Come Fare una Bella Lettera di Referenze alla Badante di Roma

La regolarizzazione di un rapporto di lavoro a Roma richiede anche una presentazione della badante completa, quindi devono avere curriculum e lettera di referenze.

In questo modo la badante è presentabile nel modo migliore possibile.

La lettera di referenze per badante è un documento nel quale si raccolgono le informazioni dell’ultima esperienza lavorativa, descrivendo nel dettaglio l’attitudine e le competenze legate alla professionalità.

Possiamo in realtà scrivere le esperienze con le varie affermazioni fatte dalle precedenti famiglie in due modi differenti:

  • UNA LETTERA DI REFERENZE: In questo caso si decide di fornire preventivamente al selezionatore tutte le informazioni suddette. Una lettera referenziale, infatti, riporta una serie di indicazioni riguardanti il ruolo svolto precedentemente dal candidato, le sue competenze professionali e trasversali, e il motivo per cui è cessata la collaborazione. La lettera viene scritta direttamente dall’ex titolare che, inoltre, indica le proprie informazioni di contatto, in modo che il recruiter possa fare ulteriori domande sul candidato in questione e chiarire eventuali dubbi. Di solito, una lettera di referenze viene redatta come documento a parte e consegnata come allegato al proprio CV.
  • UNA LISTA DI REFERENZE: In questo caso si riportano solo i nomi e le informazioni di contatto degli ex datori di lavoro per cui si è prestato servizio in passato. Il recruiter potrà contattare questi ultimi per chiedere conferma delle esperienze professionali inserite nel CV, per saperne di più del candidato e per accearsi del motivo che ha condotto alla cessazione del rapporto di lavoro, in modo da assicurarsi che non ci siano stati problemi. Di solito questa lista viene inserita direttamente all’interno del curriculum.

La stesura di una buona lettera di referenze è importante anche per il datore di lavoro che fino a quel momento ha avuto il supporto per l’assistenza alla persona cara, sarà un modo per mostrare la propria riconoscenza al lavoratore e per aiutarlo nella ricerca del nuovo impiego.

In breve possiamo dire che si consiglia di inserire le seguenti caratteristiche della lettera referenziale per ogni datore di lavoro :

  • periodo in cui si è svolta l’assistenza
  • mansioni svolte
  • capacità e competenze utilizzate
  • motivazione dell’interruzione del contratto lavorativo
  • dettagli aggiuntivi

 

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L’Assistente Familiare che Compiti Svolge: la Badante di Roma Pulisce Casa

La badante è una figura professionale che si occupa dell’assistenza a persone anziane, malate che hanno bisogno di cure e attenzioni costanti.

Nella selezione Aes Domicilio tiene molto in considerazione la capacità della badante di Roma di gestione della pulizia della casa del paziente, che deve essere mantenuta sempre pulita e ordinata per garantire un ambiente salubre e confortevole.

Ovviamente è un compito fondamentale per la salute e il benessere dei pazienti assistiti dalla badante.

Per svolgere al meglio il compito di pulizia della casa, la badante deve avere alcune competenze e conoscenze specifiche.

In primo luogo, deve conoscere i prodotti e gli strumenti di pulizia più adatti alle diverse superfici presenti in casa.

Deve avere una buona conoscenza delle tecniche di pulizia più efficaci.

Ad esempio, per pulire una superficie in modo efficace è importante utilizzare un panno pulito e asciutto, evitando di utilizzare lo stesso panno per diverse superfici.

Inoltre, è importante prestare attenzione alle zone più critiche, come i bagni e la cucina, che richiedono una pulizia più accurata e frequente.

E’ importante suddividere il lavoro di pulizia in diverse fasi, dedicando una giusta attenzione ad ogni zona della casa.

