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Roma, l’aiuto della Badante durante la Notte

Anche a Roma la badante che svolge solo il servizio notturno, lavora solo nella relativa fascia oraria della notte, con regole da CNNL.

Chi fa la badante convivente ha infatti diritto a un riposo pari a 11 ore

Quando si rende indispensabile, secondo la nostra esperienza, chiamare una badante per la notte?

La badante notturna non sempre è necessaria, infatti principalmente vi è la badante convivente che è presente qualora dovesse esserci un’emergenza.

Quindi i casi dove è richiesta la notte sono tutti i casi di convalescenza, quando l’anziano ha una malattia in corso o ha subito un’operazione e nessuno dei familiari può restare con lui durante la notte.

Ma può darsi che la persona non sia autosufficiente e debba esserle garantita una badante in presenza o un’assistenza fissa, anche per sorvegliarne il riposo, per l’accompagnamento in bagno o per l’intervento tempestivo in caso di cadute.

Tra presenza e assistenza della badante per servizio notturno c’è una differenza sottolineata anche dai contratti CCNL:

una badante che si limita a fare compagnia all’assistito e resta a sua disposizione per ogni eventuale necessità effettua un servizio di sola presenza, chi invece si dedica a cure specifiche sta prestando un’assistenza effettiva.

Gli anziani che hanno bisogno della badante durante la notte è perché soffrono di gravi disturbi del sonno, perché fanno fatica ad addormentarsi o si svegliano frequentemente e restano vigili a lungo, con episodi di ansia e iperattività.

E’ dunque necessario che la badante per servizio notturno si attivi per migliorare la vita dell’assistito anche sotto questi aspetti.
Spesso insonne e durante la notte tende a girovagare per casa (o, addirittura, ad uscire di casa!) mettendo in pericolo sé stesso e svegliando i familiari conviventi che hanno un bisogno assoluto di dormire.

Se l’anziano può infatti recuperare il giorno successivo la stanchezza accumulata nelle ore notturne, la stessa possibilità non è concessa a chi lavora o studia.

 

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Roma, chi erano le Badanti prima di Diventare Badanti, la Storia di Maris

Anche a Roma raccontiamo la storia di Maris.

Maris ha 30 anni quando si trasferisce in Italia dall’Ecuador:

« Ho raggiunto mio marito Ector che era arrivato poco prima di me, poiché aveva dei parenti a Roma »

Non è tra le più rosee la situazione di Maris e Ector:

«Vivevamo a Quito, la sua città. Lui lavorava in una fabbrica di tessuti, il suo padrone era italiano; io in un ufficio come segretaria. Imparai a utilizzare il pc e anche a parlare inglese. Sono sempre stata una persona curiosa, anche se non ho potuto studiare».

Maris ci racconta un po’ la sua adolescenza:

«Sono cresciuta con due donne, la nonna e la bisnonna, e forse è per questo che sostengo le famiglie non tradizionali. Ho un ricordo bellissimo della mia bisnonna, si chiamava Rosa. Era molto buona, tranquilla, quando penso a lei provo una sensazione di pace. Teneva le treccine nascoste, le legava sopra la fronte e le copriva. Cuciva i piumini di lana, ed era una musicista. Mia mamma era una ribelle, la nonna l’aveva mandata a studiare in una scuola alberghiera, aveva 17 anni quando conobbe mio padre».

È il 2003 quando Maris raggiunge suo marito a Roma, non sapeva molto dell’Italia, conosceva il Papa e l’enorme ricchezza culturale del Paese, ma niente sulla quotidianità.

Tuttavia trova subito lavoro come donna delle pulizie, e ciò che la stupisce è quanto le famiglie si fidassero, dopo averla conosciuta.

Dopo qualche anno Maris riesce a portare anche Juan, suo figlio di 3 anni che era rimasto in Ecuador.

Maris un giorno fa qualche incontro fortunato:

«Per una famiglia andavo a fare la spesa in un fruttivendolo in centro e un giorno chiesi mezzo chilo di uova, la commessa mi domandò se la stavo prendendo in giro, ovviamente intendevo di uva. Da lì siamo diventate amiche e in seguito mi ha anche preso a lavorare. Quando è nato il mio secondo figlio David, ed ero a casa, Maria, la signora del negozio, veniva a casa a portarmi la frutta e la verdura. Io non chiedevo niente, ma lei lo sapeva che non ce la passavamo benissimo, è stata un angelo».

