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Tag Archivio per: badante lazio

manuale della badante roma

Il Manuale della Badante a Roma

da Aes Domicilio

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa: Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante a Roma e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Il nostro corpo, come ogni cosa su questo pianeta, è soggetto a invecchiamento.

Con il passare del tempo le cellule si ossidano, le articolazioni diventano più fragili e il sistema nervoso cambia.

Ma quali sono i segnali dell’invecchiamento ed è possibile prevenirlo o contrastarlo, in qualche modo?

Quando le cellule invecchiano i geni programmano un processo che, quando attivato, provoca la morte della cellula, una morte programmata chiamata apoptosi che è una sorta di suicidio cellulare.

L’invecchiamento di una cellula ne è motivo scatenante: le cellule vecchie, infatti, sono destinate a morire per fare spazio a quelle nuove.

Le cellule sono in grado di dividersi un numero limitato di volte, limite che è programmato dai geni stessi.

Quando una cellula non è più in grado di dividersi, diventa più grande, continua a vivere per un po’ e poi muore.

Questo succede in tutti gli organismi, le cellule muoiono anche nei bambini, ma nei giovani la sostituzione con cellule nuove è molto attiva e veloce, mentre nell’anziano il ricambio è man mano più scarso e questo porta all’invecchiamento di ogni componente dell’organismo da cui malfunzionamenti, fragilità, insorgere di patologie.

Solitamente le badanti sono a conoscenza delle principali patologie, o comunque di situazioni che interessano il peggioramento di vita degli anziani e molte volte conoscono i fondamenti rispetto al funzionamento del cervello umano.

I livelli di sostanze chimiche coinvolte nell’invio di messaggi all’interno del cervello cambiano: la maggior parte si riduce, mentre in alcuni casi aumentano.

Le cellule nervose possono perdere alcuni dei recettori utili all’invio dei messaggi, lo stesso flusso ematico verso il cervello si riduce, abbassando i livelli di ossigeno.

A causa di questi cambiamenti associati all’età, il cervello può funzionare un po’ meno bene e gli anziani possono reagire e svolgere delle operazioni in modo leggermente più lento, ma a parte questo, riescono a portare a termine ogni attività con precisione.

Alcune funzioni mentali come il vocabolario, la memoria a breve termine, la capacità di apprendimento di nuove nozioni o la capacità di ricordare le parole possono ridursi lievemente una volta oltrepassati i settant’anni.

La vecchiaia è un viaggio, un percorso che va affrontato insieme: è necessario fare in modo che i nostri cari non si sentano mai da soli.

Bisogna coinvolgere tutte le forze possibili per assecondare le varie fasi della loro vita, con pazienza, costanza e volontà.

La badante è una risorsa indispensabile in tutto questo: la presenza, lo spingere l’anziano all’attività, sia fisica che mentale, farlo uscire, farlo ridere, aumentando così i livelli di serotonina, sono tutti elementi che aiutano a contrastare la degenerazione cellulare.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Lazio e in particolare nelle province di Milano e Roma, se cerchi Badanti  Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

 

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/06/manuale-della-badante-roma.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2023-06-20 10:50:002023-06-20 10:51:06Il Manuale della Badante a Roma
badante e demenza roma

La Badante a Roma e l’Assistenza Domiciliare con Anziana Malata di Demenza

da Aes Domicilio

La badante di Roma si chiamava Larysa ed era una donna di mezza età con una grande esperienza nella cura degli anziani.

Aveva passato gran parte della sua vita a prendersi cura di persone malate e aveva acquisito una grande conoscenza nel campo della geriatria.

Un giorno, durante una ricerca di lavoro, Larysa incontrò una famiglia che cercava una badante per la madre anziana, una signora di nome Anna, che soffriva di demenza senile.

Anna era una signora dolce e gentile, ma la sua malattia aveva fatto sì che fosse diventata sempre più confusa e dimenticava spesso le cose.

Larysa iniziò subito a lavorare cercando di creare un ambiente confortevole per Anna e di aiutarla a gestire le sue giornate.

