Roma, Bonus per Badanti in Arrivo?

All’ inizio del mese di Giugno si è sentito parlare nella legge di conversione del decreto del lavoro di un bonus badanti.

Innanzitutto specifichiamo meglio quale ruolo importante svolgono le badanti a Roma all’interno delle nostre famiglie.

La badante è una figura che assiste le persone non autosufficienti o parzialmente autosufficienti per svolgere le attività di tutti i giorni a casa o fuori casa.

Nel caso in cui l’assistito abbia bisogno di supporto costante ci sarà bisogno di una badante convivente.

Ecco nel dettaglio di cosa si occupa una badante:

  • fare la spesa, preparare i pasti e servirli agli orari concordati
  • sbrigare le faccende domestiche per mantenere la casa pulita e ordinata 
  • occuparsi della movimentazione e deambulazione nel caso in cui la persona assistita sia costretta a letto o in sedia a rotelle o abbia difficoltà motorie
  • accompagnare la persona nelle uscite e commissioni quotidiane
  • curare la salute e l’igiene personale
  • verificare che la persona segua le terapie prescritte dal medico
  • occuparsi della sfera relazionale e tenere compagnia alla persona assistita

Sappiamo che da inizio 2023 c’è  stato un aumento del costo della badante che rischia di impennare i casi di badante irregolari.

Tenendo conto che purtroppo nel mondo dell’assistenza domiciliare vi è ancora molto lavoro nero.

Lo stato sta valutando alcuni sgravi fiscali per le famiglie, strutturandolo come bonus sul lavoro domestico. Si sente parlare di un valore di 3.000 euro.

Già il mese scorso si era parlato di questo bonus badanti, nella fase di conversione in legge del decreto lo sgravio potrebbe essere riproposto e varato.

Ricordiamo che ad oggi con i contributi già le famiglie hanno uno sgravio di circa 1.500 euro, a carico del datore di lavoro , quindi è naturale che deve esserci un’ assunzione regolare.

Quindi inizialmente lo sgravio doveva essere solo per il periodo d’imposta 2023.

Le condizioni di questo eventuale bonus per badanti sarebbe assegnato alle famiglie che:

assumono con contratti di lavoro domestico negli anni 2023, 2024 e 2025 a tempo indeterminato o con conversione da tempo determinato a indeterminato e che potranno contare per 36 mesi su un esonero contributivo integrale fino a un massimo di 3.000 euro ogni anno.

Con persona non autosufficiente e con più di 65 anni.

Il testo dell’emendamento approvato prevede che:

“Al fine di supportare le famiglie nell’assistenza agli anziani, per gli anni 2023, 2024, 2025 è previsto un esonero contributivo del 100 per cento, nel limite massimo di importo di 3.000 euro annui, per 36 mesi, in caso di assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a persona non autosufficiente con più di sessantacinque anni. Il beneficio non spetta nel caso in cui tra il medesimo lavoratore e il medesimo datore di lavoro o persona del suo nucleo familiare sia cessato un rapporto di lavoro domestico da meno di ventiquattro mesi. Il beneficio non spetta, altresì, in caso di assunzione di parenti o affini, salvo che il rapporto abbia ad oggetto lo svolgimento delle mansioni di cui all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, del d.P.R. 31 dicembre 1971, n. 1403.”

 

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Roma, Diritti e Doveri di una Badante

Prima di aprire la porta di casa alla badante a Roma vediamo quali sono i diritti e quali i doveri di questa figura professionale.

Ci si ricordi che si tratta di un lavoro di accudimento all’interno del domicilio, al contrario di quello che avviene in struttura, dove ci sono medici, infermieri, fisioterapisti, ausiliari, oltre a macchinari per ogni necessità.

Quando si sceglie di prendere una badante, si deve capire che non può essere tutto questo, compattato in una sola persona.

Inoltre, non si può pensare neppure lontanamente che la badante sia la sostituta dei familiari: la famiglia deve sì appoggiarsi alla badante ma, a sua volta, la deve sostenere, soprattutto nel caso il congiunto abbia una situazione, fisica o mentale, difficile.