Grazie a Maria, Maris inizia a lavorare per la signora Anna, dove lavora tuttora.

«Prima c’era anche suo marito, il signore che mi aiutò con le traduzioni, che purtroppo è morto. La signora Anna mi chiama ‘la governante’, perché lei è una signorina di 85 anni e non ha bisogno di una badante. Con lei ogni giorno è una lezione diversa. Faceva la maestra e così ricevo gratuitamente tanti insegnamenti sulla storia, sull’arte, sulla vita».

 

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Roma, come puo’ la Badante Aiutare una Persona Cieca

Anche a Roma una badante può trovarsi a gestire ed aiutare una persona cieca: non soltanto perché anziana, ma può anche essere una persona giovane che ha bisogno di aiuto per alcune situazioni.

Purtroppo nella nostra società ci sono ancora molti pregiudizi sulla cecità.

Molte persone esitano a interagire con i non vedenti e, nonostante abbiano un desiderio di aiutare, si trattengono per evitare un incontro imbarazzante, perché pensano di non sapere come interagire.
È logico che le persone cieche, anche le più estroverse e amichevoli, non possono sempre iniziare una conversazione; ma solo perché non riesce a vedere segnali non verbali, quindi è opportuno coinvolgerle inizialmente per primi nella discussione.

Sicuramente questa è una delle prime cosa di cui deve essere a conoscenza la badante.

Le persone cieche hanno ovviamente incapacità di interpretare il linguaggio del corpo, è molto importante che la badante comunichi chiaramente con le sue parole quando parla a persone non vedenti.

Nelle conversazioni semplici, informazioni significative e messaggi subliminali vengono spesso trasmessi attraverso il movimento delle nostre mani e le espressioni del nostro viso.

Cosa che viene spontanea ma che la badante dovrà stare attenta a non fare.

Pertanto, è fondamentale compensare ciò utilizzando parole chiare e un’intonazione efficace.

Negli anni c’è stato un rapido sviluppo nella tecnologia dell’innovazione visiva, che è in grado di fornire alle persone non vedenti e ipovedenti una maggiore indipendenza.

Naturalmente l’essere ciechi non detta la personalità, i tratti caratteriali o gli hobby.

Solo perché qualcuno che è cieco può fare qualcosa in modo indipendente o ama gli audiolibri o si veste in un certo modo, non significa che lo faccia anche qualcun altro.

Ma il supporto della badante può essere comunque fondamentale.

 

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Roma, quando l’anziano è Vittima di Abusi

Anche a Roma prendiamo atto della definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dell’abuso sulle persone anziane:

“una singola o ripetuta azione (od omissione) che si verifica all’interno di una relazione basata su di un rapporto di fiducia atteso, che possa causare dolore o di stress nel soggetto anziano”.

La violenza contro le persone anziane è un problema in crescita proporzionale all’incremento della popolazione mondiale anziana, relativamente e soprattutto agli ultra-ottantenni.

Gli abusi sono estremamente diffusi, solitamente non vengono denunciati ed hanno pesanti costi finanziari ed umani.

È per questo che sorge una sempre maggiore preoccupazione nelle case degli italiani che non riescono più a vivere serenamente neppure nei loro ambienti domestici.

L’abuso nei confronti della persona anziana è un problema diffuso.

Sicuramente sottostimato e poco conosciuto, sia dall’ambiente medico che dalla società.

L’entità di tale problema non è del tutto nota in Italia e nel resto del mondo.

La comunicazione e la sensibilizzazione di tali tematiche restano le armi più forti che abbiamo a disposizione.

Naturalmente dobbiamo saperle utilizzare, dando il buon esempio già con i nostri figli.
Tra le mura domestiche i casi siano sempre più frequenti.
Inoltre si stima che nel 90% dei casi la violenza avviene in famiglia, da parte di figli o partner.
Nonostante questa alta percentuale, solo il 4% dei soggetti abusati decide di denunciare.

Dunque, la domanda sorge spontanea: perché l’abuso non viene denunciato?

Nella maggior parte delle volte, questo accade perché la persona potrebbe avere paura di essere ancora più in pericolo o di mettere nei guai l’abusante.