Larysa capì subito che Anna aveva bisogno di una routine stabile per sentirsi sicura e tranquilla. La badante pianificò quindi una routine giornaliera per Anna, che includeva attività come la lettura, la musica, la ginnastica dolce e la cucina.

Cercava di coinvolgere Anna in tutte le attività possibili, per mantenerla attiva e stimolata.

Tuttavia, Anna spesso si sentiva confusa e disorientata, soprattutto durante la notte.

Larysa decise di dormire nella stanza accanto a quella di Anna per poterla assistere in caso di bisogno.

Durante la notte, cercava di calmare Anna quando era agitata e disorientata, cantandole canzoni e raccontandole storie.

Anna aveva bisogno di prendere molti farmaci e Larysa si assicurava che li prendesse regolarmente e nel giusto dosaggio.

Inoltre, faceva attenzione alla sua alimentazione, preparando pasti sani e gustosi.

Con il passare del tempo, Larysa sviluppò una forte connessione con Anna.

Nonostante la malattia Anna era ancora in grado di comunicare e di esprimere la sua gratitudine per l’attenzione e la cura di Larysa.

La badante trascorreva ore a parlare con Anna, ascoltando le sue storie e i suoi ricordi.

Tuttavia, non tutto era sempre facile: Anna aveva spesso momenti di confusione e di agitazione, che mettevano alla prova la pazienza e la professionalità della badante.

Dopo alcuni mesi, la salute di Anna peggiorò e fu necessario ricoverarla in ospedale.

Larysa accompagnò Anna all’ ospedale e rimase con lei e durante tutto il ricovero passò molte ore al suo fianco , tenendole compagnia e assicurandosi che ricevesse le cure necessarie.

Non appena Anna tornò a casa Larysa si prese cura di lei con ancora maggior dedizione.

Un giorno, Anna si addormentò e non si svegliò più. Era arrivato il momento della sua dipartita.

Larysa fu molto colpita dalla morte di Anna.

Aveva trascorso tanto tempo con lei e le era diventata molto affezionata.

Sentiva la mancanza di Anna e del suo sorriso gentile, ma sapeva che aveva fatto tutto il possibile per farla sentire amata e curata.

La malattia di demenza senile è una malattia difficile da gestire, ma Larysa aveva dimostrato di avere tutte le qualità necessarie per diventare una grande badante.

La sua pazienza, la sua dedizione e la sua capacità di creare un ambiente confortevole e sicuro per Anna avevano fatto la differenza.

La sua esperienza e la sua professionalità erano state decisive per alleviare le sofferenze di Anna e per far sì che trascorresse gli ultimi mesi della sua vita in serenità e tranquillità.

 

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badante in trasferta roma

La Badante Convivente a Roma in Trasferta con l’Anziano

da Aes Domicilio

La collaboratrice domestica, definita anche badante, rappresenta un sostegno fondamentale, assiste la persona in base alla tipologia di servizio per cui è assunta.

Tra i vari servizi ci può essere la badante convivente.

In questo caso, può capitare che la badante a Roma deve spostarsi temporaneamente dalla propria città di residenza per seguire il proprio assistito e si parla di badante in trasferta.

La badante in trasferta si occupa delle stesse mansioni, ma che si trova a dover affrontare delle difficoltà e delle sfide aggiuntive legate alla temporaneità del proprio impiego.

Innanzitutto vediamo come è disciplinata la trasferta, dall’art. 33 del CCNL che prevede quanto segue:

Il lavoratore convivente è tenuto, ove richiesto dal datore di lavoro, a recarsi in trasferta, ovvero a seguire il datore di lavoro o la persona alla cui cura egli è addetto, in soggiorni temporanei in altro comune e/o in residenze secondarie.

In tali località il lavoratore fruirà dei riposi settimanali.

In caso di trasferta devono essere rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio sostenute per raggiungere il luogo della trasferta, e deve essere riconosciuto, in aggiunta alla normale retribuzione, una diaria giornaliera pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera, per ogni giorno di trasferta, salvo il caso in cui il relativo obbligo sia contrattualmente previsto nella lettera di assunzione.

