La Badante di Roma e l’uso del Deambulatore

La figura della badante a Roma svolge un ruolo fondamentale nell’assistenza domiciliare ai pazienti anziani o disabili.

Uno degli strumenti che spesso viene utilizzato nel contesto dell’assistenza domiciliare è il deambulatore, un ausilio che consente alle persone con difficoltà motorie di muoversi in modo più autonomo e sicuro.

Si tratta in sostanza di un sostegno per la stabilità delle persone che hanno bisogno di camminare e di farlo con la massima sicurezza e il massimo dell’equilibrio che normalmente senza sostegno è precario.
La badante ha un ruolo importante nella gestione del deambulatore, garantendo la sua corretta utilizzazione e manutenzione.

La badante deve avere una buona conoscenza del funzionamento e delle caratteristiche del deambulatore.

Dovrebbe essere in grado di identificare il tipo di deambulatore più adatto alle esigenze del paziente e di regolarlo correttamente in base all’altezza e alle dimensioni del paziente stesso.

In base alla situazione specifica e al livello di disabilità della persona, possiamo distinguere diverse tipologie di deambulatore, che si rendono quindi specifici per ogni contesto e necessità.

La badante può svolgere un ruolo consulenziale nel momento dell’acquisto del deambulatore.

Ad esempio, il deambulatore con le ruote può essere disponibile a due ruote anteriori oppure a quattro ruote quindi sia anteriori che posteriori.

I modelli con sole due ruote hanno in genere dei puntali nella zona posteriore.

I deambulatori a 4 ruote invece possono avere un bloccaggio automatico.

Il deambulatore senza ruote è la tipologia più conosciuta oltre ad essere anche la più economica in assoluto.

Il deambulatore con le stampelle è importante in quanto consente di non caricare il peso del corpo sui polsi e sulle mani . Ha una struttura che in genere è fatta sempre in acciaio e riporta le stampelle sui due lati.

Questo genere di deambulatore è composto di sedile oltre che di ruote ed è pensato per le persone che sono molto debilitate sia a livello degli arti inferiori che a livello degli arti superiori.

E’ possibile passeggiare seduti sul sedile oppure no ed utilizzare quest’ultimo solo quando lo si ritiene necessario.

La badante deve istruire il paziente sull’utilizzo corretto del deambulatore.

Deve spiegare come impugnare le maniglie, come camminare in modo sicuro e stabile, come salire e scendere le scale, se necessario, e come effettuare le regolazioni necessarie per garantire una corretta postura.

La badante ha il compito di garantire la sicurezza del paziente durante l’utilizzo del deambulatore.

Dovrebbe fare attenzione a eventuali ostacoli o superfici scivolose che potrebbero causare cadute e deve assicurarsi che il deambulatore sia sempre in buone condizioni.

 

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Il Manuale della Badante a Roma: la Gestione del Malato di Demenza

Di seguito un piccolo vademecum per la gestione quotidiana del malato di Alzheimer non in fase terminale che può aiutare la badante di Roma a organizzare al meglio il suo prezioso lavoro di accudimento:

