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Tag Archivio per: badante lazio

badante condominio roma

Esiste la Badante di Condominio a Roma?

da Aes Domicilio

Ultimante anche a Roma si sta parlando molto del servizio offerto da alcune “badanti” presso interi condomini.

Andiamo allora a scoprire in che modo si può assumere questa figura, che in realtà non può essere definita “badante”, che lavori può svolgere e come si definisce.

Arriva nei condomini l’assistente familiare: potrà occuparsi dei bambini o degli anziani del palazzo usufruendo anche degli spazi condominiali.

La nuova figura è una delle novità del contratto collettivo nazionale dei portieri .

La nuova figura di lavoratore svolgerà, in appositi spazi condominiali (se autorizzati) o all’interno della propria abitazione (se interna al condominio) ovvero nelle proprietà esclusive di uno o più condomini, servizi per la prima infanzia o per persone anziane autosufficienti in favore dei condomini o di una parte di essi.

Nel Ccnl viene precisato che coloro che usufruiranno di tale servizio se ne assumeranno le relative spese.

La nuova figura si aggiunge a quella dell’assistente condominiale chiamato a compiti di natura diversa, come il disbrigo di pratiche amministrative anche attraverso strumenti informatici.

Ora parliamo più nello specifico del Contatto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da proprietari di fabbricati.

Il livello a cui devono essere assunte le “badanti” di condominio è :

  • D3) Assistenti condominiali che, su incarico condominiale, svolgono mansioni relative alla vita familiare dei condòmini o di una parte degli stessi che, in tal caso, se ne assumono le spese
  • D4) Lavoratori che svolgono, in appositi spazi condominiali se autorizzati, o all’interno della propria abitazione se inserita nel contesto condominiale, ovvero all’interno delle proprietà esclusive di uno o più condòmini, servizi per la prima infanzia o per persone anziane autosufficienti o più in generale attività relative alla vita familiare in favore dei condòmini o di una parte di loro. Coloro che usufruiscono del servizio se ne assumono le spese.

Rientrano nelle mansioni dei lavoratori con profilo professionale D3) quelle, a titolo esemplificativo, relative al disbrigo di pratiche amministrativo/contabili e commissioni di vario genere anche a mezzo di strumenti informatici (acquisti, ritiro delle comunicazioni postali e simili).

Rientrano nelle mansioni dei lavoratori con profilo professionale D4) quelle inerenti, a titolo esemplificativo, ad: attività per la prima infanzia; attività per persone anziane autosufficienti.

Alcune indicazioni sul periodo di prova che è il seguente: per i lavoratori con i profili professionali D), dell’art. 18, due mesi.

L’orario di lavoro dei lavoratori di cui ai profili professionali D3) dell’art. 18 è di 40 ore settimanali e può essere distribuito su un arco di 5 o 6 giornate.

La durata del lavoro effettivo per i lavoratori di cui ai profili professionali D4 dell’art. 18 non può superare le 8 ore giornaliere e le 40 ore settimanali e deve risultare da atto scritto.

La “badante”, assistente in condominio, ha diritto al riposo settimanale in una giornata di norma coincidente con la domenica.

Il giorno di riposo settimanale comunque viene indicato nella lettera di assunzione.

Ai lavoratori con profili professionali D4, di cui all’art. 18 è dovuta una retribuzione oraria proporzionata alle ore di lavoro effettivo.

La retribuzione è così articolata: salario conglobato, di cui al successivo art. 134, eventuali indennità a carattere continuativo, gli scatti di anzianità di cui all’art. 115.

In realtà questo tipo di servizio non essendo classificato come ruolo di badante , contrattualizzato come collaboratore domestico, è poco utilizzato e limitato nei servizi che offre.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/02/badante-condominio-roma.jpg 667 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2023-03-03 14:37:562023-03-07 14:46:33Esiste la Badante di Condominio a Roma?
badante in regola roma

Roma: la Badante In Regola 2023, perché è Fondamentale

da Aes Domicilio

Purtroppo il lavoro della badante è uno dei pochi a essere ancora parzialmente riconosciuto come serio e quindi associabile ad un altro qualsiasi lavoro con regolare contratto.

