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Tag Archivio per: badante lazio

Vaccini Covid Roma badanti colf

Roma, si va verso l’obbligatorietà dei vaccini alle badanti?

da Aes Domicilio

Parla di “enorme vuoto legislativo” l’immunologa Antonella Viola, che lancia un appello affinché anche per queste categorie professionali, come già per gli operatori sanitari e delle Rsa, sia esteso l’obbligo vaccinale e la certificazione verde per lavorare.

Dall’immunologa Antonella Viola arriva un appello affinché obbligo vaccinale e green pass valgano anche per badanti e colf che si occupano delle persone più fragili.

Con un post su Facebook, Viola ha puntato il dito contro uno dei paradossi su cui si è concentrata l’attenzione negli ultimi giorni, ossia la questione del green pass per colf e badanti: per queste categorie professionali infatti non esiste al momento alcun obbligo di vaccinazione né di esibire il green pass ai datori di lavoro. Viola mette in guardia contro quello che definisce “un enorme vuoto legislativo” sul tema della vaccinazione “nelle persone che operano nelle case di migliaia di italiani, spesso prendendosi cura proprio dei più fragili”. Denuncia l’immunologa dell’università di Padova su Facebook: “Mentre gli operatori sanitari e delle Rsa sono giustamente obbligati alla vaccinazione, il personale delle agenzie che si occupano della cura (badanti e colf) non solo non è tenuto a vaccinarsi, ma non ha neppure l’obbligo di green pass per lavorare. Nessun controllo è previsto per queste categorie e mi sono stati segnalati diversi casi di anziani contagiati attraverso i badanti”.

“Le famiglie sono impotenti – osserva – perché si sentono rispondere dalle agenzie che la legge non lo richiede”. Da Viola infine arriva un appello “affinché l’obbligo vaccinale o il Green pass sia esteso anche a queste categorie di lavoratori, che entrano ogni giorno nelle case degli italiani e sono a contatto con pazienti anziani e malati”.

Tra i lavoratori domestici censiti dall’Inps (circa due milioni), 437mila prestano assistenza ad anziani e a persone non autosufficienti, per età o per patologia, anche in regime di convivenza (badanti conviventi o colf conviventi). “Il problema è che la questione riguarda un rapporto tra privati, quindi non è facile da gestire”, ha dichiarato nelle scorse settimane il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

Su questo tema era intervenuto anche Andrea Zini, presidente di Assindatcolf (Associazione dei datori di lavoro domestico): “La nostra posizione su green pass e vaccini è abbastanza netta. In caso di rapporto diretto, non intermediato da agenzie, le famiglie hanno tutto il diritto di pretendere la vaccinazione anti covid dal lavoratore da assumere o da quello già in servizio, vista la tipologia delle mansioni svolte e i rischi specifici che possono derivare per il datore e per i suoi familiari. Altrimenti – aveva chiarito Zini -, se il lavoratore non vuole vaccinarsi o rinnovare il green pass quando necessario, nel settore domestico è possibile sciogliere il rapporto di lavoro in modo libero, senza alcuna giustificazione”.

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https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/06/Vaccini-Covid-Roma-badanti-colf.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2021-09-18 15:20:252021-09-24 15:24:51Roma, si va verso l’obbligatorietà dei vaccini alle badanti?
badante colf assegni familiari roma

Assegni familiari a Roma: un bonus per badanti e colf

da Aes Domicilio

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF), con le maggiorazioni introdotte per il periodo ponte dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, è destinato anche a colf, badanti conviventi e bandati ad ore, più i  lavoratori domestici in genere (italiani, comunitari ed extracomunitari che lavorano in Italia).

L’assegno, a differenza di quanto avviene per la quasi totalità dei lavoratori subordinati, viene erogato direttamente dall’INPS. L’importo è calcolato in base alla contribuzione di lavoro domestico, alla tipologia e al numero dei componenti del nucleo familiare e ai redditi conseguiti dal nucleo familiare. A chi spetta l’ANF e come presentare domanda?

Il decreto legge n. 79/2021, convertito con modificazioni dalla legge n. 112/2021, che ha introdotto l’assegno temporaneo come misura sperimentale dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, ha innalzato il valore mensile dell’ANF per il medesimo periodo per un valore di 37,50 euro per ciascun figlio per i nuclei familiari fino a due figli e di 55,00 euro per i nuclei familiari di almeno tre figli.

Tra i destinatari della misura vi sono anche i lavoratori domestici, per i quali l’INPS applicherà l’aumento in automatico al momento della liquidazione dell’importo spettante a seguito della presentazione della domanda ANF. La disciplina sul rapporto di lavoro domestico si applica quando il lavoratore, anche straniero, presta la propria opera, a qualsiasi titolo, per il funzionamento della vita familiare (art. 1 della legge n. 339/58).

La norma fa rientrare nel novero della disciplina del lavoro domestico quei rapporti di lavoro concernenti gli addetti ai servizi domestici che prestano la loro opera, continuativa e prevalente, di almeno 4 ore giornaliere presso lo stesso datore di lavoro, con retribuzione in denaro o in natura.

Si intendono per addetti ai servizi personali domestici i lavoratori di ambo i sessi che prestano a qualsiasi titolo la loro opera per il funzionamento della vita familiare, sia che si tratti di personale con qualifica specifica, sia che si tratti di personale adibito a mansioni generiche. Sono pertanto lavoratori domestici coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc.. Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose (conventi, seminari), presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale.

La categoria dei lavoratori domestici comprende quindi tutti i lavoratori che svolgono esclusivamente attività lavorativa nelle abitazioni di terze persone per il soddisfacimento delle esigenze domestiche.

