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Tag Archivio per: badante lazio

Badante Roma congedo mestruale

“Congedo mestruale” delle badanti: come funziona su Roma

da Aes Domicilio

Ogni donna lo sa: durante il ciclo mestruale è costretta a fare i conti con dolori addominali, articolari, mal di testa, mal di schiena, diarrea o stitichezza.

Non sempre gli antidolorifici bastano: in Italia soffre di mestruazioni dolorose, dette anche dismenorrea, tra il 60% e il 90% della popolazione femminile.

Nel 30% dei casi la donna è costretta a letto per più ore o giorni: rinunciano ad andare a scuola tra il 13% al 51% delle studentesse, mentre a lavoro si assentano tra 5% al 15% delle dipendenti. Non tutte le donne ne potranno fare richiesta: la lavoratrice, infatti, deve presentare un certificato medico che attesti la dismenorrea. Il congedo prevede fino a tre giorni di permesso al mese: in questo periodo la donna ha diritto ad avere il 100% della retribuzione. Non le verranno detratti i soldi dallo stipendio. Come prevede la proposta di legge, i giorni in cui si resterà a casa non possono essere equiparati ad altre cause di assenza dal lavoro, a partire dalla malattia: non deve esserci nessuna assimilazione tra i due tipi di permessi, né dal punto di vista retributivo né dal punto di vista contributivo.

Il certificato va rinnovato ogni anno entro il 31 dicembre, mentre entro il 30 gennaio dell’anno successivo va presentato al proprio datore di lavoro. La proposta di legge tutela tutte le donne lavoratrici che hanno contratti di lavoro subordinato, o parasubordinato, a tempo pieno o part time, a tempo indeterminato, determinato o a progetto.

In altri Paesi del mondo, il permesso causa ciclo esiste da anni: in Giappone era già presente nel 1947 e in Indonesia nel 1948. Recentemente, il congedo per chi soffre di dismenorrea è stato adottato nel 2001 in Sud Corea e a Taiwan nel 2013. In Oriente esiste, infatti, la credenza che se le donne non si riposano nei giorni del ciclo avranno poi difficoltà durante il parto: il permesso è vissuto come una forma di protezione della natività.

La situazione in Italia è ben diversa. Secondo gli ultimi dati Istat del 2015, nel nostro Paese una donna su tre lascia l’impiego dopo il primo figlio. Inoltre, le carriere al femminile sono più spesso caratterizzati da lavori atipici: solo il 61,5% delle lavoratrici ha avuto un percorso standard (contro il 69% dei colleghi), mentre sono in aumento il part-time e le occupazioni irregolari in rosa. Non conta neppure quanto abbiano studiato: a parità di titolo di studio, il reddito medio di un uomo e di una donna sarà sempre a favore dell’universo maschile.

In un quadro del genere, una legge che tuteli le donne nei giorni in cui soffrono di una vera e propria sindrome, può portare ad ulteriori discriminazioni: senza dei controlli, c’è un serio rischio che alcuni datori di lavoro possano preferire candidati maschi durante i colloqui per l’assunzione.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/07/Badante-Roma-congedo-mestruale.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2021-07-11 12:31:112021-07-13 12:31:39“Congedo mestruale” delle badanti: come funziona su Roma
aes domicilio roma contratto badante ricorso

La badante a Roma: alcune indicazioni sui tempi per fare ricorso

da Aes Domicilio

Introduzione

Noi di AES DOMICILIO ci occupiamo oramai da anni delle questioni riguardanti non solo le famiglie, ma anche il mondo delle badanti; e ci teniamo a che siano informate sui loro diritti quanto sui loro doveri. È una delle principali campagne mediatiche quelle di abbattere il lavoro nero, ma soprattutto di diffondere informazioni chiare, corrette, e soprattutto aggiornate sul mondo del lavoro (avvalendoci, come in questo caso, di fonti autorevoli come Noemi Secci de ‘laleggepertutti’), ed in particolar modo sul mondo delle badanti. Uno dei temi caldi è quello riguardanti le vertenze.

Innanzitutto, va detto che il rapporto di lavoro domestico costituisce una tipologia di rapporto di lavoro subordinato e, come tale, anche se con alcune importanti semplificazioni, è assoggettato alla stessa disciplina generale valida per il lavoro dipendente, oltreché alla legge sulla tutela del lavoro domestico ed al contratto collettivo di settore. La badante convivente, in particolare, o assistente familiare, è una lavoratrice che svolge mansioni di assistenza alla persona ed è normalmente qualificata come collaboratrice domestica, qualora svolga le proprie mansioni esclusivamente per le necessità della vita familiare del datore di lavoro.