Anche a Roma bisogna sdoganare questa cosa, bisogna far conoscere il contratto di lavoro della badante e anche che la famiglia, che non fa fatica a vedersi come datore di lavoro, deve obbligatoriamente assumere.

L’assunzione non è una libera scelta delle parti, né è rimessa alla volontà della colf o della badante: è invece obbligatoria per legge.

L’omessa regolarizzazione della lavoratrice domestica costituisce tuttavia un illecito amministrativo punito solo in capo al datore di lavoro e non della lavoratrice.

Le sanzioni sono di carattere amministrativo e non penale.

I rischi per il datore di lavoro che prende presso di sé una lavoratrice domestica in nero sono innanzitutto legati alle sanzioni che lo Stato può irrogare, sanzioni che – come detto al precedente paragrafo – sono però solo di carattere amministrativo.

In particolare:

  • se la badante ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro
  • se la badante ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro
  • se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200

Ci sono poi altri rischi per chi fa lavorare una colf o una badante in nero.

Il primo scatta in caso di infortunio sul lavoro: se la lavoratrice infatti non è assicurata, il datore di lavoro deve rispondere del danno fisico patito dall’interessata risarcendone tutte le conseguenze.

La cifra per una banale frattura può raggiungere diverse migliaia di euro.

Il secondo rischio invece è collegato alla possibilità di contestazioni da parte della dipendente.

Se questa, infatti, un giorno dovesse chiedere il pagamento di tutti i contributi che mai le sono stati versati, le differenze retributive, le straordinarie, le ferie e soprattutto il Tfr – il trattamento di fine rapporto di lavoro – il datore non avrebbe come difendersi.

Dinanzi a un’ipotesi del genere c’è il rischio di vedersi pignorare la stessa casa, attesa l’entità delle cifre in ballo.

A regolare l’orario di lavoro dei contratti per badanti è l’articolo 14 del ccnl per lavoro domestico, il quale rimanda all’accordo tra le parti.

Tuttavia, il medesimo articolo non stabilisce un minimo di ore ma solo un massimo di ore giornaliere differenti a seconda che si tratti di badanti conviventi con vitto e alloggio o di badanti non conviventi:

  • il contratto badanti conviventi può prevedere fino a 10 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali
  • il contratto badanti non conviventi può prevedere 8 ore giornaliere non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali distribuite su 5 oppure 6 giorni
  • in caso di lavoro esclusivamente notturno, il massimo di ore per contratti badanti 54 ore, solitamente 9 dal lunedì al sabato con la domenica libera.

 

Per leggere altri approfondimenti sulle agenzie di badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia, in Lazio ed in particolare nelle province di Milano e Roma se cerchi Badanti a Milano, Badante a Monza, Badante a Como, Badante a Lecco e Badante a Roma.

 

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/02/badante-in-regola-roma.jpg 668 1000 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2023-03-01 12:16:052023-02-28 12:22:55Roma: la Badante In Regola 2023, perché è Fondamentale
AES manuale badanti

Il Manuale delle Badanti a Roma: mi Serve la Badante

da Aes Domicilio

Un libro può essere una delle scelte migliori per conoscere qualcosa.

Anche a Roma Aes Domicilio come casa editrice ha raccontato la badante e la famiglia per aiutare entrambe le figure ad entrare una nel mondo dell’altra.

Arriva il momento in cui ci si siede attorno a un tavolo e si deve prendere una decisione: accogliere l’anziano non più autosufficiente in casa propria, cosa che provocherà la perdita del lavoro per uno dei membri della famiglia, metterlo in una struttura dove sia assistito ventiquattro ore su ventiquattro, oppure trovare una badante.

In alcuni casi si tratterà di una persona per alcune ore al giorno ma, nella maggioranza dei casi, la badante sarà convivente con l’assistito.

Ed ecco che iniziano i dubbi, ci si trova ad ascoltare mille consigli e voci da ogni parte con il risultato di creare ancora più confusione nei familiari.

Vediamo allora come sia possibile districarsi in questo ginepraio.

La figura del/della badante è per la massima parte figura femminile e, di queste, la quasi totalità è straniera.