  1. Procurarsi delle lavagnette o dei bloc-notes a quadretti dove annotare l’elenco delle cose da fare ogni giorno e gli orari, meglio se in stampatello e a colori, e posizionarle in bella vista. Si potrà quindi definire una sorta di routine della giornata (colazione, passeggiata, esercizi, pranzo, medicine, di nuovo passeggiata ecc.)
  2. Eliminare dagli ambienti domestici tutti gli elementi che potrebbero causare danno all’assistito, un po’ come si fa per i bambini piccoli, e cercare di precludere loro l’uso di cucina, gas, fornelli ecc. Anche la rimozione degli specchi può essere molto utile: infatti i pazienti affetti d’Alzheimer tendono a non riconoscersi allo specchio e l’immagine può provocare molta agitazione
  3. Tenere una luce accesa di notte può favorire un clima più distensivo che può conciliare maggiormente il sonno.
  4. Sistemare in zone protette (off limits per l’assistito) medicine e prodotti potenzialmente tossici, inclusi i detersivi.
  5. Attenzione anche al bagno: mai permettere loro di chiudersi in bagno o di lavarsi da soli.
  6. Lasciare l’incombenza della spesa a familiari o a terza persona, quindi avere sempre una lista pronta e cucinare una o due volte alla settimana porzionando le pietanze e sistemandole in congelatore. Se l’assistito/a è in grado di uscire, si può andare insieme a fare la spesa. Le persone con Alzheimer perdono presto il gusto del cibo e diventano inappetenti, per questo è utile studiare dei menù semplici ma gustosi, che possano stuzzicare l’appetito, magari facendo leva sulla memoria. In questo i familiari potranno essere di grande aiuto, sia per suggerire alla badante delle ricette, che portando al congiunto i suoi piatti preferiti di persona.
  7. Per dare una spinta emotiva e tenere al fresco la mente non limitare il paziente quando questi vuole fare qualcosa, piuttosto può essere utile coinvolgerlo nelle faccende quotidiane. Ad esempio svolgere piccoli lavoretti d’aiuto in casa come indicargli dove mettere a posto le tovaglie, ecc. Questi banali gesti quotidiano possono aiutare tantissimo l’anziano a far riaffiorare ricordi passati, e siccome il ricordo è “contagioso” il ricordare un episodio può scatenare un meccanismo a catena che faccia ricordare altri episodi.
  8. Non stravolgere la sua vita quotidiana, né la disposizione della casa: i punti di riferimento spaziali sono importantissimi agli occhi di un malato di Alzheimer: una sedia che è sempre stata in un posto, se spostata in un altro posto smetterà di “essere una sedia”, non la riconoscerà più, né riconoscerà essere quella una sedia, quindi limitate i cambiamenti.
  9. Tenere foto e oggetti importanti della vita dell’anziano ben in evidenza affinché nel guardarli possa ricordare qualcosa e tenere presente le persone care; magari ristampandole in un formato più grande, mettendovi delle etichette sopra per farlo orientare meglio.
  10. E utile anche mettere dei segnali particolari alle porte delle diverse stanze per renderle più riconoscibili.
  11. Far fare attività motoria all’anziano è importantissimo: infatti mantenere vivo il corpo può essere un fattore fondamentale per favorire anche la memoria , una semplice passeggiata, questo comporterà sicuramente un maggiore clima di serenità.
  12. I piccoli gesti ripetuti, le abitudini e i vari momenti del vissuto quotidiano possono aiutare l’anziano a restare calmo e a non perdere il suo senso dell’orientamento. Mutamenti improvvisi di abitudini o ambienti possono facilmente turbare l’anziano e farlo agitare, facendogli perdere il senso della quotidianità.
  13. Poiché, come tutti sanno, la malattia di Alzheimer incide prepotentemente sulla memoria a breve termine, è necessario dare la massima importanza al dialogo. La badante deve formulare frasi brevi e semplici, in modo che l’anziano non abbia grosse difficoltà a ricordarle, ripetere con dolcezza e con un tono pacato il concetto che si vuole esprimere. Sarà molto importante accettare gli eventuali tempi di risposta, spesso lunghi, ripetere attirando l’attenzione dell’assistito facendo attenzione anche al linguaggio del corpo. Soprattutto si dovrà dare importanza alla RI-CAPITOLAZIONE, cioè riprendere il più possibile le fila di un discorso senza dare per scontato ciò che si è detto un attimo prima.
  14. Un altro punto importante è il contatto fisico. Se viene gradito è importante che la badante dimostri affetto al paziente toccandolo mentre gli parla, così da farlo sentire accudito e risvegliare la sua attenzione.

 

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Assistenza con Badante al Malato di Alzheimer a Roma

Le badanti svolgono un lavoro a volte molto faticoso: hanno a che fare con i nostri familiari malati che necessitano assistenza, controllo e compagnia tutto il giorno.