La pulizia della casa svolta dalla badante comprende diverse attività, tra cui:

  • Pulizia dei pavimenti: la badante deve pulire i pavimenti della casa utilizzando prodotti specifici ed è importante nelle zone più frequentate, come il soggiorno, la cucina e le camere da letto.
  • Pulizia dei bagni: sono le zone più critiche per quanto riguarda l’igiene e la pulizia. In particolare, la badante deve pulire la vasca, il lavandino, il WC e il bidet con prodotti specifici per igienizzare e disinfettare le superfici, evitando la formazione di batteri e germi.
  • Pulizia della cucina: deve essere mantenuta sempre pulita e igienizzata per evitare la contaminazione degli alimenti. In particolare, la badante deve pulire i fornelli, il lavello, il frigorifero e gli armadietti con prodotti specifici per la pulizia della cucina.

Infine, è importante sottolineare che la pulizia della casa non deve essere vista solo come un compito della badante, ma deve coinvolgere anche il paziente e i familiari.

È bene che tutti collaborino per mantenere la casa sempre pulita e ordinata, evitando di accumulare disordine e sporcizia che possono compromettere la salute e il benessere del paziente.

In conclusione, la pulizia della casa è un compito fondamentale per la salute e il benessere dei pazienti assistiti dalla badante.

La badante deve possedere le competenze e le conoscenze necessarie per svolgere al meglio questo compito, dedicando cura e attenzione ad ogni zona della casa.

 

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Roma: la Badante non va più Bene, Cosa Fare?

Nel mondo straordinario che è l’offerta sul mercato delle badanti, anche a Roma non sono rari i casi di lavoratrici domestiche che non riescono a mantenere lo stesso standard di professionalità ed efficienza nel tempo.

Aes Domicilio lavorando da anni nel mondo delle badanti a Roma tratta ora questo argomento, in particolare quali motivazioni possono crearsi per portare una badante a perdere il senso del lavoro.

Infatti ci possono essere diversi motivi, inclusi anche quelli  creati dai datori di lavoro quando pretendendo dalla badante più di quanto previsto in termini di orari o mansioni.

Può capitare che per ragioni personali una badante sia costretta a lasciare il lavoro per recarsi nel proprio paese di origine o comunque da parenti e amici che vivono altrove.

Nel farlo di solito lascia provvisoriamente l’incarico ad una amica-collega che fa da sostituta in sua assenza.

Naturalmente questo non accade se la famiglia si appoggia ad una società seria che seleziona personale anche in caso di assenza della propria badante.

Il ripetersi dell’evento però dovrebbe far scattare un campanello d’allarme nei datori di lavoro.

Altri segnali da non sottovalutare sono l’aumento delle distrazioni e delle manchevolezze – spesso indice che la concentrazione sul lavoro è diminuita –  e/o una sospetta serie di ritardi: in entrambi i casi il motivo potrebbe risiedere nel fatto che la badante è con la testa già da un’altra parte, magari ad altri impegni o programmi.

Succede che in casa si instauri un rapporto troppo confidenziale con la badante che finisca col creare imbarazzo e fastidio nell’assistito o nei familiari.

E in questo caso il rischio è che possa addirittura approfittarne delle persone anziane in casa.

Aes Domicilio stando sempre a disposizione della famiglia, limita i danni stando pronta a sostituire la badante.

La professionalità di una badante si vede anche dalla capacità di cogliere il confine più o meno sottile tra il tenere un contegno cordiale e propositivo e il diventare invadente, magari per un eccesso di curiosità in sé innocuo ma che può dispiacere l’assistito o i suoi cari.

Il congedo da una badante può avvenire in modo più o meno drastico.

Questo è un mondo dove si lavora tra persone, quindi tutto molto dipende dal rapporto umano instauratosi tra le parti: assistito, badante e famigliari dell’assistito.

Quando ci sono stati fiducia e rispetto reciproci, il congedo avviene solitamente a malincuore ma senza strascichi.

Il datore di lavoro fornirà alla badante un preavviso di licenziamento i cui termini dipendono dall’anzianità di servizio e dal numero di ore settimanali.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

Roma, Bonus Badanti Contributo Inps 2023 con Contratto Nazionale

Aes Domicilio si è sempre battuta per la contrattualizzazione in regola delle badanti, ricordando alle famiglie di Roma l’importanza di avere in casa una persona assunta in regola e alla badante l’importanza di lavorare tutelata.

