Il badante giusto di Aes Domicilio: e a Roma?

Hai deciso di assumere una badante per prendersi cura di una persona anziana nella tua vita. Ora arriva la parte difficile: decidere quali qualità avrà il badante giusto per fornire le cure migliori. Aes Domicilio è più per questo.

Scegliere una badante adatto a cui affidare le cure di una persona cara non è così facile. Aes Domicilio ti aiuta in questa fase inziale e ti accompagna per tutto il percorso; è necessario effettuare ricerche approfondite, tenere interviste e tutte le parti coinvolte nell’assistenza devono essere d’accordo.

Quindi, quali qualità fanno un buon badante e che ricerca deve fare Aes Domicilio? Quali qualità rendono il caregiver giusto per la persona amata? Il primo passo,  è fare un elenco di ciò di cui la persona amata avrà bisogno in termini di cure e disponibilità. Questo permette ad Aes Domicilio di selezionare la persona più adeguata ad ogni singola famiglia.

Valutare l’aiuto necessario nei settori dell’assistenza sanitaria, della cura personale e della cura della casa. Hai bisogno di assistenza sanitaria a domicilio, come la terapia fisica o la gestione dei farmaci? Hai bisogno di cure personali non mediche, come aiuto per fare il bagno, vestirti, andare in bagno e preparare i pasti, o stai cercando principalmente un compagno o una badante? Hai bisogno di aiuto per la pulizia della casa, la spesa, la manutenzione della casa e l’esecuzione di commissioni o per il pagamento delle bollette e la gestione dei tuoi soldi?

Aes Domicilio chiede ad ogni familiare di  essere molto chiaro e conciso con ciò che ti aspetti da un caregiver.

Ogni volta che Aes Domicilio seleziona una badante per svolgere un lavoro, la famiglia ha delle aspettative da parte di chi lo assume. È importante mettere per iscritto queste aspettative e poi esaminarle con la Aes Domicilio  durante il colloquio iniziale. Conoscere in anticipo le aspettative ti aiuterà a trovare il badante giusto.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

Cosa fa la badante di Aes Domicilio a Roma

Aes Domicilio ha ricevuto chiamate da famiglie interessate ad avere una badante, e a volte la figura viene confusa con una colf.

Aes Domicilio spiega che generalmente colf e badanti vengono assunte per mansioni e ruoli differenti. La principale differenza di collaboratrici domestiche è che la colf viene assunta per occuparsi della casa mentre la badante viene assunta per prendersi cura di una persona anziana o malata.

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore e dai rispettivi Ccnl, però, è possibile che colf e badanti svolgano gli stessi ruoli e mansioni, per esempio occuparsi della pulizia della casa, o di cucinare e preparare pranzi e cene.  Aes Domicilio non è una ditta di pulizie a Roma ma nel suo continuo lavoro nell’assistere anziani sa che le collaboratrici domestiche ormai sono sempre più presenti nelle case degli italiani, con ruoli e mansioni differenti.

Motivo per il quale Aes Domicilio prima di assumere una collaboratrice domestica spiega sempre in modo chiaro i vari livelli di inquadramento e cerca di capire da parte della famiglia per quali motivi ed esigenze si decide di assumere, in modo da scegliere il giusto inquadramento lavorativo.

La badante per le famiglie di Aes Domicilio può svolgere compiti di pulire e mantenere in ordine la casa, fare la spesa, preparare i pasti, oltre che svolgere le proprie mansioni previste da Ccnl, come fare compagnia e assistere e aiutare la persona a muoversi, curarne l’igiene personale, controllare che prenda le medicine e segua le terapie prescritte, accompagnarla a fare passeggiate o a sbrigare commissioni, ecc.

Spesso le famiglie di anziani, confondono le figure di badanti e colf  e si pensa magari di poter far svolgere ad una anche lavori e mansioni che magari sono specificatamente dell’altra figura. Per questo Aes Domicilio aiuta la famiglia dell’anziano nella ricerca della badante perfetta.

Se Cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio. Selezioniamo la badante più adatta a te in 24 ore. Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco. Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche nella Regione Lazio e in particolare in provincia di Roma (badante Roma).