Inoltre, accade spesso che l’anziano non sia affatto in grado di comunicare o riferire la violenza subita.

 

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Roma, l’importanza di Formare le Badanti

La presenza della badante all’interno del contesto familiare favorisce un’assistenza alle persone anziane di Roma nei luoghi e negli ambienti in cui hanno sempre vissuto.

La badante è la figura con caratteristiche pratico-operative, la cui attività è rivolta a garantire assistenza a persone autosufficienti e non, nelle loro necessità primarie, favorendone il benessere e l’autonomia all’interno del clima domestico-familiare.

Si tratta di un lavoro di grande importanza che richiede preparazione professionale e formazione personale perché oggi più che mai gli anziani e le loro famiglie sono in difficoltà.

La badante si inserisce in una casa e in una famiglia intesa come luogo di relazioni con compiti delicati, infatti la badante aiuta i propri assistiti nel continuare ad “abitare” la propria casa come attori protagonisti e attivi, compatibilmente con le loro condizioni di salute.

Possiamo dire che un’eventuale formazione della badante può comprendere:

  • l’apprendimento di tecniche psicofisiologiche e comportamentiste
  • ascolto attivo dell’anziano e comunicazione ottimale
  • coordinazione motoria, salute ed alimentazione
  • esercizi per stimolare la persona assistita
  • igiene intima e suggerimenti medici

La fiducia che si deve creare tra badante e famiglia deve fondarsi sulla professionalità ed è necessario che ciò venga alimentato da una formazione completa e costante, che sappia adeguarsi alle varie esigenze, ma che soprattutto riesca a far fronte ad ogni tipo di evenienza o emergenza per la cura dell’assistito.

 

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta la Lombardia, in Emilia Romagna, in Lazio e in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologna e Roma se cerchi Badanti a Milano, Badante a Monza, Badante a Como, Badante a Lecco, Badante Modena, Badante Bologna e Badante a Roma.

 

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L’attenzione della Badante al Freddo dell’Inverno a Roma

A Roma stiamo entrando nel periodo invernale la repentina discesa delle temperature può rischiare di peggiorare le problematiche negli anziani e aumentare anche il rischio di contrarre malattie influenzali.

Facciamo alcuni esempi:

  • geloni
  • cadute su superfici ghiacciate
  • ipotermia

fanno parte del repertorio, pertanto in questo periodo nulla deve essere sottovalutato, a partire dall’alimentazione

Durante la stagione invernale, le principali cause di malanno sono: il freddo,l’umidità, i virus , i batteri

 

È logico che le persone fragili come gli anziani, soffrendo di più il freddo, potrebbero peggiorare nelle loro condizioni cliniche, come difficoltà respiratorie, problemi cardiovascolari, reumatismi e artriti, malattie influenzali.

 

Proprio per questo motivo, è bene preparare il sistema immunitario, affinché possa essere in grado di svolgere la sua funzione al massimo delle sue capacità.

In che modo questo è consigliato seguire una buona e adeguata alimentazione e idratazione perché negli anziani sono da considerarsi fattori primari per consentire al corpo di mantenersi in buona salute, in particolare con la frutta e la verdura che troviamo nell’orto invernale possiamo aiutarci a prevenire e ad alleviare fastidiosi mal di gola e influenze.

Oltre a tutelare la salute degli anziani, è bene preoccuparsi anche della salute delle case in cui alloggiano, provvedendo non solo alla manutenzione degli impianti, ma anche alla sistemazione di finestre e serramenti.

Per mantenere calda la temperatura corporea bisogna fare attenzione anche al modo in cui ci si veste sia quando si è in luoghi chiusi sia quando si esce.

Inoltre, per evitare che il freddo abbia effetti negativi sulla pelle, è consigliabile usare una crema idratante con cui trattare labbra, viso e mani.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

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Roma, Storia di una Badante: Adelina

Parla con noi  oggi a Roma una badante che ci racconta la sua esperienza e la sua storia.

«Sono arrivata in Italia nel 2010 inizialmente a Chieti dove ho raggiunto una cugina e poi, grazie a un’amica, ho trovato un posto come badante a Pescara. Ci sono andata perché si guadagnava di più, ma è stato un periodo veramente difficile. La signora mi sgridava se mangiavo un frutto o mi fermavo qualche minuto davanti alla televisione. Ci sono rimasta per otto mesi, non sapevo parlare italiano, non sapevo andare in bicicletta. Andavo a prendere l’acqua al pozzo, ma non mi sono spaventata, perché io sono una contadina, una gran lavoratrice».