Una badante di Roma che lavora con una persona malata di Alzheimer deve avere molte esperienze e preparazioni.

Fornire assistenza a una persona che soffre di morbo di Alzheimer o di altre forme di demenza può essere gratificante e stimolante: nelle fasi iniziali della demenza, un individuo può rimanere indipendente e richiedere pochissima assistenza, tuttavia, quando la malattia progredisce, i bisogni si intensificano, portando infine alla necessità di un’assistenza costante, 24 ore su 24.

Spesso le persone che assistono l’anziano e i suoi familiari dicono che uno degli aspetti più sconvolgenti del morbo di Alzheimer sono i cambiamenti che provoca nel comportamento.

Prendersi cura di una persona malata di Alzheimer è, a ben vedere, un impegno a tempo pieno che richiede qualità umane e organizzative non comuni.

La badante, convivente o a ore, dovrà imparare a capire le esigenze del suo assistito anche quando questo non sarà in grado di esprimerlo e dovrà essere dotata di molta pazienza e sangue freddo.

Con il tempo che andrà sempre avanti, la badante non potrà perderlo di vista un attimo, dovrà aiutarlo a mangiare, vestirsi, alzarsi dal letto e coricarsi, a prendere le medicine, fare gli esercizi per la memoria se previsti dal suo piano terapeutico, confortarlo nei momenti di angoscia acuta.

Il paziente Alzheimer ha improvvisi sprazzi di lucidità in cui torna, per forse pochi minuti, ad essere pienamente se stesso e in quei momenti prova sensazioni di disperazione e malinconia intense.

E’ l’aspetto più doloroso di questa malattia, più del vedere il congiunto non riconoscere i figli, i parenti, le persone che lo circondano.

In quel momento il paziente è in un mondo suo, fatto di oblio per cui non può fare i conti con ciò che è diventato o ciò che ha perso.

A volte è rabbioso o violento, ha comportamenti compulsivi o di apatia, ma non è se stesso, non è consapevole di quello che gli sta succedendo, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia.

I momenti di lucidità sono invece i più devastanti per il paziente stesso e per chi è accanto a lui in quei frangenti.

L’Alzheimer è probabilmente la più crudele delle malattie, in tutte le sue forme.

Vedere il proprio congiunto cambiare sotto i propri occhi, diventare, a volte, aggressivo e cattivo, o apatico, incapace di riconoscere la famiglia porta a un senso di disperazione e solitudine che probabilmente nessun’altra malattia provoca nelle famiglie.

La ricerca oggi sta facendo qualche progresso, ma poiché le cause scatenanti della malattia non sono a oggi note, le terapie si concentrano sul suo rallentamento.

Dal 2020 è in sperimentazione un farmaco, l’Aducanumab, che agisce riducendo la quantità di proteina amiloide nei tessuti cerebrali delle persone affette dalla patologia.

L’accumulo di questa proteina è infatti un marker chiave dell’Alzheimer ed è coinvolto nel processo di degenerazione nervosa, sebbene in modi ancora in parte da comprendere.

Parallelamente a questo farmaco, al San Raffaele di Milano, è partita la sperimentazione su un farmaco, il GV-971 estratto da un’alga e già approvato in Cina che agisce sul microbiota intestinale.

Studi recenti hanno inoltre dimostrato che il sistema immunitario dei topi è in grado di rimuovere i peptidi beta-amiloidi, principale causa delle placche nel cervello che provocano l’Alzheimer, ma è ancora più attuale la dimostrazione di come questo avvenga anche negli esseri umani: aumentando la risposta immunitaria dell’organismo potrebbe essere possibile curare i sintomi della patologia neurodegenerativa.

Questo è quanto è emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Rejuvenation Research.

 

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Roma, Errori da Evitare con una Badante ad Ore

La richiesta di una badante a Roma può essere di varie modalità, vi sono delle famiglie che desiderano assumere una collaboratrice domestica ad ore, non hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura durante tutta la giornata, ma solo di alcuni momenti.