Quindi cosa si deve fare, cosa si deve sapere prima di tutto per selezionare una persona davvero adatta al proprio caso?

La prima, primissima cosa da verificare è se sia in regola con l’immigrazione, se abbia i documenti validi e permesso di soggiorno altrettanto valido.

Si possono costruire e adattare dei veri e propri questionari per aiutare invece nella selezione nel caso si voglia fare da soli.

Se ci si appoggia a un’agenzia non sarà necessario perché ci penseranno loro.

Immaginando di voler (o dover) fare da soli, ebbene, dopo essersi assicurati che documenti e permessi siano in regola, si dovrà valutare la conoscenza della lingua italiana.

La badante deve parlare italiano in modo fluente, deve essere in grado di capire discorsi o lettere, di sostenere una conversazione non solo con l’assistito o con la famiglia ma anche con chiunque si approcci all’abitazione di persona o al telefono.

A questo punto bisognerà andare più sullo specifico e capire quale sia la sua disponibilità, se possa offrire un servizio part-time, a tempo pieno o se sia disposta ad essere assunta come badante convivente e, nel caso, se sette giorni su sette o solo cinque su sette (nel qual caso si dovrà preoccupare di trovare una sostituta nei fine settimana).

Quindi le si chiederanno le sue esperienze precedenti, se sia disposta a seguire solo donne, solo uomini o se questo sia per lei indifferente.

A seconda delle necessità la famiglia dovrà poi approfondire il questionario: si tratta soltanto di fare compagnia all’anziano e fare attenzione che non si faccia male, per esempio?

In questo caso anche una persona di buon carattere e volonterosa, ma che non abbia particolari esperienze o competenze, può essere adatta.

Bisognerà sapere da subito se sia automunita o almeno abbia la patente valida in Italia, se sia disposta a prendersi cura dell’animale dell’assistito, se fumi o meno e, in caso negativo, se sia eventualmente disposta a vivere con un anziano fumatore.

A questo punto, avendo risolto tutte queste questioni primarie, si dovrà valutare la situazione dell’alloggio, in quanto una badante convivente al termine del suo orario deve potersi ritirare nella sua stanza privata e avere la sua privacy.

A questo punto, risolte tutte le questioni, sarà possibile chiedere eventuali referenze da poter consultare: dove abbia lavorato in precedenza e per quale motivo il rapporto di lavoro si sia interrotto.

Le ragioni più frequenti sono: l’assistito è stato trasferito in RSA o l’assistito è defunto.

Naturalmente possono esserci molti altri motivi, diversi di caso in caso.

Tutto questo sarà sufficiente nei casi più semplici nei quali non ci siano particolari problemi di salute ma, purtroppo, non sempre questa è la regola.

Come tutti sanno, infatti, spesso l’anziano va incontro a problemi di salute anche seri per i quali c’è bisogno di personale più esperto e competente e questo dovrà essere chiaro da subito.

Non devono esserci sorprese al momento di affiancare l’anziano né da una parte né dall’altra.

Più avanti verrà approfondita la questione dei problemi di salute fisica o psicologica ma in questa sede ci si limita a un questionario conoscitivo.

Sarà in grado e sarà disposta la badante a somministrare farmaci all’anziano? E quali tipi di farmaci?

Di seguito, a titolo di esempio, un piccolo schema da proporre al candidato per semplificare le cose:

  • SOMMINISTRAZIONE FARMACI: Eparina: sai a cosa serve e dove farla? Insulina: sai come farla?
  • PAZIENTI CON DIABETE: sai misurare la glicemia? come?
  • PANNOLONE IN GENERALE
  • ALLETTATO: igiene / movimentazione / cambio pannolone
  • SOLLEVATORE: sai come si usa? Se non lo sai usare sei disposto a imparare? Come fai senza sollevatore ?
  • PIAGHE: che livello erano?
  • ANZIANO/A SU CARROZZINA
  • PULIZIE
  • CUCINA ITALIANA: quali piatti sai cucinare?
  • LAVATRICI/COMMISSIONI/STIRO: sei disponibile a gestirli per la famiglia?
  • PUNTUALITA’: ti capita di arrivare in ritardo?

