Il Green Pass e la Badante: il quadro attuale su Roma

Le badanti che non hanno il green pass non possono lavorare. Questo vale per qualunque tipologia di badante: badante convivente, badante ad ore, badante di condominio, ma anche tutti quei professionisti che prestano servizi di assistenza infermieristica e assistenza psicologica a domicilio.

Dopo giorni di consultazioni il governo chiarisce l’interpretazione delle norme che riguardano il lavoro domestico e di conseguenza le badanti, specifica che anche chi svolge lavoro domestico a tempo pieno sarà costretto a lasciare l’alloggio.

I rischi a cui vanno incontro le badanti sono identici a quelli previsti per tutti gli altri lavoratori privati. Una precisazione visto il rifiuto di alcune badanti che pretendevano di continuare a svolgere le proprie mansioni pur non essendo vaccinati oppure senza essersi sottoposti a tampone.

Se la badante non possiede il green pass non potrà accedere al luogo di lavoro.

Naturalmente la famiglia ha il diritto di continuità della assistenza necessaria ricorrendo ad altro idoneo lavoratore.

Se la badante che non esibisce o non ha il green pass è convivente con il datore di lavoro, dovrà abbandonare l’alloggio.

Secondo il contratto nazionale le badanti conviventi devono avere vitto e l’alloggio o l’indennità sostitutiva e quindi in caso in cui la badante non ha green pass, si sospendono anche le componenti vitto e alloggio. Il vitto e l’alloggio sono prestazioni in natura aventi natura retributiva, secondo la disciplina legale è corretta la mancata attribuzione delle stesse in virtù della mancata esecuzione della controprestazione lavorativa.

Se la badante convivente risulta positiva, dove deve trascorrere la quarantena? Visto che la normativa vigente prevede il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per le persone sottoposte alla misura della quarantena, quindi la badante convivente non potrà chiaramente allontanarsi dalla casa nella quale vive.

Il datore di lavoro è tenuto a verificare che la badante che lavora per lui abbia il green pass. Se fa lavorare la badante che non ha il green pass può essere sanzionato dal prefetto secondo le regole ordinarie. Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro. Il lavoratore rischia la multa da 600 a 1.500 euro.

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La badante convivente e la notte: come funziona a Roma

Il contratto per badante e badante convivente, nel caso specifico della badante convivente che quindi trascorre teoricamente con l’anziano anche le ore notturne, prevede in realtà un orario lavorativo settimanale di 54 ore, con un massimo di 10 ore giornaliere.

Quando  la persona assistita ha bisogno di una breve assistenza durante la notte la badante convivente la assisterà; la badante che lavora con un anziano o un disabile è chiamata anche a garantire la presenza notturna, perché il bisognoso di assistenza non può essere lasciato da solo nemmeno la notte.

Le famiglie che hanno a che fare con un parente in queste condizioni spesso hanno la necessità di una persona che resti in casa anche durante la notte. In tal caso è necessario assumere un collaboratore con gli appositi contratti notturni di presenza o assistenza, disciplinati dal Ccnl. In effetti il Ccnl di categoria ha un articolo in cui cita una particolare prestazione, la cosiddetta “prestazione di attesa notturna” che si riferisce proprio al “personale assunto esclusivamente per garantire la presenza notturna”. Una lavoratrice non può essere in servizio 24 ore su 24, perché lo stesso Ccnl prevede che al dipendente vengano concesse le 11 ore di riposo consecutive.

Il  problema di un anziano che necessita di presenza continuativa di una badante come può essere gestito, Aes Domicilio seleziona il personale in base alle richieste della famiglia. Occorre fare una distinzione tra presenza e assistenza.

Il Ccnl prevede una particolare fattispecie di contratto di lavoro notturno domestico, e Aes Domicilio prevede le soluzioni di badante notturna.

Una tipologia è l’assistenza notturna, quindi relativa a mansioni che diventano necessarie nel caso in cui l’assistito abbia bisogno di cure continue e quindi la badante debba rimanere sveglia tutta la notte. In questo caso la famiglia dell’anziano dovrebbe essere costretta ad assumere una seconda badante, dal momento che la badante convivente non può lavorare anche la notte.

Sempre notturna ma solo presenza è un’altra tipologia di necessità che alcuni anziani o alcune famiglie spesso hanno. Una situazione che si verifica quando l’anziano non ha bisogno di assistenza continua e la badante che dorme in stanza separata, presta assistenza raramente durante la notte.