La prestazione dei domestici, riconducibile al rapporto di lavoro della generalità dei lavoratori subordinati, deve:

  • avere continuità (cioè non essere puramente occasionale: art. 1 L. 339/58);
  • essere resa all’interno dell’abitazione del datore di lavoro;
  • rispondere a un bisogno personale del datore di lavoro, legato al funzionamento della vita familiare (e non dell’attività istituzionale e professionale).

Nucleo familiare

La composizione del nucleo familiare ai fini ANF è disciplinata dal comma 6 dell’art. 2 del D.L. n. 69/88 e di rimando, per quanto non espressamente previsto da questi, dal D.P.R. n. 797/55 (nello specifico, per il nucleo familiare, all’art. 4).

Sulla scorta di questa disciplina, come chiarito e ricostruito anche dall’INPS, possiamo desumere e affermare che il nucleo familiare dell’avente diritto all’ANF può essere formato da:

  • il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  • il coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia. Gli stranieri residenti in Italia, poligami nel loro paese, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia;
  • i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione;
  • i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di «nuclei numerosi», cioè nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  • i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione;
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

L’assegno al Nucleo Familiare per i lavoratori domestici comunitari spetta per i familiari residenti in Italia o all’estero, mentre per i lavoratori domestici extracomunitari (esclusi quelli con contratto di lavoro stagionale) spetta l’ANF:

  • solo per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, abbia la residenza legale in Italia e sia stato assicurato nei regimi previdenziali di almeno due Stati membri.

Due sentenze della Corte di Giustizia Europea del 2019 (cause C-302/2019 e C-303/2019) hanno riconosciuto inoltre il diritto all’ANF anche ai soggiornanti di lungo periodo in Italia che abbiano i familiari residenti in un Paese terzo: questa decisione i basa sul diritto alla “parità di trattamento” dei cittadini contenuta nella direttiva europea 2003/109/CE.

badante Roma INPS

Reddito familiare

È costituito dalla somma dei redditi del richiedente e degli altri soggetti componenti il suo nucleo familiare.

Nella definizione del suo ammontare ai fini della determinazione dell’assegno spettante, concorrono a formare il reddito familiare:

  • i redditi assoggettabili all’IRPEF compresi quelli a tassazione separata (esempio: arretrati anni precedenti; indennità sostitutiva di preavviso; liberalità di fine rapporto);
  • i redditi prodotti all’estero che, se prodotti in Italia, sarebbero stati assoggettati all’Irpef;
  • i redditi di qualsiasi natura anche quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva;
  • il reddito dell’abitazione principale al lordo della deduzione prevista dalla legislazione tributaria;
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva del 10%.

ANF: importo 2021

L’importo dell’ANF per i lavoratori domestici 2021 è calcolato in base:

  • alla contribuzione di lavoro domestico;
  • alla tipologia e al numero dei componenti del nucleo familiare;
  • ai redditi conseguiti dal nucleo familiare.

In caso di domanda per periodi pregressi deve essere inviata una richiesta per ogni anno e gli eventuali arretrati spettanti vengono corrisposti entro cinque anni, secondo il termine di prescrizione quinquennale.

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badante covid roma malattia

Roma, badante in malattia per coronavirus? Cosa dice la legge

da Aes Domicilio

In base a quanto stabilito dal DPCM del 17 marzo 2020 all’art. 26 in merito alla malattia coronavirus colf e badanti, per i lavoratori costretti a quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria (in quanto risultati positivi al covid-19 o in condizioni sanitarie di rischio), tale periodo di quarantena è equiparato al ricovero ospedaliero, ovvero alla malattia ordinaria e quindi retribuito.

Per i periodi di quarantena il medico curante dovrà redigere il certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena stessa, sia che la quarantena sia soltanto preventiva, che per effettivo contagio. Una volta ricevuto tale certificato medico, il datore di lavoro potrà indicare nell’inserimento mensile la causale MC di Malattia covid-19 per TUTTI i giorni di calendario compresi nel certificato, siano essi giorni lavorativi, non lavorativi o domeniche.

 Il periodo di malattia indicato con MC non dovrà essere conteggiato ai fini della conservazione del posto di lavoro quindi non é possibile licenziare la collaboratrice in malattia covid. Il datore di lavoro potrà fare richiesta all’ente previdenziale affinché le spese a suo carico per il periodo di malattia da covid-19 siano sostenute dallo Stato.

Per sostenere tali oneri, lo Stato rispetterà il limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per il 2020; una volta raggiunto il limite di spesa prestabilito, gli enti previdenziali non prenderanno in considerazione ulteriori domande. Non sono ancora state rese note le modalità per effettuare la richiesta all’ente previdenziale; siamo in attesa di ulteriori specifiche nella legge di conversione o in successivi provvedimenti normativi.

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La disoccupazione e la badante: un approfondimento su Roma

da Aes Domicilio

Che cos’è la NASPI colf e badanti 2020?

La NASPI è la nuova indennità di disoccupazione per i lavoratori domestici che spetta a tutte le colf e le badanti assunte con un contratto regolare che perdono il lavoro involontariamente. Quest’indennità di disoccupazione è stata introdotta con la riforma del lavoro, cd. Jobs Act del governo Renzi e sostituisce i precedenti ammortizzatori sociali ASPI e mini ASPI della riforma Fornero.

La nuova NASPI 2020 offre un sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il proprio posto di lavoro

Proroga domanda decreto Cura Italia

Il decreto Cura Italia appena varato dal governo Conte per far fronte all’emergenza sanitaria Covid 19 ha prorogato i termini per presentare le domande di disoccupazione INPS 2020 NASPI e DIS-COLL. Per tutti i lavoratori domestici che hanno perso involontariamente il posto di lavoro a causa dell’emergenza Coronovirus tra il 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, i termini di decadenza previsti sono ampliati da 68 a 128 giorni.