Adelina, 53 anni, di BaiaMare, Romania, prima di arrivare in Italia lavorava come cuoca, fino a quando, a causa di problemi dell’azienda, viene licenziata ed entra in disoccupazione.

Adelina ha un figlio ed ecco perché decide di lasciare il suo paese:

« Volevo che mio figlio continuasse a studiare ed era difficile per me trovare un altro lavoro. Nel mio paese è abbastanza comune decidere di andare via per mantenere la famiglia. Si parte per disperazione, perché non c’è altra scelta. Non sai che cosa troverai, non conosci la lingua, ma lo fai lo stesso. Non c’è altra scelta».

La famiglia rumena di Adelina è semplice :

«Si viveva bene durante il comunismo. Tutti avevano un lavoro, nessuno stava per strada senza far niente. Non c’era tanto cibo, solo quello che potevi prendere con i ticket: un litro di olio al mese, due pani al giorno, un salame».

Quando arriva in Italia, lascia a casa suo figlio e la madre.

Inizia a lavorare per la signora Mariapia, di Teramo:

«La signora aveva 90 anni quando iniziai, e pensavo che non sarei rimasta molto. Nel mio paese le persone muoiono presto, e invece siamo rimaste insieme per 7 anni».

Presto si crea un rapporto di affetto tra le due:

«Prima mi considerava come una figlia.Ti voglio adottare” mi ripeteva. Era una persona fantastica. La portavo al parco e lei si metteva sempre a cantare. »

Infine trova lavoro a casa della signora Gerolama, di 85 anni, di Ascoli Piceno dove risiede tuttora:

«Qui mi trovo benissimo, è come stare con la mia famiglia. Le sue figlie sono come le mie sorelle. Loro vivono in altre città, ogni tanto ci vengono a trovare. Si fidano di me, sono io a gestire tutto e con la signora non ci sono problemi, anche se lei sta peggiorando. Alla fine, però poi tornerò a casa, a badare alla mia mamma. Ho voglia di tornare, ho passato una vita a prendermi cura degli altri. »

 

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quando arriva il momento roma badanti

Roma, quando arriva il Momento di avere una Badante

Anche a Roma ad un certo punto nella vita di un anziano può arrivare il momento in cui per proseguire un’esistenza dignitosa c’è bisogno di un aiuto, di un sostegno umano.

Ma spesso entrano in gioco l’orgoglio e il rifiuto mentale di accettare che le forze sono venute meno, che dopo una vita di lavoro, trascorsa a crescere figli e nipoti, è giunto il tempo di affidarsi all’assistenza di una badante.

I segnali che fanno pensare alla famiglia dell’anziano che forse è il momento di aiutarlo con la presenza di una badante, si manifestano lievi ma importanti:

  • come delle modifiche caratteriali;
  • spesso dimenticano di mangiare, saltano i pasti e non sanno gestire correttamente il cibo;
  • non si fa la doccia per lunghi periodi è un segnale da non trascurare .
  • In genere, quando viene invitato a lavarsi non si rende conto di aver trascurato l’igiene personale.

Delle volte però l’anziano rifiuta di accettare la presenza di una badante e tutte le argomentazioni proposte sono rifiutate.

È necessario quindi che la badante abbia la forza di insistere.

Bisogna essere gentili e concreti, mai generici: «Come fai a farti il bagno da solo?», invece di «Sei vecchio, ti dimentichi le cose».
L’importante è affrontare questo momento con dolcezza e serenità.

Arrabbiarsi o sgridare non serve a niente.

La badante aiuta la persona da assistere in vari momenti della giornata e facendo varie cose, tra cui

  • tenere compagnia all’anziano
  • svolgere le principali attività domestiche, come la pulizia, il bucato
  • accompagnare l’anziano nelle uscite, effettuare commissioni quali la spesa
  • monitorare l’assunzione o somministrare personalmente i farmaci prescritti
  • curare l’igiene personale della persona assistita; gestire e/o preparare i pasti

La badante che sia convivente o meno, dovrà essere per la persona da assistere un supporto valido e un punto di riferimento costante, inserendosi positivamente nell’equilibrio domestico.