Come si può vedere si tratta di domande semplici ma molto precise che possono dare una visione a tutto tondo della persona che ci si trova davanti.

Il resto e cioè l’indole, il carattere, se sia o meno ordinata o sciatta lo si potrà verificare con i propri occhi segnandosi ogni impressione in un blocchetto a parte.

Aes Domicilio coglie l’occasione del suo primo manuale per far conoscere com’è realmente il mondo della badante.

Il manuale è acquistabile direttamente dal sito Aes domicilio.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Lazio e in particolare nelle province di Milano e Roma, se cerchi Badanti  Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/01/AES-manuale-badanti.jpeg 450 800 Aes Domicilio https://www.badanteromaaes.it/wp-content/uploads/2023/05/Badante-Roma.png Aes Domicilio2023-02-27 09:45:072023-02-28 10:44:03Il Manuale delle Badanti a Roma: mi Serve la Badante
badanti e covid roma

Roma, le Badanti e il Covid nel 2023

da Aes Domicilio

Quelli del Covid sono giorni che sconvolgono tutte le attività quotidiane comprese quelle dei collaboratori domestici anche a Roma.

Con l’obbligo di evitare spostamenti e il relativo divieto di uscire di casa le famiglie e i lavoratori domestici si trovano a dover fare i conti con una gestione del lavoro che improvvisamente cambia.

Ad esempio, come regolarsi con la badante convivente e le sue ore giorni di permesso? 

Il datore di lavoro può imporre la continuità del lavoro anche oltre il solito orario?

Si può imporre al lavoratore di recarsi al lavoro nonostante l’invito sia, per tutti, di limitare al massimo gli spostamenti a meno di cause urgenti?

O, al contrario, se la badante non convivente vuole venire a lavorare, possiamo opporci?

Ecco cosa può succedere.

Sospensione del lavoro:

  • Se non è necessaria la prestazione si richiede ai datori di lavoro domestico un grande senso di responsabilità, lasciando a casa i propri collaboratori e continuando a pagare, laddove possibile, la retribuzione mensile
  • Se invece è la badante a volersi recare al lavoro contro il parere della famiglia se non si trova un accordo (possibilmente scritto), onde evitare il licenziamento, si può ricorrere alle ferie – anche anticipandole se il lavoratore non le avesse ancora maturate

Al momento non ci sono ammortizzatori sociali per queste categorie di lavoratori (compresa la cassa Integrazione).

Se il rapporto di lavoro domestico prevede la convivenza sia il datore di lavoro che il lavoratore devono avere il buon senso di attenersi alle regole dettate dal Governo per il rispetto di tutti i presenti in casa.

Questo significa che si deve evitare in ogni modo di uscire di casa.

Ad ogni modo, il datore di lavoro non può impedire al lavoratore di uscire, poiché né il datore di lavoro né il lavoratore può limitare la libertà dell’altro.

Se non si è d’accordo su scelte o abitudini, per non rischiare il contagio si consiglia di interrompere il rapporto di lavoro per giusta causa (o consigliare alla badante dimettersi in ferie).

La badante può continuare a svolgere alcune commissioni strettamente necessarie, come fare la spesa o recarsi in farmacia per acquistare farmaci.

Come per tutte le altre persone per le commissioni bisogna munirsi di autocertificazione che ne indica il motivo, es. acquisto farmaci o spesa, per evitare di incorrere in sanzioni in caso di controlli.

Mantenere sempre la giusta distanza durante le file di attesa.

 

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assegno famiglia con badante roma

Roma, Assegno Universale per le Famiglie con le Badanti altrimenti Rischio Incremento di Lavoro In Nero

da Aes Domicilio

Anche a Roma le famiglie sono preoccupate per l’incremento degli stipendi delle badanti.

Benché lo stato abbia intenzione di aiutare le famiglie che decidono di tenere il proprio caro in casa con una badante ancora non si sa nulla sui concreti aiuti che hanno intenzione di dare.

Propongono di voler stimolare le famiglie a non mandare i propri cari in una struttura, ma aumentano a dismisura i costi della badante senza pensare che una singola famiglia o addirittura un singolo anziano possa avere tutti questi soldi senza un aiuto.

