Roma: La Badante senza Residenza Italiana, non Spaventatevi

La selezione di una badante è molto spesso impegnativa, poiché deve tenere conto di competenze richieste da ogni singola famiglia, deve essere caratterialmente in sintonia con la persona da assistere e i familiari.

Aes Domicilio ricorre a Roma ad una tempistica di qualche giorno per garantire la ricerca nel modo il più possibile preciso ed adeguato con la persona da assistere.

In certi casi la badante convivente è una soluzione ideale per i datori di lavoro che cercano assistenza a lungo termine per i propri cari, che possa coprire la giornata aiutando non solo nella cura di sé, ma anche provvedendo alla gestione della casa, delle compere, del cibo.

Per i lavoratori conviventi, il datore di lavoro è tenuto, sempre, a prescindere dalla residenza, a rilasciare una dichiarazione di ospitalità presso gli uffici preposti di questura o vigili sul territorio del luogo di lavoro perché abbiano traccia della presenza di un cittadino nella loro circospezione.

La dichiarazione di ospitalità o comunicazione di cessione di fabbricato deve essere fatta entro 48 ore la data di assunzione della lavoratrice.

Ricordiamo che non sussiste l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente.

La badante può benissimo mantenere un’altra residenza.

Inoltre molto importante la dichiarazione di ospitalità decade con la cessazione del rapporto di lavoro.

Ma veniamo ora al punto più saliente e che preoccupa maggiormente:

quando va necessariamente concessa la residenza alla badante?

Poiché non è possibile comunicare l’iscrizione all’ Inps del rapporto di lavoro domestico senza indicare un indirizzo di residenza della collaboratrice, ci sono due casi in cui il datore non può sottrarsi nel concedere la residenza alla lavoratrice:

  • la badante non ha altra residenza in Italia
  • la badante ha ancora residenza dal datore precedente con il quale ha cessato il rapporto

Va precisato comunque che il datore non può opporsi all’iscrizione all’anagrafe da parte della collaboratrice ma può solo, se non è d’accordo, decidere di non stipulare il contratto.

La residenza badante convivente può anche essere un’opzione attraente per le badanti che cercano un unico posto di lavoro per un periodo di tempo più lungo in un ambiente accogliente e familiare.

Questo tipo di arrangiamento può offrire maggiore stabilità e sicurezza rispetto ad altre opzioni di lavoro.

La residenza deve essere comunicata direttamente dalla lavoratrice presso il comune del luogo di lavoro.

Sarà la badante, una volta recesso il contratto, a comunicare presso gli uffici del comune il cambio del nuovo indirizzo di residenza.

Concedere la residenza non significa che la badante entri a far parte del nucleo famigliare o incida su reddito o oneri fiscali.

Alla fine del rapporto di lavoro (ultimato il preavviso), il datore di lavoro proprietario dell’alloggio (o un suo erede o delegato) va in comune e informa l’ufficio anagrafe che in casa sua non abita più il suo ex dipendente.

 

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Il Manuale della Badante a Roma: in Cucina con la Badante

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa.

Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante e la famiglia, per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Come è stato sottolineato varie volte anche a Roma, e come chiunque abbia un anziano in famiglia sa, uno dei problemi principali con la terza età è l’alimentazione.

La causa è, nella maggior parte dei casi, legata a problemi di dentizione e masticazione, poi ci sono problemi (già esaminati) di salute più gravi, che possono portare a una vera e propria denutrizione.

Lo stimolo della fame diminuisce con l’avanzare dell’età ma, soprattutto, aumenta l’inappetenza con l’inappetenza, in un circolo vizioso.

In questa sezione sono presentate alcune ricette pensate apposta per l’anziano, in massima parte con problemi di masticazione e deglutizione, che vanno bene per tutti, e in parte per assistiti diabetici.

Inoltre esistono oggi delle aziende che preparano cibi adattati alle esigenze dell’anziano e consegnano a domicilio a costi contenuti.