Requisiti NASPI 2020

L’entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro con il cd. Jobs Act ha modificato i requisiti per potere beneficiare del sussidio di disoccupazione NASPI. I requisiti 2020 per Colf e Badanti sono:

  1. Licenziamento involontario
  2. Contribuzione versata: almeno 13 settimana di contributi versati negli ultimi 4 anni
  3. Aver lavorato almeno 5 settimane negli ultimi 12 mesi

Come fare il calcolo delle ore lavorate

Partendo dal fatto che 30 giorni di lavoro sono pari a 5 settimane da 6 giorni e che ogni settimana per essere considerata utile ai fini contributivi deve avere almeno 24 ore, per capire se abbiamo diritto alla Naspi, il calcolo da fare è il seguente: somma delle ore dei mav pagati degli ultimi 4 trimestri : 24 ore = settimane contributive degli ultimi 12 mesi. Il requisito è soddisfatto quando le settimane risultano almeno 5. Per esempio, se nei mav risulta un totale di ore degli ultimi 12 mesi di 624 ore, poichè 624:24=26 settimane contributive significa che possiamo richiedere la Naspi.

Come si calcola l’importo NASPI colf badanti?

L’importo mensile NASPI che spetta a colf e badanti è determinato dalla retribuzione degli ultimi 4 anni. Per il 2020 l’importo massimo della NASPI non può superare i 1.335,40 euro al mese. La durata del sussidio di disoccupazione dipende dal numero di mesi di contributi versati: è corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi. A partire dal 91 giorno di disoccupazione in poi, il sussidio di disoccupazione diminuisce del 3% ogni mese. Per conoscere con esattezza l’importo mensile della NASPI e la durata del sussidio, vai al sito dell’INPS sezione “Tutti i servizi” – “Nuova Assicurazione sociale per l’impiego ( NASpI): consultazione domande” e inserire le tue credenziali (PIN O SPID).

Come fare domanda

Colf e badanti possono fare domanda di disoccupazione NASPI entro 128 giorni dalla data di cessazione del lavoro, utilizzando uno dei seguenti canali:

  1. direttamente sul sito dell’INPS se si possiede il codice PIN
  2. telefonando al numero verde dell’INPS 8031664 se si chiama dal fisso o 06164164 se da cellulare
  3. presso CAF e Patronati

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badante Roma storie Aes Domicilio

Fare la badante a Roma: la storia di Mantra

da Aes Domicilio

Noi di AES DOMICILIO siamo alla continua ricerca di testimonianze che possano riqualificare la figura della badante; anche soprattutto quelle testimonianze che provengono dalla viva voce delle badanti conviventi o badanti ad ore, e non troppo filtrate dai canali di comunicazione o di impietosimento da salotto giornalistico. È per questo che l’affresco che ci offre la giornalista Ngisci sulla vita di “Mantra” (pseudonimo che qui adotteremo per tutelare la privacy) ci sembra un’ottima occasione per divulgare un esempio di riscatto e di vita, utile a chiunque.

È colmo di riconoscimento il cuore di Mantra, che ha fatto la badante per tre anni appena arrivata in Romagna e che poi è riuscita a prendere in mano la sua vita e a vedere realizzare la promessa dei suoi genitori: “Studia perché un giorno avrai molto più di noi”. Così le dicevano quando era piccola. Mantra , 59 anni, rumena, che vive e lavora a Faenza, arriva a Forlì nel 1993 per raggiungere suo fratello, dopo un lungo periodo di difficoltà vissuto nel suo paese: «Sotto la dittatura di Ceausescu – racconta Mantra – ai laureati venivano assegnati tre anni di lavoro senza poter scegliere dove andare. Io che avevo studiato ingegneria tessile, mi ritrovai insieme a mio marito ad Abrud, un paese tra le montagne a 12 ore di macchina dalla nostra città, Iasi, al confine con la Moldavia. Dopo solo 10 mesi nacque il nostro primo figlio e fummo costretti a fare i pendolari per andare a trovarlo mentre viveva con i nonni”.

Per fortuna, prosegue Mantra, il datore di lavoro si mostrò molto comprensivo. «Ogni due o tre mesi mi organizzava un viaggio di lavoro, come delegata della fabbrica, e così potevo tornare da mio figlio. Ricordo lo strazio di quel periodo. Rulesco, il nostro primogenito, era nato con il labbro leporino, da allora ha affrontato ben 12 interventi, di cui 4 in Ucraina. Dopo aver partorito, piangevamo giorno e notte, non c’era modo di dargli il latte, lo facevamo con un cucchiaio, ma ne ingeriva poco. Un’assistente sociale era venuta a casa nostra a dirci che se gli fosse successo qualcosa, sarei andata in galera. Era così al tempo di Ceausescu, se i figli morivano era per negligenza tua».

Finiti i tre anni, Mantra e suo marito si trasferiscono in un’altra città romena, Dorohoi. Lei trova lavoro in un’altra industria tessile e lui nelle Ferrovie: «Inizialmente stavamo benissimo, vivevamo come signori, ma poi nel 1989 scoppiò la Rivoluzione e con la caduta di Ceaucescu vedemmo sgretolare tutto quello che avevamo costruito insieme al resto del Paese. Un giorno venni chiamata in direzione e mi dissero che in quanto responsabile del reparto e considerata la situazione di crisi che stavamo vivendo, dovevo dire a 3 dei 12 dipendenti che non ero soddisfatta del loro lavoro e che dal giorno dopo, sarebbero rimasti a casa. Era un ordine, un ordine militare, ma la mia coscienza si rifiutò di obbedire. Gli proposi allora di organizzare un concorso interno: chi non l’avesse superato, avrebbe perso il posto. Loro mi risposero che avrebbero organizzato la selezione, ma che dopo quei tre dipendenti, a perdere il posto sarei stata io”.