Con il termine “vertenza di lavoro” si è soliti definire, impropriamente, la conciliazione in sede sindacale. In realtà, il termine “vertenza di lavoro” indica in modo generico un contenzioso in materia di lavoro, ossia tra lavoratore e datore, o committente. In sostanza, il lavoratore apre una contestazione nei confronti del datore di lavoro innanzi a un sindacato (o a un diverso organismo competente): il contenzioso se risolve se, a seguito dell’incontro tra le parti, si trova un accordo. Se non si perviene ad un compromesso, il lavoratore può decidere di rivolgersi in seguito all’autorità giudiziaria.

Prescrizione della retribuzione

Se la badante si ritrova con degli stipendi o, comunque con parte delle voci retributive (Tfr, rateo tredicesima, ferie non godute…) non pagati, non ha tempo illimitato per richiederli, in quanto i crediti retributivi sono soggetti a prescrizione.

Poiché in costanza di rapporto, normalmente, i lavoratori hanno timore di richiedere le proprie spettanze, normalmente i termini per la prescrizione dei crediti retributivi decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavorativo.

La prescrizione, comunque, si interrompe ed i termini decorrono nuovamente per effetto di qualsiasi atto scritto che evidenzi la richiesta di corrispondere il credito, o nel caso in cui il datore di lavoro riconosca il credito stesso.

Ad esempio, rientrano tra le cause di interruzione dei termini per la prescrizione:

  • la notifica dell’atto di citazione in giudizio;
  • la ricezione di ogni altro atto di richiesta del credito, quindi che metta in mora il debitore, cioè il datore di lavoro.

Denunciare il lavoro nero

Se la badante non è stata assunta regolarmente ha 5 anni di tempo, da quando ha cessato l’attività, per denunciare il datore di lavoro. Il termine non cambia se la cessazione è avvenuta per dimissioni volontarie e non per licenziamento. La diffida inviata entro 5 anni al datore di lavoro interrompe la prescrizione e fa decorrere nuovamente il termine. In pratica, il termine per avviare la vertenza di lavoro può risultare anche superiore a 5 anni se, prima che si verifichi la prescrizione quinquennale, viene inoltrata una raccomandata con ricevuta di ritorno dalla badante, per rivendicare i propri diritti. Si noti che, in merito al lavoro nero, recentemente è stato chiarito che il datore di lavoro è sanzionato, ma non è soggetto alla cosiddetta maxisanzione.

controlli fisco tasse badanti colf RomaChiedere gli arretrati

 

Per chiedere stipendi, differenze retributive o ratei arretrati la badante ha 5 anni di tempo che decorrono, anche in questo caso, dalla cessazione del rapporto. Si ricorda, a questo proposito, che mentre per la generalità dei lavoratori subordinati lo stipendio deve essere pagato con strumenti tracciabili, quest’obbligo non sussiste per i lavoratori domestici, che possono essere pagati in contanti.

È allora indispensabile che il datore di lavoro dimostri l’avvenuto pagamento, ad esempio chiedendo alla badante di sottoscrivere una ricevuta dei compensi erogati: in caso contrario, la lavoratrice ha il diritto di chiedere il dovuto.

Chiedere gli arretrati e i contributi INPS

La liquidazione, o Tfr, ossia il trattamento di fine rapporto, fa parte della retribuzione differita della badante e di tutti i lavoratori dipendenti in generale. In buona sostanza, si tratta di una spettanza (pari al totale della retribuzione utile annua diviso 13,5) che matura tutti i mesi, nella misura di 1/12, ma viene erogata solo alla fine del rapporto. Badanti e colf conviventi o colf ad ore hanno la facoltà, a differenza di quanto avviene per la generalità dei lavoratori subordinati, di domandare un’anticipazione del 70% della liquidazione, annualmente. Ad ogni modo, cessato il rapporto di lavoro, la badante ha 5 anni di tempo per chiedere il Tfr. La badante in nero o, in generale, la badante che si accorga che la contribuzione Inps non è stata accreditata, può richiedere al datore di lavoro il versamento dei contributi previdenziali.

Bisogna ricordare, a questo proposito, che i contributi si prescrivono in 5 anni; il termine di prescrizione diventa pari a 10 anni solo nel caso in cui il lavoratore abbia presentato formale denuncia di omessa contribuzione all’Inps.