Due righe sul perché vengono suggeriti alcuni ingredienti al posto di altri più comuni:

Il Grana Padano al posto del Parmigiano:

la ragione è la maggior dolcezza e morbidezza del Grana rispetto al Parmigiano, più duro e più piccante che, seppure con un sapore più incisivo, potrebbe dare infiammazione al palato o reflusso.

Il Garam Masala al posto di noce moscata o chiodo di garofano:

è un preparato molto in uso in India, composto da diversi tipi di spezie ben calibrati secondo la tradizione, tra cui il Cardamomo, una spezia deliziosa e dalle molte proprietà: riduce i gas intestinali, contrastando il gonfiore addominale.

Ha proprietà antisettiche ed è utile anche in caso di carie e infezioni gengivali.

È riscaldante e stimolante.

Il Garam Masala, al di là dell’uso tradizionale Ayurvedico, che può o meno interessare gli europei, ha un sapore aromatico speziato particolare, insolito e grazie al tipo di miscela, molto più soft rispetto ad alcune spezie pure.

Pur contenendo anche pepe nero, non provoca infatti infiammazione (in quantità moderate, si tratta sempre di spezie).

Il Pepe Rosa è preferibile al pepe bianco, verde e soprattutto nero, in quanto si tratta di una bacca dal sapore delizioso aromatico, pochissimo piccante, ma incisiva, che non infiamma e non dà fastidio nemmeno in caso di gastrite.

In generale si trova in piccole bacche tonde con una guaina rosa intenso: si può usare in brasati o stufati così, per insaporire il piatto, altrimenti è bene tritarlo molto fine.

Ecco dunque una ricetta deliziosa da proporre.

Zuppa di ceci

Il cece ha molte proprietà e, come in generale le piante della famiglia delle leguminose, rappresenta un’ottima fonte di proteine.

Una zuppa di ceci può, da sola, rappresentare un buon inizio di ripresa per un anziano inappetente.

Si tratta di un piatto perlopiù invernale, che scalda e permette l’assunzione di molti elementi nutritivi importanti.

Ingredienti:

Ceci
Brodo vegetale (meglio se fatto in casa)
Olio evo
Sale
Rosmarino, aneto o erba cipollina
Aglio

Preparazione:

Rosolare l’aglio e il rosmarino in una padella con l’olio, mentre si cuociono a parte i ceci.
Togliere l’aglio, aggiungere i ceci cotti e continuare la cottura ancora per qualche minuto, poi togliere il rametto di rosmarino.
Aggiungere acqua calda fino a coprire, regolare di sale (pepe bianco se l’anziano non ne è disturbato) e cuocere altri 15 minuti.
Frullare e aggiungere qualche fogliolina di aneto o erba cipollina tritata e un filo d’olio crudo.
Si può aggiungere della pasta fresca cotta a parte, avendo cura di saggiarne la morbidezza e qualche fettina di cipolla tritata.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

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Roma, la Giusta Selezione di Badanti con Malati di Alzheimer

Aes Domicilio ricerca anche a Roma personale domestico, come badante convivente, ad ore o notturna e per farlo si avvale di un primo passaggio esclusivamente con la famiglia, per raccogliere le indicazioni su quale possa essere la miglior badante da presentare.

Tra le patologie che un anziano può presentare vi è anche l’ Alzheimer, ecco ora parleremo di questa malattia.

La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello, causando la perdita di memoria e altre funzioni cognitive. È la forma più comune di demenza, una condizione che colpisce la capacità di una persona di pensare, ragionare e ricordare le cose.

La malattia di Alzheimer si sviluppa lentamente nel tempo e di solito inizia con la perdita di memoria a breve termine.

Le persone affette da questa patologia possono avere difficoltà a ricordare eventi recenti, nomi di persone e oggetti, o a pianificare e organizzare le attività quotidiane.

Con il passare del tempo, la malattia può peggiorare e comportare la perdita di memoria a lungo termine, problemi di linguaggio, di attenzione, di concentrazione e di giudizio.

La malattia di Alzheimer può anche causare cambiamenti nel comportamento e nell’umore, come l’irritabilità, la depressione, l’ansia e la perdita di interesse per le attività che una volta erano gratificanti.