 

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anziano e estate roma

La Gestione dell’anziano a Roma durante la Stagione Estiva

da Aes Domicilio

L’estate è una stagione che porta molte belle cose, come il sole, la spiaggia, le vacanze e i gelati.

Molte tra le nostre badanti a Roma lavorano con anziani e di conseguenza all’arrivo del caldo devono iniziare a prendere delle precauzioni.

Infatti la stagione estiva può anche portare alcuni inconvenienti, tra cui le alte temperature che possono causare disagi e problemi di salute, soprattutto tra le persone anziane.

Le persone anziane sono particolarmente vulnerabili alle ondate di calore estivo, poiché il loro corpo non è in grado di regolare la temperatura corporea come quello dei giovani.

In questo contesto, la badante diventa ancora più importante, poiché può svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare l’anziano a prevenire i problemi legati al caldo estivo.

Vediamo quindi alcuni consigli utili per affrontare l’estate con serenità.

  • Mantenere l’ambiente fresco: le finestre dovrebbero essere aperte solo durante le ore più fresche della giornata, mentre durante il resto del tempo dovrebbero essere chiuse e le persiane abbassate per evitare l’ingresso di calore, è sempre importante aver cura di avere adeguata ventilazione.
  • Bere molta acqua: l’anziano deve bere molta acqua per evitare la disidratazione. La badante dovrebbe quindi incoraggiarlo a bere acqua regolarmente durante tutto il giorno, evitando bevande che contengono caffeina o alcol.
  • Evitare le attività fisiche durante le ore più calde: la badante dovrebbe quindi organizzare le attività dell’anziano in modo da evitare gli orari più caldi, pianificando ad esempio le attività all’aria aperta nelle prime ore del mattino o nelle ore serali.
  • Prendersi cura della pelle: la badante assiste l’anziano ad applicare regolarmente una crema solare con fattore di protezione elevato e a indossare cappelli o visiere per proteggere il viso e gli occhi dal sole.

Possiamo quindi ricordare che il ruolo della badante durante il periodo estivo è molto importante, perché deve controllare molti fattori per tutelare l’anziano, in casa come fuori.

 

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relazione badante e famiglia roma

La Relazione tra la Famiglia e la Badante a Roma

da Aes Domicilio

La relazione tra una famiglia e la propria badante di Roma può essere complessa e delicata.

Molti fattori influenzano l’efficacia e la qualità del rapporto, tra cui la comunicazione, le aspettative reciproche e la gestione delle responsabilità.

Tuttavia, sebbene ci siano molte famiglie che riescono a instaurare un rapporto positivo e produttivo con la propria badante, ci sono anche situazioni in cui la famiglia sbaglia e il rapporto diventa problematico.

In questo contesto ci sono vari errori che una famiglia può commettere nei confronti della propria badante.

Ecco alcuni esempi:

  • Inadeguata comunicazione: la comunicazione è essenziale per mantenere un buon rapporto tra la famiglia e la badante. Se la famiglia non comunica chiaramente le proprie aspettative e le proprie esigenze, la badante potrebbe non essere in grado di soddisfarle. Inoltre, se la famiglia non fornisce un feedback costruttivo alla badante, questa potrebbe non essere in grado di migliorare le proprie prestazioni.
  • Aspettative irrealistiche: la famiglia potrebbe avere aspettative irrealistiche riguardo alle capacità e alle prestazioni della badante. Ad esempio, potrebbe aspettarsi che la badante sia in grado di gestire compiti che non rientrano nelle sue competenze o di lavorare per lunghi periodi di tempo senza pause.
  • Scarso rispetto: la famiglia potrebbe mancare di rispetto nei confronti della badante, ad esempio non riconoscendo il suo lavoro o non rispettando i suoi diritti come lavoratrice. Questo può portare a una perdita di motivazione e ad una riduzione della qualità del lavoro della badante.
  • Mancata comprensione delle esigenze della badante: la famiglia potrebbe non capire le esigenze della badante, ad esempio non fornendo un adeguato tempo libero o non permettendole di avere una vita sociale. In sintesi, quando la famiglia sbaglia con la badante, il rapporto può diventare problematico e compromettere la qualità del lavoro della badante.