Attraverso la costituzione della rendita vitalizia, comunque, è possibile recuperare i contributi omessi e prescritti.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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badante colf ad ore Roma

Badante a Roma: deontologia e altri aspetti da considerare

da Aes Domicilio

Per «deontologia» si intende il modo in cui ciascuno di noi deve comportarsi all’interno del proprio ambiente soprattutto lavorativo; e noi di AES DOMICILIO più volte abbiamo sollevato alcuni dubbi (dando anche molte risposte!) sulle regole di convivenza civile che la badante deve assumere all’interno della famiglia o della casa in cui opera.

La legge però (cioè l’articolo 2104, 2° comma, del Codice civile) impone ai lavoratori dipendenti di osservare le disposizioni impartite dal datore di lavoro per quanto attiene l’esecuzione e la disciplina del lavoro. Di recente, la Corte di Cassazione ha chiarito (sentenza n. 663 del 12 gennaio 2018) che questa norma impone al lavoratore di essere diligente nel rispettare le direttive impartite dal datore di lavoro anche con riferimento all’assunzione di responsabilità collegate alle specifiche mansioni svolte (che nel caso di una badante convivente o badante ad ore sono essenzialmente quelle di una assistenza più o meno intensa nei confronti di una persona anziana e/o non autosufficiente e, quindi, di una attività volta a tutelare e non a mettere in pericolo la salute, l’integrità fisica e la vita della persona assistita).

Detto questo, è possibile infliggere al lavoratore una sanzione disciplinare (secondo le regole stabilite nel contratto collettivo nazionale applicabile) per le infrazioni commesse nello svolgimento delle proprie mansioni (ivi compreso il mancato rispetto delle direttive impartite dal datore di lavoro per ciò che attiene l’esecuzione e la disciplina del lavoro). La sanzione disciplinare deve essere proporzionata all’infrazione commessa (il contratto collettivo nazionale prevede le seguenti sanzioni: rimprovero, censura scritta, sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per un numero di giorni massimo, licenziamento disciplinare). In alternativa a tutto questo, conservare un buon rapporto con questa badante e non si ha intenzione di licenziarla di trovare una soluzione concordata che potrebbe essere una delle seguenti:

  • l’uso di candele votive elettriche
  • oppure l’installazione di un dispositivo per il controllo dei fumi esistenti in casa.

Insomma problemi quotidiani che, comunque, bisogna affrontare!

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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estate roma aes domiclio ferie badante

Estate 2021 a Roma: come gestire colf e badanti in ferie

da Aes Domicilio

Sicuramente uno dei momenti cruciali della nostra stagione estiva, in quanto AES DOMICILIO, è proprio quello di metterci a discutere, accordare, e organizzare le ferie delle badanti; tuttavia, anche le badanti non sono sempre totalmente coerenti con i tempi e con i termini che le leggi prevedono e questo crea uno scompiglio non da poco.

Le ferie dei collaboratori domestici, incluse badanti e colf, devono essere godute in un unico periodo o al massimo in due con ma almeno 2 settimane comprese tra i mesi di giugno e settembre.

Per le lavoratrici straniere, il Ccnl (art. 17) prevede però una deroga che consente l’accumulo di un biennio da utilizzarle tutte insieme per il cosiddetto “rimpatrio non definitivo”. Se la famiglia ha esigenza di trovare un sostituto può sottoscrivere un contratto di assunzione ex novo a temo determinato, se l’esigenza è quella di un’attività una tantum, si può ricorrere al Libretto famiglia per le prestazioni occasionali.

Gli assistenti familiari che lavorano sei giorni alla settimana maturano 26 giorni di ferie l’anno. Chi lavora in regime di convivenza, inoltre, ha diritto all’indennità di vitto e alloggio per ogni giorno di ferie. Come succede nelle aziende, le ferie vanno concordate tra datore di lavoro e lavoratore. Nel caso della figura dell’assistente familiare, la richiesta va fatta in forma scritta.

Quando una famiglia ha l’esigenza di sostituire un assistente familiare in ferie, deve fare a tutti gli effetti una nuova assunzione: deve stipulare un nuovo contratto, generalmente a tempo determinato, comunicare l’assunzione all’Inps per via telematica ed elaborare i prospetti paga. Per maggiori informazioni su come assumere una badante regolarmente, leggi qui i nostri consigli.

Prima di procedere con l’assunzione, però, bisogna trovare l’assistente familiare. Nell’ultimo periodo stiamo rilevando maggiori difficoltà da parte delle famiglie nel trovare lavoratori in questo campo, sicuramente anche a causa del Covid. In passato capitava spesso che fosse la stessa badante a trovare la sua sostituta, in molti casi direttamente dal suo paese di provenienza. Con le restrizioni agli spostamenti a causa del Covid, queste situazioni si sono ridotte notevolmente e il periodo per trovare sostituti si è allungato. Da qui l’esigenza per le famiglie di sapere con anticipo il periodo di ferie dei propri collaboratori.