Inoltre, le persone con Alzheimer possono avere difficoltà a svolgere le attività quotidiane, come vestirsi, mangiare o andare in bagno.

La badante è una figura professionale importante che può entrare in gioco per aiutare le persone con Alzheimer a gestire la loro vita quotidiana.

La badante può fornire assistenza nella cura personale, nell’alimentazione, nell’igiene personale e nell’esercizio fisico ed un eventuale supporto emotivo e sociale, aiutando la persona con Alzheimer a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti.

Di conseguenza possiamo elencare alcuni esempi di come la badante può essere di aiuto.

  • Per l’ assistenza personale la badante può aiutare la persona con Alzheimer nella cura personale, come il bagno, la vestizione e la cura dell’igiene personale
  • Per l’assistenza alimentare la badante può preparare i pasti e aiutare la persona con Alzheimer a mangiare, garantendo che riceva la giusta nutrizione
  • La badante può aiutare a gestire i farmaci, garantendo che vengano presi nei tempi e nelle dosi corrette
  • La badante può fornire supporto emotivo e sociale alla persona con Alzheimer, aiutandola a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti
  • Ed infine la badante può monitorare la sicurezza della persona con Alzheimer, garantendo che non si metta in pericolo e che la casa sia sicura

 

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Roma, Elena e la sua Storia di Badante

Raccontiamo anche a Roma la storia di Elena.

Elena, moldava di 45anni, era una badante che lavorava in Italia da molti anni, con un diploma di infermiera presso un’accademia moldava.

Aveva un grande cuore e amava il suo lavoro, che consisteva principalmente nell’assistere persone anziane e malate.

Un giorno, però, le venne affidato un compito diverso: assistere un giovane ragazzo di nome Luca, che era stato coinvolto in un grave incidente stradale e ora era costretto a letto, completamente paralizzato.

Elena arrivò nell’appartamento dove viveva Luca con la famiglia e si presentò.

Era una donna alta e robusta, con una faccia gentile e sorridente.

La famiglia di Luca era molto preoccupata per il figlio e per il futuro, ma Elena cercò di rassicurarli e di far loro capire che avrebbe fatto del suo meglio per prendersi cura di Luca.

Le prime settimane furono molto difficili per tutti, Luca era molto depresso e non voleva parlare con nessuno.

Elena assunta come badante convivente cercava di fargli compagnia, ma spesso si trovava a parlare da sola.

Tuttavia, non si scoraggiò e continuò a prendersi cura di lui con la stessa dedizione di sempre.

Con il tempo, Luca cominciò a fidarsi di Elena e ad aprirsi con lei.

Scoprì che era una donna molto interessante, con una grande cultura e una vasta conoscenza del mondo.

Iniziò a chiederle di raccontargli storie della sua terra natale e della sua vita in Italia.

Elena acconsentiva sempre volentieri e Luca ascoltava con attenzione, felice di avere un po’ di compagnia.

L’aiuto della badante era totale, lo aiutava a mangiare, a lavarsi e a fare esercizi per mantenere la muscolatura, attenta alla sua igiene personale e alla pulizia dell’appartamento.

Luca era molto grato a Elena per tutto quello che faceva per lui.

Iniziò a considerarla come una seconda madre e a confidarsi con lei come non aveva mai fatto con nessun altro.

Elena era felice di poter essere utile e di poter dare un po’ di conforto a quel giovane ragazzo che aveva tanto sofferto.

Un giorno, durante una delle loro conversazioni, Luca chiese a Elena se avesse mai pensato di tornare in Moldavia, rispose che sì, ci aveva pensato spesso, ma che ormai si sentiva italiana e che non aveva più nulla in Moldavia.

Le settimane passarono e la relazione tra Luca e Elena diventò sempre più forte.

Elena era diventata una figura importante nella vita di Luca e lo aiutava a superare la sua situazione difficile.

Un giorno, durante una sessione di ginnastica, Luca sentì un formicolio alle gambe.

Era un segnale che la sensibilità stava tornando nelle sue gambe.