Intanto anche il marito di Mantra era stato licenziato. «Quello che ci ha salvato è stata la mia seconda gravidanza, prima che mi licenziassero scoprii di essere nuovamente incinta e, a causa di alcune minacce di aborto, il dottore mi mise in maternità anticipata».

badante incinta regole aes domicilio RomaIn un modo e nell’altro la coppia resiste unita in Romania fino al 1993: «A un certo punto non c’era più nulla da mangiare. Mi ricordo che avevamo patate grandi come noci, piselli, e una porzione di pane al giorno. Mio marito cominciò a cercare lavoro anche in altri paesi come Austria, Russia, ex Yugoslavia. Niente da fare. Allora gli dissi che ci avrei pensato io».

 

Mantra, con l’aiuto di suo fratello, prende la patente, studia l’italiano mentre è incinta del suo terzo figlio e quando questo ha nove mesi parte per l’Italia, sapendo che avrebbe fatto la badante. Ero arrabbiata, disperata, amareggiata. Sentivo tutto così ingiusto. Le parole dei miei genitori “studia, studia che diventerai qualcuno” mi si rivoltarono contro. Il mio cuore diventò di ghiaccio. Quel giorno lasciai i miei figli senza versare neanche una lacrima, perché ero così vigile e determinata che sapevo che ce l’avrei fatta, soprattutto per loro. Mantra arriva in Romagna dopo un faticoso viaggio durato tre giorni: «Il biglietto mi era costato all’incirca 700 dollari, soldi che avevo preso in prestito, e se consideriamo che uno stipendio come il mio in Romania si aggirava intorno ai 100, non potevo proprio permettermi di sbagliare».

Dopo neanche due settimane dal suo arrivo, comincia a lavorare per due anziani signori: «Mi presi cura di una “nonnina“ malata di Alzheimer e del marito che aveva una paralisi alla parte destra del corpo. Ricordo che se accompagnavo lui in bagno, lei scappava di casa; e se invece stavo dietro a lei, lui combinava un disastro mentre tentava di prendersi cura di sé. È stato un periodo difficile, ma che mi ha insegnato e dato tanto. Scelsi la situazione più difficile, perché non volevo rischiare nulla, sapevo quello che si diceva delle donne dell’Est e di come molte di loro erano state ingannate».

Dopo un anno e mezzo Mantra ottiene il nulla osta per ricongiungersi con suo marito e dopo 5 anni arrivano anche i loro tre figli: «Mi ricordo di una sera in cui avevamo finito di lavorare ed eravamo di ritorno dalla spesa. Mi prese una malinconia così forte che mi sentii morire. Non facevo altro che pensare ai nostri bambini. Riuscivamo ad andare a trovarli una o due volte all’anno. Ogni volta che andavamo via, e chiamavamo dopo 10 ore di viaggio prima di uscire dalla dogana dell’Ungheria, Adriana, la nostra seconda figlia, piangeva ancora. Era uno strazio per tutti. Il piccolo si era inserito bene a casa della zia, dove risiedevano, mentre il grande faceva buon viso a cattivo gioco».

In quegli anni, Mantra trascorre il suo tempo libero leggendo libri in italiano e trascrivendo le parole sconosciute su un quaderno, grazie a una vicina di casa che le presta dei romanzi: «Un giorno accadde una cosa che mi cambiò la vita. Avevo cominciato a frequentare un corso di italiano per stranieri tenuto da volontari e all’ultimo incontro espressi le mie considerazioni e i miei ringraziamenti. Venni notata da una professoressa di francese (si potevano imparare più lingue, io studiavo anche inglese) che dopo aver saputo che non potevamo far venire qui i nostri figli, perché i requisiti necessari erano una casa da 90 metri quadri e una denuncia dei redditi da 27 milioni, ci aiutò a trovare un nuovo lavoro. Io e mio marito diventammo i custodi di uno stabilimento, dove io lavoravo anche come macellaia”.

Comincia così una nuova tappa della sua vita e dopo tre anni arrivano finalmente i bambini: “Il mio è stato un bel percorso, costellato di incontri fortunati”. Ma la caparbietà di Mantra non si esaurisce: “Dopo qualche anno a sviscerare polli e tacchini che mi procurarono dolori lancinanti al braccio e alla spalla, mi metto a cercare un altro impiego. Approdo a un Sindacato che mi indirizza al Settore Sanitario, proprio perché mi ero presa cura precedentemente di due persone anziane. Entro così in una Cooperativa di Faenza e comincio a fare l’assistente in una casa di riposo e nel 2004 ottengo la riqualifica per diventare operatore socio-sanitario”.

Oggi, Mantra lavora come OSS in una casa di cura di Faenza e ci tiene a ringraziare tutti i suoi colleghi e gli ospiti che la riempiono quotidianamente di affetto. L’azienda di suo marito è fallita a causa del Covid. Rulesco, Adriana e Iulian, ormai grandi, si stanno costruendo un futuro.

Mio marito e io siamo come le rocce, i fulmini e gli altri agenti atmosferici le macinano un po’, ma rimaniamo sempre dei colossi. Avevano ragione i miei genitori, valeva la pena studiare. Io ce l’ho fatta. Nella vita ci sono riuscita alla grande!

