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Tag Archivio per: badante lazio

roma badante anzini diario demenza

Roma, la badante aiuta l’anziano con demenza: creiamo un diario

da Aes Domicilio

Le badanti molto spesso hanno a che fare con persone con demenza, quindi abbiamo cercato di trovare un possibile aiuto contro la demenza che potrebbe rilevarsi molto utile per la badante convivente: conoscere “la storia della vita” della persona che si assiste.

Conoscere e memorizzare “la storia della vita” della persona significa organizzare un diario in cui, attraverso argomenti e fasi importanti per la persona, si possiede un importante strumento di dialogo e di socialità per la persona anziana. Questa cassetta degli attrezzi è rilevante perché si rende utile specialmente quando la persona non è più in grado di comunicare e di pensare in maniere completamente lucida. Disporre di un diario completo di spunti per dialogare è una manna per l’assistente familiare e una piacevole emozione per l’anziano.

Quando una badante  si accinge a iniziare il lavoro di cura, con massima discrezione e tatto è bene che inizi a redigere il diario de “La storia della vita” della persona anziana. Il diario che la badante  redige occorre che sia organizzato per argomenti di dialogo, creare degli spunti di cui parlare e per intrattenere la persona anziana e agisce da vera mappa concettuale per organizzare le attività sociali dell’assistito e per risolvere momenti di indecisione.

  • La mia famiglia (emigrazione, racconti dei nonni, ricordi dei genitori, infanzia)
  • Quando ero piccolo (la casa dove sono nato/a, l’asilo, la scuola elementare, i miei animali domestici, i giocattoli)
  • Quando ho iniziato a crescere (lavori domestici, paghetta, scuole medie, superiori, università, amici, divertimenti, tendenze, sogni, lavori)
  • Feste e tradizioni della mia famiglia (feste speciali o etniche, compleanni, ricette favorite o tradizionali, tradizioni familiari, riunioni di famiglia)
  • Quando mi sono sposato (la sposa o lo sposo, gli appuntamenti, le promesse, la cerimonia, la luna di miele, il matrimonio)
  • I grandi eventi della vita (momenti di cui essere orgogliosi, riconoscimenti o titoli di studio, vacanze, eventi storici / avvenimenti, la carriera lavorativa, la pensione)
  • Il mio punto di vista e i miei sentimenti (libri, amici, le difficoltà, la religione, la politica)
  • Preferenze (spettacoli in TV, i film, la musica, il cibo, le bevande, i dolci, i miei hobby, le persone che ho conosciuto, i miei animali domestici)

Per ciascuno di questi punti la badante può costruire un paragrafo del diario in cui si descrivono le impressioni, i ragionamenti e le immagini che suscitano all’assistito parlando di tali argomenti.

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta la Lombardia, in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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badante Roma storie Aes Domicilio

Il curriculum della badante a Roma

da Aes Domicilio

Le famiglie degli anziani non auto sufficienti, che sono alla ricerca di una badante, cercano l’assistente domestico più qualificato e nel caso in cui si occupino in prima persona della selezione badanti sarà necessario fare un’ottima impressione. Per aiutare le badanti a creare un CV completo, di seguito vengono dati consigli, informazioni, esempi.

Innanzitutto, affinché il curriculum sia completo, e così rendere il profilo della badante convivente o badante ad ore più preciso, bisogna inserire una foto recente di se stessi. Il consiglio è quello di fare una foto curando perfettamente il proprio aspetto.