Elena si accorse subito di quello che stava accadendo e chiamò subito il medico.

Dopo una serie di test, il medico confermò che Luca stava lentamente recuperando la sensibilità e che c’era la possibilità che potesse tornare a camminare.

Luca era felice e grato a Elena per tutto quello che aveva fatto per lui.

Era convinto che senza il suo aiuto non sarebbe riuscito a superare quella situazione difficile.

Elena, dal canto suo, era felice di aver potuto aiutare quel giovane ragazzo e di avergli dato la speranza di tornare a camminare.

Le settimane passarono e Luca continuò a migliorare.

 

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Assumere a Roma la Badante che Gestisce i Farmaci

Roma: la gestione dei farmaci è sicuramente una dei più importanti e delicati compiti che deve svolgere una badante.

In questo articolo cercheremo di analizzare nel dettaglio come la badante deve gestire i farmaci del proprio assistito.

La preparazione della badante è fondamentale poiché un utilizzo errato o improprio dei farmaci può comportare gravi conseguenze per la salute dell’assistito.

La conoscenza dei farmaci comprende il nome, la dose, la frequenza di somministrazione e quale patologia viene trattata; deve essere a conoscenza di eventuali effetti collaterali e di come questi si manifestano.

È importante che la badante sappia riconoscere eventuali reazioni avverse al farmaco e sappia come intervenire in caso di emergenza.

Per questo motivo è necessario che l’assistente domiciliare sia una badante in grado di leggere e comprendere le prescrizioni mediche, quindi che la badante capisca l’italiano.

Nel caso in cui l’assistito assuma più farmaci contemporaneamente, la badante deve prestare particolare attenzione alle interazioni tra i diversi farmaci.

In caso di assunzione di farmaci liquidi, la badante deve utilizzare il dosatore fornito dalla farmacia o dal medico, per evitare dosi errate.

È importante tenere traccia delle somministrazioni effettuate e delle dosi assunte, per evitare sovradosaggi o dimenticanze e può essere utile tenere un registro delle somministrazioni effettuate.

Si deve anche conoscere le modalità di conservazione dei farmaci.

Alcuni farmaci, ad esempio, devono essere conservati in frigorifero, mentre altri devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto.

In caso di viaggi o spostamenti, ci si deve assicurare di avere sempre con sé i farmaci necessari per l’assistito e di conservarli nelle condizioni adeguate.

Un passaggio importante è quello di controllare la scadenza dei farmaci, quindi la badante deve verificare regolarmente la data di scadenza con un’eventuale corretta eliminazione.

La preparazione di una badante parte in primo luogo dalla selezione del personale, sempre fatta con precisione per trovare l’assistente corretta per ogni situazione familiare.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

Roma, la Badante in Malattia si può Licenziare?

Spieghiamo anche a Roma in che modalità si può interrompere il rapporto di lavoro con una badante.

In particolare durante la malattia, si può? No… o meglio dipende.

Di certo non è come un normale contratto di lavoro quello che stabilisce il contratto delle badanti.

Innanzitutto precisiamo che per il contratto nazionale dei collaboratori domestici, il datore di lavoro può licenziare la propria badante senza motivo dando regolare preavviso, o pagando l’indennità sostitutiva, mentre con il contratto a tempo determinato non è possibile licenziare la lavoratrice prima del termine, se non con giusta causa.

Se la badante è in malattia, il datore di lavoro non può licenziarla, neppure dandole un termine di preavviso, salvo non superi il periodo di comporto.

Il periodo di comporto è il tempo massimo di conservazione del posto di lavoro durante la assenza per malattia della badante e viene calcolato secondo tempi stabiliti:

  • con una anzianità di servizio fino a 6 mesi ha diritto a conservare il posto di lavoro fino a 10 giorni
  • con una anzianità di servizio fino a due anni, ha diritto a 45 giorni di conservazione del posto di lavoro
  • con una  anzianità di servizio oltre i 2 anni ha diritto a 180 giorni di conservazione del posto di lavoro

Il comma 6 dell’articolo 26 aggiunge che : “tali periodi sono soggetti a un incremento pari al 50% in caso di malattia oncologica, a patto che questa venga documentata dall’ASL competente”.