Aes Domicilio durante la selezione comunica alle famiglie che solitamente l’impegno notturno non è uguale a quello diurno, e che le attività sono molto diverse. Per  esempio, durante la notte la badante non è tenuta a uscire di casa, non deve preparare pasti se non richiesto, non deve svolgere alcuna faccenda domestica né tantomeno di pulizia. .

Fra le mansioni che può fare la badante durante la notte che assiste un anziano possono esservi l’aiuto ad alzarsi la notte in caso di dolori dovuti all’età, a periodi post-operatori o all’insonnia, la somministrazione di medicinali durante precise ore della notte, un’attenzione particolare per determinati soggetti. In generale, può accadere che la semplice presenza e compagnia notturna sia l’unica cosa richiesta da fare in queste situazioni.

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio. Selezioniamo la badante più adatta a te in 24 ore. Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

La badante a Roma durante il ricovero dell’assistito

Il contratto per badante e badante convivente che disciplina il lavoro delle badante prevede norme che regolano il rapporto di lavoro con i propri assistiti e relativi familiari per prestare assistenza alla persona anziana, malata, preparare i pasti, mantenere pulita la casa e tenerla in ordine, lavare, stirare, curare l’igiene personale della persona assistita, cucinare.

Può succedere, però, che la persona assistita dalla badante convivente venga ricoverata. Nel caso di ricovero dell’assistito, la badante ha dei doveri a cui assolvere che variano a seconda della tipologia di ricovero dell’assistito.

Se si verificano  situazioni di ricovero, per cui se il periodo di ricovero  è di durata breve, la badante non ha alcun dovere di assistenza in ospedale, ma mantiene il diritto alla retribuzione globale di fatto e a vitto e alloggio o relativa indennità sostitutiva.

Se l’assistito deve essere ricoverato per un lungo periodo, il rapporto di lavoro con la badante può o cessare (rispettando i dovuti termini di preavviso previsti da contratto) o continua nella struttura di ricovero dell’assistito.

La badante ha il dovere di continuare il suo lavoro di assistenza presso la struttura di ricovero dell’assistito mentre il datore di lavoro deve comunicare all’Inps le eventuali variazioni di impiego della badante, come luogo di lavoro e relativo orario. Tale comunicazione deve avvenire entro 5 giorni dal momento in cui si cambia modalità di impiego.

Se richiesto la badante ha il dovere di prestare servizio di assistenza in ospedale o altra struttura di ricovero piuttosto che a casa, svolgendo le stesse attività di assistenza e pulizia che si fanno a casa e fornendo, al tempo stesso, supplemento alla cura medica, scelta che tante famiglie che hanno persone anziane, malate o disabili da assistere fanno in modo che il proprio caro sia sempre a contatto con una persona che ormai è parte integrante della famiglia.

Sono tante, infatti, le badanti, soprattutto conviventi (ma anche badanti ad ore) che vengono considerate persone di famiglia una volta che instaurano un rapporto con la persona che assistono e a cui voler bene.

E’ bene sapere che anche nel caso di assistenza presso ospedali o altre strutture di ricovero, restano immutate le condizioni di lavoro della badante. Per periodi di ricovero brevi la badante non ha il dovere di prestare assistenza ospedaliera all’anziano. Per periodi lunghi di ricovero invece, la badante ha il dovere, se non si cessa il rapporto di lavoro, di prestare la sua opera nel luogo dove è ricoverato l’anziano.

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La badante e l’incontinenza: una riflessione su Roma

Aes Domicilio nella sua esperienza nel trattare problematiche di anziani, ha deciso di trattare un tema particolare, considerato ancora un tabu; l’incontinenza. Le dimensioni del problema sono sfumate, per la natura del problema stesso: perché  genera imbarazzo, vergogna, e così si tende a nasconderlo, anche se ignorarlo è di fatto impossibile.

Si stima infatti che a soffrire di incontinenza (urinaria e fecale) siano circa 36 milioni di persone in Europa, 5 solo in Italia (3 milioni le donne e 2 gli uomini), soprattutto gli anziani, una popolazione dove il problema raggiunge dimensioni enormi.  Ad esempio il 50% di anziani ricoverati nelle case di cura può soffrire di incontinenza fecale e fino al 75% di incontinenza urinaria.