L’accompagnamento della badante: il caso di Roma

Aes Domicilio si è sempre sviluppata nel mirare a fornire un servizio completo che accompagni le famiglie in tutte le fasi del processo, dalla ricerca di una badante ai metodi e canli di assunzione di una badante o colf.

Nel periodo della pandemia, dal 2020 ad oggi,  il numero di badanti e colf regolarmente assunti è cresciuto; e Aes Domicilio sa bene come  questo è un campo fortemente caratterizzato dal lavoro irregolare.

Il lockdown seguito alla prima ondata del Covid ha reso necessario instaurare rapporti di lavoro regolari per consentire al lavoratore di spostarsi liberamente per motivi di lavoro; la norma prevista dal decreto Rilancio che la scorsa estate ha regolamentato l’emersione di rapporti di lavoro irregolari nei settori, del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona, con l’effetto di produrre 207.542 domande, di cui l’85% hanno riguardato colf e badanti.

Uno degli obiettivi di Aes Domicilio riguarda l’accompagnamento dei collaboratori e delle collaboratrici famigliari nell’inserimento presso le singole famiglie. Aes Domicilio sa bene come la presentazione della badante e la conoscenza con la persona da assistere sia fondamentale, infatti Aes Domicilio utilizza anche la figura di un mediatore, presente all’incontro che possa gestire al meglio il primo approccio.

Accompagnamento per Aes Domicilio si concretizzerà in percorsi dedicati e personalizzati che coinvolgono queste particolari figure professionali nella costruzione di un ambiente sociale accogliente ed inclusivo.

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco, Badante Roma.

Aes Domicilio: le badanti nei film a Roma

Aes Domicilio oggi vuole raccontare come la presenza del badante all’interno di una famiglia diventi una figura importante per la persona da assistere.

Un esempio di badante accolto in una famiglia fino a diventarne un vero membro è raccontato in un film, “Quasi amici”, tratto da un romanzo autobiografico. Un miliardario rimane vedovo e da quel momento l’uomo cade in depressione, tenta il suicidio, si mette alla ricerca di un badante e incontra un giovane di origini algerine. È un ex detenuto, nel primo periodo in cui iniziò a frequentare la ricca casa provò a portarsi via oggetti di valore; ma andando avanti nel tempo,  il rapporto tra la persona da assistere e il badante cresce e le vite di entrambi cambiano radicalmente.

Aes Domicilio ha provato a capire che cosa fosse successo nel momento in cui le due persone hanno iniziamo a conoscersi e ad accettarsi tanto da diventare amici. I due si sono aiutati l’uno con l’altro con l’incoscienza del badante, l’assistito è stato costretto a uscire di casa, a compiere esperienze stravaganti, e viceversa l’assistito ha fatto crescere il badante, come capita per molti anziani raccontando la loro vita ricca di esperienze.

Finita l’esperienza lavorativa i due sono rimasti amici e si sentono ancora.  Il badante è riuscito a ritornare nel suo paese dove vive con sua moglie  e i figli. In Algeria l’ex badante oggi gestisce un allevamento di polli.

Questo dimostra come l’assistente familiare può essere importante, Aes Domicilio, con la sua ricerca e l’approccio inziale con la badante, fa si che la famiglia sia il più contenta possibile, Aes Domicilio presenta la badante per fare in modo che il cliente accolga nella sua famiglia la figura il più facilmente possibile. E tra le due persone si viene a creare un affinità ricca di conoscenze da entrambe le parti.

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Roma, lo Sputnik delle badanti e Aes Domicilio

Aes Domicilio si è interessata ad un caso particolare legato al vaccino; alcune badanti dell’Est, vaccinate con Sputnik, ma in quanto tali prive di Green pass e quindi di autorizzazione al lavoro.

Viene molto facile chiedersi:  “Se il vaccino Sputnik non è riconosciuto in Europa, come faranno a continuare a lavorare le badanti e le colfprovenienti dai Paesi europei dell’Est, che prestano la propria attività presso anziani e/o non autosufficienti, e che sono state vaccinate con lo  Sputnik, non valido per ottenere il green pass in Italia?”.

Anche Aes Domicilio ha ricevuto segnalazioni da famiglie che rischiano di non potersi più avvalere del prezioso sostegno della badante, dove queste lavoratrici sono state sospese anche se vaccinate con lo Sputnik.