Il Bonus Badante è un’agevolazione economica prevista dal governo italiano per sostenere le famiglie che impiegano personale dedicato all’assistenza di anziani o persone con disabilità.

Questo bonus, solitamente concesso in forma di detrazione fiscale, è pensato per aiutare a coprire i costi associati all’assistenza domiciliare, come ad esempio il salario della badante.

Le normative e i requisiti per accedere al Bonus Badante possono variare nel tempo e in base alle leggi vigenti.

Tuttavia, alcuni requisiti comuni includono:

  • Avere un familiare o un convivente non autosufficiente (anziano o persona con disabilità) che richiede assistenza domiciliare
  • Avere assunto una badante con regolare contratto di lavoro e contributi previdenziali
  • Essere in possesso di un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che rispetti i limiti stabiliti dalla normativa

Il Bonus Badante può essere richiesto attraverso la dichiarazione dei redditi, presentando la documentazione necessaria per dimostrare che si soddisfano i requisiti previsti dalla legge.

In alcuni casi, potrebbe essere richiesto di presentare ulteriori documenti o di compilare moduli specifici.

Si raccomanda di consultare le informazioni aggiornate sul Bonus Badante sul sito del governo italiano o di rivolgersi a un professionista, come un commercialista o un centro di assistenza fiscale, per ricevere supporto nella richiesta del bonus e per verificare i requisiti e le condizioni attualmente in vigore.

Le mansioni di una badante possono variare a seconda delle necessità e delle condizioni della persona assistita, ma in generale possono includere:

  • Aiuto nelle attività quotidiane, come vestirsi, lavarsi, mangiare e muoversi
  • Somministrazione di farmaci e monitoraggio delle condizioni di salute
  • Assistenza nelle terapie di riabilitazione e fisioterapia, se necessario
  • Svolgimento di piccole faccende domestiche, come la pulizia, la cucina e la spesa
  • Fornire supporto emotivo e compagnia, specialmente se la persona assistita vive da sola o ha una limitata rete sociale
  • Collaborazione con professionisti sanitari, come medici e infermieri, per seguire il piano di cura stabilito

Sarà introdotto un limite orario minimo di circa 20 ore settimanali di lavoro domestico per ottenere l’intero ammontare del bonus, mentre il bonus sarà ridotto proporzionalmente per contratti di lavoro più brevi.

L’importo minimo del bonus dovrebbe essere di 1.549,36 euro all’anno, che è la cifra già detraibile fino a quest’anno in dichiarazione dei redditi.

 

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Roma: quanto Costa una Badante?

La prima cosa che deve conoscere la famiglia di Roma che decide di assumere una badante per i suoi cari è che per stipulare un contratto con una badante, diurna, notturna o convivente è che tutte le regole per l’assunzione sono disponibili per intero all’interno del CCNL, ovvero il contratto collettivo nazionale di lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico, necessario per mettere in regola un badante.

Il contratto nazionale per le badanti stabilisce l’inquadramento retributivo minimo delle lavoratrici e dei lavoratori, al quale andranno aggiunti alcuni elementi fondamentali come il TFR, i contributi INPS, la tredicesima, le ferie e i permessi retribuiti.

Vediamo le tipologie di contratti delle badante:

  • contratto badante convivente: il/la badante vive nell’abitazione dell’assistito e alterna il lavoro (massimo 54 ore lavorative) a momenti di riposo definiti nel contratto stipulato prima dell’assunzione
  • contratto badante non convivente: in questo caso lo stipendio dei badanti non conviventi si calcola sulle effettive ore di lavoro. Il CCNL non stabilisce nessun requisito minimo di ore lavorative ma soltanto il tetto massimo ovvero 40 ore settimanali
  • contratto badante per assistenza anziani notturna: il ruolo della badante è quello rimanere accanto alla persona assistita durante la notte per sorvegliarla costantemente, solitamente accanto al letto
  • contratto badante presenza notturna: da un punto di vista legislativo questo contratto può essere definito come una prestazione d’attesa che prevede la retribuzione per 54 ore settimanali, suddivise in base all’accordo tra le parti. La presenza implica che il collaboratore sia disponibile su richiesta dell’assistito