Tutta la parte affettiva che si vuole continuare a dare all’anziano deve venire dalla famiglia, non dalla badante.

Lei cucina, cambia l’anziano, lo lava, gli lava le cose, gli fa compagnia, ma se l’anziano ha comportamenti aggressivi o patologie di un certo tipo, la badante non può costringerlo a fare qualcosa, al massimo sono i familiari che, davanti all’anziano stesso, possono dire cosa è autorizzata o meno a fare e dire la badante.

Nel caso di un paziente psichiatrico, che è un caso già estremo ma per capirci, se ci si trova all’interno di una struttura, ci sarà un operatore formato e autorizzato a sedarlo, seguendo un protocollo.

Se invece l’anziano perde la testa o delira in casa la badante non può fare niente, se non chiamare i figli o il 118.

È lì per un compito e stop.

Le badanti non hanno chissà che preparazione per affrontare certe situazioni, a meno che abbiano conseguito un diploma di infermiere nel loro paese o abbiano fatto qualche corso di pronto soccorso anche qui, ma è un caso piuttosto raro, in generale non esiste una vera e propria formazione per badanti, l’unica vera formazione è l’esperienza.

Per questo ci si deve rendere conto che non si può chiedere loro di gestire situazioni estreme, di pronto soccorso, di attacchi di rabbia o fughe di un paziente Alzheimer. In questi casi bisognerà valutare, come si vedrà più avanti, se affidarsi ancora all’assistenza domiciliare o pensare seriamente a una struttura.

Quindi, quali sono i suoi doveri?

Empatia, dimestichezza con l’anziano, capacità nello spostare e mobilitare, senza rischiare di fargli male.

Dovrà cucinare, fare attenzione che non cada, aiutarlo a uscire e lavarsi, spesso aiutandolo a fare la doccia, sicuramente somministrare le medicine indicate dalla famiglia.

Caratteristica della badante deve essere la pazienza, ma anche la pazienza ha un limite fisiologico: non si può pretendere che la badante si faccia maltrattare o che sia presente ventiquattro ore su ventiquattro.

Sia chiaro, a una certa ora, la badante, se convivente, si deve ritirare nella sua stanza e restare li fino al giorno dopo, intervenendo solo in casi di emergenza.

In generale le agenzie si rifiutano di gestire determinati casi perché diventa pericoloso sia per la badante, sia per l’agenzia a livello legale.

C’è molta richiesta e, se un caso è difficile, possono sempre andare in un altro posto.

Ecco qui di seguito un caso, non raro, verificatosi poco prima di iniziare la stesura di questo manuale.

Una signora, residente in Germania, aveva richiesto a un’agenzia una badante per Pasqua e Pasquetta, poiché la sua abituale era via per un paio di giorni.

L’anziana, però, era molto capricciosa e prepotente e, vedendo una persona nuova, ha pensato bene di esercitare su di lei un potere tirannico (si perdoni il termine un po’ forte).

La badante da poco aveva subito un’operazione di ernia e doveva fare attenzione a piegarsi, cosa di cui l’anziana era perfettamente al corrente ma, forse proprio per questo, il primo giorno ha preteso che la donna le mettesse i calzini, chinandosi fino a terra.

In seguito ha continuato a trattarla male e insultarla, finché, a metà giornata, la badante è scappata in lacrime.

Inutile dire che l’agenzia si è rifiutata di mandare un’altra lavoratrice né quel giorno, né mai.

Le badanti non sono macchine, non cose, sono persone e come tali vanno sempre trattate.

Una volta chiarito questo punto, sicuramente tutto il resto sarà molto più semplice.

 

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Il Manuale della Badante a Roma

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa: Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante a Roma e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Il nostro corpo, come ogni cosa su questo pianeta, è soggetto a invecchiamento.

Con il passare del tempo le cellule si ossidano, le articolazioni diventano più fragili e il sistema nervoso cambia.

Ma quali sono i segnali dell’invecchiamento ed è possibile prevenirlo o contrastarlo, in qualche modo?