Con l’aumento dell’inflazione, che dal gennaio 2023 ha fatto scattare un incremento del 9,2% dei minimi retributivi delle badanti, il costo per la gestione degli anziani e dei non autosufficienti rischia infatti di diventare insostenibile.

Così la pensano quasi 6 famiglie datrici di lavoro domestico su 10.

A motivare l’insostenibilità della spesa per le prestazioni di una badante vi sono ragioni che rimandano soprattutto al crescente bisogno di assistenza da una parte e  all’indisponibilità futura di risorse, avendo già usufruito dei propri risparmi per mantenere il livello di assistenza attuale e necessario, dall’altra.

Nella scala di priorità degli strumenti più urgenti da adottare nell’ambito della tutela della non autosufficienza le famiglie posizionano:

  • al primo posto la previsione di incentivi all’assunzione per ridurre il costo che si deve sostenere per la badante.
  • al secondo posto la promozione di interventi di sanità preventiva presso il domicilio delle persone anziane.
  • al terzo posto il miglioramento dell’invecchiamento attivo con la predisposizione di accessi facilitati ai servizi sanitari e sociali

 

Interpellate sui nuovi strumenti di tutela previsti nel disegno di legge delega in favore delle persone anziane 8 famiglie su 10 (l’82,9%) ha dichiarato di preferire una prestazione universale in denaro commisurata all’effettivo fabbisogno assistenziale, con la previsione di una maggiorazione in presenza di personale domestico regolarmente assunto, rispetto all’importo dell’attuale indennità di accompagnamento senza vincoli di utilizzo, scelto solo dal 17,1% degli intervistati.

 

Oltre allo stato d’animo delle famiglie nell’attuale congiuntura lo studio affronta anche questioni di portata più generale come l’invecchiamento della popolazione e le prestazioni irregolari nel lavoro domestico.

Sono poco più di 14 milioni le persone con almeno 65 anni e circa 3 milioni le persone con gravi limitazioni nelle attività svolte abitualmente.

Riportiamo ciò che afferma il presidente dell’associazione datori lavoro italiani:

“Alla soluzione di queste criticità si confida possano, almeno in parte, rispondere alcuni provvedimenti presi di recente come il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, il Family Act ma, soprattutto, il disegno di legge delega in materia di politiche in favore delle persone anziane, attualmente all’esame del Parlamento.
Il nostro auspicio è che nella stesura definitiva della legge, e successivamente nell’adozione dei decreti delegati, possano essere recepite le indicazioni che arrivano direttamente dalle famiglie, oramai consapevoli di come la gestione della non autosufficienza non possa più essere affidata a soluzioni precarie, provvisorie o fai da te. Al contrario servono aiuti concreti che rendano sostenibile la spesa e, allo stesso tempo, facciano emergere il lavoro irregolare”.

 

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badante e sonniferi roma

Roma, cronaca: Badante Condannata per Somministrazione Eccessiva di Sonniferi

da Aes Domicilio

Anche a Roma raccontiamo questa triste storia.

Una badante è stata denunciata dai familiari di un pensionato per maltrattamenti e somministrazione di dosi eccessive di sonniferi al fine di farlo addormentare e concedersi la serata libera, oltre che anche per le minacce alla coppia che doveva assistere.

E’ la storia di una cubana di 63 anni che avrebbe dovuto prendersi cura di un 90enne costretto sulla sedia a rotelle e affetto da demenza senile.

Secondo l’accusa, approfittando del suo ruolo e delle relazioni domestiche, avrebbe maltrattato ripetutamente l’anziano non adempiendo ai compiti che aveva.

Gli episodi contestati sono diversi: dai medicinali nascosti o al contrario  l’eccesso di sonniferi per potersi garantire un’uscita senza che lui si potesse accorgere o potesse avanzare richieste di aiuto.

In casa c’era anche la moglie dell’anziano che ha quindi notato il comportamento della badante e detto subito tutto ai figli.

Una escalation di episodi continui fino ad un’aggressione nei confronti della anziana mentre era al telefono.

L’avrebbe urtata con una sedia, circostanza sentita anche da chi era dall’altra parte della cornetta.