In merito alle retribuzioni ecco gli stipendi lordi per le tipologie più richieste per le badanti:

  • Badante convivente: stipendio di 1.120,76€ per 54 ore settimanali;
  • Badante non convivente: stipendio orario di 7,79€ per un massimo di 40 ore settimanali;
  • Badante notturna: stipendio di 1.288,87€;

oltre allo stipendio la badante matura mensilmente la 13esima, il tfr, ferie e contributi.

Al termine del rapporto lavorativo, che può avvenire per dimissioni o licenziamento, la badante ha diritto alla liquidazione come ultima busta paga, ovvero il tfr e le eventuali ferie non godute.

 

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Roma, Controlli Inail sullo Stato di Salute delle Badanti : Stop al Lavoro In Nero!

Riportiamo anche a Roma che, pur se ancora poco chiaro, all’interno del nuovo Decreto Lavoro per tutto il 2023 ci saranno maggiori sgravi contributivi dedicati alle badanti.

Le novità emergono dalla bozza del nuovo testo, che comprende per l’appunto un aumento degli sgravi contributivi e previdenziali dedicato ai collaboratori domestici.

L’obiettivo è quello di tentare di contrastare il lavoro in nero incrementando la quota di costi previdenziali e assistenziali che i datori di lavoro possono dedurre dal reddito complessivo ai fini Irpef.

Nello specifico all’articolo 34 del nuovo testo (anticipato da Il Sole 24 Ore), che affronta il capitolo dei lavoratori domestici, si parla di aumento del tetto dello sconto fiscale per chi paga i contributi alle badanti, ma anche dell’estensione della sorveglianza sanitaria.

Il tetto alla deduzione Irpef dal reddito complessivo del costo pagato nel corso dell’anno dalle famiglie per i contributi previdenziali versati in relazione agli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare sale dagli attuali 1.549,37 a 3.000 euro.

La legge prevede già che le badanti abbiano diritto a indennità relative all’assicurazione per malattie professionali e infortuni.

Una quota dei contributi versati all’Inps riguarda anche l’assicurazione Inail.

Ma cambia poiché verrà estesa a tutti i lavoratori domestici: anche per questi dipendenti pertanto l’Inail potrà procedere con una visita medica preventiva.

La periodicità di questi accertamenti, qualora non prevista, viene stabilita, di norma, in una volta l’anno.

La visita medica, inoltre potrà essere richiesta anche dal lavoratore per valutare le condizioni di salute e se queste sono suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta.

Non ci sarà nessun onere per le famiglie: alle visite mediche provvede, come detto, l’Istituto nazionale per l’assicurazione sul lavoro attingendo dalle proprie risorse.

Il che significa che per i datori di lavoro e dunque per le famiglie non ci saranno costi nello gestire le visite mediche preventive o quelle periodiche di controllo sulla verifica dell’idoneità alla prestazione di lavoro del collaboratore domestico.
Da questo deduciamo un interessamento al lavoro in nero, poiché recandosi all’interno delle famiglie sarà sempre più difficile poter operare in maniere illegale; e questo non solo per la singola badante che si offre alla famiglia, ma anche per le cooperative/associazioni che prendono personale con contratti irregolari e li mandano dalle famiglie ignare che ciò che firmano non è il contratto nazionale dei collaboratori domestici.

Aes Domicilio insiste molto sull’argomento, perché soltanto il lavoro regolare permette una sicurezza sia alla badante che alla famiglia.

 

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Roma: Reati Verificabili nel Lavoro Domestico

Conoscendo il mondo delle badanti possiamo purtroppo dire che anche a Roma ancor oggi la percentuale del lavoro domestico è in nero.

Purtroppo perché c’è ancora poca cultura della badante vista come vero lavoratore.