Naturalmente durante la malattia il datore di lavoro è obbligato a corrispondere la retribuzione alla badante per un periodo massimo di :

  • 8 giorni complessivi nell’anno, per una anzianità  di servizio fino a 6 mesi
  • 10 giorni complessivi nell’anno, per una anzianità di servizio da 6 mesi a 2 anni
  • 15 giorni complessivi nell’anno, per anzianità di servizio oltre i 2 anni

Il CCNL stabilisce che i giorni di malattia vanno calcolati all’interno dell’anno solare.

Pertanto, il periodo per la conservazione del posto di lavoro non riparte daccapo per ogni malattia, ma va conteggiato come somma di più malattie.

Il datore deve contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario che precedono la malattia in corso.

Se la malattia subentra nel periodo di prova o di preavviso, ne sospende la decorrenza.

 

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L’Anziano di Roma e il Tempo che Passa, la Compagnia della Badante

Anche a Roma vogliamo soffermarci su questo concetto: l ‘anziano e il tempo che passa sono due temi intimamente legati.

L’anziano è una figura che rappresenta la saggezza, l’esperienza e l’autorevolezza, ma anche la fragilità, la solitudine e la malinconia.

Il tempo che passa, invece, è l’unico fattore in grado di rendere tangibile la nostra esistenza, segnando ogni istante della nostra vita e facendoci percepire la propria finitezza.

Essere un anziano è la fase della vita che arriva dopo la giovinezza e la maturità.

È un’età in cui si raccolgono i frutti del proprio lavoro, della propria famiglia e della propria esperienza.

Ma è anche un’età in cui si affrontano difficoltà fisiche e mentali, come la perdita di memoria, la diminuzione delle capacità motorie, l’isolamento sociale e la malattia.

Il tempo che passa, invece, è un concetto che ha sempre affascinato l’uomo, che da sempre ha cercato di trovare il modo per fermarlo o rallentarlo.

Tuttavia, il tempo è un fenomeno che non può essere fermato o modificato, ma solo accettato e vissuto.

L’anziano, quindi, è il simbolo tangibile del tempo che passa, della vita che scorre inesorabile verso la fine.

Eppure, in questa fase della vita, l’anziano può trovare una nuova dimensione, un nuovo senso di appartenenza e di serenità.

Ma per poter diventare tutto questo, l’anziano ha bisogno di sentirsi ancora parte attiva della società, di essere rispettato e valorizzato per quello che sa e che ha fatto.

Purtroppo, spesso accade il contrario: l’anziano viene emarginato, dimenticato, considerato un peso per la società.

Invece, sarebbe necessario creare una cultura dell’anziano, in cui la terza età sia vista come una risorsa, non come un problema.

Sarebbe importante che la società sviluppasse una maggiore sensibilità verso le difficoltà che gli anziani incontrano nella loro vita quotidiana, come l’accessibilità agli edifici pubblici, ai mezzi di trasporto, ai servizi sanitari e sociali.

Ha soprattutto bisogno di sentirsi ancora utile e di avere una finalità nella vita.

Per questo motivo, sarebbe importante creare delle opportunità di lavoro e di volontariato per gli anziani, in modo che possano ancora sentirsi parte attiva della società e contribuire al bene comune.

Da anziani si ha bisogno di sentirsi amati.

Spesso, nella terza età, si verificano situazioni di solitudine e di abbandono, che possono avere conseguenze molto negative sulla salute psicofisica dell’anziano.

Sarebbe bello creare delle reti di sostegno familiare e sociale, che possano garantire loro una presenza costante e una compagnia.

In conclusione, l’anziano e il tempo che passa sono due temi che rappresentano la complessità della vita.

L’anziano è la fase della vita in cui si raccolgono i frutti di tutto ciò che è stato fatto, ma anche quella in cui si affrontano difficoltà.