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badante Aes IRPEF Roma

Bonus IRPEF: come funziona per la badante che lavora a Roma

da Aes Domicilio

Una cosa che probabilmente ogni lavoratore domestico sa, che sia una badante piuttosto che una baby sitter, una colf piuttosto che un giardiniere, è che il bonus Irpef spettante come per tutti i lavoratori dipendenti, non si riceve in busta paga.

Infatti ai lavoratori domestici, o meglio, ai collaboratori familiari come si chiamano oggi dopo il rinnovo del CCNL di categoria, il bonus è fruibile solo tramite dichiarazione dei redditi.

Oggi puntiamo la lente sulle due tipologie di dichiarazioni dei redditi utilizzabili. Il modello 730 ed il modello Redditi PF (ex modello Unico Persone Fisiche). Due modelli di dichiarazione che hanno lo stesso risultato, ma con tempi di liquidazione differenti. E per le badanti piuttosto che per le colf, questo può fare tutta la differenza del mondo. Infatti per ricevere il bonus Irpef spettante occorre fare presto perché dopo il 30 settembre il modello 730 non sarà più utilizzabile.

Il bonus Irpef è quello strumento che ha sostituito il Bonus Renzi dal primo luglio 2020. La natura dei due bonus è identica. Ciò che cambia è l’importo del beneficio per i lavoratori dipendenti e i requisiti per ottenerlo. Per i collaboratori familiari il bonus è spettante anche se non erogato in busta paga dal datore di lavoro mensilmente, dal momento che proprio il datore di lavoro domestico non è sostituto di imposta.Una volta presentata la dichiarazione dei redditi, che può essere fatta da soli con Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta di identità elettronica), o tramite Patronati, Caf e professionisti abilitati, il bonus Irpef viene erogato al lavoratore domestico direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Per gli amanti del fai da te, se non si ha lo Spid ma si ha la CNS o la CIE, occorre munirsi di un lettore di queste tessere magnetiche che danno accesso ai servizi digitali delle Entrate. Utilizzando il proprio Centro di Assistenza Fiscale, il proprio Patronato o altro professionista abilitato, l’operazione è senza dubbio più facile. L’operatore preposto all’assistenza del lavoratore, alla fine della dichiarazione, se esce un credito per il lavoratore, come nel caso del bonus Irpef, rilascerà il modello da presentare alle Entrate per comunicare l’Iban del proprio conto corrente o della propria carta di credito o debito.

Tramite Iban, a seguito di utilizzo del modello 730, il bonus viene erogato già entro dicembre 2021. Senza Iban e quindi senza accredito diretto in conto corrente, il benefit arriva tramite vaglia della Banca d’Italia o tramite bonifico postale domiciliato. In entrambi i casi l’attesa è più lunga, perché le Entrate erogano il rimborso entro il marzo successivo.

Se si perde il treno del 730, perché si supera il 30 settembre prossimo senza utilizzarlo, la strada alternativa si chiama modello Redditi PF. Ma in questo caso l’attesa supera l’anno dalla data di presentazione della dichiarazione.

Solo per l’anno 2020, anno di imposta su cui devono recuperare il bonus i lavoratori del settore domestico con le dichiarazioni dei redditi del 2021, il bonus Irpef è diviso in due semestri. I primi sei mesi danno diritto a ricevere il bonus Renzi da 80 euro al mese, sempre che fosse spettante. I secondi sei mesi del 2020 invece sono coperti dal bonus Irpef da 100 euro al mese, anche in questo caso, sempre se spettante.

Pertanto ci sarebbe da recuperare, per chi ha lavorato per tutto l’anno 2020, 480 euro per i primi sei mesi e 600 euro per i secondi sei mesi, cioè in totale, 1.080 euro. Dal 2021, con il taglio del cuneo fiscale ormai a regime, il bonus è pari a 1.200 euro.

Per aver diritto al bonus Renzi per i primi 6 mesi del 2020, occorre avere un determinato reddito. Infatti il bonus è pari a:

  • 80 euro al mese per i lavoratori dipendenti con redditi sopra 8.174 e fino a 24.600 euro;
  • Da 80 euro a scalare per lavoratori con redditi superiori a 24.600 ed entro il tetto massimo di 26.600 euro.

Chi sta al di sotto del limite di reddito minimo previsto o chi sta sopra, non ha diritto al bonus. Il bonus è commisurato ai mesi di effettivo lavoro, pertanto, per chi ha lavorato meno di 12 mesi, a seconda dove ricade il mese di lavoro in meno, avrà diritto a un bonus commisurato ai mesi di effettivo lavoro. Questo vale sia per il bonus Renzi che per il Bonus Irpef.

Quest’ultimo come dicevamo, ha requisiti diversi dal bonus Renzi. Infatti non prevede una soglia minima di reddito (lo percepiscono anche quelli con redditi inferiori a 8.174 euro) e prevede un limite massimo di reddito più elevato. Nello specifico per il bonus Irpef abbiamo:

  • 100 euro al mese per i lavoratori con redditi fino a 28.000 euro;
  • Da 97 a 80 euro per i lavoratori con redditi compresi tra 28.001 a 35.000 euro;

Da 80 euro a scalare per redditi compresi tra 35.001 e 40.000 euro.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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badante nuova figura sociale Roma

La Badante a Roma come Nuova Figura Sociale

da Aes Domicilio

La Badante a Roma come Nuova Figura Sociale

Per vent’anni le badanti di Roma sono state le invisibili tra gli invisibili. Di loro non abbiamo voluto sapere nulla: né chi fossero, né da dove venissero, né come facessero a fare il loro lavoro. Eppure non è per niente facile essere una badante a Roma.

Essere continuamente “l’estranea di casa”, e “una di casa”.

