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Tag Archivio per: badante lazio

aes domicilio roma contratto badante ricorso

Contratto della badante convivente a Roma

da Aes Domicilio

Una badante convivente può essere assunta con il livello BS, CS o DS, in base alle mansioni che dovrà svolgere.

Se dovrà occuparsi di una persona autosufficiente, l’inquadramento corretto è BS; se dovrà fornire assistenza a una persona non autosufficiente, dovrà essere inquadrata come CS o DS.
In base al livello di inquadramento, il CCNL colf e badanti prevede diversi tipi di contratto pe badante e badante convivente.

Livello BS

È possibile assumere una badante convivente di livello BS part time o full time.

  • Il contratto BS part time prevede un orario massimo di 30 ore settimanali; l’orario di lavoro può anche essere inferiore a 30 ore settimanali, ma la retribuzione non verrà riproporzionata; ciò significa che una badante che lavora 30 ore come convivente riceve la stessa retribuzione lorda di una badante che lavora 15 ore convivente.
  • I contributi, invece, vengono calcolati sul numero di ore effettive previste dal contratto di assunzione. Se la paga lorda è fissa e imposta dal CCNL, i contributi invece sono calcolati direttamente in base al numero di ore settimanali che vengono lavorate. Per una collaboratrice che lavora 15 ore verranno trattenuti meno contributi dalla paga lorda rispetto ad una collaboratrice che lavora 30 ore; per lo stesso motivo, in proporzione, badante che lavora meno ore viene pagata leggermente di più.
  • La stessa cosa vale se si assume una badante come convivente full time; l’orario previsto dal CCNL è di 54 ore, ma può essere anche inferiore. In tal caso la paga non cambia ma diminuisce il numero di contributi a carico del lavoratore (che percepisce uno stipendio leggermente superiore) e diminuisce l’importo dei contributi a carico del datore di lavoro che, quindi, sostiene complessivamente un costo inferiore rispetto ad una badante a tempo pieno.

Le parti firmatarie, infatti, quando hanno stipulato il contratto collettivo, hanno considerato che una persona non autosufficiente ha bisogno di assistenza in modo constante, o almeno di una persona che rimanga a disposizione tutto il giorno (anche se di fatto non lavora in modo continuativo per tutto il tempo).
Per questo è stato previsto solo il contratto full time per i conviventi di livello CS e DS. L’orario previsto dal contratto collettivo è di massimo 54 ore settimanali (convenzionalmente distribuite in 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato). Se alla collaboratrice viene richiesto di lavorare il sabato pomeriggio o la domenica, le ore di lavoro aggiuntive sono da considerarsi straordinari.

Invece, se tra le parti viene concordato un orario settimanale inferiore a 54 ore, la retribuzione mensile lorda rimane la stessa: non deve essere calcolata alcuna riproporzione.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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green pass badanti covid Roma

Badanti, Green Pass e Covid: novità su Roma

da Aes Domicilio

Il D. L. 127 del 21/09/2021 rende obbligatorio, dal 15 ottobre al 31 dicembre (poi prorogato fino al 31/03/2022), il possesso del green pass per poter accedere al luogo di lavoro. L’obbligo è rivolto a coloro che svolgono una qualsiasi attività lavorativa nel settore privato, perciò anche a colf, badanti e baby sitter. In aggiunta, il D.L. 1 del 07/01/2022 stabilisce dall’8 gennaio e fino al 15 giugno 2022 l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 50 anni di età. Dal 15 febbraio 2022 tutti i lavoratori over 50 per accedere al luogo di lavoro sono tenuti ad esibire il super green pass.