È necessario inserire  i propri dati anagrafici e contatti, ovvero nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono o/e mail. Successivamente, si può iniziare inserendo le varie sezioni del curriculum, ovvero:

  • istruzione e formazione professionale: in questa sezione bisogna andare a inserire tutte le informazioni relative alla propria istruzione. Tra i corsi per diventare badante più rilevanti troviamo OSA, OSS e, ovviamente, le facoltà infermieristiche.
  • mansioni: qui bisogna scrivere quali mansioni si è capaci e disposti a svolgere come badante, per esempio di pulizia della casa, di gestione persona allettata, cucina, assistenza alla persona.
  • la conoscenza della lingua italiana, che è fondamentale per riuscire a instaurare un rapporto di comprensione tra la badante e l’anziano.
  • competenze e abilità: in questa sezione bisogna inserire le proprie capacità e punti di forza.
  • referenze: può essere un grande vantaggio, inserire alcune referenze, delle sorte di recensioni, da parte delle famiglie o enti per cui si ha lavorato in precedenza.

Vuoi sapere quanto costa una badante? Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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badante Aes IRPEF Roma

Cercare una badante a Roma

da Aes Domicilio

La tematica del “mercato” delle badanti che riguarda la ricerca di badanti e le offerte di lavoro in questo campo è un mondo molto complesso, caratterizzato da mille sfumature, con le quali le famiglie che hanno un reale bisogno, devono rapportarsi e cercare di non rimanere impantanati.

Le badanti conviventi rispondono oggi ad esigenze che un tempo un nucleo familiare allargato riusciva con maggior flessibilità ad affrontare. La condizione di bisogno di una persona che vive per proprio conto, le famiglie mononucleari sono in spaventosa crescita, è supportata da questa figura professionale che negli ultimi decenni ha conquistato una vera e propria fetta di mercato. Complice il progressivo invecchiamento della popolazione la ricerca di badanti non conosce crisi e molte sono le persone specialmente straniere che trovano impiego in questo settore.

La richiesta di personale per la badante è in continuo aumento, a causa soprattutto del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione del nostro Paese ed alla conseguente crescita del numero di anziani non più autosufficienti che hanno bisogno di cure domestiche.

Le famiglie ed in particolare il sempre più elevato numero di anziani, hanno bisogno di badanti e lo Stato non è in grado di far fronte alla richiesta degli assistiti. Secondo una recente ricerca sull’immigrazione realizzata dal Ministero dell’ Interno, dopo il lavoro in fabbrica, le principali professioni tra gli stranieri sono l’attività come badante e colf e questo perché, per le immigrate, trovare un impiego come badante, è una delle poche prospettive di lavoro in Italia.

Per combattere l’illegalità che caratterizza la professione badante, si devono imboccare nuove strade:

  1. semplificare le procedure per le assunzioni
  2. aumentare i benefici fiscali per i datori di lavoro, ovvero le famiglie che si trovano ad affrontare problematiche pressanti anche sotto il profilo economico
  3. creare una collaborazione tra pubblico e privato, come una rete di cooperative, che a livello locale si garante di un’offerta qualificata ed affidabile di collaboratori domestici, primo requisito per favorire assunzioni regolari.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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alzheimer badanti aes domicilio roma

Roma: la badante e la memoria degli anziani

da Aes Domicilio

AES Domicilio con i nostri servizi di assistenza da parte di badanti agli anziani malati, la memoria acquista un proprio volto e se, a detta di Platone, conoscere è ricordare, cercheremo di rivivere insieme quei ricordi e con essi plasmarvi il futuro. La memoria è il fondamento della nostra identità e del mondo che abitiamo, il ricordo è innanzitutto un ri-accordo, che dalla dispersione genera unità e nell’unità rintraccia quell’identità soggettiva e oggettiva che siamo soliti chiamare “Io” e ‘’mondo’’.

Il senso della vita, prerogativa tipicamente umana, dipende infatti dalla visione del mondo di cui disponiamo grazie alla memoria, che consente di interpretare sé e il mondo a partire da quegli schemi cognitivi ed emotivi che nella primissima infanzia ci siamo costruiti. Ognuno di noi, infatti, acquista una propria concezione perché ci sentiamo parte di qualcosa ed è ancora in quest’ottica che esprimiamo i nostri sentimenti, la nostra appartenenza, la nostra lingua.