Entro il 15 ottobre Aes Domicilio ricorda che anche per badanti e colf scatterà l’obbligo del green pass e per loro diventerà complicato lavorare, queste badanti saranno costrette a fare il tampone rapido ogni due giorni a spese loro.  Aes Domicilio si è posta un’ulteriore domanda : “ Un anziano che ha bisogno di essere accudito sarebbe in grado di controllare con l’app il certificato verde?”

Diventa importate per Aes Domicilio che presto qualcuno dica come intende risolvere questo problema. Il rischio è di lasciare famiglie e molti anziani senza badanti e colf, sapendo che una persona non autosufficiente è quella che ha bisogno di aiuto per svolgere attività essenziali e continuare a vivere la propria vita con un minimo di dignità.

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Roma, badante di Aes Domicilio e legge 104

Aes Domicilio vuole spiegare meglio le assenze rispetto alla legge 104, concesse in misura pari a 3 giorni al mese e frazionabili a ore, sono finalizzati alla cura ed all’assistenza del disabile, se chi ne fruisce è il lavoratore caregiver, mentre sono finalizzati alla tutela della salute del disabile/anziano, da intendersi quale tutela dell’integrità psicofisica.

Con Aes Domicilio cerchiamo di capire se i permessi legge 104 per chi ha la badante possono essere richiesti comunque.

Aes Domicilio si chiede se il fatto che vi sia del personale badante a disposizione del disabile rende superflua l’assistenza da parte del lavoratore, quindi illegittima la fruizione dei permessi.

Condizione fondamentale per beneficiare del permesso per sé o per assistere un familiare è la grave disabilità, cioè il riconoscimento in capo al lavoratore disabile, o al disabile assistito, di un handicap in situazione di gravità ai sensi della legge 104 : questa condizione deve essere accertata dalle apposite Commissioni Asl.

Inoltre, Aes Domicilio ricorda che per fruire delle assenze il dipendente, lavoratore del settore privato, deve inviare una specifica domanda telematica all’Inps.

Il lavoratore che si prende cura del portatore di handicap grave può essere nominato referente unico per l’assistenza del disabile e può dunque chiedere i permessi legge 104, anche se sono presenti altre forme di assistenza pubblica o privata, come assistenti familiari-badanti (compresi badanti conviventi, assistentenza infermieristica, colf).

Aes Domicilio ha controllato che la Cassazione  ha recentemente chiarito che permessi della legge 104 sono compatibili anche col ricovero del disabile presso strutture residenziali per anziani, come le rsa, quando la struttura non eroga assistenza sanitaria continuativa: in pratica, si tratta della maggior parte dei casi, perché ospizi e simili non offrono, di solito, questo tipo di assistenza.

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Farsi male in casa: l’importanza della badante a Roma

Gli incidenti domestici costituiscono purtroppo un fenomeno in costante aumento, che riguarda soprattutto le persone che trascorrono più tempo in casa: le donne, gli anziani, ma anche i bambini piccoli.

Per queste ragioni diventa essenziale seguire passo dopo passo i movimenti che i nostri cari all’interno delle mura domestiche. E’ molto facile che involontariamente possano scontrarsi con oggetti domestici e farsi del male: perché non evitare questi incidenti. L’infortunio di tipo domestico è un incidente che presenta determinate caratteristiche:

  • comporta la compromissione temporanea o definitiva delle condizioni di salute di una persona, a causa di lesioni di vario tipo
  • si verifica indipendentemente dalla volontà umana
  • si verifica in un’abitazione, intesa come l’insieme dell’appartamento vero e proprio e di eventuali estensioni esterne (balconi, giardino, garage, cantina, scala ecc).

Cosa c’è di più indicato in questi casi di una badante convivente?

Come ogni malattia tali incidenti possono essere prevenuti: a livello internazionale con il Programma europeo di azione per la prevenzione delle lesioni personali, decisione n. 372/1999/CE del Parlamento europeo e a livello nazionale con il Piano sanitario nazionale 2006-2008 e con la Legge n. 343 del 3 dicembre 1999 “Norme per la tutela della salute nelle abitazioni e istituzione dell’assicurazione contro gli infortuni domestici”, che attribuisce ai dipartimenti di Prevenzione, in collaborazione con i servizi territoriali, i compiti di valutazione e prevenzione dei rischi e di educazione sanitaria in materia di incidenti domestici.