E’ importante che la famiglia mantenga una comunicazione aperta e trasparente con la badante.

In generale, una buona relazione tra la famiglia e la badante richiede impegno e attenzione da entrambe le parti.

La famiglia dovrebbe essere aperta a fornire feedback e ascoltare le esigenze della badante, mentre la badante dovrebbe essere disponibile a lavorare in modo collaborativo e rispettare le esigenze della famiglia.

In questo modo, si può instaurare un rapporto di fiducia e rispetto reciproco che porta a una maggiore soddisfazione e produttività per entrambe le parti.

 

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cercare badante o famiflia roma

Cercare Famiglia, Cercare Badante a Roma: Utilizziamo il Contratto Nazionale

da Aes Domicilio

Una collaboratrice domestica è alla ricerca di un nuovo lavoro a Roma.

Forse è appena arrivata in questo nuovo paese e non ha esperienza, forse invece esce da un lungo rapporto con un assistito che ora non c’è più e deve ricominciare.

Per quanto l’assistito sia per lei un “lavoro”, è entrata dentro una casa, una famiglia, è rimasta forse per mesi, in alcuni casi per anni e distaccarsi, riprendere tutto da capo, non è facile.

Forse il precedente anziano era un nonno per lei, se lo coccolava e, perché no, lo viziava, forse invece i giorni con lui erano sempre più brutti e pesanti e la famiglia non era da meno.

In entrambi i casi ora la signora sta cercando qualcosa di buono, una famiglia onesta, con cui instaurare un rapporto di stima e rispetto reciproco.

Bene, è il caso di rimboccarsi le maniche e cercare di non cadere in trappole già sperimentate, dalla signora stessa o da qualche collega.

Come fare?

In primo luogo sarà bene fornirsi di un buon curriculum, da poter presentare aggiornato a ogni nuovo possibile datore di lavoro e poi ci si potrà affidare a un’agenzia, che possa offrire non solo maggiori possibilità di trovare un buon lavoro, ma sia anche di tutela qualsiasi evenienza possa presentarsi.

Nel caso si voglia fare da sole, l’importante è non perdersi d’animo e puntare sulla propria autonomia, presentandosi ai datori di lavoro o aspiranti tali con un bel curriculum.

Ebbene, prima di ogni cosa, la lavoratrice non dovrà mai essere abbandonata a se stessa con l’assistito: deve sempre esserci un familiare di riferimento cui appoggiarsi in qualsiasi momento e qualsiasi imprevisto possa verificarsi.

Per quanto il momento sia difficile, per quanto si sia spesso disposti a compromessi, pur di lavorare, ci si ricordi che il lavoro in nero non dà garanzie, non tutela in caso di incidente, non dà referenze, né… una futura pensione.

Dunque, cosa si deve sapere, se non si ha un’agenzia alle spalle?

Verificare che si tratti di persone perbene, che non abbiano avuto in precedenza badanti che sono scappate per mancato stipendio, pretese al limite dello schiavismo, maleducazione e altre cose di questo tipo.

Verificare che abbiano intenzione di assumere regolarmente, portando i documenti già al primo incontro, giusto per prudenza.

Si è già detto della reperibilità di almeno un familiare di riferimento.

Poi sarà molto importante avere tutti i dati del futuro assistito: data di nascita, altezza, peso, ovviamente sesso, livello di auto-sufficienza, se l’assistito abiti da solo o meno, se abbia la macchina e, nel caso, se ci siano animali e quali.

La badante di Roma è una lavoratrice, come è già più volte stato sottolineato quindi, se trova di meglio saluta la famiglia che l’ha assunta, anzi, se ne va senza salutare.

In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, una badante in nero ha la possibilità di eseguire delle riprese video e audio della casa nella quale lavora.