La Aes Domicilio con l’accortezza e la cura delle nostre badanti conviventi vuole consentire di rintracciare a chi ormai crede non sia più possibile la propria biografia umana, ciò che è in grado di rendere speciali i vostri cari, ciò che ancora li rende vivi! Il senso di ciò che pensiamo oggi può essere modificato dal subentrare di un nuovo ricordo, così, decidendo di fare o imparare cose nuove, forse possiamo dare un senso alla vita quotidiana: ripercorrere i momenti più importanti può avere effetti positivi sul benessere psicofisico degli anziani, solo così avranno l’opportunità di riconfermarsi e le badanti possono aiutare in questo.

La nostra è una scelta rassicurante: il ricordo può essere legato a qualcosa di bello o faticoso, ad un amore o un dispiacere, una scelta o un rifiuto, ma tutto ciò vuol dire vivere, caricare di emozioni un luogo, un periodo, un pezzo del mondo.

AES Domicilio accompagna badanti e famiglie lungo un percorso di crescita che non cessa neppure quando si è troppo stanchi: non si può far finta di accudire, bisogna andare oltre l’apparenza, non arrestarsi ai bisogni evidenti, ma guardare a quelli affettivi, spirituali, cognitivi.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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Roma aes domicilio cataratta anziani

La badante a Roma e l’anziano con la cataratta

da Aes Domicilio

Tra i diversi servizi di assistenza agli anziani che forniamo c’è quello della badante per gestire alcune malattie importanti come la cataratta.

Per curarla è anzitutto indispensabile accertare la patologia sottoponendosi quanto prima ad un controllo oculistico specialistico. L’esame oculare eseguito con la lampada a fessura (previa instillazione di un collirio midriatico) è indispensabile per diagnosticare questo tipo di disturbo: tale strumento, costituito da una sorgente luminosa e da una lente d’ingrandimento, permette all’oculista di analizzare le strutture interne della parte anteriore dell’occhio (iride, cornea, cristallino e lo spazio tra la cornea ed il cristallino).

Il termine “cataratta” è molto antico e derivava dall’idea fantasiosa che il biancore presente davanti alla pupilla fosse stato una specie di cascata di acqua che scendeva dal cervello. In realtà, l’aspetto biancastro è causato da alterazioni delle delicate fibre proteiche presenti all’interno del cristallino. La cataratta non provoca mai cecità completa perché anche un cristallino molto opalescente consente il passaggio della luce. Tuttavia, con la progressiva riduzione della trasparenza si perdono via via chiarezza e particolari dell’immagine.

Le badanti selezionate da Aes Domicilio sapranno intervenire nel momento piu opportuno rendendo la vita del paziente meno difficile da affrontare, quindi anche superata l’operazione, la persona può essere aiutata dalle badanti conviventi o badanti ad ore.

Per poter percepire nuovamente immagine distinte è necessario asportare il cristallino e ripristinare il potere di rifrazione dell’occhio, inserendo una lente artificiale o adottando una speciale tipo di lente a contatto. L’estrazione della cataratta è uno degli interventi chirurgici di maggiore semplicità e successo e, se l’occhio è pertanto sano, in più del 90 % dei casi sono prevedibili ottimi risultati.

Nei primi giorni dopo l’operazione può capitare di vedere doppio. E’ un fenomeno assolutamente normale che scomparirà nel giro di pochi giorni; bisogna evitare di comprimere l’occhio o di sfregarlo, pulire regolarmente le palpebre e il contorno occhi. Naturalmente la presenza di una badante che vi può aiutare in questo momento è fondamentale. Anche nei primi giorni dopo l’operazione si può continuare a fare la doccia, il bagno o lavare i capelli, facendo attenzione a non far penetrare sapone o shampoo negli occhi. In generale si possono riprendere anche le normali attività quotidiane senza limitazione alcuna.