Quando le cellule invecchiano i geni programmano un processo che, quando attivato, provoca la morte della cellula, una morte programmata chiamata apoptosi che è una sorta di suicidio cellulare.

L’invecchiamento di una cellula ne è motivo scatenante: le cellule vecchie, infatti, sono destinate a morire per fare spazio a quelle nuove.

Le cellule sono in grado di dividersi un numero limitato di volte, limite che è programmato dai geni stessi.

Quando una cellula non è più in grado di dividersi, diventa più grande, continua a vivere per un po’ e poi muore.

Questo succede in tutti gli organismi, le cellule muoiono anche nei bambini, ma nei giovani la sostituzione con cellule nuove è molto attiva e veloce, mentre nell’anziano il ricambio è man mano più scarso e questo porta all’invecchiamento di ogni componente dell’organismo da cui malfunzionamenti, fragilità, insorgere di patologie.

Solitamente le badanti sono a conoscenza delle principali patologie, o comunque di situazioni che interessano il peggioramento di vita degli anziani e molte volte conoscono i fondamenti rispetto al funzionamento del cervello umano.

I livelli di sostanze chimiche coinvolte nell’invio di messaggi all’interno del cervello cambiano: la maggior parte si riduce, mentre in alcuni casi aumentano.

Le cellule nervose possono perdere alcuni dei recettori utili all’invio dei messaggi, lo stesso flusso ematico verso il cervello si riduce, abbassando i livelli di ossigeno.

A causa di questi cambiamenti associati all’età, il cervello può funzionare un po’ meno bene e gli anziani possono reagire e svolgere delle operazioni in modo leggermente più lento, ma a parte questo, riescono a portare a termine ogni attività con precisione.

Alcune funzioni mentali come il vocabolario, la memoria a breve termine, la capacità di apprendimento di nuove nozioni o la capacità di ricordare le parole possono ridursi lievemente una volta oltrepassati i settant’anni.

La vecchiaia è un viaggio, un percorso che va affrontato insieme: è necessario fare in modo che i nostri cari non si sentano mai da soli.

Bisogna coinvolgere tutte le forze possibili per assecondare le varie fasi della loro vita, con pazienza, costanza e volontà.

La badante è una risorsa indispensabile in tutto questo: la presenza, lo spingere l’anziano all’attività, sia fisica che mentale, farlo uscire, farlo ridere, aumentando così i livelli di serotonina, sono tutti elementi che aiutano a contrastare la degenerazione cellulare.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

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La Badante a Roma e l’Assistenza Domiciliare con Anziana Malata di Demenza

La badante di Roma si chiamava Larysa ed era una donna di mezza età con una grande esperienza nella cura degli anziani.

Aveva passato gran parte della sua vita a prendersi cura di persone malate e aveva acquisito una grande conoscenza nel campo della geriatria.

Un giorno, durante una ricerca di lavoro, Larysa incontrò una famiglia che cercava una badante per la madre anziana, una signora di nome Anna, che soffriva di demenza senile.

Anna era una signora dolce e gentile, ma la sua malattia aveva fatto sì che fosse diventata sempre più confusa e dimenticava spesso le cose.

Larysa iniziò subito a lavorare cercando di creare un ambiente confortevole per Anna e di aiutarla a gestire le sue giornate.

Larysa capì subito che Anna aveva bisogno di una routine stabile per sentirsi sicura e tranquilla. La badante pianificò quindi una routine giornaliera per Anna, che includeva attività come la lettura, la musica, la ginnastica dolce e la cucina.

Cercava di coinvolgere Anna in tutte le attività possibili, per mantenerla attiva e stimolata.

Tuttavia, Anna spesso si sentiva confusa e disorientata, soprattutto durante la notte.

Larysa decise di dormire nella stanza accanto a quella di Anna per poterla assistere in caso di bisogno.

Durante la notte, cercava di calmare Anna quando era agitata e disorientata, cantandole canzoni e raccontandole storie.

Anna aveva bisogno di prendere molti farmaci e Larysa si assicurava che li prendesse regolarmente e nel giusto dosaggio.