Il tempo che passa, invece, è l’unico fattore in grado di rendere tangibile la nostra esistenza, segnando ogni istante della nostra vita e facendoci percepire la propria finitezza.

 

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Roma: Ricette Gustose per Anziani Diabetici

La nostra associazione si prende carico di anziani con varie tipologie di problematiche, selezionando anche a Roma assistenti domiciliari che siano competenti per ogni situazione che capita.

La selezione delle badanti a volte richiede anche una preparazione rispetto alla gestione di persone con diabete.

Un po’ di diabete mellito è frequente nell’anziano ma, se non c’è, meglio prevenire.

E’ un mito da sfatare quello secondo il quale l’alimentazione delle persone diabetiche debba essere particolarmente restrittiva, scondita, insapore.

In realtà, la ripartizione giornaliera dei nutrienti non differisce molto da quella consigliata nell’ambito di una sana alimentazione in generale.

L’apporto calorico deve essere adattato alle specifiche esigenze metaboliche e tenere conto del peso corporeo desiderabile per il paziente.

L’alimentazione della persona diabetica dovrà essere finalizzata a un controllo glicemico ottimale.

In linea generale: le scelte alimentari devono ricadere sui carboidrati complessi e sulle fibre contenuti nei cereali integrali, negli pseudo cereali, nei legumi e nelle verdure.

L’apporto di zuccheri semplici dovrebbe limitarsi, il più possibile, al consumo della frutta di stagione, in grado di apportare anche importanti micronutrienti fondamentali per la salute complessiva.

Le proteine dovrebbero essere ricavate sia da fonti vegetali, che oltre a legumi e cereali già citati in merito ai carboidrati, comprendono anche frutta secca e semi, sia da fonti animali, come pesci magri e carni bianche.

Nella dieta del paziente diabetico, non dovrebbe mancare la giusta quantità di olio extravergine di oliva, contenente grassi buoni e sostanze antiossidanti.

Carpaccio di finocchio e tonno

Ingredienti (per 4 persone)

  • 4 gambi di finocchio
  • 500 g di tonno sott’olio
  • olive (a piacere)
  • limone
  • olio d’oliva
  • erba cipollina
  • aceto
  • sale
  • pepe rosa

Preparazione:

Tagliare il finocchio e unirlo al tonno e alle olive disossate. Servire il tutto insieme a una vinaigrette di olio, sale, aceto, pepe ed erba cipollina.

Insalata di pasta fredda integrale

Ingredienti (per 4 persone)

  • 400 g di pasta integrale
  • 2 petti di pollo
  • pomodorini freschi
  • olive fresche
  • olio d’oliva
  • sale

Preparazione:

Cuocere prima di tutto la pasta integrale, nello scolarla passare velocemente sotto l’acqua, condire con un filo d’olio e lasciare raffreddare in frigo per qualche ora.
Grigliare i petti di pollo fino alla cottura desiderata.
Unire i pomodorini freschi, le olive e il pollo a dadini alla pasta fredda.
Si consiglia di cuocere la pasta più del normale in modo da averla più morbida e, in caso di problemi di masticazione e deglutizione, tagliare il tutto fine.

Torta di mele, uvetta e cannella

Ingredienti:

  • 350 g di farina integrale
  • 4 mele
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di olio di arachidi
  • 40 g di uvetta passa
  • 15 g di stevia naturale
  • 6 g di cannella in polvere
  • Un limone
  • Una bustina di lievito per dolci
  • Sale

Preparazione:

Lavare le mele e il limone in acqua e bicarbonato, dunque tritare la buccia di limone, e metterla in una ciotola capiente.
Tagliare tre mele a cubetti e la restante mela a fettine sottili, quindi bagnare con succo di limone per evitare l’ossidazione.
Aggiungere la cannella alle mele, mescolare il tutto, mettere da parte.
Nella ciotola contenente la buccia di limone aggiungere la farina integrale, le uova, un filo d’olio, la stevia, l’uvetta passa e un pizzico di sale; con l’aiuto di una frusta mescolare gli ingredienti, infine aggiungere il lievito e i cubetti di mela al composto, amalgamando il tutto delicatamente.
Ricoprire una teglia da 24 cm con un foglio di carta da forno, e versare l’impasto all’interno della stessa. Disporre le fettine di mela sulla superfice dell’impasto.
Cuocere in forno a 180 °C, per circa 30 – 35 minuti. Porzionare e servire.