Una maggiore conoscenza di questi sistemi è fondamentale per evitare che i nostri cari restino soli ed in condizioni di rischio.

Basta poco per ridurre tali inconvenienti: una badante costantemente presente può evitare che il vostro caro nell’uso della cucina, o all’interno di una qualsiasi camera della casa, vestendosi, o lavandosi, possa cadere o farsi altrimenti male.

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Roma: dal 15 ottobre le famiglie verifichino green pass alle badanti

Con l’introduzione dell’obbligo di Green Pass nel settore privato arrivano nuovi grattacapi per i due milioni di famiglie italiane che utilizzano il lavoro domestico o di assistenti familiari.

Dal 15 ottobre infatti anche badanti e colf dovranno presentare la certificazione verde Covid-19 per accedere al luogo di lavoro, cioè per entrare nelle case presso le quali prestano servizio. Da un lato le famiglie – in quanto clienti – avranno maggiori tutele, potendo controllare l’avvenuta vaccinazione o la negatività al virus dei lavoratori, spesso conviventi di persone fragili o fragilissime. Dall’altro però – in quanto datori di lavoro – avranno l’obbligo di adempiere agli obblighi previsti dal nuovo decreto.

Come si adatta allora a casa propria un meccanismo pensato per un posto di lavoro ordinario? In attesa dei necessari chiarimenti e di una probabile semplificazione da parte del governo, ecco le risposte alle domande più comuni e le sanzioni per chi – datore e lavoratore – non rispetta le regole.

È obbligatorio controllare il Green pass?

«La famiglia dovrà comportarsi come qualsiasi altro datore di lavoro», riassume la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Il Green Pass è obbligatorio solo per badanti e colf?

Badanti e colf (e babysitter) sono le categorie più comuni di lavoratori domestici, ma la legge prevede l’obbligo per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi, comprese le partite Iva e coloro che offrono servizi occasionali a domicilio, come per esempio artigiani, commercianti, elettricisti, estetisti, giardinieri, idraulici e parrucchieri.

Badanti e colf hanno l’obbligo di vaccinarsi?

Badanti e colf non sono personale sanitario ma lavoratori domestici. Il governo ha discusso la possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale per i lavoratori domestici ma non lo ha mai varato.

Il Green pass ce l’ha solo chi è vaccinato?

Il Green pass è il documento che attesta la guarigione da Covid-19, l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un tampone.

Chi paga il tampone se il lavoratore non è vaccinato?

La famiglia non è obbligata a pagare il tampone per il lavoratore non vaccinato. Il lavoratore ha diritto al tampone gratuito (pagato dallo Stato) se è considerato lavoratore fragile, altrimenti può acquistarlo nelle farmacie aderenti al prezzo calmierato di 15 euro; il lavoratore minorenne dai 16 ai 17 anni (come il garzone del negozio o l’apprendista elettricista) lo paga 8 euro.

Come si fa a controllare il Green Pass?

L’unico strumento valido è l’app ufficiale del governo italiano VerificaC19, scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play su tablet e telefoni compatibili. Si avvia l’applicazione e si inquadra il codice Qr sulla stampa o sul telefono del lavoratore, quindi l’app verifica la validità del documento e la comunica in modo chiaro sullo schermo.

Quando va controllato?

Il Green pass va controllato ogni giorno sulla porta di casa, prima che il lavoratore entri. Questo passaggio potrebbe essere semplificato se il lavoratore scegliesse (non è obbligato) di comunicare alla famiglia (che non può obbligarlo) la data di scadenza della propria certificazione.

Cosa fare se il lavoratore non ce l’ha?

Se il lavoratore non presenta il Green pass la famiglia deve sospenderlo dall’attività fino alla presentazione di un’idonea certificazione verde Covid-19. Il lavoratore è sospeso dal primo giorno e non percepisce lo stipendio per tutta la durata del periodo e la famiglia non è obbligata a versare i contributi per tutta la durata del periodo di sospensione.