Inoltre, faceva attenzione alla sua alimentazione, preparando pasti sani e gustosi.

Con il passare del tempo, Larysa sviluppò una forte connessione con Anna.

Nonostante la malattia Anna era ancora in grado di comunicare e di esprimere la sua gratitudine per l’attenzione e la cura di Larysa.

La badante trascorreva ore a parlare con Anna, ascoltando le sue storie e i suoi ricordi.

Tuttavia, non tutto era sempre facile: Anna aveva spesso momenti di confusione e di agitazione, che mettevano alla prova la pazienza e la professionalità della badante.

Dopo alcuni mesi, la salute di Anna peggiorò e fu necessario ricoverarla in ospedale.

Larysa accompagnò Anna all’ ospedale e rimase con lei e durante tutto il ricovero passò molte ore al suo fianco , tenendole compagnia e assicurandosi che ricevesse le cure necessarie.

Non appena Anna tornò a casa Larysa si prese cura di lei con ancora maggior dedizione.

Un giorno, Anna si addormentò e non si svegliò più. Era arrivato il momento della sua dipartita.

Larysa fu molto colpita dalla morte di Anna.

Aveva trascorso tanto tempo con lei e le era diventata molto affezionata.

Sentiva la mancanza di Anna e del suo sorriso gentile, ma sapeva che aveva fatto tutto il possibile per farla sentire amata e curata.

La malattia di demenza senile è una malattia difficile da gestire, ma Larysa aveva dimostrato di avere tutte le qualità necessarie per diventare una grande badante.

La sua pazienza, la sua dedizione e la sua capacità di creare un ambiente confortevole e sicuro per Anna avevano fatto la differenza.

La sua esperienza e la sua professionalità erano state decisive per alleviare le sofferenze di Anna e per far sì che trascorresse gli ultimi mesi della sua vita in serenità e tranquillità.

 

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La Badante Convivente a Roma in Trasferta con l’Anziano

La collaboratrice domestica, definita anche badante, rappresenta un sostegno fondamentale, assiste la persona in base alla tipologia di servizio per cui è assunta.

Tra i vari servizi ci può essere la badante convivente.

In questo caso, può capitare che la badante a Roma deve spostarsi temporaneamente dalla propria città di residenza per seguire il proprio assistito e si parla di badante in trasferta.

La badante in trasferta si occupa delle stesse mansioni, ma che si trova a dover affrontare delle difficoltà e delle sfide aggiuntive legate alla temporaneità del proprio impiego.

Innanzitutto vediamo come è disciplinata la trasferta, dall’art. 33 del CCNL che prevede quanto segue:

Il lavoratore convivente è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie.

In tali località il lavoratore fruirà dei riposi settimanali.

In caso di trasferta devono essere rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio sostenute per raggiungere il luogo della trasferta, e deve essere riconosciuto, in aggiunta alla normale retribuzione, una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera, per ogni giorno di trasferta, salvo il caso in cui il relativo obbligo sia contrattualmente previsto nella lettera di assunzione.

 

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La Gestione dell’anziano a Roma durante la Stagione Estiva

L’estate è una stagione che porta molte belle cose, come il sole, la spiaggia, le vacanze e i gelati.

Molte tra le nostre badanti a Roma lavorano con anziani e di conseguenza all’arrivo del caldo devono iniziare a prendere delle precauzioni.

Infatti la stagione estiva può anche portare alcuni inconvenienti, tra cui le alte temperature che possono causare disagi e problemi di salute, soprattutto tra le persone anziane.

Le persone anziane sono particolarmente vulnerabili alle ondate di calore estivo, poiché il loro corpo non è in grado di regolare la temperatura corporea come quello dei giovani.

In questo contesto, la badante diventa ancora più importante, poiché può svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare l’anziano a prevenire i problemi legati al caldo estivo.

Vediamo quindi alcuni consigli utili per affrontare l’estate con serenità.