La signora di fronte a questi insulti reagiva anche con crisi di pianto.

Urla e ingiurie che non passavano inosservate perché alcuni vicini le hanno udite distintamente.

La moglie contestava il fatto che la badante non accudisse il marito in maniera corretta.

Lei urlava alla anziana di farsi gli affari propri rispetto alle cure prestate al marito.

Ma qualcosa non andava, tanto che l’uomo era finito in ospedale per alcune mancanze nella somministrazione dei cibi e bevande.

Una volta, dopo dei sonniferi di troppo, la badante, approfittando dell’assenza della moglie del 90enne, era uscita di casa ma aveva dimenticato le chiavi tanto da dover poi chiamare i familiari per poter rientrare.

Un clima difficile tanto che i due anziani avevano manifestato un profondo disagio dovuto alle prevaricazioni della donna.

La famiglia ha ascoltato l’allarme degli anziani, ha monitorato la situazione e ha messo insieme i pezzi finché è scattata la denuncia ai carabinieri nei confronti della badante.

La famiglia si è costituita parte civile tramite l’avvocato Andrea Giorgiani che ieri ha chiesto 20 mila euro e 6 mila di provvisionale.

Ieri il pm ha chiesto 2 anni di condanna per i maltrattamenti.

La sentenza il 27 febbraio

 

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spese rimpatrio badante roma

Roma, la Famiglia e le Spese di Rimpatrio della Badante

da Aes Domicilio

Roma: l’art. 5 bis, comma 1, lettera b) del Testo Unico sull’Immigrazione (D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286) prevede che il datore di lavoro formalizzi l’impegno al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza.

Purtroppo però nessuno avrà delle risposte precise se questo accade realmente perché queste purtroppo non ci sono.

 

La norma infatti contiene solo le poche righe di cui sopra da cui discende che la garanzia (l’impegno al pagamento delle spese di viaggio) dovrà essere inserita in ogni contratto di soggiorno sia per chi deve rinnovare il permesso di soggiorno sia per chi deve semplicemente costituire un nuovo rapporto di lavoro durante la validità del proprio permesso di soggiorno e – al di fuori di qualsiasi previsione normativa – persino per chi è arrivato in Italia prima dell’emanazione del regolamento di attuazione (Decreto del Presidente della Repubblica 18 ottobre 2004, n.334 – “Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, in materia di immigrazione”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 (supplemento ordinario n. 17/L)), con regolare permesso di soggiorno tuttora in corso di validità, e sta semplicemente proseguendo il suo rapporto di lavoro.

 

Altra domanda da porsi è a quale rientro si fa riferimento?

Non si capisce a quale rientro si faccia riferimento, se a quello definitivo o a quello temporaneo.

Verosimilmente, si fa riferimento al rientro definitivo nel paese di provenienza.

Questo lo diciamo tenendo anche presenti gli slogan elettorali che, prima dell’approvazione della legge Bossi – Fini (L. 30 luglio 2002, n. 189), sostenevano proprio questo concetto, ovvero quando un lavoratore non farà più comodo dovrà essere cacciato via e sarà il datore di lavoro a dover pagare le spese di rientro.

Ma se parliamo di un rientro spontaneo possiamo immaginare che in questa ipotesi egli abbia diritto di farsi pagare le spese dal datore di lavoro?

Nel caso di espulsione o rientro coattivo del lavoratore la questura competente per territorio – che potrebbe essere completamente diversa da quelle competenti in relazione ai luoghi di lavoro dell’interessato – si rivolge al datore di lavoro per far pagare le spese?

Finora ciò non si è chiarito.

L’attuazione della legge Bossi Fini – che ha accelerato e aumentato le espulsioni – non ha visto finora disturbare nessun datore di lavoro.

In altre parole quando le Prefetture adottano il provvedimento di espulsione e le questure lo eseguono per pagare il biglietto aereo o comunque per attuare l’espulsione dal territorio italiano si attinge a tutt’altri fondi rispetto al portafogli dei datori di lavoro.

Quindi dobbiamo immaginare che questa garanzia di pagamento delle spese di rimpatrio non sia realmente operativa nel caso di rimpatrio coattivo ovvero nel caso di espulsione.