Vediamo alcuni errori da evitare quando si assume una badante a ore:

  • Non fare l’errore di assumere una badante a ore senza una valutazione completa delle sue competenze, esperienze e referenze. È importante condurre un colloquio approfondito e richiedere referenze per garantire che la persona sia adeguatamente qualificata per svolgere il lavoro
  • Fare sempre un contratto chiaro e completo è fondamentale per definire i doveri, le responsabilità, gli orari di lavoro, la retribuzione e altri aspetti importanti dell’occupazione
  • Non trascurare l’importanza di fornire una formazione adeguata alla badante a ore. Ogni famiglia ha le proprie esigenze specifiche, quindi è importante assicurarsi che la badante riceva istruzioni chiare su come svolgere determinati compiti e soddisfare le necessità del paziente
  • È fondamentale mantenere un dialogo costante per affrontare eventuali problemi, modifiche nei programmi o altre questioni che possono sorgere

Se la famiglia nota dei comportamenti inappropriati, mancanza di professionalità o segnali di negligenza, nei confronti della persona da assistere bisogna affrontali tempestivamente, per la sicurezza e il benessere del paziente sono la priorità assoluta.

Come per ogni lavoro anche quello della collaboratrice domestica ha bisogno di riconoscimenti, non economici, ma di benessere psicofisico: quindi non bisogna sottovalutare l’importanza di mostrare apprezzamento e riconoscimento per il lavoro svolto dalla badante a ore.

Un semplice ringraziamento o un gesto di gratitudine possono fare la differenza e contribuire a creare un ambiente di lavoro positivo e motivante.

La fiducia reciproca è essenziale per garantire una collaborazione efficace e per il benessere del paziente.

 

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Roma, Cosa Vuol Dire Essere Badante

La badante a Roma è una figura professionale molto importante che si occupa di assistere e prendersi cura di persone anziane, malate o con problemi di salute che non sono in grado di occuparsi di se stesse.

Questo ruolo può essere svolto sia a tempo pieno che part-time, a seconda delle necessità della persona assistita.

I compiti di una badante possono variare notevolmente a seconda delle esigenze della persona assistita.

Questi possono includere l’aiuto con le attività quotidiane, come vestirsi, mangiare, fare il bagno e andare in bagno.

Possono anche includere l’amministrazione dei farmaci, l’organizzazione delle visite mediche e, in alcuni casi, la fornitura di supporto emotivo.

La badante, inoltre, può essere responsabile della gestione delle faccende domestiche, come pulire, fare la lavatrice, cucinare i pasti e fare la spesa.

In alcuni casi può essere richiesto che la badante conduca la persona assistita ai vari appuntamenti.

Essere una badante è un lavoro che richiede una grande quantità di pazienza, empatia e dedizione.

Non è un lavoro facile, ma può essere molto gratificante.

Ogni giorno, le badanti fanno una grande differenza nella vita delle persone che assistono, aiutandole a mantenere la loro dignità e indipendenza il più a lungo possibile.

Le badanti possono lavorare autonomamente, oppure possono essere impiegate da agenzie che forniscono servizi di assistenza domiciliare.

In entrambi i casi è importante che abbiano una formazione adeguata e le competenze necessarie per svolgere il loro lavoro in modo efficace.

Alcune badanti hanno una formazione specifica in assistenza sanitaria, mentre altre possono avere esperienza di vita o esperienza personale che le rende adatte per questo tipo di lavoro.

Ad esempio, una persona che ha curato un genitore anziano o un coniuge malato può avere una comprensione profonda di cosa significhi essere una badante.

È importante notare che essere una badante può essere emotivamente impegnativo.

Le badanti spesso si trovano a dover gestire situazioni stressanti e possono sentirsi sopraffatte dal dolore e dalla perdita se la persona che stanno assistendo muore.

Per questo motivo è importante che le badanti abbiano un buon sistema di supporto emotivo.

