamo visto e non è nemmeno tutto qui!

Il minor costo iniziale, si trasformerà in un prezzo molto salato, quando dovremo pagare multe, contributi, stipendi in realtà già versati e così via, senza contare che magari la badante non è poi così tanto preparata.

Ci sono poi i casi estremi, come quelli in cui la badante picchia l’anziano, oppure casi di furto anche grave, oppure quei casi strani, in cui improvvisamente figli e nipoti si trovano diseredati e il testamento è tutto per la badante… e potremmo trovare casi su casi, volendo.

Un caso emblematico è quello in cui una badante ha circuito l’anziano, credendolo molto più ricco di quanto non fosse.

La verità è che la donna aveva sentito i figli parlare di eredità, di bonus e si era convinta di trovarsi in casa di un milionario.

Così ha iniziato a circuirlo, arrivando a infilarsi nel suo letto nuda avendo con lui, per quanto possibile, rapporti sessuali.

Fortunatamente, dopo un po’, i figli hanno iniziato ad accorgersi che qualcosa non quadrava, avevano la sensazione di qualcosa di strano, anche se non riuscivano a raccapezzarsi.

Così hanno deciso di cambiare badante, ma a questa notizia, l’anziano si è opposto con forza, anzi, con eccessiva forza, e non voleva assolutamente sentir parlare di cambiarla e anche questo fatto era strano.

Finché, messo alle strette dai figli, finalmente ha ammesso di aver avuto rapporti con quella donna.

Il fattore umano è imprevedibile.

Neppure un’agenzia, pur selezionando e tenendo sotto controllo ogni collaboratore, è in grado di prevedere determinati comportamenti, figurarsi se un passaparola può essere affidabile!

In nero, davanti a un fatto come questo, la badante può andare alla polizia e dire che l’anziano le è saltato addosso, che l’ha importunata e ha tentato di violentarla.

Può ricattare la famiglia, insomma, può succedere di tutto, perché non c’è nessuna garanzia e nessun intermediario.

In questo caso specifico, l’agenzia cui i figli dell’anziano si erano rivolti, ha chiamato la badante, convincendola a lasciare quel lavoro, con la promessa di un altro lavoro, migliore e meglio pagato di quello, finché lei se n’è andata.

L’agenzia ha poi mandato un’altra persona alla famiglia, ovviamente non facendosi più sentire con la prima.

Sarebbe stato importante fare una denuncia ma, nonostante le insistenze, la famiglia non ha voluto denunciare e la cosa è finita li.

Recentemente si è verificato un caso inquietante, per cui una badante incinta si è fatta sposare dal figlio dell’assistito.

Naturalmente si è licenziata ed è stato necessario assumerne un’altra, in quanto si sarebbe creato un conflitto di interessi.

Sono casi delicati, ma ce ne sono moltissimi.

 

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Il Manuale della Badante a Roma: i Falsi Miti sull’Assistente Familiare

Come in ogni categoria, lavorativa o d’altro genere, anche nei riguardi delle badanti circolano a Roma falsi miti e credenze errate.

Probabilmente, già nella prima parte, molti dubbi sono stati chiariti, ma questa sezione ha lo scopo di approfondire temi e conoscenze, in modo da dare alle famiglie delle competenze di base prima ancora della vera e propria assunzione.

Il presente manuale, naturalmente, serve anche alla professionista, aiutandola a chiarire ai datori di lavoro e a se stessa il suo reale ruolo sia nella famiglia, sia nella società attuale.

La badante è un’infermiera: ebbene, no, non è un infermiera!

Non può fare punture, non può fare fisioterapia, non può sostituire nessuna figura professionale.

Può controllare la somministrazione dei farmaci attraverso uno schema dato dalla famiglia.

Può mobilitare l’anziano, portarlo a passeggio, lavarlo, sempre secondo gli accordi con la famiglia, aiutarlo a mangiare in caso di difficoltà di deglutizione, ma non è un’infermiera e non fa iniezioni, flebo o altro.

Può prendere la pressione o la glicemia, che sono cose comunque alla portata di chiunque.

Dipende dalla nazionalità: una delle leggende metropolitane più comuni è che la serietà o l’abilità della badante dipenda dal paese di origine.

No. Le badanti sono persone e, come tali, possono essere più o meno in gamba, più o meno preparate o pazienti, ma questo dipende solo dal loro carattere e dalla loro serietà.

Il paese d’origine non c’entra niente. Se una rumena era cattiva, non significa che le rumene siano cattive, o le ucraina, filippine, peruviane e così via.

Si sentono telefonate alle agenzie nelle quali il cliente dice chiaramente di non volere una badante di tale nazionalità, perché si è trovato male con la precedente, perché non era onesta, perché ha tentato di circuire il nonno e così via.

No, non funziona così: se c’è stata una brutta esperienza è normale andare con i piedi di piombo, ma NON si deve cadere nell’errore di pensare sia un problema di nazionalità! È molto importante capire questo concetto.

Vive per l’assistito: Anche no!

La badante è un lavoratore, vive per se stessa e fa quel lavoro per portare a casa la pagnotta.

Non vive per l’assistito, non deve essere necessariamente legata all’anziano di cui si occupa, soprattutto all’inizio.
Con il tempo può nascere un sentimento d’affetto, ma questo dipenderà, più ancora che da lei, dalla famiglia e dall’anziano stesso: se l’anziano la insulta e tratta male è improbabile che la badante gli si affezioni, così come essere trattata male dalla famiglia tenderà ad allontanarla affettivamente anche dall’assistito.

Deve lavorare 24 ore su 24: NO.

La badante di notte deve dormire.

Teoricamente, dalle otto di sera alle otto di mattina, dovrebbe stare nella sua stanza ed essere presente solo per le emergenze.

La gente pensa che lei debba stare li sempre, anche se l’anziano si sveglia cinque o sei volte.

Tu, figlio, sei disposto (o dovresti esserlo) a fare le notti per il tuo familiare, ma lei è una lavoratrice, non deve fare dei sacrifici, il suo lavoro è già abbastanza complicato e faticoso.

Se l’anziano non dorme, ci stai tu. Se l’anziano si sveglia cinque o sei volte per fare pipì e chiama la badante, può star certo che dopo una settimana questa telefona e dice che vuole andarsene.

Me l’ha detto il vicino:

È già in parte stato affrontato questo discorso: non importa quanto sia in gamba e affidabile il vicino, il collega o il migliore amico.

La badante per il congiunto è cosa di cui solo la famiglia si deve occupare.

Ogni anziano è diverso, ogni famiglia è diversa e ognuno ha diverse necessità. Quello che va bene per uno, può non andare affatto bene per un altro.

Non ci si deve affidare al passaparola, al “me lo ha consigliato… “, perché si sta parlando di due realtà diverse, forse incompatibili.

Quindi, l’unico modo davvero serio e sicuro per selezionare una badante, è quello che visto in precedenza: prendere carta e penna e stilare un questionario con liste di necessità sia della famiglia che dell’anziano da accudire.

Il fai da te sarebbe da evitare, ma se proprio si vuole tentare questa strada, almeno sarà bene affidarsi a consigli reali e non al passaparola.

 

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