Le associazioni come Aes Domicilio si prodiga ogni giorno per estirpare questa piaga del lavoro nero o con mezzi poco leciti di assunzione.

Da questo ne può derivare che si creino dei conflitti poco gestibili tra badante e famiglia.

Per meglio comprendere le problematiche delle famiglie italiane legate alle esperienze di furti o reati commessi dai lavoratori domestici, abbiamo trovato un articolo interessante che qui riportiamo.

Si tratta della Fondazione Leone Moressa che ha condotto un’indagine a campione rivolta alle famiglie associate con DOMINA.

Il campione comprende circa 400 famiglie che hanno o hanno avuto un lavoratore domestico: il campione si concentra prevalentemente al Centro-Nord.

Entrando nel merito della questione legale, oltre la metà dei rispondenti (56%) dichiara di aver subito furti da parte dei lavoratori domestici. Si tratta prevalentemente di generi alimentari (41,1%) o vestiario e biancheria (37,2%). Meno frequente invece il caso di furto di denaro o oggetti preziosi (21,7%).

Per quanto riguarda i reati penali, solo il 14,5% del campione dice di aver subito episodi di questo tipo.

Si tratta, per citarne alcuni, di violazione di domicilio da parte di terzi, stalking o minacce, truffa ai beni di famiglia (circonvenzione d’incapace – testamenti viziati – intestazione di beni di famiglia – depauperazione del patrimonio di famiglia), ricatti per segreti personali o di famiglia, prelievo non autorizzato con il bancomat o con la carta di credito.

Di nuovo abbastanza frequente (48,9%), invece, il verificarsi di altri fatti gravi quali:

  • abbandono dell’assistito
  • maltrattamenti fisici
  • segregazione della persona non autosufficiente
  • tentato omicidio
  • molestie

La percentuale di denunce è molto bassa nel caso dei furti (6,3%), mentre sale per i reati (18,9%) e gli altri fatti gravi (40,8%).

Piuttosto consistente (dal 30 al 50%) la quota di licenziamenti a seguito di evento criminoso.

Significativa invece la percentuale di famiglie che non prende alcun provvedimento: circa una su due nel caso dei furti e una su tre nel caso dei reati.

Vista la bassa percentuale di denunce, è interessante chiedere alle famiglie quali siano i fattori principali che spingono il datore di lavoro a non procedere.

La risposta più frequente (46,9% dei casi) è “non ne vale la pena”: si tratta infatti di importi poco cospicui (nel caso di 12 furto) o fatti non così rilevanti.

Un altro fattore deterrente è rappresentato dalla mancanza di prove (25,4%).

Una quota significativa di datori di lavoro non ha denunciato il furto o il reato per timore di essere ricattato per irregolarità relative al rapporto di lavoro: si tratta in primo luogo di lavoratori domestici irregolari o della cosiddetta “zona grigia”, in cui oltre alla componente regolare esiste una integrazione non dichiarata.

L’indagine a campione illustrata in questo capitolo ha dimostrato come la maggior parte delle famiglie (56%) abbia subito almeno una volta un furto da parte del lavoratore domestico.

Il rischio è naturalmente molto alto, dato che il lavoratore domestico (in questo caso non solo badante) lavora in casa, generalmente in assenza del proprietario.

Il fatto che in casa vi siano molti oggetti di valore, anche di piccole dimensioni, porta in molti casi il datore a non accorgersi subito della mancanza, per cui in molti casi è difficile poter accusare proprio il lavoratore.

Va detto, per correttezza, che per lo stesso motivo alcune volte il lavoratore diventa il capro espiatorio per lo smarrimento di oggetti da parte del proprietario.

In generale, è importante curare fin da subito il rapporto di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro, improntandolo sulla trasparenza e sulla lealtà.

Inoltre, come detto, la rete familiare svolge un ruolo di prevenzione molto importante.

Allo stesso modo, il supporto da parte di associazioni e consulenti può aiutare nella gestione dei singoli casi, condividendo esperienze altrui e mettendo in comune le proprie necessità.