In conclusione, essere una badante significa dedicare la propria vita ad aiutare gli altri.

Sebbene sia un lavoro che può essere fisicamente ed emotivamente impegnativo, può anche essere estremamente gratificante.

Le badanti svolgono un ruolo cruciale nel garantire che le persone anziane e malate possano vivere con dignità e conforto.

 

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Cosa Fare se la Badante Ruba in Casa a Roma

Se si sospetta che una badante di Roma stia rubando, ecco alcuni passi che si possono seguire:

prima cosa se si notano discrepanze o oggetti mancanti, è importante documentare tutto.

Questo può includere la registrazione di quali oggetti mancano, quando sono stati notati per la prima volta e qualsiasi altro dettaglio rilevante.

Se si sospetta che la badante possa essere responsabile, potrebbe essere utile installare telecamere di sicurezza.

Tuttavia, è importante rispettare le leggi locali e nazionali riguardo alla privacy prima di procedere.

Il primo passaggio però non dobbiamo dimenticare che è quello di discutere direttamente le preoccupazioni con la badante, dirle quali sono le nostre supposizioni, farle vedere cosa è successo, poiché potrebbe essere un malinteso o un errore.

Se si ha ragionevole certezza che la badante stia rubando, si dovrebbe contattare la polizia e fare una denuncia.

È importante fornire quante più informazioni possibili per aiutare le autorità nelle loro indagini.

Ricordate sempre che la sicurezza e il benessere della persona assistita dovrebbero essere la priorità principale.

Se si sospetta che una badante stia rubando, è importante agire rapidamente per proteggere la vittima e prevenire ulteriori danni.

Nel 2022, una storia ha fatto notizia in Italia riguardante una badante che ha commesso un furto nella casa della persona anziana che assisteva.

La badante, una donna di 45 anni originaria dell’Europa orientale, aveva ottenuto la fiducia della famiglia dell’anziano, una figura rispettata nella sua comunità locale.

La badante, chiamata Elena, era nota per la sua dedizione e l’attenzione che prestava al suo assistito.

Tuttavia, nel corso di alcuni mesi, la famiglia cominciò a notare che alcuni oggetti di valore stavano scomparendo dalla casa.

All’inizio attribuirono le mancanze alla disorganizzazione o all’età avanzata dell’anziano, ma quando scomparvero gioielli di famiglia di notevole valore iniziarono a sospettare che qualcosa non andasse.

Decisero di installare delle telecamere nascoste in casa, nella speranza di scoprire cosa stesse accadendo.

Dopo alcune settimane le telecamere rivelarono che era Elena a prendere gli oggetti.

Le immagini mostravano chiaramente Elena che cercava nei cassetti e nei ripostigli, prendendo gioielli, denaro e altri oggetti di valore.

La famiglia fece immediatamente una denuncia alle autorità locali, che aprirono un’indagine.

Elena fu arrestata e poi processata per furto.

Durante il processo emerse che Elena aveva avuto un passato difficile e che stava rubando per sostenere la sua famiglia in patria.

La storia ha sollevato una serie di questioni importanti sulla sicurezza e la fiducia nelle relazioni tra badanti e le persone che assistono.

Ha anche messo in luce la necessità di un maggiore controllo e regolamentazione nel settore dell’assistenza domiciliare.

Nonostante il caso sfortunato è importante ricordare che la stragrande maggioranza delle badanti svolge il proprio lavoro con dedizione e onestà, e che episodi come questi sono l’eccezione, non la regola.

 

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Che Attività Svolge la Badante con l’Anziano a Roma

La badante di Roma che si prende cura di un anziano svolge un ruolo importante per garantire il benessere e la qualità della vita della persona anziana.

Oltre alle attività di assistenza quotidiana come la preparazione dei pasti, l’igiene personale e la gestione dei farmaci, la badante può svolgere una serie di attività per stimolare l’anziano, favorire l’interazione sociale e migliorare la sua qualità di vita complessiva.