 

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Roma, Chi è la Badante

La badante è quella persona che si occupa di uno o più anziani aiutandoli e sostenendoli anche in ambito domestico.

Si tratta di una vera e propria collaboratrice domestica che anche a Roma opera nel domicilio della persona anziana, di solito malata, fragile o non autosufficiente.

Il compito principale della badante è quello della compagnia, accanto a sorveglianza e cura.

L’assistente familiare, durante il suo lavoro, dovrà quindi cercare di accudire l’anziano con solerzia e premura, cercando di fargli vivere gli ultimi anni della sua vita nel modo più sereno possibile.

È bene ricordare che gli anziani non sono tutti uguali: ognuno presenta delle proprie caratteristiche e necessità, diverse per ognuno, come è già stato ripetutamente accennato, per questo nel lavoro della badante occorre prestare molta attenzione all’individualità di ognuno, cercando di garantire all’assistito sempre il massimo del benessere.

L’esercizio delle funzioni che deve essere svolto quindi è unico e si differenza tra assistito ed assistito.

Avere in casa una persona anziana e saperla accudita e sorvegliata da una badante competente, allevia sicuramente le preoccupazioni della famiglia in quanto sanno di aver lasciato il proprio caro nella mani di un brava collaboratrice.

Naturalmente tale mestiere può essere assunto indifferentemente sia dagli nomini che dalle donne.

Vedremo più avanti le false credenze su chi sia o non sia una badante.

A questo punto è d’uopo riassumere e vedere in modo schematico quali siano le effettive mansioni della badante, onde poter avere un rapido elenco da consultare, quando necessario.

Nel presente volume l’argomento è già stato trattato in modo esteso e, proprio per questo, si è scelto di stilare una breve tavola riassuntiva, che può sicuramente tornare utile.

Il primo compito della badante è, e rimane, quello di aiutare le persone non autosufficienti o solo parzialmente autosufficienti nella soddisfazione dei loro bisogni primari, nonché l’assistenza durante lo svolgimento di attività tipiche della vita quotidiana.

La persona che riveste questo ruolo deve infatti occuparsi anche di:

  • Pulire e tenere in ordine la casa
  • Fare la spesa oppure segnalare al familiare che se ne occupa ciò che manca in casa
  • Preparare i pasti
  • Occuparsi della movimentazione dell’assistito e del sostegno alla deambulazione
  • Curare l’igiene personale della persona seguita
  • Somministrare le terapie mediche prescritte
  • Tenere compagnia e fornire supporto morale
  • Accompagnare durante passeggiate giornaliere o ad appuntamenti medici

Tutti questi aspetti rendono evidente l’importanza dell’instaurarsi di una relazione di fiducia e personale, basata sull’empatia e sulla trasparenza.

Una badante convivente deve saper ascoltare, alleviare il senso di solitudine, mostrarsi positiva per poter fornire un supporto adeguato all’assistito, essere in grado di motivarlo e spingerlo all’azione e alla
cura di sé.
Deve inoltre dar sicurezza ed essere competente nel caso in cui siano necessari interventi di primo soccorso in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Le mansioni della badante, talvolta, vanno ben oltre il mero compito da eseguire, cucinare, lavare l’anziano e aiutarlo a camminare, andando a coinvolgere anche la sfera psicologica, ascoltandolo sia nei giorni buoni che in quelli di sconforto, dandogli quel supporto e quella parola in più che potrebbe aiutarlo a sentirsi vivo e presente.

Questo aspetto non può essere “legalizzato”, naturalmente, ma è soltanto legato alla sensibilità e capacità personale e al rapporto che si potrà instaurare con l’assistito.