Convivere e gestire i problemi di incontinenza significa fare i conti, tutti i giorni, con il disagio e l’imbarazzo con le rinunce vengono di conseguenza, come il semplice desiderio di una passeggiata fuori casa.

Anche per chi non soffre di incontinenza grave o di patologie afferenti, qualsiasi forma di interazione sociale può essere vissuta come un disagio. Perché non è detto che un bagno sia sempre disponibile e a portata di mano; viene così da considerare che l’unica soluzione per la convivenza con il problema sia l’isolamento.

Gestire l’incontinenza non è semplice neanche a casa e ognuno ha esigenze e problematiche diverse a cui rispondere. Cosa che Aes Domicilio cerca di fare con l’aiuto di chi assiste gli anziani in casa: badanti conviventi, badanti ad ore, ma anche badanti di condominio o chi presta servizi infermieristici e servizi psicologici. Nel nostro ampio database, abbiamo anche a disposizione professionisti specializzati nella gestione PEG catetre mobilizzazione.

Prepariamo quindi un gruppo di badanti esperto nel poter capire e decidere quale prodotto assorbente utilizzare, come e dove trovarlo, quanto è ingombrante, quanto è discreto, se irrita la pelle ed è facile metterlo. Le badanti stanno attente a quante volte l’anziano va in bagno, se riesce a muoversi da solo, come fare al meglio comfort e igiene.

Queste argomentazioni sono controllare e gestite dalle badanti, dal personale che si occupa di assistere e accompagnare le persone più fragili e gli anziani. Sono i famigliari e badanti, che devono fare i conti con l’incontinenza, cercando soluzioni e strategie per gestire il problema da un lato, e per contribuire a cancellare lo stigma dall’altro.

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Le badanti No Vax a Roma

Si rischia il caos con disagi per un milione di famiglie in tutta Italia.

In media più di 9 badanti su 10 (92%) sono donne, un quarto è italiana, oltre la metà arriva dai Paesi dell’Est Europa e il resto arriva da paesi come l’Africa e il Sudamerica, dove la copertura vaccinale è molto  bassa che in Italia e dove la resistenza sociale a immunizzarsi è molto più forte.

C’è una decina di lavoratrici straniere, peruviane e dell’Est Europa, immunizzate con sieri che non sono riconosciuti e quindi sono considerate non vaccinate e devono sottoporsi a tampone ogni 48 ore per poter lavorare.  Di  fronte ad uno stipendio limitato devono pagare circa 200 euro per i tamponi. Il problema interessa anche le famiglie dell’anziano, perché nel caso in cui le badanti  si rifiutassero di fare il tampone, non potrebbero prestare servizio ma nemmeno essere licenziate.

Non si potrebbe introdurre una deroga che consente scaricare il Green pass purché vaccinati con Sputnik? Sono vaccini che stati considerati efficaci.

Il controllo della certificazione della badante spetterà al datore di lavoro: in caso di inadempienza, è prevista una multa da 400 a 1000 euro. Per la badante la sanzione è più alta e va da 600 a 1500 euro. Questo vale per la badante convivente, come per la badante ad ore e anche la badante di condominio

Naturalmente il problema diventa per gli anziani come controllare il greeen pass, potrebbero avere non poche difficoltà nell’uso dell’applicazione VerificaC19 per la scannerizzare del codice Qr. La soluzione potrebbe essere il certificato cartaceo, anche se un documento stampato è sempre più facile da falsificare, soprattutto agli occhi delle persone meno giovani.

Accanto a badanti e colf  non immunizzati, un’altra buona percentuale è costituita da persone vaccinate nei Paesi d’origine Romania, Ucraina, Moldavia, Filippine con  il russo Sputnik o il cinese Sinovac, che non sono riconosciuti dall’Ema e quindi non danno accesso al Green Pass.

Per una famiglia sarebbe ingiusto dover licenziare una badante che di fatto è vaccinato, ma non può comunque ottenere la certificazione verde. Non si vuole sdoganare l’uso di questi vaccini nel nostro Paese, ma di riconoscere la loro validità per l’accesso al Green pass da parte di persone che devono poter lavorare, come le badanti.

Il problema successivo che si va a creare è il lavoro nero. L’istituzione del Green Pass per le badanti potrebbe anche fare emergere rapporti irregolari. Durante la prima ondata della pandemia già erano stati scoperti durante i controlli delle autocertificazioni usate dai lavoratori per gli spostamenti.