 

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Assunzione di un familiare come badante a Roma

A Roma sono sempre di più le famiglie cha hanno la necessità o la volontà di assistere il proprio coniuge anche sottoforma di lavoro.

Il rapporto di lavoro, quindi diventare badante convivente, stipulato con il proprio coniuge viene di norma rifiutato dall’Inps in quanto le prestazioni svolte tra parenti stretti si presumono gratuite e svolte per motivi affettivi.

Vediamo cosa dice la legge in tal proposito. Il codice civile all’art. 143 indica tra i doveri dei coniugi anche la reciproca assistenza morale e materiale oltre alla collaborazione nell’interesse della famiglia, cosa incompatibile con il sussistere di un rapporto di lavoro domestico.

Mentre nel caso si assuma come badante un parente, (discendenza da uno stesso stipite) o affine (vincolo con i parenti del coniuge) entro il 3° grado, l’Inps non rifiuta di diritto il rapporto ma effettua una verifica.
In tal caso la comunicazione di assunzione, effettuata sul sito Inps, sarà indicata come “Sospesa” e verrà definita dalla sede Inps competente per territorio solo dopo avere effettuato i controlli previsti a convalida di quanto dichiarato dal datore di lavoro.
Le parti dovranno dimostrare l’onerosità della prestazione, quindi che sussiste una contropartita in denaro in seguito alla prestazione di lavoro e il vincolo di subordinazione.

Ci sono dei casi in cui l’Inps accetta di diritto l’assunzione, senza onere della prova, data la particolare condizione dell’assistito che oltre a fruire dell’indennità di accompagnamento dev’essere:

  • grande invalido di guerra (civile e militare);
  • grande invalido per cause di servizio e del lavoro;
  • mutilato e invalido civile;
  • cieco civile;
  • ministro del culto cattolico appartenente al clero secolare (i sacerdoti che svolgono la loro attività sotto l’autorità del vescovo costituiscono il clero cosiddetto “secolare”, mentre il termine “clero regolare” indica i sacerdoti membri degli ordini religiosi, come ad esempio i gesuiti e i francescani).

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Arrivano delle nuove badanti a Roma?

Chi sono le nuove generazioni di badanti che troviamo sempre più spesso nelle case degli anziani di Roma?
Sono giovani, irregolari e meno predisposte ad abitare in famiglia. Abbiamo visto una ricerca di un istituto che ha tracciato il loro identikit e ha realizzato uno studio sulle caratteristiche e le tendenze del lavoro privato di cura.
Secondo le stime dell’Irs le badanti in Italia oggi sono 774mila, di cui 700mila straniere e 74mila italiane. Un quarto delle immigrate è arrivato nel nostro Paese negli ultimi tre anni.

Le nuove badanti ad ore sono più giovani delle precedenti: hanno in media 37 anni, contro i 42 delle donne arrivate in Italia prima del 2005. «In ragione della giovane età il numero di quelle sposate è relativamente contenuto: solo il 60% ha un marito». Il 62% delle badanti ha figli, ma in otto casi su dieci li ha lasciati nel Paese d’origine.

La richiesta di avere badanti conviventi viene soprattutto da famiglie con uno o più anziani: in media, nel nostro Paese, c’è un’assistente familiare ogni 15 over65
Il mercato dell’assistenza agli anziani è sempre più sommerso: secondo i dati raccolti dall’ Istituto solo una badante su tre (cioè circa 232mila lavoratrici) ha un regolare contratto per badante e badante convivente.

Il 43% vive e lavora in una condizione di totale clandestinità, mentre il 24% pur avendo un permesso di soggiorno è impiegata in nero.
Esiste poi una “zona grigia”: tra coloro che hanno un contratto, per sette badanti su dieci le ore di lavoro dichiarate sono inferiori a quelle realmente lavorate.

Un altro aspetto che caratterizza le nuove badanti è la consapevolezza del lavoro: il 69% delle immigrate arrivate in Italia negli ultimi tre anni dichiara di essere venuta nel nostro Paese sapendo fin dall’inizio che avrebbe assistito anziani, contro il 45% delle “vecchie” assistenti.

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Emilia-Romagna, in Lazio e in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologna e Roma, se cerchi Badanti a Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.