La presenza della badante può sostituire qualsiasi problematica, basta tendere la mano, e fidarsi, affidandosi.

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Roma badante convivente cucina aes domicilio

La badante cuoca a Roma

da Aes Domicilio

I compiti della badante non sono molti. Le sue mansioni possono variare di caso in caso e questo comporta uno spaesamento all’interno della figura della badante poiché si colloca a metà strada tra: una infermiera, una donna di compagnia, una donna delle pulizie, una colf ecc.

Le famiglie delle persone esigono che la badante faccia una serie di cose che non tutte le competono: scopo della badante è curare il paziente nelle sue faccende primarie affinché possa svolgere le attività normali che dovrebbero essere svolte da ognuno di noi con facilità.

Uno dei compiti dell’assistenza all’anziano può essere quello di preparare il pranzo o la cena, in quanto i pasti fanno parte della cura primaria dell’anziano.

Una delle cose fondamentali tra la famiglia e la badante è informarsi reciprocamente sulla condotta alimentare dell’anziano: molti anziani soffrono di malattie che limitano lo spettro alimentare, limitandoli a mangiare determinati alimenti, e ad evitare categoricamente degli altri. Se la famiglia omette questa informazione ciò può essere lesivo e dannoso per la persona cara, ma soprattutto lesivo per la badante convivente la quale trovandosi a preparare un piatto arrecherebbe un danno all’anziano, o provocare una reazione allergica che gli potrebbe risultare fatale; per cui, poi, la badante potrebbe rispondere di omicidio colposo.

L’alimentazione dell’anziano è, dunque, fondamentale, e vi è il bisogno di essere informati sulle eventuali allergie, o sulle malattie che affliggono l’anziano. La badante dovrà dunque attenersi all’alimentazione preposta, e ad informarsi, qualora non lo sappia, sulle tecniche di preparazione di alcuni pasti ritenuti fondamentali per il paziente.

Un altro elemento da non trascurare è l’eventuale insorgere di problematiche a seguito di un alimento che non si sapeva recasse danno alla salute dell’anziano; nel caso in cui una badante si rendesse conto, perciò, di un, anche lieve, turbamento che accuserà l’anziano in seguito all’ingerimento di un piatto dovrà tempestivamente avvisare la famiglia affinché, grazie ad accertamenti e analisi di controllo venga rintracciato il motivo organico di quella reazione anomala. Infatti, uno dei principali compiti della badante è quello di non trascurare i sintomi o le anomalie, anche lievi, che le si presentano davanti; cioè quelle anomalie di cui la famiglia non l’ha informata, e dunque, di cui la famiglia non ne conosce l’esistenza.

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badante pensione anzianità roma

Il pagamento della badante a Roma

da Aes Domicilio

Pagare in contanti è per noi italiani l’abitudine più diffusa, anzi, ma non più utilizzabile.

Dal 1° luglio 2018, è obbligatorio pagare gli stipendi lasciando traccia, cioè attraverso un bonifico bancario o postale o con un assegno o, ancora, con uno strumento di pagamento elettronico. La  badante appartiene alla categoria degli addetti ai servizi familiari e domestici, con tanto di contratto per badante e badante convivente. Questo vuol dire che, almeno in teoria, va assunta, ha diritto ai contributi previdenziali, alla malattia, alle ferie, al rispetto di determinati orari di lavoro, ecc. Come un qualsiasi dipendente.

Dal 1° gennaio 2022 anche per colf e badanti (badante convivente e badante ad ore) si applicano le nuove regole per il pagamento dello stipendio. Ormai è dal 2018 che in Italia è fatto obbligo ai datori di lavoro di pagare gli stipendi ai loro dipendenti, utilizzando strumenti tracciabili e non il danaro contante.