 

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La Badante a Roma e i Piatti della Tradizione Italiana

La figura della badante è diventata sempre più comune a Roma e in Italia negli ultimi anni, soprattutto a causa dell’invecchiamento della popolazione e della necessità di assistenza per le persone anziane.

La badante è colei che si occupa della cura e dell’assistenza di una persona anziana e tra le sue mansioni, oltre alla cura della persona assistita, vi è anche la gestione della casa, compresa la cucina.

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo per la sua ricchezza di sapori e la varietà dei suoi piatti.

Essa rappresenta un patrimonio culturale e gastronomico di inestimabile valore, fatto di tradizioni e di abitudini alimentari che si sono conservate nel tempo e che vengono tramandate di generazione in generazione. La cucina italiana è anche un’importante fonte di benessere e di salute, grazie alla presenza di ingredienti freschi e naturali, e alla cura nella preparazione dei piatti.

La badante che si occupa della cucina italiana deve essere in grado di preparare piatti gustosi e sani, rispettando le tradizioni e le preferenze della persona assistita, tenendo naturalmente delle eventuali patologie o intolleranze alimentari della persona assistita, e adattare di conseguenza i piatti da preparare.

La cucina italiana è caratterizzata dalla presenza di numerosi ingredienti freschi e naturali, come frutta, verdura, carne, pesce, formaggi e oli, che vengono utilizzati per preparare piatti sani e gustosi.

Tra i piatti tipici della cucina italiana vi sono le famose paste, come spaghetti, lasagne, gnocchi, ravioli e tortellini.

La badante deve essere in grado di preparare le paste seguendo le ricette tradizionali, utilizzando ingredienti freschi e di qualità, e rispettando i tempi di cottura.

Vi sono numerosi piatti a base di carne, come arrosti, spezzatini, scaloppine, e pollo alla cacciatora.

La badante deve essere in grado di selezionare la carne di qualità, e di prepararla utilizzando tecniche di cottura appropriate, come la griglia, la padella, o il forno.

Anche il pesce è un ingrediente molto presente nella cucina italiana, soprattutto nelle regioni costiere.

La badante che si occupa della cucina italiana deve inoltre avere una buona conoscenza delle tecniche di conservazione degli alimenti, per evitare sprechi e garantire la freschezza degli ingredienti

Cosa non meno importante è che la badante deve essere in grado di gestire gli acquisti, scegliendo gli ingredienti giusti in base alle esigenze alimentari e alle preferenze della persona assistita, e valutando la qualità dei prodotti.

In questo modo, si può garantire una dieta equilibrata e sana, che tenga conto delle esigenze nutrizionali e delle preferenze alimentari della persona assistita.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Lazio e in particolare nelle province di Milano e Roma, se cerchi Badanti  Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

Il Manuale delle Badanti: Arteterapia, Anziani e Badanti a Roma

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa: Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato anche a Roma la badante e la famiglia, per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

La sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, una delle città in cui si è spesso manifestata, deriva il suo nome dallo scrittore francese Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle (1783-1842) che, dopo esserne stato colpito personalmente durante il proprio Grand Tour del 1817, ne diede una prima descrizione nel libro: “Napoli e Firenze: un viaggio da Milano a Reggio“.

Si tratta di una affezione psicosomatica che provoca tachicardia, capo-giro, vertigini, confusione e allucinazioni in soggetti particolarmente sensibili, quando si trovino di fronte a opere d’arte di straordinaria bellezza.

E, in pratica, una malattia da “esposizione all’arte”!

Alcuni studiosi confermano come questa “esposizione all’arte” possa agevolare i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer soprattutto se siano seguiti da una badante specializzata proprio in Alzheimer.

Applicata alla demenza, l’arteterapia è un sorta di efficacissima Sindrome di Stendhal al contrario: l’overdose di bellezza, che può stordire una persona particolarmente sensibile in buona salute, può avere anche straordinari effetti benefici su una mente compromessa, provocando emozioni in grado di rallentare il progredire della malattia, in certi casi raggiungendo l’effetto di alcuni farmaci specifici.