Prima ancora che il governo estendesse l’obbligo di certificazione verde, la scelta di dedicare Open day vaccinali per le badanti era stata presa in considerazione da molte regioni.

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Green Pass e badanti: scattato l’obbligo dal 15 ottobre anche a Roma

Scatta  l’obbligo di Green Pass anche per i lavoratori domestici. La categoria sulla quale riversano la propria preoccupazioni ipotizzando una situazione caotica e critica, Aes Domicilio ha notato anche le reticenze sulla validazione dello Sputnik e alla campagna vaccini indietro in alcuni paesi dai quali proviene una buona fetta di badanti. Ovviamente la problematica va a impattare proprio sulle categorie più fragili come anziani e disabili.

La delicatezza del tipo di lavoro e le caratteristiche del datore di lavoro privato, quasi sempre un anziano o disabile bisognoso di assistenza, fanno molto pensare; Il lavoro domestico è già stato messo in crisi dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza; infatti, alcune badanti straniere che hanno titolo per richiederlo, essendo in Italia regolarmente da più di 10 anni, preferiscono questo sussidio al contratto di lavoro in regola.

Aes Domicilio è sempre sul pezzo, riuscendo sempre a seguire  le richieste da parte di familiari e amministratori di sostegno di anziani, che contattano Aes Domicilio per la selezione di una badante professionale.

Naturalmente in questo momento storico le famiglie sono molto preoccupate per due problemi,  ci sono badanti senza Green Pass che risiedono a casa dell’assistito, dunque mantenendo il diritto alla residenza e ci sono badanti che hanno fatto un vaccino non riconosciuto come valido in Italia per l’ottenimento della certificazione, come lo Sputnik.

Ci sono stati come la Romania che sono fanalino di coda in Europa per il numero di vaccinati, solo il 25% della popolazione e che per il datore di lavoro  la propria badante è indispensabile ed insostituibile, anche da un punto di vista affettivo ed emotivo.

E la sanzione per gli inadempienti legati al fatto che la badante non possa più presentarsi sul posto di lavoro, sarebbe inaffrontabile.

Il problema riscontra Aes Domicilio è molto sentito ed urgente anche perché mette a rischio la salute degli anziani visto che sono le categorie più colpite dall’emergenza sanitaria.

Chissà se per questa categoria di badanti, possa essere prevista una modalità di controllo sanitario che non gravi solo sul datore di lavoro, dal momento che la priorità è la tutela della salute degli anziani.

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Roma: che succede quando le badanti invecchiano?

Le badanti sono le figure a cui affidiamo la parte più preziosa e vulnerabile delle nostre famiglie: gli anziani, le persone vulnerabili,  il sostegno su cui basiamo l’organizzazione delle nostre giornate. Aes Domicilio si è posta la questione osservando che le badanti avranno bisogno di assistenza.

Sono arrivate in Italia giovani madri e mogli alla fine degli anni ’90, per far fronte alle necessità delle loro famiglie in quei paesi travolti dai cambiamenti geopolitici. Molte badanti  hanno più di 65 anni e continuano a lavorare perché non hanno maturato il diritto alla pensione, oppure perché ancora hanno bisogno di soldi da mandare alle loro famiglie nel paese di origine.

Ma i problemi per le badanti arriveranno presto, quando l’età non permetterà più loro di essere attive.

Siamo quindi di fronte a un generale invecchiamento di una componente significativa della popolazione femminile straniera residente in Italia che si accompagna  l’invecchiamento delle badanti impiegate come assistenti familiari. Giovani anziane che assistono persone anziane o molto anziane.

Molte persone tra uomini e donne nel pieno della propria carriera lavorativa o già in pensione si trovano improvvisamente incapaci di sbarcare il lunario e intraprendono l’emigrazione internazionale.

Le donne di mezz’età che vengono a svolgereil lavoro di badante rappresentano un segmento significativo di questi flussi e tra queste le pensionate costituiscono una categoria tipica dell’emigrazione da determinati paesi.

Si tratta di 50enni che in molti casi erano appena andate in pensione dato che l’età pensionabile era di 55 anni e che percepivano un assegno irrisorio. Con l’avanzare dell’età esse rischiano di diventare sempre più precarie, poiché le loro capacità lavorative sono poco spendibili in un mercato del lavoro che richiede lavoratrici né troppo giovani, considerate inadatte ad assistere gli anziani, né troppo anziane ritenute troppo deboli fisicamente.