Il green pass rafforzato (o super green pass) si ottiene attraverso il completamento di un ciclo vaccinale (ovvero di due dosi, oppure 2 dosi + booster), o dopo essere guariti dal covid-19;
il green pass base si ottiene attraverso l’esito negativo al tampone antigenico rapido (effettuato da meno di 48 ore) o molecolare (effettuato da meno di 72 ore). Il green pass dovrà essere richiesto e verificato dalla persona che farà entrare il badante in casa, che sia il datore, l’assistito o un parente. La verifica può essere effettuata:

  • utilizzando l’applicazione VerificaC19, scaricabile dai market Android o Apple;
  • chiedendo al badante convivente di esibire una copia cartacea del green pass (per i datori di lavoro che hanno difficoltà nella gestione informatica).

In caso di mancato aggiornamento della piattaforma digitale, vengono accettati anche i documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie, dai medici o dalle farmacie, che attestano l’avvenuta vaccinazione, l’avvenuta guarigione o l’effettuazione del tampone. Il D.L. 21 settembre 2021, in vigore dal 15 ottobre, prevede importanti sanzioni per i datori di lavoro che non controllano il green pass, da 400 a 1.000 €, mentre il badante che si reca al lavoro senza avere il green pass può subire una sanzione da 600 a 1.500 €.

Nella lettera si precisa che il badante potrà rientrare quando presenterà al datore il Green pass o comunque dopo il 31.03.2022. La norma prevede però che non si possa prendere alcun provvedimento disciplinare in tal caso, né tantomeno procedere al licenziamento. Al badante verrà quindi conservato il posto di lavoro ma non percepirà la retribuzione e non vi sarà maturazione di alcun ulteriore costo quale tredicesima, ferie, tfr e contributi.

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aes domiclio genitori figli badante colf Roma

Intervista a badante e badato a Roma

da Aes Domicilio

Olivia ha 81 anni, ha qualche problema di vista ma soprattutto ha difficoltà motorie per cui non si sente di uscire da sola, nemmeno per fare la spesa nei negozietti sotto casa. Maryna è la sua badante convivente, la aiuta in casa già da qualche anno ma ora si occupa di lei in maniera più stabile e continuativa, accompagnandola a fare la spesa o dal medico o in farmacia, o anche, semplicemente la accompagna, quando il tempo è bello, a fare una breve passeggiata.

“Per me, dice Oliva,  la presenza della badante Maryna è indispensabile. Viene tutte le mattine e sbriga le faccende domestiche, poi mi accompagna a fare la spesa e quando è necessario andiamo insieme dal medico di base. Mi accompagna anche per qualche visita specialistica, o in farmacia. Mi controlla la pressione e mi prepara le pillole che devo prendere durante la giornata. Ma non si tratta solo di questo, per me è importante avere qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere o commentare un programma televisivo: le ore trascorse da sola non passano mai. Sarebbe importante che la Sanità Pubblica si facesse carico in modo più completo dei problemi degli anziani: non basta fornire i farmaci, ci vorrebbe un’assistenza medica domiciliare più continua ed efficiente ed anche qualcuno che possa fornire semplicemente compagnia nella ore pomeridiane. La notte? Per il momento sono ancora in grado di badare a me stessa, se non dovessi più farcela sarebbe davvero un problema! Comunque, mi è piaciuto avere la possibilità di parlare di noi della terza età e delle nostre esigenze”.

“Aiuto la signora Oliva già da diversi anni – continua la badante Maryna – e mi rendo conto che la sua situazione diventa con il tempo sempre più precaria: da che conduceva una vita attiva e autonoma, ora ha bisogno di assistenza anche nelle piccole cose per i suoi problemi di ridotta mobilità. L’accompagno dal medico, in farmacia, a fare la spesa, ma potrebbe essere importante poter comunicare con il medico via computer, per esempio, o avere qualcuno che possa farle compagnia nel pomeriggio. Anche io avrei bisogno di essere più seguita e supportata in questo lavoro che diventa ogni giorno di maggior responsabilità, mi piacerebbe che il servizio sanitario mi supportasse con una formazione specifica: l’assistenza all’anziano non può essere lasciata al buon senso e alla responsabilità del badante. L’intervista è stata davvero un’esperienza valida: è bello sapere che qualcuno si interessa ai problemi di noi badanti, finora avevo la sensazione di appartenere ad una categoria di invisibili. “

Entrambe hanno parlato molto volentieri dei loro problemi, dei bisogni insoddisfatti e delle carenze del nostro sistema welfare per la terza età, proponendo anche soluzioni interessanti.