Se colf e badanti sono conviventi devono seguire il datore o la persona che assistono durante i soggiorni temporanei in altri comuni o in residenze secondarie. Se è già previsto nel contratto di assunzione, non dovrà essere corrisposta al lavoratore nessuna diaria giornaliera. Se il lavoratore non è convivente è  sempre possibile concordare una trasferta, ma in questo caso si renderà necessaria una temporanea modifica delle condizioni contrattuali.

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badante Roma INPS

Roma, aggiornamenti INPS su ‘ferie non godute’ e ‘pagamento contributi’

da Aes Domicilio

Per le ferie non godute e relativo pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro arrivano dei chiarimenti da INPS, anche per quanto riguarda i periodi di mancato preavviso, con il messaggio n.2330 del 17 giugno 2021.

Dall’INPS arrivano dei chiarimenti per i datori di lavoro dei lavoratori domestici regolarmente assunti, quindi colf e badanti per esempio, in seguito a quesiti giunti allo stesso Istituto.

INPS ricorda di aver rilasciato con un messaggio del 2013, il n.13156 del 14 agosto, nell’ambito del “Portale dei Pagamenti”, la funzione per il versamento dei contributi relativi a periodi di ferie non godute o mancato preavviso per colf e badanti in caso di licenziamento o comunque di rapporto di lavoro cessato. INPS specifica che per i periodi di ferie non godute di colf e badanti, e per il mancato preavviso, cui corrispondono le rispettive indennità, il datore di lavoro deve procedere al pagamento dei rispettivi contributi fino all’effettiva cessazione del rapporto di lavoro, e procede con un esempio. Vediamo nel dettaglio.

Per le colf e badanti, e in particolare per le ferie non godute e il mancato preavviso, al termine del rapporto del lavoro deve essere corrisposta un’indennità sostitutiva specifica di carattere retributivo che prevede il pagamento dei contributi da parte del datore di lavoro. A specificarlo nuovamente è INPS nel messaggio del 17 giugno.

INPS ricorda che nel “Portale dei Pagamenti” sul sito dell’Istituto è stata rilasciata la funzione per il versamento dei contributi relativi a periodi di ferie non godute o mancato preavviso. L’Istituto specifica che quella funzionalità tiene conto di una duplice data di cessazione del rapporto di lavoro di colf e badanti valida ai fini giuridici e nel dettaglio:

  1. la data di cessazione del rapporto di lavoro per colf e badanti valida ai fini giuridici (quella in cui effettivamente è terminata la prestazione lavorativa);
  2. la data di fine dell’obbligo contributivo, che coincide con il termine dei giorni di mancato preavviso che hanno dato luogo alla relativa indennità sostitutiva.

Ricorda INPS in merito all’indennità sostitutiva del preavviso che lo stesso Istituto con la circolare n. 263 del 24 dicembre 1997, emanata in seguito alla entrata in vigore del D.lgs 2 settembre 1997, n. 314, ha precisato che le somme erogate come indennità sostitutiva devono essere aggiunte, ai fini del calcolo dei contributi, alla retribuzione dell’ultimo periodo di paga. Le stesse somme per l’indennità sostitutiva del preavviso devono essere però attribuite, ai fini dell’accredito dei contributi assicurativi a favore del lavoratore, al periodo cui esse si riferiscono (delibera del Consiglio di Amministrazione n. 63 del 4 maggio 1973 e circolare n. 365 C. e V. del 19 agosto 1974).

Per quanto riguarda le ferie non godute di colf e badanti INPS ricorda che, come stabilito anche dal CCNL di categoria, le stesse non possono essere monetizzate fatto salvo quelle che residuano alla cessazione del rapporto di lavoro. L’indennità sostitutiva delle ferie non godute di colf e badanti, ma vale per tutti, ha carattere retributivo. Ricorda INPS in merito la sentenza n. 11462 del 9 luglio 2012 e la successiva ordinanza n. 6189 del 26 marzo 2015 della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro.

Nella sentenza viene affermato il principio secondo il quale, specifica INPS “le ferie, che godono di rigorosa tutela di rilievo costituzionale, sono irrinunciabili e, conseguentemente, le somme erogate a tale titolo costituiscono un’erogazione di natura retributiva, giacché strettamente correlate al rapporto di lavoro. Si precisa, pertanto, che il pagamento della contribuzione previdenziale relativa alle somme imponibili corrispondenti al periodo (settimane/ore) di ferie maturate e non godute deve essere effettuato insieme all’ultimo periodo lavorato, fino alla data di effettiva cessazione del rapporto di lavoro.”