  • Mantenere l’ambiente fresco: le finestre dovrebbero essere aperte solo durante le ore più fresche della giornata, mentre durante il resto del tempo dovrebbero essere chiuse e le persiane abbassate per evitare l’ingresso di calore, è sempre importante aver cura di avere adeguata ventilazione.
  • Bere molta acqua: l’anziano deve bere molta acqua per evitare la disidratazione. La badante dovrebbe quindi incoraggiarlo a bere acqua regolarmente durante tutto il giorno, evitando bevande che contengono caffeina o alcol.
  • Evitare le attività fisiche durante le ore più calde: la badante dovrebbe quindi organizzare le attività dell’anziano in modo da evitare gli orari più caldi, pianificando ad esempio le attività all’aria aperta nelle prime ore del mattino o nelle ore serali.
  • Prendersi cura della pelle: la badante assiste l’anziano ad applicare regolarmente una crema solare con fattore di protezione elevato e a indossare cappelli o visiere per proteggere il viso e gli occhi dal sole.

Possiamo quindi ricordare che il ruolo della badante durante il periodo estivo è molto importante, perché deve controllare molti fattori per tutelare l’anziano, in casa come fuori.

 

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La Relazione tra la Famiglia e la Badante a Roma

La relazione tra una famiglia e la propria badante di Roma può essere complessa e delicata.

Molti fattori influenzano l’efficacia e la qualità del rapporto, tra cui la comunicazione, le aspettative reciproche e la gestione delle responsabilità.

Tuttavia, sebbene ci siano molte famiglie che riescono a instaurare un rapporto positivo e produttivo con la propria badante, ci sono anche situazioni in cui la famiglia sbaglia e il rapporto diventa problematico.

In questo contesto ci sono vari errori che una famiglia può commettere nei confronti della propria badante.

Ecco alcuni esempi:

  • Inadeguata comunicazione: la comunicazione è essenziale per mantenere un buon rapporto tra la famiglia e la badante. Se la famiglia non comunica chiaramente le proprie aspettative e le proprie esigenze, la badante potrebbe non essere in grado di soddisfarle. Inoltre, se la famiglia non fornisce un feedback costruttivo alla badante, questa potrebbe non essere in grado di migliorare le proprie prestazioni.
  • Aspettative irrealistiche: la famiglia potrebbe avere aspettative irrealistiche riguardo alle capacità e alle prestazioni della badante. Ad esempio, potrebbe aspettarsi che la badante sia in grado di gestire compiti che non rientrano nelle sue competenze o di lavorare per lunghi periodi di tempo senza pause.
  • Scarso rispetto: la famiglia potrebbe mancare di rispetto nei confronti della badante, ad esempio non riconoscendo il suo lavoro o non rispettando i suoi diritti come lavoratrice. Questo può portare a una perdita di motivazione e ad una riduzione della qualità del lavoro della badante.
  • Mancata comprensione delle esigenze della badante: la famiglia potrebbe non capire le esigenze della badante, ad esempio non fornendo un adeguato tempo libero o non permettendole di avere una vita sociale. In sintesi, quando la famiglia sbaglia con la badante, il rapporto può diventare problematico e compromettere la qualità del lavoro della badante.

E’ importante che la famiglia mantenga una comunicazione aperta e trasparente con la badante.

In generale, una buona relazione tra la famiglia e la badante richiede impegno e attenzione da entrambe le parti.

La famiglia dovrebbe essere aperta a fornire feedback e ascoltare le esigenze della badante, mentre la badante dovrebbe essere disponibile a lavorare in modo collaborativo e rispettare le esigenze della famiglia.

In questo modo, si può instaurare un rapporto di fiducia e rispetto reciproco che porta a una maggiore soddisfazione e produttività per entrambe le parti.

 

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Cercare Famiglia, Cercare Badante a Roma: Utilizziamo il Contratto Nazionale

Una collaboratrice domestica è alla ricerca di un nuovo lavoro a Roma.

Forse è appena arrivata in questo nuovo paese e non ha esperienza, forse invece esce da un lungo rapporto con un assistito che ora non c’è più e deve ricominciare.