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colf badanti tendenze Roma

Anziani e le malattie cardiache a Roma: come le badanti possono aiutare

da Aes Domicilio

Non tutti gli anziani si ammalano di cuore, ma inevitabilmente invecchiando si manifestano disturbi cardiaci, anche lievi. Il cuore è un muscolo ed è molto usato. E se questo si associa a stili di vita e abitudini non troppo sane si può rischiare di arrivare alla vecchiaia con un cuore malato. Nella formazione delle badanti si parla molto e approfonditamente delle malattie cardiache.

I disturbi cardiaci nelle persone anziane hanno diversi gradi di gravità che vanno dal più alto – infarto, arresto cardiaco, ictus – allo scompenso, alle alterazioni delle valvole fino alle aritmie. Una volta superati i 70 anni, possono manifestarsi in ogni momento, a volte più di una, e anche se apparentemente non sono gravi possono avere conseguenze importanti in seguito.

La badante convivente deve essere molto preparata ad affrontare questi disturbi. Ma deve anche essere pronta a “far rigare dritto” l’anziano. Perchè spesso si possono prevenire, o mitigare, semplicemente seguendo delle direttive chiare da applicare quotidianamente.

Una volta manifestate, le malattie cardiache dell’anziano si risolvono quasi sempre con la chirurgia. Con interventi invasivi oppure, come nel caso di sostituzione valvole e aritmie, con interventi di microchirurgia che prevedono anche un ricovero breve. Ma per un anziano l’operazione chirurgica è sempre un rischio, quindi se puoi evitare che questi disturbi si manifestano è sempre meglio.

La badante è bene che incoraggi a fare molto esercizio, con una ginnastica leggera ma sana. La badante ad ore deve aiutare a mangiar sano, evitando grassi, alcolici e tutto ciò che può appesantire il corpo e il lavoro del cuore. La badante deve far seguire i consigli medici, perché vada ai controlli previsti e perché non dimentichi pillole, dosaggio di insulina (nel caso di diabetici), farmaci contro l’ipertensione.

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badante covivente denuncia datore di lavoro Roma

Contenzioso e badanti a Roma

da Aes Domicilio

Se il datore di lavoro si vede notificare un atto giudiziario relativo ad un ricorso, l’intervento dell’avvocato diventa inevitabile, perché a quel punto sarà necessario difendersi nell’aula di un tribunale. La badante nel ricorso dettaglia tutte le sue pretese ed elenca i testimoni che si riserva di presentare al giudice. Il datore di lavoro dovrà a sua volta – almeno 10 giorni prima dell’udienza iniziale – presentare la propria memoria e citare almeno due testimoni che confermino le proprie affermazioni. In sostanza tutta la causa è delineata ancor prima della prima udienza e il giudice monocratico valuterà la congruità della richiesta sulla base delle memorie e, se necessario, ascoltando i testimoni.

Anche lì sarà necessario che il datore di lavoro valuti preliminarmente se le richieste della badante convivente hanno fondamento oppure no. Se le richieste appaiono fondate, sarà opportuno prevedere una strategia processuale che favorisca la conciliazione in prima udienza.

Attualmente è la prima udienza del processo che viene utilizzata per tentare la conciliazione: il giudice possiede infatti una maggiore “capacità persuasiva” nei confronti delle parti e, qualora ravveda una immotivata scarsa disponibilità da parte di una di esse, non manca mai di sanzionare tale reticenza a livello di sentenza finale. Questo potere discrezionale del giudice produce chiaramente i suoi positivi effetti. Va inoltre precisato che, a differenza del passato, si è smesso di pensare che “il lavoratore ha sempre ragione”. I moltissimi ricorsi del lavoro ha spinto invece i giudici a trattare la materia con molto più disincanto ideologico e con un sano pragmatismo. Non è più così raro infatti il caso in cui la badante ad ore non solo non veda riconosciute le proprie pretese ma venga anche condannato alla copertura delle spese legali e processuali.