Si può chiedere il Green Pass prima di assumere il lavoratore? Si può rifiutare l’assunzione di un lavoratore senza Green Pass?

Le unioni sindacali hanno ritenuto «legittimo che una famiglia che assume un lavoratore domestico chieda prima l’impegno a mantenere il Green pass durante il periodo in cui lavorerà presso la famiglia».

Cosa fare se il lavoratore è vaccinato all’estero ma non ha il Green pass?

Molti badanti e colf, in particolare, si sono vaccinati nei loro Paesi di origine; spesso con vaccini non riconosciuti in Europa. Il vaccino non riconosciuto in Europa non dà diritto al Green pass e la famiglia deve considerare il lavoratore come non vaccinato.

famiglia obbligo badanti RomaSi può sostituire o licenziare il lavoratore sospeso?

Il decreto stabilisce che il lavoratore sospeso ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, la famiglia può quindi sostituirlo ma non può licenziarlo. Il datore di lavoro potrebbe tuttavia ritenere fondamentale poter contare sull’immunizzazione del lavoratore assunto con contratto di lavoro domestico (in particolare proprio badanti e colf), che prevede comunque la possibilità di licenziare senza giusta causa con un preavviso che varia in base all’anzianità di servizio.

Cosa succede quando il lavoratore sospeso o licenziato torna con il Green pass?

Per il lavoratore sospeso si applica la legge per le imprese con meno di 15 dipendenti: il lavoratore ha a disposizione cinque giorni per presentare il certificato e rientrare al lavoro, dal sesto giorno in poi la famiglia – se nel frattempo ha assunto una persona per sostituirlo – può posticipare il suo rientro fino a 10 giorni. La famiglia non ha alcun obbligo di riassumere il lavoratore assunto con contratto di lavoro domestico ed eventualmente licenziato.

Cosa fare se il lavoratore è in nero o senza permesso di soggiorno?

L’assenza di uno status giuridico regolare non esenta dal controllo, la famiglia deve quindi verificare il possesso del Green pass con ciò che ne consegue (e auspicabilmente regolarizzare il lavoratore e il rapporto di lavoro). I cittadini extracomunitari che non hanno ancora un permesso di soggiorno ma sono in fase de emersione hanno la possibilità di prenotare il vaccino utilizzando il codice fiscale provvisorio, e di conseguenza ottenere il Green pass.

Quali sono le sanzioni?

La famiglia che non controlla il lavoratore può ricevere una sanzione da 400 a mille euro, il lavoratore che entra in casa senza Green pass una da 600 a mille e 500 euro.

Come saranno controllate le famiglie?

Il governo non ha specificato le modalità, ma sembra logico presumere che i controlli saranno fatti a campione.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

“O il green passa o la vita!”: la fuga delle badanti a Roma

Dal 15 ottobre alcuni anziani o persone in difficoltà rischiano di ritrovarsi senza più assistenza domiciliare da un giorno all’altro. Ci sono assistenti familiari in regola e che per vari motivi hanno deciso di non vaccinarsi che si troveranno davanti ad un bivio: o si vaccinano, o non potranno più lavorare.

La fase è definita “molto caotica” da sindacati e caf. I telefoni in queste ore sono bollenti, con i centralini subissati da lavoratrici e lavoratori domestici che cercano di capire che ne sarà del loro impiego. Sono quasi 21mila i lavoratori e le lavoratrici domestiche in regione. Parliamo di quelle in regola, ovviamente, perché si stima quelle irregolari siano almeno il 30-50% in più. Siamo in una fase ancora interlocutoria, ma i nodi dovrebbero venire al pettine tra una decina di giorni.

Un’agenzia di Udine ci dice che in molte sono già tornate a casa, anche se in un paio di casi qualcuna è tornata sui suoi passi perché aveva bisogno di lavorare. Nessuna famiglia sembra disposta a sobbarcarsi il costo dei tamponi per chi non si vuole vaccinare, e sulle famiglie dovrebbe gravare l’onere dei controlli, pena sanzioni. Come spesso accade di questi tempi, tutti – agenzie, caf, sindacati, lavoratori e lavoratrici – restano in attesa di chiarimenti da parte del governo.