Si può impegnare l’anziano in attività che stimolano la mente, come la lettura di libri, giornali o riviste insieme, risolvere cruciverba o puzzle, giocare a giochi da tavolo che richiedono pensiero strategico come gli scacchi.

La badante può fare ascoltare all’anziano la sua musica preferita o suonare uno strumento musicale se ne è capace.

La musica può essere un’ottima fonte di comfort e sollievo dallo stress per l’anziano.

Se l’anziano è in grado, la badante può organizzare gite o passeggiate in luoghi all’aperto come parchi o giardini.

L’aria fresca e il contatto con la natura possono essere benefici per l’umore e la salute generale dell’anziano.

È interessante incoraggiare l’anziano a partecipare ad attività sociali, come incontri con amici o parenti, partecipazione a gruppi di supporto per anziani o partecipazione a eventi comunitari. E tutto ciò può aiutare a prevenire l’isolamento sociale e promuovere un senso di appartenenza.

La cucina può essere gestita insieme tra l’anziano e la badante, che può coinvolgerlo nella preparazione dei pasti.

Qualora la casa lo permette e quindi ha un giardino o un balcone, la badante può coinvolgerlo nelle attività di giardinaggio come piantare fiori, curare le piante o raccogliere frutta e verdura, può essere un’attività rilassante e gratificante che favorisce anche il contatto con la natura.

La badante vivendo a stretto contatto con una persona anziana può incoraggiarlo a rievocare ricordi e condividere storie del passato.

Questo può essere fatto guardando foto di famiglia, sfogliando album fotografici o semplicemente chiacchierando insieme.

Queste attività possono aiutare a mantenere viva la memoria e a creare un legame emotivo con l’anziano.

È importante adattare le attività alle capacità e agli interessi specifici dell’anziano.

La badante può osservare e ascoltare l’anziano per capire quali attività sono più gradite e significative per lui, cercando di creare un ambiente stimolante e piacevole.

È fondamentale anche ricordare che ogni anziano è un individuo unico, con i propri gusti e preferenze e quindi la badante dovrebbe sempre comunicare con l’anziano e coinvolgerlo nella scelta delle attività, rispettando i suoi desideri e le sue limitazioni.

 

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Il Manuale della Badante a Roma

Se la scelta di assumere in nero una badante a Roma è sicuramente pessima per la famiglia, non è molto meglio neppure per la badante stessa.

Il nero fa sì che la lavoratrice non sia tutelata in alcun modo: non avrà contributi, non potrà usare il lavoro, per esempio, per aggiornare il permesso di soggiorno o chiedere, quando ne abbia i requisiti, la cittadinanza italiana qualora lo desideri.

Le badanti che lavorano con agenzia non vengono sfruttate, ma la badante in nero o comunque non tutelata, viene trattata spesso in modo disonorevole e, in caso di maltrattamenti, non ha le spalle coperte, non c’è un’agenzia o un sindacato che la possa aiutare.

E pur vero, come si è appena visto, che la lavoratrice può denunciare il datore di lavoro anche in assenza di filmati di prova, ma spesso la badante ha troppa paura delle conseguenze, si sente in torto in quanto assunta in modo irregolare, dunque subisce finché, non facendocela più, lascia l’assistito senza preavviso.

È importante capire di non farsi sfruttare, non bisogna cadere nella tentazione di lavorare in nero, senza un contratto pur di avere dei soldi subito, perché la famiglia può lasciare a casa la lavoratrice da un momento all’altro e questa non avrà alcuna protezione o garanzia.

Se si lavora in nero per anni, come spesso succede, un domani non si avranno i contributi necessari per una pensione e si saranno buttati via anni di lavoro e di vita.

Di conseguenza trattiamo un punto fondamentale che riguarda la possibilità di andare in disoccupazione terminato un lavoro: cosa possibile solo a chi è stato assunto in regola.