La legge n° 205 del 2017 lo prevedeva, ma non per tutte le categorie di lavoratori e datori di lavoro. Tra le eccezioni il settore domestico, quello di colf e badanti. Inoltre, fino al 31 dicembre 2021, il limite fino al quale si potevano versare stipendi in contanti a badanti e colf era fissato a 2.000 euro. Una somma difficilmente raggiungibile da una badante,tanto meno da una colf. I minimi salariali sono quelli che sono e 2.000 euro restano una autentica chimera per le lavoratrici.

Dal punto di vista del datore di lavoro, ancora meglio, perché a lui conviene sempre pagare lo stipendio con mezzi tracciabili, anche al di sotto di 1.000 euro.Va ricordato infatti che il datore di lavoro che utilizza questi metodi tracciabili per stipendiare la propria badante, ha diritto a:

  • Dedurre dal reddito proprio fino a 1.549,37 euro di contributi versati all’Inps per la propria lavoratrice;
  • Detrarre il 19% del compenso riconosciuto alla badante, fino a un massimo di 2.100,00€, a condizione che sia una badante che assiste una persona non autosufficiente e che il datore di lavoro abbia un reddito fino a 40.000 euro.

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benessere badanti colf roma

Che cosa significa fare la badante a Roma: perché non è dispregiativo

da Aes Domicilio

Nell’immaginario le professioni subiscono una gradazione: ce ne sono di più importanti e di meno importanti. Il più delle volte, erroneamente, si intende che il lavoro che fa guadagnare di più sia il lavoro più importante.

La professione della badante è sempre più considerata in malo modo poiché si ritiene che essa venga svolta solo in casi eccezionali, o quando “non si sappia fare niente”. Le mansioni della badante devono essere ben chiarite ed esposte prima dell’ingaggio in quanto ogni badante convivente o badante ad ore può essere specializzata, anche istituzionalmente, in un settore.

Per i giovani italiani, lavapiatti e badante sono i lavori più ‘umilianti’. Emerge da uno studio della rivista specializzata ‘Spot and Web’ che, in una ricerca svolta fra ragazzi di età compresa fra i 16 e 25 anni con titoli di studio, svela che ci sono lavori che non si vorrebbero mai fare. In testa c’è quello del lavapiatti (19%), giudicato sottopagato, faticoso; segue il ruolo di badante (17%), ritenuto poco igienico, deprimente e a prova di nervi. Terzo in classifica il lavoro di postino (14%), precario, bisogna alzarsi presto la mattina, a pari merito con l’operatore ecologico, visto ancora come umiliante socialmente e sporco. Appena giù dal podio il cameriere (12%), definito usurante e poco appagante dal punto di vista professionale. Quinta posizione per il parcheggiatore (10,5%), poco edificante e incline all’abusivismo, seguito dall’operaio edile (8%), considerato troppo pesante e pericoloso allo stesso tempo. Settima piazza per il benzinaio (6,5%), assolutamente senza sbocchi e noioso, mentre il lavoro del camionista (4,5%) è alienante e pieno di rischi per se stessi e per gli altri. Nono posto per l’operaio agricolo (3%), recepito come antico e gravoso, con mansioni massacranti. Chiude questa speciale top ten il lavoro di addetto alle pulizie: secondo il 2% degli intervistati, è roba da extracomunitari, deprimente e logorante.

Perché i giovani non accettano un lavoro umile? Prima di tutto, perché alcuni sono laureati (29%), poi perché vedono un simile impiego come un danno alla loro immagine (27%). Per il 23% si tratta di lavori troppo pesanti e faticosi, mentre c’è chi, piuttosto di fare un lavoro del genere, preferisce stare a casa e godersi la disoccupazione (16%) o continuare a farsi mantenere da mamma e papà (13%) o, ancora, affidarsi alle pensioni dei nonni (9%).

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Badante richiedente asilo extracomunitaria Roma

Roma: la badante si racconta

da Aes Domicilio

Le badanti si rendono disponibili alle interviste perché sanno che se viene pubblicata e può essere utile a tutte le altre badanti conviventi cercano di essere il più chiara possibile.