Insomma, il datore di lavoro-vittima è un po’ più tutelato dalla giustizia, sempre fermo restante l’esigenza di un buon avvocato che abbia esperienza nel campo e che conosca le leggi da applicare al caso concreto per prevenire contenziosi inutili.

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badante convivente licenziamento orale scritto Roma

La badante a Roma con un paziente violento

da Aes Domicilio

Un problema molto grave e delicato da affrontare, che emerge sempre più spesso dai notiziari e su Internet, è quello delle violenze domestiche tra anziani e badanti: il più delle volte si condannano le badanti, ma non è raro che queste ultime siano le vittime.

Se ad essere accusato di violenza è l’assistito, la situazione deve essere analizzata con attenzione, poiché i suoi atti potrebbero non essere dipendenti dalla sua volontà, ma essere dettati da gravi malattie quali la demenza senile o l’Alzheimer (vedere badante Alzheimer).

I metodi che una brava badante deve attuare per evitare una reazione violenta da parte dell’anziano sono diversi, sebbene non infallibili, e riguardano l’approccio alle attività dell’assistito. Alcuni esempi possono essere:

  • adattarsi ad orari, modalità e quantità dei pasti.
  • sorvegliare durante tutto l’arco del pasto l’anziano per evitare soffocamenti, ferite autoinflitte con posate ed imboccarlo se necessario.
  • creare un ambiente accogliente e tranquillo.
  • non sostituire l’anziano nelle operazioni che è in grado di gestire da solo.
  • mantenere l’ambiente domestico pulito ed in ordine.
  • disporre l’arredamento in modo che non sia pericoloso.

Al momento della presa in carico di una badante convivente i familiari sono a conoscenza delle tendenze aggressive del loro caro a causa di disturbi, saranno tenuti a comunicarlo alla badante, anche se badante ad ore. E’ possibile che, nonostante tutte queste precauzioni, qualche elemento al di fuori del controllo della badante scateni una reazione del malato, che potrebbe agire violentemente o sovragitarsi. In questi casi, va mantenuta la calma e seguito un certo comportamento:

  • mantenere un atteggiamento calmo e controllato, cercare di distrarlo, magari tramite un’esca visiva che lo distragga dalla causa della sua rabbia o del suo disagio;
  • trattenerlo fisicamente solo in casi estremi, come il tentativo di aggressione pericolosa o il rischio di autoinfliggersi ferite o traumi;
  • individuare la causa scatenante e, se possibile, risolverla e cercare di evitare che si ripresenti in futuro.

Nel caso qualcosa sfugga al controllo della badante, è necessario chiamare il 118 e i familiari. Queste soluzioni sono lo standard per gestire un rapporto con qualsiasi tipo di anziano problematico, e sono nozioni che ogni badante degna di questo nome conosce ed applica quando necessario.

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Aes domicilio badanti straniere est europa roma

I cellulari e le badanti secondo la cassazione: il caso di Roma

da Aes Domicilio

Non di rado, le famiglie si lamentano del fatto che la propria badante usa sempre il telefono e non sanno come comportarsi. Si tratta di un fenomeno molto frequente e che è fortemente radicato.

Sono molti i casi di famiglie insoddisfatte della loro badante convivente poiché è sempre al telefono. Questo comportamento della badante può però non essere solo sinonimo di incompetenza e svogliatezza, ma anche di qualcosa di più. Certamente, un comportamento del genere da parte dell’assistente domestico non è tollerabile e mostra poca professionalità da parte della badante. Tuttavia, sono molti i motivi che portano a questa condizione, nello specifico dalla lontananza della badante dal suo paese, dalla sua famiglia e dai suoi cari.