Per quanto l’assistito sia per lei un “lavoro”, è entrata dentro una casa, una famiglia, è rimasta forse per mesi, in alcuni casi per anni e distaccarsi, riprendere tutto da capo, non è facile.

Forse il precedente anziano era un nonno per lei, se lo coccolava e, perché no, lo viziava, forse invece i giorni con lui erano sempre più brutti e pesanti e la famiglia non era da meno.

In entrambi i casi ora la signora sta cercando qualcosa di buono, una famiglia onesta, con cui instaurare un rapporto di stima e rispetto reciproco.

Bene, è il caso di rimboccarsi le maniche e cercare di non cadere in trappole già sperimentate, dalla signora stessa o da qualche collega.

Come fare?

In primo luogo sarà bene fornirsi di un buon curriculum, da poter presentare aggiornato a ogni nuovo possibile datore di lavoro e poi ci si potrà affidare a un’agenzia, che possa offrire non solo maggiori possibilità di trovare un buon lavoro, ma sia anche di tutela qualsiasi evenienza possa presentarsi.

Nel caso si voglia fare da sole, l’importante è non perdersi d’animo e puntare sulla propria autonomia, presentandosi ai datori di lavoro o aspiranti tali con un bel curriculum.

Ebbene, prima di ogni cosa, la lavoratrice non dovrà mai essere abbandonata a se stessa con l’assistito: deve sempre esserci un familiare di riferimento cui appoggiarsi in qualsiasi momento e qualsiasi imprevisto possa verificarsi.

Per quanto il momento sia difficile, per quanto si sia spesso disposti a compromessi, pur di lavorare, ci si ricordi che il lavoro in nero non dà garanzie, non tutela in caso di incidente, non dà referenze, né… una futura pensione.

Dunque, cosa si deve sapere, se non si ha un’agenzia alle spalle?

Verificare che si tratti di persone perbene, che non abbiano avuto in precedenza badanti che sono scappate per mancato stipendio, pretese al limite dello schiavismo, maleducazione e altre cose di questo tipo.

Verificare che abbiano intenzione di assumere regolarmente, portando i documenti già al primo incontro, giusto per prudenza.

Si è già detto della reperibilità di almeno un familiare di riferimento.

Poi sarà molto importante avere tutti i dati del futuro assistito: data di nascita, altezza, peso, ovviamente sesso, livello di auto-sufficienza, se l’assistito abiti da solo o meno, se abbia la macchina e, nel caso, se ci siano animali e quali.

La badante di Roma è una lavoratrice, come è già più volte stato sottolineato quindi, se trova di meglio saluta la famiglia che l’ha assunta, anzi, se ne va senza salutare.

In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, una badante in nero ha la possibilità di eseguire delle riprese video e audio della casa nella quale lavora.

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare che si sta lavorando in nero, senza commettere un reato di violazione della privacy e del domicilio di un’altra persona.

In questo caso, sebbene le sue dichiarazioni non bastino a dimostrazione del fatto alla base della denuncia, costituiscono prova le testimonianze di persone che abbiano assistito allo svolgimento della sua attività in nero.

Quali sono a questo punto, le conseguenze legali che ricadono sulla persona che fa lavorare qualcun altro in nero?

In primissimo luogo, devono prima di tutto essere versate tutte le somme che il denunciante avrebbe ricevuto in caso di assunzione regolare.

 

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Consigli di Cucina alla Badante di Roma

Come chiunque a Roma abbia un anziano in famiglia sa,  uno dei problemi principali con la terza età è l’alimentazione.

La causa è legata a problemi di dentizione e masticazione, poi ci possono essere problemi di salute più gravi, che portano a una vera e propria denutrizione.

Lo stimolo della fame diminuisce con l’avanzare dell’età ma, soprattutto, aumenta l’inappetenza con l’inappetenza, in un circolo vizioso.

Presentiamo alcune ricette pensate apposta per l’anziano, in massima parte con problemi di masticazione e deglutizione, che vanno bene per tutti, e in parte per assistiti diabetici.

Inoltre esistono oggi delle aziende che preparano cibi adattati alle esigenze dell’anziano e consegnano a domicilio a costi contenuti.