Di seguito quelle che dovrebbero essere le caratteristiche della badante ideale:

  • Empatia
  • Esperienza
  • Saper ascoltare
  • Tatto
  • Non essere irruenta
  • Saper cucinare italiano
  • Avere conoscenze di base di mobilitazione
  • Saper leggere e scrivere italiano.
  • Deve saper fare la spesa, quindi un po’ di economia domestica
  • Avere una patente valida in Italia

 

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La Storia di Elzbeta a Roma, Badante per una Signora Allettata

Elzbeta collaboratrice domestica della Repubblica Dominicana vuole raccontare a Roma la storia della sua esperienza con un’anziana allettata .

“Quando ho iniziato a lavorare con questa signora, vedendola così fragile e indifesa, sono stata colta da un senso di empatia e compassione.

Lei aveva 84 anni e non poteva più muoversi dal letto, perciò aveva bisogno di assistenza continua.

La sua casa era grande e accogliente, ma l’atmosfera era triste e silenziosa.

Ho incontrato i suoi figli, che mi hanno accolto cordialmente, ma allo stesso tempo mi hanno detto che la madre era molto difficile da gestire e che aveva un carattere molto forte.

Non mi sono fatta scoraggiare, ho preso il lavoro con grande serietà e ho deciso di fare del mio meglio per rendere la vita di questa signora il più confortevole possibile.

Le prime settimane sono state impegnative.

La signora era molto diffidente nei miei confronti e non si fidava di me.

Non voleva che la aiutassi ad alzarsi dal letto o a spostarsi sulla sedia a rotelle.

Tuttavia, ho continuato a mostrare la mia disponibilità e la mia pazienza, cercando sempre di farle sentire il mio sostegno.

Pian piano, la signora ha cominciato a fidarsi di me e a chiedermi sempre più aiuto.

Ho imparato a conoscere la sua personalità e le sue abitudini.

Ho scoperto che amava leggere e guardare la televisione, ma soprattutto amava parlare.

Le ho dedicato molte ore della mia giornata, ascoltando le sue storie, i suoi ricordi e i suoi pensieri.

Ho cercato di farla sentire meno sola, di non farla sentire abbandonata.

E così, giorno dopo giorno, la mia assistenza è diventata sempre più indispensabile per lei.

Ho imparato a farle la doccia, a darle da mangiare, a farle le medicazioni.

Ho imparato a conoscerne i problemi di salute e a prendermi cura di lei con attenzione e professionalità.

Ho imparato a gestire le sue emozioni, a supportarla nei momenti difficili e a farla sorridere quando possibile.

Non nego che ci sono stati momenti difficili, come quando la signora ha avuto delle complicazioni di salute o quando ha avuto degli episodi di confusione mentale.

Ma ho sempre cercato di rimanere calma e di fare il mio lavoro con la massima dedizione.

Con il passare dei mesi, la signora è diventata sempre più fragile e debole.

Ho cercato di farle compagnia il più possibile, di farle sentire il mio affetto e la mia vicinanza.

Purtroppo, un giorno la signora è deceduta.

È stato un momento molto difficile per me, ma allo stesso tempo mi sento grata di aver avuto l’opportunità di assistere questa signora fino alla fine della sua vita.

Dopo la sua scomparsa, ho incontrato i figli della signora per salutarli e per ringraziarli per la fiducia che avevano riposto in me.

Mi hanno detto che la loro madre aveva parlato molto bene di me e che la mia assistenza l’aveva aiutata a sentirsi meno sola e abbandonata.

Questa esperienza mi ha insegnato molto, sia a livello professionale che umano.

Ho imparato che il lavoro di badante richiede molta pazienza, dedizione e umanità.

Ho imparato a gestire situazioni difficili e a lavorare sotto pressione.

Ma soprattutto ho imparato l’importanza di essere vicino alle persone più fragili e bisognose, di ascoltarle e di farle sentire amate e rispettate.

Oggi ho iniziato a lavorare con una nuova anziana allettata, ma la mia esperienza con la signora che ho assistito prima sarà sempre nel mio cuore.

Spero di poter essere per questa nuova signora una buona badante, come lo sono stata per la mia precedente assistita.”

 

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