In molti casi, le badanti usano il telefono per contattare e massaggiare con altre badanti che, come loro distanti dal loro paese, possono essere di supporto, soprattutto nei casi in cui vi è una scarsa conoscenza della lingua italiana. Affinché venga risolta la situazione, può essere utile cercare il dialogo con la badante. Per aiutare la badante a uscire dall’isolamento, può essere d’aiuto cercare di integrarla, anche all’interno dell’ambiente familiare.

In questo modo, la badante si sentirà parte di qualcosa e sarà maggiormente stimolata a ricoprire il suo ruolo con precisione e professionalità. Il dubbio è stato risolto dalla Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che usare il cellulare sul posto di lavoro può causare il licenziamento del dipendente. Il telefono infatti è una grande fonte di distrazione e può portare il lavoratore a perdere molto tempo e anche a commettere errori e negligenze. Tuttavia, se il comportamento del dipendente rientra nella “normale tollerabilità” basterà un richiamo disciplinare e non la misura estrema del licenziamento.

Invece non è mai consentito il sequestro del telefono personale e la perquisizione sui dipendenti; questo perché il divieto riguarda l’utilizzo dell’apparecchio e non il fatto di averlo con sé.

Sarà interessante riportare un famoso caso di Cassazione in cui la Corte ha considerato legittima la creazione da parte del datore di lavoro di un falso profilo Facebook tramite cui chattare con il dipendente e intercettare così il comportamento scorretto dello stesso. La Suprema Corte ha ritenuto questo comportamento da parte del datore di lavoro giustificato poiché si tratta di un’attività di controllo che non ha ad oggetto l’attività lavorativa ma l’assunzione di comportamenti illeciti da parte del lavoratore: tali comportamenti inoltre possono inficiare il patrimonio aziendale sotto il profilo del regolare funzionamento e della sicurezza degli impianti.

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badante colf ad ore Roma

Le badanti e la loro cultura a Roma

da Aes Domicilio

Chi l’ha detto che le badanti non abbiano una loro cultura, che non abbiamo studiato durante il loro percorso?

Dobbiamo superare il pregiudizio che la badante convivente non abbia una preparazione sufficiente per affrontare anche le più ardue avversità: è molto difficile, infatti, affrontare una vita di sacrifici, lontane dalla propria famiglia, dal proprio paese, dalla propria lingua madre, e assumere immediatamente un forte spirito di adattamento che le sappia inserire in un mondo tutto nuovo, a contatto con persone anch’esse nuove.

Del resto, le badanti costituiscono una categoria fondamentale per un paese come il nostro, le badanti ad ore curano i nostri anziani, le badanti curano l’Italia che invecchia, la badante deve conoscere i suoi diritti e doveri, la badante deve conoscere una lingua diversa dalla sua, deve saper comunicare e approcciarsi con le famiglie, ma soprattutto con chi deve accudire ed assistere giorno dopo giorno.

La badante non è sempre una sprovveduta, specie se scelta con cura da una azienda che si occupa di questo settore, che rispetta le regole e offre servizi mirati e specifici per ogni famiglia, pensati per assecondare le richieste di tutti, per rispondere alle necessità di chi ha bisogno di aiuto con un proprio caro.

La selezione è destinata ad aumentare in modo esponenziale, secondo il Censis la crescita della domanda di servizi di assistenza porterà il numero degli attuali collaboratori a più di 2 milioni nel 2030. Il doppio rispetto al 2001. Un boom determinato anche dallo stile di vita delle donne, che ora riescono a gestire il lavoro e la famiglia contemporaneamente, un sostegno essenziale, quindi, per consentire alle donne italiane, che hanno ancora in carico il 70% del lavoro domestico, di entrare nel mondo del lavoro vero e proprio.