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare in provincia di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia, Badante Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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badante colf Roma in regola

L’attuale condizione dei lavoratori domestici a Roma ed il rapporto OIL

da Aes Domicilio

Dieci anni dopo l’adozione della storica Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) che ha riaffermato i loro diritti, colf e badanti lottano ancora per essere riconosciuti come lavoratori e prestatori di servizi essenziali. Secondo un nuovo rapporto dell’OIL, per molti di loro inoltre le condizioni sono peggiorate a causa della pandemia da COVID-19.

Durante la fase più critica della crisi, la perdita di lavoro tra i lavoratori domestici si attestava tra il 5 e il 20 per cento nella maggior parte dei paesi europei, così come in Canada e in Sudafrica. Nelle Americhe, la situazione e’ stata addirittura peggiore, con perdite di lavoro comprese tra il 25 e il 50 per cento.

Nello stesso periodo, le perdite di lavoro per gli altri lavoratori sono state inferiori al 15 per cento nella maggior parte dei paesi. Il rapporto evidenzia che circa 75,6 milioni di lavoratrici e lavoratori domestici nel mondo (il 4,5% dei lavoratori dipendenti in tutto il mondo) sono stati particolarmente colpiti dagli effetti della crisi, così come le famiglie che si affidano a questi lavoratori per soddisfare le esigenze quotidiane di assistenza e di cura.

“La crisi ha evidenziato la necessità di formalizzare il lavoro domestico e mettere in regola le badanti per garantire un lavoro dignitoso a questi lavoratori e lavoratrici, a partire dall’estensione a tutte le lavoratrici e i lavoratori domestici della legislazione sul lavoro e della sicurezza sociale e dalla loro effettiva applicazione”, ha affermato il Direttore Generale dell’OIL, Guy Ryder. In Italia l’Osservatorio nazionale DOMINA sul lavoro domestico ha riscontrato che negli ultimi vent’anni la presenza di stranieri, soprattutto donne, ha rappresentato un bacino molto importante per il settore. In particolare, la componente più numerosa è quella dell’Est Europa, tanto che ad oggi i lavoratori di quell’area rappresentano il 30,4% tra i collaboratori familiari (colf conviventi) e il 52,2% tra gli assistenti familiari (badanti conviventi).

Oltre a rappresentare un fenomeno economico (per molti Paesi le rimesse rappresentano una fonte importante: sfiora il 16% del PIL la Moldavia, mentre superano il 10% Georgia, Senegal e Ucraina), la vasta presenza di lavoratori domestici stranieri in Italia ha importanti ricadute sociali. DOMINA punta i riflettori sull’emigrazione di donne sole, disponibili a lavorare presso l’abitazione di anziani e non autosufficienti che ha determinato nei Paesi d’origine il fenomeno dei cosiddetti “orfani bianchi” – sarebbero almeno 350mila in Romania e 100mila in Moldavia – oltre che sugli effetti sulla psiche delle lavoratrici, lontane dai propri affetti e a stretto contatto con situazioni di malattia e sofferenza.

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https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/06/badante-colf-Roma-in-regola.jpg 668 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2021-06-25 10:53:442021-06-25 10:53:44L’attuale condizione dei lavoratori domestici a Roma ed il rapporto OIL
badante colf Aes Roma Sindrome Italia Orfani

Orfani bianchi e sindrome italia a Roma: l’impatto del fenomeno badanti

da Aes Domicilio

La presenza di lavoratori stranieri (soprattutto lavoratrici) ha rappresentato un bacino molto importante per il settore. In particolare, la componente più numerosa è quella dell’Est Europa, tanto che ad oggi i lavoratori di quell’area rappresentano il 30,4% tra i collaboratori familiari (colf) e il 52,2% tra gli assistenti familiari (badanti). Se dal punto di vista del Paese di destinazione conosciamo bene l’impatto socio-economico di questa presenza, sono spesso sottovalutate le conseguenze per i Paesi d’origine.

Innanzitutto, bisogna sottolineare che si tratta di una presenza prevalentemente femminile: le donne rappresentano il 90,7% tra gli italiani e l’87,9% tra gli stranieri, con punte del 96,6% tra i domestici dell’Est Europa. Essendo il fenomeno dovuto principalmente alla necessità economica della famiglia, il primo effetto è il trasferimento di denaro dall’Italia verso i Paesi d’origine. Tali trasferimenti, registrati sotto il nome di “rimesse”, rappresentano per molti Paesi una fonte significativa di reddito. Le rimesse hanno la caratteristica di andare ad incidere direttamente sui bisogni primari delle famiglie (consumi, spese sanitarie, istruzione), mentre si traducono in misura molto marginale in risparmio o investimenti.