Accanto alle italiane e alle donne dell’Est Europa (il 53 per cento), aumentano le asiatiche e le africane, e diminuiscono le donne del Sudamerica, spinte in Europa anni fa anche dalla possibilità di ricongiungersi ai mariti. A sorpresa, però, aumentano gli uomini .

Si è notato quindi durante la selezione delle badanti, come Aes Domicilio accolga nel suo portfolio di badanti sempre più uomini, e persone che arrivano da ogni parte del mondo.

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L’animale domestico, l’anziano e la badante a Roma

E’ in forte crescita la tendenza negli over 65 di avere almeno un piccolo animale da compagnia al proprio fianco; tra il 2015 e il 2017 la percentuale è passata infatti dal 39% al 55%.

Aes Domicilio ha raccolto qualche informazione sulla scelta dell’animale da compagnia più adottato dagli anziani troviamo il cane, al primo posto del podio, seguito dal gatto, i canarini ed infine i pesci. Portare a spasso il cane, per l’anziano in compagnia della propria badante selezionata da Aes Domicilio,  vuol dire ridurre il rischio di incorrere nelle tipiche patologie derivanti da una vita sedentaria.

Inoltre, aumenta l’autostima e il senso di utilità, soprattutto se svolto con l’aiuto di una badante.

La relazione che si instaura tra anziano e animale, giova alla salute del proprietario. Sull’anziano, pur se non autosufficiente, occuparsi dei bisogni del pet crea gioia e serenità, aiutato dalla badante.

Inoltre crea la consapevolezza di essere importanti per qualcuno. Ma anche laddove l’anziano non sia in grado di curare l’animale, e quindi viene gestito dalla badante,  la sola presenza dello stesso crea una relazione affettuosa.

Un gatto che si avvicina strofinandosi affettuosamente richiedendo solo coccole determina una reazione positiva, l’anziano lo accarezzerà, e toccare delicatamente un animale è un’esperienza sensoriale: sentire il calore dell’animale, percepire il suo respiro e toccare il pelo soffice stimola positivamente l’anziano. E se l’anziano non è in grado di coccolarlo si sentirà comunque amato dall’amico peloso, poiché la badante permetterà questo tipo di relazione.

La manifestazione di affetto è una terapia: sia se la si fa sia se la si riceve.

Questa attività avrà effetti positivi anche sulla relazione badante e anziano. Il prendersi cura insieme rafforza il legame empatico tra la badante e l’anziano. Indubbiamente l’animale contribuisce ad instaurare una buona relazione tra badante e anziano. Il trovarsi insieme a curare il pelosetto facilita la creazione di un rapporto di fiducia aumentando la serenità in casa. Anche per la badante stessa, avere un animale da accudire, la farà sentire di più parte della famiglia, e la aiuterà a tenere lontani i rischi di pressione psicologica ed emotiva a cui una badante può essere soggetta.

Visti tutti questi aspetti positivi possiamo dire che la presenza di un amico peloso in casa può solo essere salutare.

Pertanto, vi possiamo consigliare di cercare una badante qualificata ed amante degli animali, ed Aes Domicilio può.

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La videosorveglianza delle badanti: il caso di Roma

La disciplina della videosorveglianza è uno dei temi trattati da Aes Domicilio che si prende cura delle famiglie selezionando badanti. La disciplina è  stata trattata dalla L. 300/1970 c.d. Statuto dei Lavoratori, che permetteva l’installazione di impianti audiovisivi per il controllo a distanza dell’attività dei lavoratori esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale .

La materia però fin’ora non era stata affrontata dal punto di vista del lavoro domestico con badante.

Nell’ambito del lavoro con le badanti è sufficiente rispettare la normativa sulla privacy (D.Lgs. n.196/2003) che prevede in capo al lavoratore il diritto alla riservatezza e quindi l’obbligo per il datore domestico di informare la badante ed ottenere il consenso preventivo da quest’ultimo circa l’installazione di apparecchiature di videosorveglianza.

Se invece il datore decidesse di installare i dispositivi in un momento successivo a quello dell’assunzione ma la badante non fornisse il suo consenso a tal fine, ne conseguirebbe la possibilità data alle parti di recedere dal contratto in precedenza stipulato.