AES: Buongiorno Anisoara hai detto “grazie a voi per aver rallegrato questa giornata”, perché? Era una giornata triste o di solito passi delle giornate tristi?

Anisoara: No, io e la signora Imelda andiamo molto d’accordo e le nostre giornate sono piene di risate. Però…

AES: Però…

Anisoara: E’ una cosa brutta che forse non dovrei dire, ma pochi vengono a trovare la signora Imelda, eppure è una persona bellissima, mi racconta un sacco di cose, ed anzi mi insegna tantissime cose come ad esempio, proprio ieri mi ha insegnato a capire che tempo farà il giorno dopo guardando le piante.

AES: Eh ritorniamo sul discorso della solitudine: come mai nessuno viene a trovare la signora Imleda.

Anisoara: Veramente io questo non lo so. La famiglia è molto impegnata. I suoi due figli Anna e Armando , non vivono qui ma in un’altra città, e solo quando possono passano a salutare la signora.

AES: Quindi tu sei una badante convivente?

Anisoara: Si, esattamente: io sono badante convivente. Regolarmente assunta con contratto per badante e badante convivente tramite un’agenzia per badanti. Io sono tutta a posto.

AES: Eh! Hai mai lavorato a nero?

Anisoara: Oh si. Per tantissimi anni. Ma ero giovane, e non conoscevo né leggi, né diritti né tutele, avevo solo bisogno di soldi ed ero disposta a fare qualsiasi lavoro.

AES: Quindi diciamo che non è stata una vocazione fare la badante.

Anisoara: Per niente. Mi è capitato per caso!

AES: Raccontaci un po’ com’è andata.

Anisoara: Beh, io vivevo in periferia e fino a trent’anni non avevo fatto niente; vivevo a casa dei miei genitori – anzi di mia madre, perché mio padre ci aveva lasciati quando io avevo solo 3 anni. E nonostante una situazione familiare non del tutto florea e bella, ho trascorso 30 anni in una casa, tra divano, pc, e seratine sceme con gli amici. Poi una mattina, proprio in un negozietto sotto casa, s’è presentata la Signora Imelda che si lamentava col mio datore di lavoro, del fatto che era venuto il momento per lei di trovarsi una “badante”. Io la vedevo spesso, e spesso la sentivo parlare col mio datore di lavoro perché erano amici d’infanzia. Ad un certo punto, il mio datore, indicò me e al contempo mi fece l’occhiolino come per farmi capire che ciò che stava facendo non solo stesse riguardando me, ma che fosse un aiuto improvviso capitato come una pioggia d’estate.

AES: E poi?

Anisoara: Le dissi che ero la più brava badante der monno!nIniziai un periodo di prova. All’inizio non sapevo fare niente, e infatti, devo dirti la verità, penso che l’abbia capito subito. E piano piano; senza accorgermene, sono passati 15 anni.

AES: Insomma una dilettante allo sbaraglio che, però, è riuscita nel suo intento.

Anisoara: Sì, all’inizio fu spudoratamente per soldi: poi, negli anni, ho assunto una deontologia, degli orari precisi, delle mansioni da rispettare; ed infine, l’ultima cosa: la messa in regola!

Grazie a voi di AES per avermi dato la possibilità di descrivere una realtà che c’è, di cui nessuno parla; e soprattutto per avermi dato la possibilità di parlare anche di me, in quanto persona e non solo badante; grazie per avermi dato la possibilità di ricordare mia madre a cui va tutto il mio bene.