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare che si sta lavorando in nero, senza commettere un reato di violazione della privacy e del domicilio di un’altra persona.

In questo caso, sebbene le sue dichiarazioni non bastino a dimostrazione del fatto alla base della denuncia, costituiscono prova le testimonianze di persone che abbiano assistito allo svolgimento della sua attività in nero.

Quali sono a questo punto, le conseguenze legali che ricadono sulla persona che fa lavorare qualcun altro in nero?

In primissimo luogo, devono prima di tutto essere versate tutte le somme che il denunciante avrebbe ricevuto in caso di assunzione regolare.

 

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cucina e badante roma

Consigli di Cucina alla Badante di Roma

da Aes Domicilio

Come chiunque a Roma abbia un anziano in famiglia sa,  uno dei problemi principali con la terza età è l’alimentazione.

La causa è legata a problemi di dentizione e masticazione, poi ci possono essere problemi di salute più gravi, che portano a una vera e propria denutrizione.

Lo stimolo della fame diminuisce con l’avanzare dell’età ma, soprattutto, aumenta l’inappetenza con l’inappetenza, in un circolo vizioso.

Presentiamo alcune ricette pensate apposta per l’anziano, in massima parte con problemi di masticazione e deglutizione, che vanno bene per tutti, e in parte per assistiti diabetici.

Inoltre esistono oggi delle aziende che preparano cibi adattati alle esigenze dell’anziano e consegnano a domicilio a costi contenuti.

Pollo frullato con carote

Ingredienti

Pollo crudo
Carote
Brodo
Olio Evo
Sale

Preparazione

  • Saltare il pollo in padella con l’olio, il sale e le carote
  • Aggiungere un po’ alla volta il pollo tagliato a pezzetti e il brodo nel frullatore e frullare il tutto fino a ottenere una crema morbida e omogenea
  • In un pentolino scaldare a fuoco lento la crema, aggiungendo un po’ di sale e continuare a cuocere per alcuni minuti, fino a raggiungere una cottura ottimale

Come già suggerito si può sostituire il pollo con altre carni, quali tacchino o anatra, che richiederà una cottura maggiore e un tempo un po’
superiore di omogeneizzatore o frullatore.

Crocchette di patate al forno

Ingredienti:

500 gr di patate a pasta gialla
50 gr di Grana Padano grattugiato
Sale
Noce moscata o Garam Masala
1 uovo
Olio evo
Pane grattato

Preparazione

  • Lavare le patate e metterle a bollire per circa 40 minuti in acqua e sale
  • Una volta bollite le patate, pelarle e le schiacciarle, creando un purè
  • Aggiungere l’uovo e il Grana
  • Dopo aver mescolato gli ingredienti creare delle piccole polpette cilindriche e passarle nel pan grattato.
  • Metterle in una teglia con della carta forno e cospargere con olio quanto basta per rendere la copertura croccante
  • Cuocete al forno 180° per circa 15/20 minuti

Per una ricetta più golosa è possibile potete aggiungere all’impasto del prosciutto cotto all’interno o formaggio filante

 

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badante e residenza roma

Roma: La Badante senza Residenza Italiana, non Spaventatevi

da Aes Domicilio

La selezione di una badante è molto spesso impegnativa, poiché deve tenere conto di competenze richieste da ogni singola famiglia, deve essere caratterialmente in sintonia con la persona da assistere e i familiari.

Aes Domicilio ricorre a Roma ad una tempistica di qualche giorno per garantire la ricerca nel modo il più possibile preciso ed adeguato con la persona da assistere.

In certi casi la badante convivente è una soluzione ideale per i datori di lavoro che cercano assistenza a lungo termine per i propri cari, che possa coprire la giornata aiutando non solo nella cura di sé, ma anche provvedendo alla gestione della casa, delle compere, del cibo.

Per i lavoratori conviventi, il datore di lavoro è tenuto, sempre, a prescindere dalla residenza, a rilasciare una dichiarazione di ospitalità presso gli uffici preposti di questura o vigili sul territorio del luogo di lavoro perché abbiano traccia della presenza di un cittadino nella loro circospezione.