I benefici sono generali ed evidenti poiché gli assistiti sono più motivati a partecipare, provano maggior benessere – dunque si riducono i tipici sintomi negativi del comportamento -, cresce l’autostima, migliora la qualità della vita, il tono dell’umore e, di conseguenza, le stesse relazioni con operatori e familiari, i quali vedono con soddisfazione i loro cari nuovamente felici, non importa se si tratti di uno stato transitorio, e coinvolti in attività gratificanti.

Anche se affette da patologia cognitiva, queste persone sono in grado di valutare l’esperienza estetica col risultato che, in non pochi casi, si sono riattivate memorie lontane e una vitalità apparentemente esaurita.

L’arte, agendo come una forma di ipnosi, innocua e in stato cosciente, fa si che il cervello dei pazienti restituisca loro ciò che gli è proprio, l’arte riesce a provocare nella mente compromessa, effetti di riconnessione, restituendo al paziente ciò che la malattia aveva fatto smarrire.

Non a caso questa esperienza di “uscire fuori dalla gabbia dei ricordi perduti” cui induce l’Alzheimer, sia speculare a ciò che lo psicoanalista Hillmann disse a proposito della sindrome di Stendhal:

“Potrebbe essere considerata, pertanto, una sindrome archetipica e le manifestazioni patologiche una rappresentazione mitica, la mimesis, cioè, di un modello archetipico. La crisi, dunque, può essere letta come espressione della necessità di oltrepassare i limiti dell’ordinario, come aspirazione alla trasgressione, alla rottura di schemi comportamentali abituali, come urgente spinta a riscoprire e realizzare tendenze psichiche pro-fonde”.

Dunque lo stimolo di immedesimarsi in essa che un’opera d’arte dona offre al paziente l’occasione di immedesimarsi in se stesso, sfruttando un particolare dettaglio di un’opera che susciti, in realtà, il collegamento con un particolare dettaglio della propria vita, grazie al quale cominciare a ricostruire la propria identità.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.
Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

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La Badante e la Gestione delle Piaghe a Roma

La badante è una figura professionale che si occupa dell’assistenza alle persone anziane o disabili, svolgendo anche a Roma una serie di compiti tra cui la cura delle piaghe.

Le piaghe, o ulcere da decubito, sono lesioni cutanee che si sviluppano a causa della pressione prolungata su una determinata area del corpo, soprattutto in pazienti che rimangono a lungo a letto o in poltrona.

La cura delle piaghe è un’attività delicata, che richiede una certa competenza e attenzione da parte della badante.

In questa guida, vedremo quali sono le procedure da seguire per prevenire e curare le piaghe, quali sono gli strumenti e i prodotti utilizzati, nonché le eventuali complicanze che possono verificarsi durante il processo di guarigione.

La prevenzione delle piaghe è fondamentale per evitare che si sviluppino lesioni cutanee.

Il rischio di sviluppare le piaghe dipende da diversi fattori, tra cui l’età del paziente, il suo stato di salute generale, la sua mobilità, la sua alimentazione e l’idratazione.

La badante deve quindi assicurarsi che il paziente abbia un’alimentazione equilibrata e sufficiente, che beva abbastanza acqua e che abbia una buona igiene personale.

Deve fare in modo che il paziente non rimanga a lungo nella stessa posizione, ma che cambi frequentemente posizione, specialmente se si trova a letto o in poltrona.

La posizione ideale è quella laterale, in modo da evitare la pressione sulla schiena e sulle natiche.

È quindi importante che il paziente abbia un letto o una poltrona adeguati, che siano confortevoli e che favoriscano la circolazione sanguigna.

In conclusione, la cura delle piaghe è una delle attività più importanti e delicate che la badante deve svolgere per garantire il benessere dei pazienti anziani.

La badante deve quindi adottare diverse misure preventive, tra cui l’adeguata alimentazione e idratazione, la mobilità del paziente e la posizione ideale.

È importante che la badante abbia una buona conoscenza delle procedure e degli strumenti utilizzati per la cura delle piaghe, al fine di garantire una corretta assistenza al paziente.

 

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