Dal 15 ottobre per decreto del governo le – colf, badanti, babysitter – dovranno avere il green pass come tutti gli altri lavoratori. Lo stipendio medio per chi è in regola è di 1100 euro, incluso TFR e 13esima, con costo totale lordo per famiglia sui 1.300euro.

Il lockdown ha parzialmente favorito l’emersione di questo tipo di lavoro: era infatti necessario mettersi in regola per potersi spostare liberamente per motivi di lavoro.

Il cosiddetto decreto rilancio nel 2020 ha contribuito ad un’ulteriore regolarizzazione di queste categorie. In Friuli Venezia Giulia c’è poi la peculiarità del lavoro transfrontaliero: qualche migliaio le persone impiegate nelle nostre case che ogni giorno vengono da Slovenia e Croazia, stima il sindacato UIL. Il settore è in grande espansione, con l’invecchiare della popolazione, e queste figure non svolgono un ruolo solamente assistenziale, ma sempre più centrale in tante famiglie.

Se molti nuclei familiari durante la pandemia hanno allontanato per paura del contagio qualche collaboratore o collaboratrice, con conseguente perdita di lavoro, ora da mesi chiedono solamente colf e badanti con vaccino.

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La badante che denuncia il datore di lavoro: il caso di Roma

Secondo quanto previsto dalla legge, sono diversi i casi 2021 in cui una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro, sia in presenza di regolare contratto di assunzione, sia senza contratto, come, per esempio, per assunzione irregolare e in nero, secondo la legge, infatti, la badante convivente non assunta in maniera regolare ha cinque anni di tempo per denunciare il datore di lavoro, per abusi e violenze, per mancato rispetto di riposi o ferie, permessi, ecc.

Quando una badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro? Le badanti sono diventate figure professionali ormai riconosciute nel nostro Paese e anche molto cercate dalle famiglie che hanno persone anziane o anche disabili che non possono più trascorrere del tempo da soli e hanno bisogno di costante assistenza.

Proprio per garantire ai propri familiari che ne abbiano necessità compagnia e assistenza continua, si cercano badanti conviventi che possano garantire una presenza costante. Non sempre, però, i datori di lavoro rispettano persona e diritti della badante. Vediamo allora quali sono tutti i casi in cui una badante può denunciare i propri datori di lavoro.

  • Casi in cui badante convivente può denunciare datori di lavoro
  • Badante convivente denuncia datori di lavoro procedura

Secondo quanto previsto dalla legge, la badante convivente può denunciare i propri datori di lavoro, sia in presenza di regolare contratto di assunzione, sia senza contratto, nei seguenti casi:

  • per assunzione irregolare e in nero, secondo la legge, infatti, la badante convivente non assunta in maniera regolare ha cinque anni di tempo per denunciare il datore di lavoro;
  • per abusi e violenze;
  • per mancato regolare pagamento dello stipendio come da contratto previsti;
  • per mancato rispetto di riposi o ferie;
  • per rifiuto e mancato riconoscimento di permessi, malattia o infortunio;
  • per obbligo di lavorare anche oltre l’orario di lavoro stabilito da contratto senza pagamento degli straordinari;
  • per licenziamento senza preavviso, come da contratto previsto.

Nei casi appena riportati la badante convivente può fare una denuncia nei confronti dei datori di lavoro che non rispettano la lavoratrice e presentare anche una vertenza sindacale, per il riconoscimento dei diritti previsti da contratto badante.

La badante convivente, con o senza contratto, che vuole denunciare i propri datori di lavoro deve rivolgersi al sindacato di categoria che, a sua volta, raccoglie prove e documenti presentati dalla badante per dimostrare la negligenza degli stessi datori di lavoro e procede ad una loro convocazione per provare il tentativo di una conciliazione.  Se il tentativo di conciliazione non va a buon fine ed entro un tempo di 60 giorni al massimo non si trova un accordo tra badante convivente e datore di lavoro, allora la causa finisce in Tribunale e spetta poi al giudice competente chiudere il contenzioso. In tal caso, è bene sapere che le cause di questo genere possono andare avanti anche per anni.

Il costo della pratica per fare una denuncia ai datori di lavoro dipende dal sindacato a cui ci si rivolge: generalmente la spesa è di circa 100 euro a cui aggiungere eventualmente le spese di consulenza.

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