La dichiarazione di ospitalità o comunicazione di cessione di fabbricato deve essere fatta entro 48 ore la data di assunzione della lavoratrice.

Ricordiamo che non sussiste l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente.

La badante può benissimo mantenere un’altra residenza.

Inoltre molto importante la dichiarazione di ospitalità decade con la cessazione del rapporto di lavoro.

Ma veniamo ora al punto più saliente e che preoccupa maggiormente:

quando va necessariamente concessa la residenza alla badante?

Poiché non è possibile comunicare l’iscrizione all’ Inps del rapporto di lavoro domestico senza indicare un indirizzo di residenza della collaboratrice, ci sono due casi in cui il datore non può sottrarsi nel concedere la residenza alla lavoratrice:

  • la badante non ha altra residenza in Italia
  • la badante ha ancora residenza dal datore precedente con il quale ha cessato il rapporto

Va precisato comunque che il datore non può opporsi all’iscrizione all’anagrafe da parte della collaboratrice ma può solo, se non è d’accordo, decidere di non stipulare il contratto.

La residenza badante convivente può anche essere un’opzione attraente per le badanti che cercano un unico posto di lavoro per un periodo di tempo più lungo in un ambiente accogliente e familiare.

Questo tipo di arrangiamento può offrire maggiore stabilità e sicurezza rispetto ad altre opzioni di lavoro.

La residenza deve essere comunicata direttamente dalla lavoratrice presso il comune del luogo di lavoro.

Sarà la badante, una volta recesso il contratto, a comunicare presso gli uffici del comune il cambio del nuovo indirizzo di residenza.

Concedere la residenza non significa che la badante entri a far parte del nucleo famigliare o incida su reddito o oneri fiscali.

Alla fine del rapporto di lavoro (ultimato il preavviso), il datore di lavoro proprietario dell’alloggio (o un suo erede o delegato) va in comune e informa l’ufficio anagrafe che in casa sua non abita più il suo ex dipendente.

 

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badante alzheimer roma

Roma, la Giusta Selezione di Badanti con Malati di Alzheimer

da Aes Domicilio

Aes Domicilio ricerca anche a Roma personale domestico, come badante convivente, ad ore o notturna e per farlo si avvale di un primo passaggio esclusivamente con la famiglia, per raccogliere le indicazioni su quale possa essere la miglior badante da presentare.

Tra le patologie che un anziano può presentare vi è anche l’ Alzheimer, ecco ora parleremo di questa malattia.

La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello, causando la perdita di memoria e altre funzioni cognitive. È la forma più comune di demenza, una condizione che colpisce la capacità di una persona di pensare, ragionare e ricordare le cose.

La malattia di Alzheimer si sviluppa lentamente nel tempo e di solito inizia con la perdita di memoria a breve termine.

Le persone affette da questa patologia possono avere difficoltà a ricordare eventi recenti, nomi di persone e oggetti, o a pianificare e organizzare le attività quotidiane.

Con il passare del tempo, la malattia può peggiorare e comportare la perdita di memoria a lungo termine, problemi di linguaggio, di attenzione, di concentrazione e di giudizio.

La malattia di Alzheimer può anche causare cambiamenti nel comportamento e nell’umore, come l’irritabilità, la depressione, l’ansia e la perdita di interesse per le attività che una volta erano gratificanti.

Inoltre, le persone con Alzheimer possono avere difficoltà a svolgere le attività quotidiane, come vestirsi, mangiare o andare in bagno.

La badante è una figura professionale importante che può entrare in gioco per aiutare le persone con Alzheimer a gestire la loro vita quotidiana.

La badante può fornire assistenza nella cura personale, nell’alimentazione, nell’igiene personale e nell’esercizio fisico ed un eventuale supporto emotivo e sociale, aiutando la persona con Alzheimer a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti.

Di conseguenza possiamo elencare alcuni esempi di come la badante può essere di aiuto.