Essere colei che si occupa della casa, del corpo e dell’anima. Colei che nutre, cambia, lava e medica; e colei che coccola, consola, custodisce. Le braccia a volte non bastano neanche a Roma.

Serve il cuore. «Badare è un verbo particolare, che sta a metà tra lavorare e amare» dice l’antropologo Francesco Vietti. «Da una badante ci si aspetta non solo che vesta, cucini e cambi le medicazioni, ma anche che sia gentile, disponibile, amichevole, che dia affetto, calore, conforto alla persona che le viene affidata».

Talvolta questo coinvolgimento affettivo è l’esito naturale di un rapporto intimo, di condivisione di tempo, di spazi, di frammenti di vita quotidiana. Viene facile: come quando l’estate segue la primavera. «Dana non è per me solo la persona che mette in fila le pastiglie» racconta Sandra, una signora invalida. «Lei è soprattutto la testimone dei miei pensieri più profondi, colei che lenisce le mie paure, accarezza i miei sogni quando dormo, custodisce i pochi ricordi che sopravvivono alla mia malattia e li consegna ai miei figli». E infatti, non di rado, tra chi offre le cure e chi le riceve nascono delle relazioni molto profonde, indissolubili. Come quella che ha legato per quarant’anni Marisa C., insegnante 96enne di discendenze nobili, e la sua badante. Nel testamento vergato a mano prima di morire, l’anziana aveva disposto che una parte importante della sua eredità fosse destinata, oltre che ai suoi alunni, alle sue amiche e ad alcune Ong, anche al personale di casa e in particolare ai figli della badante a cui lei, che non aveva avuto figli, aveva voluto bene come fossero suoi nipoti.

Sei alla ricerca di una badante? Anche in provincia Roma o nella capitale?

AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) ti aiuterà a trovare la badante giusta per le tue necessità: badante convivente, badante a ore, badante in sostituzione, badante notturna, ecc.

Altre volte però, spiega Vietti, il coinvolgimento affettivo è preteso, reclamato, imposto dall’alto. «A tate e badanti si chiede di prendersi cura degli anziani come fossero i loro genitori, o dei bambini come farebbero con i propri figli. Ci si aspetta delicatezza, premurosità, affetto, dedizione. E poi tempo: i giorni, le notti, i weekend, le feste, le vacanze. Raramente si tiene conto che questo tempo, e questo affetto, è un furto alle loro vite e alle loro famiglie». Lo racconta anche Irina, una donna ucraina di 55 anni, mentre con le mani segnate dalla fatica piega gli asciugamani. «Quindici anni fa sono venuta a Bologna per raccogliere denaro affinché le mie bambine potessero avere una vita agiata. Sebbene la signora mi voglia bene e anche io gliene voglia, solo adesso mi rendo conto che il nostro legame nasce da uno strappo, da una violenza. Quella che ho dovuto compiere su me stessa, per allontanarmi. Tutto il tempo e l’amore che ho donato a lei, l’ho scippato alle mie figlie». «Il sangue non si sciacqua» scrive Marco Balzano, mettendo a fuoco proprio le ferite e le lacerazioni di queste donne. Nel suo ultimo romanzo, Quando tornerò (Einaudi), non si limita a raccontare la storia di una di loro, Daniela, venuta a Milano fare la badante, ma allarga l’inquadratura anche sui vissuti dei figli, dei mariti, e di chi di solito resta nel proscenio, con le tessere sparpagliate di quella che, prima della partenza, era una famiglia. Perché per ogni donna che arriva nelle nostre case per prendersi cura dei nostri anziani, c’è una famiglia nel Paese di origine che viene dilaniata. Anziani e mariti che restano soli; figli affidati ai nonni o agli zii: sono i cosiddetti “orfani bianchi”, bambini spesso a rischio di disagio psicologico, fino all’atto estremo del suicidio. Il romanzo non fa sconti, scandaglia le necessità di ognuno, i traumi, le aspirazioni, l’ambivalenza dei sentimenti. «Non mi importa il giudizio, l’attribuzione di responsabilità, il moralismo, la denuncia» spiega Balzano. «Mi importa, invece, scrivere e consegnare quelle storie che, per molte ragioni, preferiamo non dirci, silenziare, obliare, rimuovere. Sono convinto che è solo conoscendo le storie che possiamo diventare più umani». Negli ultimi vent’anni, anche se qualcuna è riuscita ad ottenere un salario (più) dignitoso, delle giornate di riposo e i diritti minimi di ogni lavoratore (che non siano molte, lo dimostrano i dati nel riquadro sotto a sinistra), una forte asimmetria di potere, genere e classe continua a separare le collaboratrici domestiche dalle famiglie di cui si prendono cura. «In passato in fondo al corridoio c’era la porzione di casa che “i signori” riservavano alla servitù. Ora, per fortuna, i rapporti sono cambiati .

Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco. Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche nella Regione Lazio e in particolare in provincia di Roma (badante Roma).

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badanti rimborso canone RAI Roma

Badanti Roma: il Rimborso Canone Rai

da Aes Domicilio

Badanti a Roma e il rimborso del Canone della RAI.

Ancora pochi giorni per richiedere l’esenzione del canone Rai anceh per gli anziani di Roma. Vediamo quali sono i requisiti necessari e quando è fissata la scadenza per la domanda.

Generalmente, il canone Rai ammonta a 90 euro annui e viene messo direttamente in bolletta. Generalmente, la scadenza per inoltrare la domanda di esonero dal pagamento del canone Rai è fissata al 31 luglio. Ma quest’anno, causa la sospensione di Ferragosto delle scadenze fiscali il termine è fissato al prossimo 20 agosto.