Del tutto diversa la questione quando le apparecchiature siano installate con lo scopo di evitare possibili attività criminali, come il furto di oggetti preziosi o comportamenti violenti nei confronti della persona assistita. In questo particolare caso infatti la giurisprudenza stabilisce che non è necessario il consenso della badante e nonostante la mancanza di questo le prove ricavate dalla registrazione degli impianti potrebbero essere validamente utilizzate in sede di processo penale.

Se però con la scusante di evitare possibili attività criminali da parte della badante, ci si accorge che la badante stessa non svolge le sue mansioni come stabilito al momento della stipula del contratto di assunzione, non è possibile utilizzare le prove raccolte per un eventuale ricorso al giudice del lavoro.

Aes Domicilio ricorda sia alla famiglia che alla badante, che quello che viene visualizzato, dove un dipendente ruba dalla casa o che si appropria di alcuni oggetti del magazzino, una badante che picchia l’anziano, si addormenta davanti alla televisione, le prove registrate dalle telecamere anche se acquisite senza il consenso della badante e dei sindacati, possono essere utilizzate in un eventuale processo penale contro la badante stessa.

Il compito che Aes Domicilio fa per la famiglia è comunicare che se l’anziano non è soddisfatto dell’opera del lavoratore domestico e la vuole licenziare, il CNNL  prevede,  il recesso libero  ossia senza giusta causa o giustificato motivo  purché sia dato il preavviso. Insomma, non valgono le comuni regole dei dipendenti che difficilmente possono essere licenziati.

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Roma: la badante e la cura

L’anziano è una persona fragile che richiede un supporto costante, è ciò di cui si occupa Aes Domicilio, attraverso la selezione di badanti per gestire servizi di qualità e personalizzati sulle esigenze dell’assistito e della sua famiglia.

In particolar modo Aes Domicilio si occupa della parte rivolta all’assistenza degli anziani a domicilio, con servizi in grado di soddisfare le necessità dell’anziano che si trova in condizioni di temporanea, parziale o totale non autosufficienza.

Ci sono tanti vantaggi nel prendersi cura in modo domiciliare con badanti per gli anziani, di seguito Aes Domicilio ne elenca alcuni.

  • L’aiuto ricevuto all’interno di un contesto familiare aiuta l’anziano a riprendersi prima o, in generale, ad affrontare meglio la propria condizione;
  • Viene ad esserci una  personalizzazione dell’intervento assistenziale, fatta da Aes Domicilio, la selezione, è massima, poiché la badante è concentrato esclusivamente su un paziente;
  • C’è una diminuzione dei  periodi di ospedalizzazione non necessari, le badanti sono in grado di gestire condizioni di salute croniche ed eventuali disagi; le badanti effettuano un controllo riguardo all’igiene, alla dieta e alle condizioni di salute dell’anziano;
  • L’aiuto delle badanti è non solo materiale, ma anche emotivo;
  • La badante può monitorare la salute dell’anziano riguardo la pressione sanguigna, la temperatura corporea, la frequenza cardiaca, la respirazione, oltre che controllare se le eventuali prescrizioni mediche o trattamenti siano seguiti.

La badante selezionata da Aes Domicilio è dunque  utile sia in casi di fragilità dell’anziano che in casi meno gravi, ma per cui il supporto continuativo può fare la differenza per il benessere e le condizioni di salute della persona assistita.

Prendersi cura di un anziano è un compito estremamente delicato. Servono dolcezza, sensibilità, sicurezza, ma anche competenze solide e specifiche.

Aes Domicilio nella selezione delle badanti, si assicura sulla preparazione della stessa, che deve essere in grado di controllare che l’anziano possa riposare su un materasso adeguato per le sue patologie, abbastanza morbido da limitare la formazione delle lesioni da decubito e sempre pulito. Con una persona allettata controllare almeno ogni 4 ore, facendo cambiare posizione all’anziano spostandolo sul fianco opposto e verifica che indossi sempre biancheria morbida.

La badante selezionata da Aes Domicilio esperta nell’usare un sollevatore, ed eseguire le manovre specifiche di sicurezza per spostare l’anziano dal letto alla carrozzina e viceversa. La badante crea un rapporto di fiducia e di confidenza con l’anziano assistito per aiutarlo a sentirsi curato e tranquillo i, anche nei momenti più difficili in cui avrà più bisogno di te. Altro aspetto importante della badante è incoraggiare l’anziano a non lasciarsi andare, a mantenere vive le sue passioni, a trovare nuovi interessi, a comunicare e a svolgere in autonomia più mansioni possibili, nel rispetto delle sue capacità.

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