Pollo frullato con carote

Ingredienti

Pollo crudo
Carote
Brodo
Olio Evo
Sale

Preparazione

  • Saltare il pollo in padella con l’olio, il sale e le carote
  • Aggiungere un po’ alla volta il pollo tagliato a pezzetti e il brodo nel frullatore e frullare il tutto fino a ottenere una crema morbida e omogenea
  • In un pentolino scaldare a fuoco lento la crema, aggiungendo un po’ di sale e continuare a cuocere per alcuni minuti, fino a raggiungere una cottura ottimale

Come già suggerito si può sostituire il pollo con altre carni, quali tacchino o anatra, che richiederà una cottura maggiore e un tempo un po’
superiore di omogeneizzatore o frullatore.

Crocchette di patate al forno

Ingredienti:

500 gr di patate a pasta gialla
50 gr di Grana Padano grattugiato
Sale
Noce moscata o Garam Masala
1 uovo
Olio evo
Pane grattato

Preparazione

  • Lavare le patate e metterle a bollire per circa 40 minuti in acqua e sale
  • Una volta bollite le patate, pelarle e le schiacciarle, creando un purè
  • Aggiungere l’uovo e il Grana
  • Dopo aver mescolato gli ingredienti creare delle piccole polpette cilindriche e passarle nel pan grattato.
  • Metterle in una teglia con della carta forno e cospargere con olio quanto basta per rendere la copertura croccante
  • Cuocete al forno 180° per circa 15/20 minuti

Per una ricetta più golosa è possibile potete aggiungere all’impasto del prosciutto cotto all’interno o formaggio filante

 

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La Badante e la Gestione dei Permessi Legge 104 a Roma

Nell’ambito dell’assistenza agli anziani vi è legge 104 che fa riferimento alla legge quadro risalente al febbraio 1992 introdotta con lo scopo di assicurare adeguato sostegno sia all’individuo disabile/ anziano di Roma che ai familiari chiamati a prendersi cura di loro.

Rispetto a questa legge noi vogliamo capire se si può fruire dei permessi retribuiti per assistere un familiare malato se in casa con lui è presente una badante a Roma.

Quindi che cosa dice la normativa in merito a permessi con la Legge 104 e badante: la Legge 104/1992 dà la possibilità ai lavoratori del settore privato e pubblico di ottenere 3 giorni di permessi mensili retribuiti, frazionabili anche a ore, per assistere i familiari portatori di handicap grave.

Detto questo la stessa non fa riferimento alla possibilità di richiedere i permessi con la Legge 104 e badante.

Ma vi è stato un intervento della Corte di Cassazione che ha risposto a questa domanda, stabilendo che il lavoratore dipendente che gode della 104 ha diritto a tutti i benefici elencati dalla legge anche se il familiare con handicap grave è assistito per la maggior parte del tempo da una badante.

Oltre tutto dall’ agosto del 2022, la possibilità di usufruire della legge 104 è stata estesa a più familiari, sottolineando che è necessario che ogni familiare presti assistenza e cura al disabile durante la giornata in cui richiede il permesso.

Ad esempio, se due figli si occupano di una madre disabile, entrambi avranno diritto ai permessi, mantenendo comunque il limite di 3 giorni totali al mese.

Questa novità è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 105/2022, che, tra le altre cose, estende il diritto al congedo straordinario anche al convivente di fatto.

Naturalmente vi sono anche dei controlli sulla legge 104 per verificare che non ci si approfitti delle agevolazioni di cui si gode.

Una prima fase di controllo riguarda l’accertamento dello stato di handicap, procedendo con la Commissione medica legale dell’Asl, e una seconda fase è legata agli abusi dei permessi 104 da parte dei beneficiari.

Se questo dovesse avvenire, significa che la persona incaricata di assistere il disabile grave durante le ore o i giorni di permesso retribuito, utilizza questo tempo a disposizione per fare tutt’altre attività, e di conseguenza entro 60 giorni dalla data di notifica della visita, scatta la revoca di tutti i benefici.

 

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