Tuttavia, possono richiedere l’esenzione del canone Rai solo determinate categorie. I requisiti per fare domanda sono i seguenti: aver compiuto 75 anni di età entro il 31 luglio; avere un reddito annuo che non superi gli 8mila euro, risultato della somma tra il reddito della persona che avanza richiesta e il reddito del coniuge; non essere conviventi con soggetti titolari di reddito proprio (ma fanno eccezione colf, badanti e altri collaboratori domestici); essere in possesso di una televisione o più televisori nell’abitazione nella quale è fissata la residenza; nel caso di un’abitazione che non è la stessa in cui si è fissata la residenza, non è possibile accedere all’esenzione dal pagamento del canone Rai.

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Come ottenere l’esonero per gli anziani e le badanti di Roma

Per ottenere l’esonero dal pagamento dei 90 euro dell’abbonamento televisivo, gli over 75 devono rispettano i seguenti termini:

  • il 30 aprile per richiedere l’esonero totale (per coloro che hanno compiuto 75 anni entro il 31 gennaio);
  • il 31 luglio, ovvero il 20 agosto, per richiedere l’esonero parziale (per i contribuenti che hanno compiuto gli anni da febbraio a luglio).

L’Agenzia delle Entrate collega l’intestazione di un’utenza elettrica al possesso di almeno un televisore, anche se non sempre è così. I contribuenti che non possiedono alcun televisore in casa, quindi, possono richiedere la disdetta del canone ed evitare il pagamento. Diversa è la situazione di una famiglia che possiede il televisore, ma non sfrutta i canali in chiaro: la tassa si applica a prescindere, essendo collegata al possesso dell’apparecchio. Per vedersi cancellati dalla lista dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti che non possiedono alcun televisore possono compilare l’apposito modulo nel quale dichiarano di essere titolari di un’utenza elettrica senza possedere apparecchi televisivi. In tal modo è possibile ottenere l’esonero dal pagamento dei 90 euro annui. In questi casi, però, la dichiarazione di non possesso di un televisore va presentata ogni anno fino a quando la situazione non cambia e le scadenze da considerare sono diverse. Chi risponde a tutti i requisiti accede alla cancellazione della metà del totale del canone annuo. Se invece si sono compiuti 75 anni d’età entro il primo gennaio di quest’anno, l’esenzione dal pagamento del canone è del 100%, (ma la scadenza è già trascorsa lo scorso 20 aprile 2021).

 

Vuoi sapere quanto costa una badante?

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badante Roma sostituzione vacanza5

La Badante a Roma: Dalle Ferie Alle Sostituzioni In Trasferta, in Questo Periodo Estivo.

da Aes Domicilio

Badanti ed anziani di Roma alle prese con l’estate.
Con l’arrivo dell’estate e delle vacanze, è anche tempo di dubbi a proposito della gestione del rapporto di lavoro con badanti conviventi, colf e baby sitter.

Domande a cui ha dato risposta l’Assindatcofl, l’associazione nazionale dei datori di lavoro domestico. Una guida destinata a tutte le famiglie a proposito di ferie, trasferte ed eventuali sostituzioni.

«La prima regola quando si parla di vacanze – chiarisce Assindatcolf – è quella di stabilire direttamente nella lettera di assunzione il periodo di fruizione delle ferie del domestico in modo che queste coincidano sempre con quelle del datore. Per chi non lo avesse fatto ricordiamo che è anche possibile apportare delle modifiche al contratto. Attenzione, però, perché quest’estate alcune lavoratrici straniere potrebbero avanzare la richiesta di un periodo di ferie più lungo non avendone fruito lo scorso anno a causa del lockdown dovuto al coronavirus e il ccnl lo consente. In questo caso, per evitare complicazioni al momento del rientro in Italia, raccomandiamo di tenere sempre sotto controllo i siti governativi che aggiornano in merito alle disposizioni di sicurezza e, in caso di spostamenti sul territorio europeo, di verificare che il domestico abbia una certificazione verde valida».

Il contatore delle ferie per le badanti a Roma.

Complessivamente sono 26 i giorni di stop di cui ha diritto un collaboratore domestico (convivente o ad ore) per ogni anno di servizio svolto. Un periodo da conteggiarsi dal lunedì al sabato (escluse domeniche e festivi) indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro. Per i nuovi assunti il periodo va quantificato in proporzione ai mesi lavorati, il calcolo si effettua in dodicesimi. Il datore di lavoro può anche decidere di concedere un anticipo di giorni di ferie non maturati o di accordare un periodo “extra” di vacanza come permesso non retribuito.

Modalità di fruizione.

Le ferie devono avere un carattere continuativo, devono cioè essere godute in un unico periodo o al massimo in due con ma almeno 2 settimane comprese tra i mesi di giugno e settembre. Quanto alle lavoratrici straniere, il Ccnl (art. 17) prevede una particolare deroga che consente l’accumulo delle ferie di un biennio da utilizzarle tutte insieme per il cosiddetto «rimpatrio non definitivo». Una condizione che potrebbe verificarsi soprattutto quest’anno in considerazione del fatto che molte domestiche (comunitarie e non) ed in particolare quelle assunte in regime di convivenza, la scorsa estate a causa del Covid e delle misure restrittive non sono potute tornare nei loro paesi di origine. In questo caso i giorni di stop da 26 diventano 52, da conteggiarsi sempre dal lunedì al sabato (escluse domeniche e festivi).Quando si interrompono. Le ferie si interrompono automaticamente qualora il lavoratore durante lo stesso periodo contragga una patologia, debitamente certificata, che determini il ricovero ospedaliero. In altri casi non è possibile farlo ed è anche importante sottolineare che in questo arco temporale continuano a maturare tutti gli istituti contrattuali come la tredicesima, l’anzianità di servizio e il tfr.