  • Per l’ assistenza personale la badante può aiutare la persona con Alzheimer nella cura personale, come il bagno, la vestizione e la cura dell’igiene personale
  • Per l’assistenza alimentare la badante può preparare i pasti e aiutare la persona con Alzheimer a mangiare, garantendo che riceva la giusta nutrizione
  • La badante può aiutare a gestire i farmaci, garantendo che vengano presi nei tempi e nelle dosi corrette
  • La badante può fornire supporto emotivo e sociale alla persona con Alzheimer, aiutandola a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti
  • Ed infine la badante può monitorare la sicurezza della persona con Alzheimer, garantendo che non si metta in pericolo e che la casa sia sicura

 

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badante elena roma

Roma, Elena e la sua Storia di Badante

da Aes Domicilio

Raccontiamo anche a Roma la storia di Elena.

Elena, moldava di 45anni, era una badante che lavorava in Italia da molti anni, con un diploma di infermiera presso un’accademia moldava.

Aveva un grande cuore e amava il suo lavoro, che consisteva principalmente nell’assistere persone anziane e malate.

Un giorno, però, le venne affidato un compito diverso: assistere un giovane ragazzo di nome Luca, che era stato coinvolto in un grave incidente stradale e ora era costretto a letto, completamente paralizzato.

Elena arrivò nell’appartamento dove viveva Luca con la famiglia e si presentò.

Era una donna alta e robusta, con una faccia gentile e sorridente.

La famiglia di Luca era molto preoccupata per il figlio e per il futuro, ma Elena cercò di rassicurarli e di far loro capire che avrebbe fatto del suo meglio per prendersi cura di Luca.

Le prime settimane furono molto difficili per tutti, Luca era molto depresso e non voleva parlare con nessuno.

Elena assunta come badante convivente cercava di fargli compagnia, ma spesso si trovava a parlare da sola.

Tuttavia, non si scoraggiò e continuò a prendersi cura di lui con la stessa dedizione di sempre.

Con il tempo, Luca cominciò a fidarsi di Elena e ad aprirsi con lei.

Scoprì che era una donna molto interessante, con una grande cultura e una vasta conoscenza del mondo.

Iniziò a chiederle di raccontargli storie della sua terra natale e della sua vita in Italia.

Elena acconsentiva sempre volentieri e Luca ascoltava con attenzione, felice di avere un po’ di compagnia.

L’aiuto della badante era totale, lo aiutava a mangiare, a lavarsi e a fare esercizi per mantenere la muscolatura, attenta alla sua igiene personale e alla pulizia dell’appartamento.

Luca era molto grato a Elena per tutto quello che faceva per lui.

Iniziò a considerarla come una seconda madre e a confidarsi con lei come non aveva mai fatto con nessun altro.

Elena era felice di poter essere utile e di poter dare un po’ di conforto a quel giovane ragazzo che aveva tanto sofferto.

Un giorno, durante una delle loro conversazioni, Luca chiese a Elena se avesse mai pensato di tornare in Moldavia, rispose che sì, ci aveva pensato spesso, ma che ormai si sentiva italiana e che non aveva più nulla in Moldavia.

Le settimane passarono e la relazione tra Luca e Elena diventò sempre più forte.

Elena era diventata una figura importante nella vita di Luca e lo aiutava a superare la sua situazione difficile.

Un giorno, durante una sessione di ginnastica, Luca sentì un formicolio alle gambe.

Era un segnale che la sensibilità stava tornando nelle sue gambe.

Elena si accorse subito di quello che stava accadendo e chiamò subito il medico.

Dopo una serie di test, il medico confermò che Luca stava lentamente recuperando la sensibilità e che c’era la possibilità che potesse tornare a camminare.

Luca era felice e grato a Elena per tutto quello che aveva fatto per lui.

Era convinto che senza il suo aiuto non sarebbe riuscito a superare quella situazione difficile.

Elena, dal canto suo, era felice di aver potuto aiutare quel giovane ragazzo e di avergli dato la speranza di tornare a camminare.

Le settimane passarono e Luca continuò a migliorare.

 

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