Osservando i dati 2020 sui flussi di denaro inviati dall’Italia, le prime destinazioni sono il Bangladesh (707 milioni, 10,5% del totale rimesse), la Romania (604,47 milioni, 8,9% del totale) e le Filippine (449,29 milioni, 6,6%).

Inoltre, a partire dai dati Istat Rcfl, per ciascuna nazionalità, l’incidenza dei lavoratori stranieri sul totale degli occupati.

Mediamente i lavoratori domestici (badanti conviventi o colf ad ore, ma anche babysitter) rappresentano quasi un quarto di tutti gli occupati stranieri. Tra alcune nazionalità, addirittura, i lavoratori domestici rappresentano oltre il 50% degli occupati: è il caso di Ucraina (59,0%), Georgia (64,5%), Filippine (58,9%) e Sri Lanka (54,3%). Per altre comunità, invece, la componente di lavoratori domestici è più bassa.

Sulla base di questi dati è possibile stimare, infine, la quota parte di rimesse riconducibile ai lavoratori domestici per ciascun Paese. Complessivamente, dunque, possiamo stimare che le rimesse inviate in patria dai lavoratori domestici italiani siano oltre 1,6 miliardi, pari a quasi un quarto delle rimesse complessive.

Oltre al dato economico, è opportuno considerare le ricadute (negative) dell’emigrazione di donne sole, disponibili a lavorare presso l’abitazione di anziani e non autosufficienti. Questo processo ha determinato nei Paesi d’origine il fenomeno dei cosiddetti “orfani bianchi”, ben raccontato dall’omonimo romanzo di Antonio Manzini e da numerosi reportage.

Bisogna considerare gli effetti sulla psiche delle lavoratrici, lontane dai propri affetti e a stretto contatto con situazioni di malattia e sofferenza. Lo stress e la privazione di relazioni affettive contribuiscono a sviluppare una forma di depressione nota col nome di “Sindrome Italia”, che si traduce in disturbi d’ansia, attacchi di panico, insonnia e depressione.

Orfani bianchi e Sindrome Italia sono due facce della stessa medaglia, il prodotto di un’emigrazione dettata da una crisi economica e da una mancanza di welfare che obbliga le famiglie a dividersi per garantire una vita dignitosa ai figli. Con ciò è bene riportare alla mente le parole del segretario generale della DOMINA, Lorenzo Gasparrini: “la presenza di lavoratrici e lavoratori stranieri nelle case delle famiglie italiane è divenuta fondamentale per la cura di bambini e anziani e per la gestione della casa. È importante che i lavoratori e le lavoratrici mantengano un legame con la propria famiglia d’origine e soprattutto con i propri figli, anche attraverso le nuove tecnologie”.

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Vaccini Covid Roma badanti colf

La tessera sanitaria e le badanti straniere a Roma

da Aes Domicilio

Gli italiani da qualche anno stanno facendo fatica a star dietro alle innumerevoli adempienze burocratiche: letteralmente sommersi da pec, spid, identità digitale, e quant’altro – sta diventando davvero impossibile poter dire “come ci chiamiamo” e “dove siamo nati”.

Sembra che la digitalizzazione anziché facilitare questi processi, abbia solo creato dei nuovi problemi, problemi di altro tipo, ma pur sempre problemi.

E proprio nelle ultime ore si sta discutendo dell’ingorgo burocratico creatosi a seguito della «tessera sanitaria»; infatti per accedere alla vaccinazione è necessario possederne una; e se il/la badante convivente è straniero/a il tutto può creare un intoppo di non poco conto. Eppure loro, i badanti extracomunitari, si prendono cura delle persone più fragili, anche rispetto al Covid.

Contro cui fanno fatica a difendersi, considerato che moltissime badanti ad ore o badanti di condominio, ma anche colf, ancora non riescono a prenotarsi per le vaccinazioni. Perché tanti sono sprovvisti di tessera sanitaria, fondamentale per poter accedere alle prenotazioni anche nel portale della Regione Lazio, che richiede, oltre al codice fiscale, anche «le ultime 13 cifre del codice numerico (Team) posto sul retro della tessera sanitaria».