La sostituzione della badante a Roma.

Qualora la famiglia abbia l’esigenza di trovare un sostituto (badante sostitutiva) che supplisca il domestico titolare durante le ferie è sempre possibile farlo o sottoscrivendo un contratto di assunzione ex novo dalla durata determinata o, se l’esigenza è quella di un’attività una tantum, ricorrendo al Libretto famiglia per le prestazioni occasionali.

La trasferta.

Il lavoratore convivente è obbligatoriamente tenuto a seguire il datore o la persona alla cui cura è addetto, in soggiorni temporanei in altri comuni o in residenze secondarie. Se prevista già nel contratto di assunzione non dovrà essere corrisposta al lavoratore nessuna diaria giornaliera. È comunque sempre possibile concordare una trasferta con un lavoratore assunto ad ore ma in questo caso si renderà necessaria una temporanea modifica delle condizioni contrattuali.

Si possono monetizzare le ferie?

Se il domestico non ha usufruito del periodo di stop previsto dal contratto non è possibile monetizzarlo poiché il diritto al godimento delle ferie è irrinunciabile, anche quando la richiesta arriva direttamente dal lavoratore. Esiste solo un caso in cui è possibile farlo: se il rapporto si interrompe la famiglia è tenuta a corrispondere al lavoratore una cifra a copertura dei giorni di ferie non goduti (che normalmente sono indicati nella busta paga mensile).

AES DOMICILIO seleziona la badante che occorre alle vostre esigenze. Grazie al nostro team di screening il quale oltre che a vagliare le competenze della badante, cerca, immediatamente, di creare un profilo che possa soddisfare le esigenze.
AES Domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia (badante a Lecco, badante Como, agenzia badanti Monza, badante Bergamo, Agenzia Badanti Milano, ecc.).

 

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2021/08/badante-Roma-sostituzione-vacanza5.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2021-08-09 18:14:032021-08-09 18:14:03La Badante a Roma: Dalle Ferie Alle Sostituzioni In Trasferta, in Questo Periodo Estivo.
Badante convivente Roma Sport anziani

L’attività motoria tra badante e anziano a Roma: alcune raccomandazioni

da Aes Domicilio

Aes Domicilio è un’associazione e, grazie ai servizi per la cura e l’assistenza dei vostri cari può garantire, tramite il sostegno quotidiano delle badanti ad ore o badanti conviventi, un vissuto migliore. L’attività fisica, insieme ad una corretta alimentazione, costituisce la premessa per un’ ottimale strutturazione e conservazione della persona. È sufficiente camminare di buon passo almeno un’ ora al giorno, salire e scendere le scale e/o andare in bicicletta.

Nelle persone d’età più avanzata, sentito il preliminare parere del medico, sono anche da evitare gli esercizi che comportano flessione forzata in avanti della colonna vertebrale e le attività e i movimenti che richiedano il sollevamento di carichi pesanti. L’attività fisica nell’anziano, se seguita con prudenza e nel modo dovuto, è di grande importanza anche per prevenire o ritardare problemi circolatori e articolari.

Il miglior tono muscolare, l’agilità e l’equilibrio che ne conseguono, sono ulteriori elementi di prevenzione delle fratture da osteoporosi, in quanto possono far evitare la caduta o contenerne l’impatto. Migliorare la circolazione, rinforzare e preservare le articolazioni, sono fattori da non trascurare durante la vita o le sedute di fitness, soprattutto con l’avanzare dell’età. Per svolgere questo allenamento è necessario avere a disposizione una sedia e una pallina da tennis. Il workout si svolge sulla sedia e pertanto risulta adatto pure ai soggetti che faticano a sdraiarsi o ad alzarsi da un tappetino posto al suolo.

Alcuni Suggerimenti

Alcuni esercizi sono mirati ad ottenere una buona postura, la forza, il movimento, la flessibilità e l’equilibrio in persone che soffrono di osteoporosi. In caso di densità ossea molto bassa o di una frattura recente, occorre discutere questi esercizi con il fisioterapista e con il medico referente. Ricordarsi sempre di evitare tutte le attività che richiedono la flessione in avanti del tronco o torsione eccessiva della colonna vertebrale.

Un po’ di indolenzimento muscolare dopo l’attività fisica è normale, ma nessuno di questi esercizi deve causare dolore durante l’esecuzione. Per gli esercizi da eseguire distesi a terra, si consiglia di mettere una coperta o un tappetino. Se si hanno difficoltà nel sdraiarsi a terra si possono fare su un letto.

Gli esercizi di seguito sono così suddivisi:

  • Esercizi di postura. Questi esercizi migliorano la postura e l’atteggiamento delle spalle. Essi possono aiutare a ridurre il rischio di fratture, in particolare della colonna vertebrale.
  • Esercizi di rinforzo dell’anca e della schiena. Questi esercizi possono aiutare a rafforzare i muscoli della schiena e dei fianchi.
  • Esercizi di rinforzo dei muscoli delle gambe e miglioramento dell’equilibrio.
  • Esercizi funzionali. Questi esercizi migliorano la capacità di movimento. Possono aiutare nelle attività di tutti i giorni e diminuire le probabilità di cadute. Ad esempio, se si fatica ad alzarsi da una sedia o a salire le scale, dovrebbero essere effettuati questi esercizi. Il supporto quotidiano dei nostri specialisti può rendere tutto più agevole affinché i vostri cari non perdano l’abitudine di muoversi e di continuare ad utilizzare la propria forza muscolare: ciò può renderli più sicuri e meno rassegnati alla monotonia.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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