 

La NASPI colf badanti è la nuova assicurazione sociale per la disoccupazione dei lavoratori domestici. Spetta a chi sia assunto con contratto per badante e/o badante convivente regolare, che si trovi a perdere il lavoro in modo involontario, comunemente per decesso dell’assistito o per trasferimento in RSA.

Sottolineiamo che, ovviamente, questo è concesso soltanto a lavoratrici regolari, non spetta invece alcuna disoccupazione a lavoratrici in nero, come è prevedibile.

L’indennità di disoccupazione colf e badanti è stata introdotta dalla riforma del lavoro, Jobs Act del governo Renzi e sostituisce ASPI e MINI ASPI della riforma Fornero.

La NASPI colf badanti offre un sostegno al reddito per i lavoratori domestici che, come detto, perdano involontariamente il loro posto di lavoro regolare.

Vediamo, a grandi linee, come si effettua il calcolo ore di lavoro per colf e badanti premesso che:

  • 30 giorni di lavoro sono pari a 5 settimane da 6 giorni.
  • Ogni settimana per essere considerata utile ai fini contributivi deve avere almeno 24 ore lavorative.

Le ore di lavoro per colf e badanti vanno calcolate così:

Somma delle ore dei MAV pagati degli ultimi 4 trimestri:24 ore = settimane contributive degli ultimi 12 mesi. Il requisito è soddisfatto quando le settimane risultino essere almeno 5.

Per esempio, se nei MAV risulta un totale di 624 ore degli ultimi 12 mesi, poiché 624:24=26 settimane contributive, significa che possiamo richiedere la Naspi.

Come si calcola l’importo NASPI colf badanti?

L’importo mensile NASPI che spetta a colf e badanti è determinato dalla retribuzione degli ultimi 4 anni, con un tetto massimo mensile.

La durata dell’indennità di disoccupazione colf badanti dipende dal numero di mesi di contributi versati.

Infatti, la NASPI è corrisposta per la metà delle settimane totali di contribuzione negli ultimi 4 anni,fino a un massimo di 24 mesi.

A partire dal 91° giorno di disoccupazione in poi, il sussidio diminuisce del 3% per cento ogni mese

 

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Roma, una Brava Badante deve Saper Cucinare

Tra le varie mansioni che svolge una badante a Roma vi è anche la gestione cucina: preparare colazioni, pranzi e cene.

Carla, una donna di mezza età dell’Est Europa, era arrivata in Italia come badante.

La sua responsabilità principale era curare la signora Marta.

Marta era un’amante della cucina italiana tradizionale, cresciuta tra i profumi e i sapori di piatti come pasta al pomodoro, risotto alla milanese, ossobuco, tiramisù e molto altro.

Da giovane aveva trascorso molto tempo in cucina con sua madre e sua nonna, imparando i segreti di questi piatti.

Carla, d’altra parte, non sapeva molto di cucina italiana quando arrivò, nella sua terra natale era abituata a piatti molto diversi, come borsch, pierogi e kotlet schabowy.

I primi giorni furono un po’ complicati.

Col passare del tempo, Carla iniziò a familiarizzare con gli ingredienti e le tecniche della cucina italiana.

Imparò a soffriggere l’aglio e l’olio d’oliva per la pasta aglio e olio, a preparare la salsa di pomodoro per la pasta al pomodoro, a cuocere il riso lentamente per il risotto, a impastare la farina e le uova per la pasta fatta in casa.

Le lezioni di cucina divennero un momento speciale per entrambe.

La badante amava ascoltare le storie di Marta sulla sua gioventù e su come aveva imparato a cucinare dai suoi genitori e la signora, a sua volta, era felice di avere qualcuno con cui condividere i suoi ricordi e la sua passione per la cucina.

Dopo alcuni mesi, Carla era diventata una cuoca abile: i suoi piatti italiani erano deliziosi e Marta era orgogliosa di lei. Carla aveva anche iniziato a incorporare alcuni elementi della sua cucina natale nei piatti italiani, creando fusioni uniche e gustose.