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badante colf roma aes domicilio

La badante e l’ascolto a Roma

da Aes Domicilio

“La scolta”, titolo di questa raccolta, è la sentinella: colei che sta in ascolto. Più precisamente il termine indica la sentinella greca che, nell’Orestea di Eschilo, attende di vedere il fuoco di Troia, segno che la guerra ha avuto esito positivo. Un tale riferimento alla letteratura classica è utilizzato per indicare l’epica più silenziosa e attuale che ci si può immaginare: quella delle badanti che, giorno per giorno, assistono i nostri anziani. La badante convivente consuma i suoi giorni in una specie di stallo: l’unica liberazione che si può aspettare è la morte della persona assistita che però, al tempo stesso, segnerebbe la fine della sua funzione sociale.

C’è spazio per la parola. Gian Maria Annovi alterna nella raccolta due voci principali diverse, connotate anche linguisticamente: la prima è quella della signora assistita, che ricorda con orgoglio il proprio passato cercando di resistere all’impotenza del presente; la seconda, quella della badante di cui si rendono le imperfezioni grammaticali e le scelte lessicali istintive.

La voce “forte” della Signora rivela una competenza culturale che tuttavia non è in grado di interrogare se stessa, e di superare così l’orizzonte chiuso, limitato, della propria cultura: “me la mettono in casa per forza/ ad aspettare che muoia/ una non italiana/ una troia/ io che insegnavo il latino/ che traducevo il greco/ e ora una cosa che sbatte le ciglia”. La lingua della badante è invece resa nella sua disarticolazione sintattica che però, anziché risolversi nella povertà comunicativa, è in grado di rendere sottili sfumature emotive: “Signora è ricca. la casa/ con molti libri con cose./ io nulla tocco./ pulisce toglie di polvere/ lava e fare il mangiare/ che dopo Signora sta bene:/ che vive” . In un’altra poesia, la riverenza verso la ricchezza si confonde con la riverenza religiosa: “Signora ha catena di madonina./ molto santa e di oro./ io la prega./ se Signora mi morde/ io dice/ facciamo la brava bambina”.

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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Roma green pass badante convivente

Emergenza Covid e badanti: il caso di Roma

da Aes Domicilio

Emergenza badanti senza green pass. Molte con due dosi Sputnik stanno facendo anche i tre vaccini in Italia. Altre se ne vanno.

In questi ultimi anni il Covid ha reso l’attività di supporto alle famiglie molto difficile: “Purtroppo non tutti aderiscono alla campagna di vaccinazione e quindi in questi casi si arriva al licenziamento da parte delle famiglie”.

Alcune persone sono costrette ad andarsene, lasciare di nuovo tutto e riprendere la ricerca di un posto di lavoro e soprattutto rifarsi i documenti. Non è bello ed è una situazione non facile”. Il nodo è quello che riguarda colf e badanti conviventi, ma anche a tante altre categorie, vaccinate con Sputnik o con altre tipologie di siero non validato in Europa.

Alcune badanti hanno fatto la doppia dose di Sputnik ma non essendo riconosciuto qui questo vaccino ora sono costrette per poter lavorare di iniziare nuovamente il ciclo vaccinale e avranno quindi in corpo 4 o 5 dosi. Una situazione che sta riguardando soprattutto le badanti provenienti dell’est, vaccinate ma non riconosciute dal sistema del green pass. Quello che sta avvenendo sta mettendo in grossa difficoltà le persone più fragili, gli anziani, che hanno bisogno di assistenza.

Ci sono molte badanti che vengono licenziate dalle famiglie dove lavorano e qui non possono vivere senza avere uno stipendio e rischiano di finire in strada. Allora decidono di andarsene. Aes Domicilio che si occupa dell’assistenza degli anziani, negli ultimi anni riconosce che il Covid ha reso l’attività di supporto alle famiglie molto difficile. Da un lato la ricerca di badanti che sappiano fare questo lavoro dall’altro l’attenzione a livello sanitario affinché il personale che entra nelle famiglie sia vaccinato.

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