Se allora questa garanzia per il pagamento delle spese di rimpatrio coatto non funziona – come non ha funzionato fino adesso a distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge Bossi Fini – forse dovrebbe funzionare per il rimpatrio volontario quando fosse il lavoratore a decidere di tornare definitivamente nel proprio paese?

Sarebbe curioso assistere ad una controversia tra lavoratore e datore di lavoro per vedere se effettivamente lo spirito della norma è questa, cioè garantire una sorta di previdenza integrativa al lavoratore immigrato, un bonus a carico del datore di lavoro per le spese di rimpatrio definitivo.

Chissà forse anche per i familiari e non solo per se stesso!

Ora però, per motivi d’immagine, questa disposizione è stata ripresa gettando in pasto al pubblico la finta sicurezza del pagamento delle spese di rimpatrio, ma nella pratica, come giustamente si chiede il datore di lavoro che ci ha mandato il quesito, questa disposizione risulta e risulterà pacificamente impraticabile.

 

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tutela badanti roma

La Tutela Legale per Badanti e Famiglie a Roma

da Aes Domicilio

Visti i diritti e doveri di entrambe le parti, vediamo ora l’aspetto più delicato e cioè casi in cui anche qua a Roma possano esserci o meno dei contenziosi tra la famiglia e la badante.

Partiamo da fatto che ci sono badanti onestissime, leali, che non toccherebbero mai qualcosa di non loro senza permesso, ma questa non è, ahimè, la regola comune.

Purtroppo la casistica di sparizione di oggetti o denaro è molto ampia e ci sono delle regole da seguire per evitare di trovarsi nei pasticci.

Mai dare alla badante la carta di credito o il bancomat perché la gestisca.

È successo, non molto tempo fa, che in un paio di mesi un anziano si sia trovato ripulito il conto di praticamente tutti i suoi risparmi per aver lasciato la carta alla badante in un impeto di fiducia.

Se si vogliono contrastare episodi sgradevoli prima di tutto è necessario prevenirli, disinnescando il rischio potenziale.

Mettere sotto chiave tutti i preziosi o tutto ciò che non si vuole venga toccato o consultato, di qualunque natura sia.

Se non si è sicuri che sia sufficiente bisognerà preoccuparsi di trasferire altrove documentazioni bancarie, assicurazioni, libretti bancari o postali, preziosi di ogni genere.

Naturalmente è chiaro che la badante si troverà a gestire del denaro dell’assistito per ragioni quali spesa, bollette, commissioni, forse andrà a ritirare la pensione (sarebbe meglio andasse un parente, però).

In questo caso possiamo usare i contanti dando una cifra precisa che serve a quelle cose li (e di cui la badante fornirà scontrino o ricevuta), oppure usare una carta ricaricabile limitando al massimo furtarelli o “cresta” sulla spesa.

Ciò che è personale, infatti, non deve entrare nel budget spesa per l’anziano ma sarà di pertinenza della badante stessa che dovrà usufruire del suo stipendio.

La famiglia deve garantire il vitto sufficiente e sano per legge, ma se la badante pretende tartufi e ostriche.. è giusto che se li paghi!

Per quanto riguarda la controparte, invece, si consideri che la badante, appunto, deve avere orari umani, giorni di riposo, paga giusta, vitto e alloggio dignitosi e garantiti, con riferimento sempre al contratto nazionale dei collaboratori domestici, inoltre deve avere, come visto nel capitolo precedente, un trattamento rispettoso e corretto.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Lazio e in particolare nelle province di Milano e Roma, se cerchi Badanti  Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

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lavoro badante giovani roma

Il Lavoro di Badante per i Giovani di Roma

da Aes Domicilio

Anche a Roma i dati dell’Istat relativi ai giovani tra i 15 e i 24 anni dimostrano che sin dall’adolescenza si prendono cura dei genitori con problemi fisici o psichiatrici, ma anche di altri familiari malati.

L’immagine del  badante è spesso associata a quella di una donna adulta, più o meno giovane a seconda che sia madre di figli piccoli o già grandi e, talvolta, figlia lei stessa di genitori anziani.