Una sera Carla decise di preparare una cena speciale per Marta: aveva pianificato un menù di piatti italiani che avevano preparato insieme nei mesi precedenti.

C’era pasta all’amatriciana, risotto ai funghi, pollo alla cacciatora e per dessert, il classico tiramisù.

La badante era grata per l’opportunità di imparare la cucina italiana, per l’affetto di Marta, per le storie e i ricordi che avevano condiviso.

Carla disse che anche se era venuta in Italia come badante aveva trovato molto di più: una nuova casa, una nuova famiglia e una nuova passione.

Marta e Carla continuarono a vivere insieme per molti anni.

La storia di Carla e Marta è un bell’esempio di come la cucina può unire le persone e creare legami profondi.

Non importa da dove veniamo o quale sia la nostra lingua, la cucina è un linguaggio universale che tutti possiamo capire e apprezzare.

E attraverso la cucina possiamo imparare non solo a nutrire i nostri corpi ma anche i nostri cuori e le nostre anime.

 

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Le 5 Patologie Geriatriche che deve Conoscere la Badante a Roma

Per la  badante di Roma è importante avere una conoscenza di base sulle patologie geriatriche per essere preparati a fornire un’adeguata assistenza ai tuoi assistiti anziani.

Tra le molte patologie che possono interessare gli anziani, alcune sono più comuni e possono richiedere cure speciali.

Ecco cinque patologie geriatriche comuni da conoscere.

La prima è una malattia al giorno d’oggi molto conosciuta e si tratta dell’Alzheimer e altre forme di demenza:

queste condizioni possono causare confusione, perdita di memoria e difficoltà nelle funzioni cognitive.

È importante comprendere i sintomi della demenza, come la perdita di memoria, la confusione mentale, l’alterazione del linguaggio e i cambiamenti comportamentali proprio perché le badanti possono essere poi formate per aiutare i pazienti a gestire questi sintomi e per fornire la stimolazione e la cura necessarie.

Un’altra malattia sempre molto conosciuta è il Parkinson:

è una patologia neurodegenerativa caratterizzata da tremori, rigidità muscolare, lentezza dei movimenti e problemi di equilibrio. I pazienti affetti da Parkinson possono avere difficoltà nel camminare e nell’eseguire compiti quotidiani.

Vi sono poi le malattie cardiovascolari:

includono l’ipertensione, l’insufficienza cardiaca e l’angina.

Le badanti dovrebbero essere a conoscenza dei sintomi di queste condizioni e sapere come gestire eventuali farmaci necessari.

È fondamentale monitorare la pressione sanguigna, il battito cardiaco e seguire le raccomandazioni del medico per una corretta gestione della salute cardiaca.

Conosciamo poi il diabete:

è una malattia cronica che richiede un monitoraggio regolare dei livelli di zucchero nel sangue e una buona gestione della dieta.

Gli anziani possono sviluppare diabete di tipo 2, che è spesso correlato a uno stile di vita poco salutare.

Come badante, è importante aiutare i tuoi assistiti a seguire una dieta equilibrata, a fare attività fisica regolare e a prendersi cura della gestione del diabete.

L’ osteoporosi è una condizione che può rendere le ossa fragili e più suscettibili alle fratture:

si tratta di una diminuzione della densità minerale ossea. Gli anziani sono particolarmente a rischio di osteoporosi, quindi è importante prestare attenzione alla prevenzione delle cadute e promuovere uno stile di vita sano per mantenere la salute delle ossa.

Oltre a queste, ci sono molte altre patologie/ malattie che possono interessare gli anziani come il cancro, la malattia renale cronica, la depressione e le malattie respiratorie croniche.

Le badanti dovrebbero essere formate su come riconoscere i sintomi di queste e altre condizioni e su come fornire la cura appropriata.

Ricordiamo che queste sono solo alcune delle patologie geriatriche più comuni e ogni persona può presentare una combinazione di diverse condizioni.

 

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