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https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/06/Badante-richiedente-asilo-extracomunitaria.jpg 666 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2022-03-03 15:25:032022-03-04 15:27:04Roma: la badante si racconta
badante Roma storie Aes Domicilio

Intervista a Ekaterina, la badante romana

da Aes Domicilio

AES: Cara Ekaterina grazie per esserti prestata a questa nostra intervista!
Ekaterina: Grazie a voi! Oggi siamo in un periodo molto strano …
AES: In che senso? Raccontaci un po’ come stai trascorrendo questo periodo.
Ekaterina: Guarda, il periodo che stiamo affrontando, soprattutto noi di questa fascia lavorativa, è stato fortemente penalizzato.
AES: Ma tu lavori – e puoi dircelo chiaramente perché questa intervista è nei rispetti della privacy – a nero, oppure sotto regolare contratto?
Ekaterina: Io da 5 anni lavoro sotto contratto regolare per badante e badante convivente verso una famiglia, ma faccio al badante da praticamente 20 anni!
AES:  Come hai iniziato a lavorare come badante?
Ekaterina: Io ho sempre avuto la propensione all’assistenza anziani, e da ragazza avrei voluto studiare Medicina, praticare come ostetrica, ma purtroppo provenivo da una famiglia molto povero ed ho dovuto rimboccarmi le maniche!
AES: Allora ti rendi conto di non poter studiare e che fai?
Ekaterina: Mi sposo!  più per una voglia di indipendenza, di distacco dalla mia famiglia verso cui provavo rancore. Ma purtroppo le cose non si misero bene.
AES: Cioè?
Ekaterina: mio marito era una persona che beveva molto ed incline alla violenza. E voi direte: ma allora perché ti sei sposata? ci conoscevamo dalle elementari ed eravamo amici ancora da prima. Ci siamo messi insieme, io rimasi incinta… poi..
AES: Cosa?
Ekaterina: Persi il mio bambino e allora la casa, il paese e tutto mi faceva soffrire.
AES: E come sei arrivata a fare la badante?
Ekaterina: mi sono trasferita a Bucarest, in città, e con dei risparmi che mi offrì mia sorella mi portai avanti con l’affitto di una casa per un paio di mesi, e per mangiare il minimo. Mi misi immediatamente in cerca di un lavoro. Allora avevo 24 anni. Trovai lavoro in una azienda di pulizie.
AES: Continuo però a non sapere come si è arrivati a fare la badante!
Ekaterina: mi piaceva alla fine il lavoro, ero a contatto con molta gente ed infine iniziai a pulire all’interno del Museo, lì mi appassionai alla storia e decisi di studiare storia e ci riuscii, mi laureai. Purtroppo le cose si complicarono dopo, o meglio, cambiarono!
AES: In che senso?
Ekaterina: poco prima di iniziare il lavoro nuovo come direttrice del museo, la mia vecchia datrice di lavoro mi si disse che era oramai a casa e che non riusciva più a deambulare bene, e che dunque tutte le faccende le faceva fare ai figli o ai nipoti. Dopo la mia laurea, si sparse la voce, e fu proprio la figlia a chiedermi di assisterla!
AES: Bene!
Ekaterina: Il problema fu la regolarizzazione del contratto; purtroppo anni fa ancora le badanti erano delle vere e proprie fantasmi della nostra società, e mi offrirono un bel po’ di denaro in cambio dei miei servizi. Accettai. Avevo sì una laurea, ma senza un soldo!
AES: Scusami, ma il tuo “ex” marito accettò di buon grado l’abbandono, non ti cercò più?
Ekaterina : Questo punto l’avevo sorvolato a posta… Ma lo dirò comunque. Dopo due anni venni a sapere che era deceduto a seguito di un incidente stradale. Non andai al suo funerale. Ma un giorno presi un permesso e mi recai dove era seppellito. Per quanto fosse stato crudele certamente con quell’uomo avevo condiviso un “quasi-figlio”; e chissà dove sarei se fosse nato.
AES: La cosa che mi dispiace di più e che queste vicissitudini si siano accanite contro di te!
Ekaterina: Io ormai ho accettato ciò che mi è capitato. Alla morte della Signora Adele, entrai nella casa dove sono tuttora, e dove lavoro “regolarmente”.

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