Nell’immaginario collettivo quasi mai si pensa che una anche una persona giovane, un adolescente possa trovarsi nella necessità di prendersi cura di un padre o di una madre con malattie croniche, problemi fisici o di salute mentale, dipendenze da alcol, da droghe o collaborare all’assistenza di un familiare con diverse forme e livelli di disabilità.

Sono invece molte le situazioni che vedono impegnati i giovani badanti: i sibling per esempio sono coloro che si occupano di un fratello o di una sorella con disabilità, oppure sono ragazzi di seconda generazione che fin da giovani si trovano a dover supportare le proprie famiglie in difficoltà rispetto alla burocrazia, le visite mediche, la vita quotidiana in un paese straniero, universi inaccessibili se non si hanno le appropriate competenze.

È stata creata un’associazione che ha come obiettivo di offrire supporto, informazione e tutela ai giovani badanti, ma anche di portare il fenomeno all’attenzione dell’opinione pubblica.

Perché si sa che quando il carico diventa eccessivo si possono generare delle problematiche psicologiche, come l’ansia, la depressione o, più in generale, la difficoltà nel riconoscere i propri bisogni e le proprie emozioni e pertanto si verificano casi di abbandono scolastico.

Inoltre questi giovani puntano su carriere più semplici e meno soddisfacenti.

 

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sonnolenza e badante roma

Gli Anziani, la Sonnolenza Diurna e l’Aiuto della Badante a Roma

da Aes Domicilio

Quando le badanti sono all’interno di una famiglia a lavorare è sempre bene conoscere tutte le problematiche dell’anziano.

Una particolare sindrome che le badanti di Roma possono trovare sul loro posto di lavoro è la letargia che è una sindrome caratterizzata da eccessiva stanchezza, sonnolenza e mancanza di energie.

La sonnolenza diurna negli anziani non deve destare preoccupazione quando si verifica per brevi periodi, come ad esempio durante il cambio di stagione, in quanto può trattarsi di un meccanismo di adattamento del corpo alle nuove condizioni climatiche e al ritorno alle normali abitudini quotidiane.

Quando la sonnolenza è eccessiva e si protrae per lunghi periodi è necessario indagare sulle possibili cause.

La sonnolenza diurna negli anziani può anche essere dovuta all’assunzione di particolari farmaci tra cui gli ansiolitici, gli antidepressivi.

Secondo uno studio pubblicato nel 2018 dalla rivista Jama Neurology la sonnolenza diurna negli anziani può rappresentare uno dei primi sintomi della malattia di Alzheimer. Nello studio emerge che l’eccessiva sonnolenza sarebbe dovuta all’accumulo della proteina beta amiloide nel cervello: questa proteina si accumula nelle cellule cerebrali formando delle placche, che prendono il nome di placche beta-amiloidi.Tali placche determinano una degenerazione delle cellule cerebrali causando i sintomi della malattia di Alzheimer.

Tra le cause della sonnolenza diurna negli anziani troviamo anche la depressione che può determinare insonnia ma anche al contrario ipersonnia.

L’ipersonnia può essere definita come una sindrome caratterizzata da un’eccessiva quantità di sonno notturno e un’eccessiva sonnolenza diurna.

Anche l’alimentazione e l’introduzione del giusto apporto di liquidi sono fondamentali per evitare stanchezza e letargia in quanto come abbiamo visto la disidratazione e la malnutrizione, intesa come alimentazione eccessiva, possono provocare debolezza, stanchezza e sonnolenza.

È bene che la badante stia attenta dunque ad una alimentazione il più adeguata possibile.

Inoltre per fronteggiare questa costante fiacchezza tipica degli anziani una delle soluzioni migliori è che la badante faccia compiere all’assistito un minimo di esercizio fisico che contribuisce al miglioramento dell’efficienza muscolare a favore del corpo e della mente.

 

Per leggere altri approfondimenti sulle agenzie di badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia, in Lazio ed in particolare nelle province di Milano e Roma se cerchi Badanti a Milano, Badante a Monza, Badante a Como, Badante a Lecco e Badante a Roma.

 

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