Anche se in tutta Italia gli oltre 700mila immigrati da Paesi extra Ue è rilasciato il tesserino “Stranieri temporaneamente presenti” (Stp), che dovrebbe garantire l’accesso alle prestazioni sanitarie urgenti o essenziali, proprio come le vaccinazioni. «L’Stp – come ha spiegato l’Istituto Nazionale salute, migrazioni e povertà (Inmp) – viene infatti rilasciato agli immigrati irregolari con più di tre mesi di presenza in Italia ma anche a chi ha fatto richiesta di asilo ma non ha ancora i documenti, come le badanti in attesa di regolarizzazione. Però le piattaforme regionali per le prenotazioni del vaccino Covid non prevedono l’accesso in assenza del codice fiscale e del numero di tessera sanitaria. Dunque, pur avendo diritto alla vaccinazione, in pratica queste persone non possono accedervi.

Al momento, solo la piattaforma informatica dell’Emilia-Romagna prevede l’inserimento dei codici Stp, Eni e permessi di soggiorno temporanei – ha rimarcato l’Inmp – È presente, quindi, un elemento di iniquità nell’accesso al servizio vaccinale. Il rischio è quello che si crei una bolla di persone non raggiungibili dai servizi sanitari pubblici e questo è un problema. Infatti se escludiamo fasce importanti di popolazione che vivono in Italia dalla possibilità di potersi vaccinare, da un lato esponiamo a maggior rischio la loro salute e dall’altro creiamo un rallentamento nel raggiungimento dell’immunità di comunità. Tale situazione – ha concluso l’Istituto – è stata segnalata al Ministero della Salute, che ha inviato una nota alle Regioni, ma la situazione resta al momento irrisolta».

Ti serve aiuto per mettere in regola la tua badante? Ci pensiamo noi! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco . Siamo anche presenti attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio a Roma: badante Roma e in altre province del Lazio.

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/06/Vaccini-Covid-Roma-badanti-colf.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2021-06-20 10:18:132021-06-21 10:21:13La tessera sanitaria e le badanti straniere a Roma
badante colf babysitter roma concorso bellezza

Miss badante, una iniziativa tutta romana

da Aes Domicilio

AES DOMICILIO ha sempre messo in luce anche gli aspetti più positivi del mondo delle badanti; le iniziative più “simpatiche” e “divertenti”, anche la presenza delle badanti conviventi all’interno di un contesto letterario o artistico. Qui parleremo di una iniziativa, per così dire, “estetica” in cui le badanti si ritrovano a gareggiare come in un vero e proprio concorso di bellezza dedicato solo a collaboratrici domestiche (colf e babysitter).

Il 20 giugno 2021 si svolgerà a Roma la 7° Edizione del Concorso “Miss Badante 2021”, dedicato alle donne – in maggioranza romene – che operano in Italia nel campo dell’assistenza alle famiglie e agli anziani. L’organizzatore dell’evento è l’Associazione “Lika Eventi”, presidente Elena Rodica Rotaru, designer e organizzatrice di eventi.

Per la prima volta, il concorso è aperto a partecipanti di tutte le nazionalità. Sono invitate a partecipare donne provenienti da Bulgaria, Polonia, Ucraina, Filippine ecc. che lavorano nel campo dell’assistenza alle famiglie.

Il concorso, giunto alla sua settima edizione, si è consolidato negli ultimi anni come un evento di successo, pensato per valorizzare le donne, romene e di altre nazionalità, che in Italia si prendono cura di anziani, bambini o persone con disabilità, chiamate, magari impropriamente, badanti. Attraverso il loro lavoro nelle famiglie italiane, riescono a svolgere un ruolo fondamentale nel contesto della società, nel suo insieme.

Il concorso si svolgerà seguendo un percorso di tre prove. La giuria, composta da personalità pubbliche, giornalisti, artisti, esperti di moda e hairstyle, italiani e romeni, assegnerà quattro premi. Saranno assegnati 3 premi della 7° edizione, “Miss Badante 2021”. Inoltre, per la prima volta, verrà assegnato il premio“Miss Badante WEB 2021”, al quale potranno partecipare donne che operano nel campo della cura della famiglia, provenienti da tutta Italia. I premi, offerti dagli sponsor, consistono in viaggi, trattamenti estetici, abbigliamento, cosmetici e cibo.

Care badanti – non perdetevi questa occasione!

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RSA Covid Badante Roma

La disorganizzazione delle RSA a Roma: numeri e casi

da Aes Domicilio

Purtroppo, proprio lungo la pandemia abbiamo avuto modo di vedere la disorganizzazione soggiacente alle RSA; e purtroppo si è stati costretti ad assistere a scene di vero e proprio abbandono e di solitudine. In questo primo periodo post-pandemia, continuano i dissesti presenti nelle RSA. Carenza di personale nelle case di riposo, la Cisl Funzione Pubblica chiede l’inquadramento dei dipendenti delle Rsa nel contratto della Sanità pubblica, per evitare la fuga verso le strutture pubbliche.

“Da tempo – spiega Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso – segnaliamo che, una volta passata la criticità Covid, l’emergenza più grave sarebbe stata la carenza degli infermieri, in primis a causa di una sbagliata programmazione universitaria riguardo al fabbisogno di questo tipo di professionalità. La pandemia ha poi peggiorato la situazione, perché gli ospedali pubblici, con la campagna di assunzioni straordinarie, hanno assunto decine di infermieri delle Rsa, determinando un ulteriore impoverimento delle strutture del territorio, arrivando al punto che ad oggi ci sono diverse case di riposo costrette a lasciare vuoti i letti nonostante le richieste, perché non soddisfano più i parametri relativi al rapporto fra numero di infermieri e di ospiti necessario per garantire adeguata assistenza, standard per altro già sottostimato rispetto alle attuali esigenze di assistenza degli anziani”.

Il tutto a discapito della qualità dell’assistenza, ma anche della sostenibilità finanziaria delle strutture e della qualità del lavoro degli infermieri che operano nelle case di riposo, in fuga anche da carichi di lavoro sempre più pesanti, straordinari e doppi turni. “Cisl Fp – spiega Zuglian – sostiene che questa crisi dovrebbe essere una occasione per rivalutare l’assistenza infermieristica nelle case di riposo, che dovrebbe essere garantita dal sistema sanitario pubblico: siamo convinti che una soluzione sia che gli infermieri delle Rsa vengano assunti dal sistema sanitario regionale, con conseguente applicazione del contratto di Sanità pubblica, che garantisce maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro: salario più alto, maggiori opportunità formative, migliore orario di lavoro”.

“Una soluzione – aggiunge il segretario generale della Cisl Fnp Pensionati Belluno Treviso Franco Marcuzzo – che potrebbe ovviare a un altro grave disagio vissuto dagli anziani ospiti delle Rsa: non solo il dramma del Covid, dell’isolamento, della separazione dai familiari, ma anche continui addii al personale sanitario che per l’ospite della casa di riposo rappresenta una vera e propria famiglia”. Disagio che si aggiunge alla ancora persistente difficoltà ad accedere alle Rsa per le visite. “La situazione varia da struttura a struttura – sottolinea il segretario della Fnp – ma non siamo ancora soddisfatti e va detto che la carenza di personale pesa anche sull’applicazione dell’ordinanza del ministro Speranza”.

sanzioni assunzione bandante in nero roma

 

E se le RSA cominciano ad aver problemi di bilancio, per Marcuzzo non vanno dimenticate le difficoltà economiche delle famiglie, acutizzate dalla crisi Covid: “Parliamo ancora di rette troppo alte – afferma il Segretario generale dei Pensionati Cisl di Belluno Treviso – chiediamo l’aumento del numero delle impegnative di residenzialità rilasciate dalle Ulss per l’accesso agevolato alle strutture per una fascia di popolazione più ampio, ricordando che in casa di riposo ci si rivolge soprattutto nei casi di non-autosufficienza”.

In tanti altri casi, anche per questioni economiche, le famiglie si rivolgono alle badanti conviventi, badanti ad ore o badanti di condominio che, ancora oggi, sottolinea Marcuzzo “si collocano in un’area del mercato del lavoro che sembra interessare solo quando le assistenti non si trovano o devono andare in ferie”. Le richieste della Fnp sono precise, a partire dalla istituzione di un Albo delle badanti a cui attingere per essere certi della formazione e della professionalità delle assistenti.

“Oggi invece – spiega Marcuzzo – tutto è lasciato al libero mercato e se oggi si parla del problema delle ferie è perché non c’è una regolamentazione e affidiamo i nostri anziani a persone di cui si sa poco o niente”. Un fenomeno sui cui soffermarsi è ad esempio quello delle “dame di compagnia”: donne comunitarie provenienti da Paesi come Polonia, Slovacchia, Romania, organizzate da enti e società nei Paesi di origine che fanno ottenere loro permessi turistici di tre mesi per raggiungere l’Italia e lavorare come badanti. Dopo tre mesi, rientrano in patria e vengono sostituite da altre.

“È un lavoro non regolato – spiega il segretario dei Pensionati -, a basso costo per le famiglie, risultano ospiti ma in realtà prestano assistenza ad anziani, ai quali in questo modo viene anche a mancare la continuità affettiva. Il fenomeno è noto, ma purtroppo nessuno, a livello politico, si assume la responsabilità di valorizzare queste figure e tutelare le famiglie: una migliore qualità di questo tipo di lavoro è direttamente proporzionale ad una migliore assistenza per i nostri genitori”.

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