Il problema degli anziani raggirati a Roma

Si sente molto spesso parlare di anziani raggirati dalle loro badanti, è utilizzata soprattutto la manipolazione psicologica, è quella condotta rivolta a sottomettere una persona alla volontà di un’altra. Così facendo, il manipolatore schiavizza il manipolato fino a cancellare la sua autonomia decisionale, distruggendone l’autostima e rendendolo dipendente a sé.

Questo può esistere e può succede anche agli anziani, anzi soprattutto, sia da persone sconosciute che dalle badanti.

Per stabilire come difendersi da un manipolatore mentale bisogna innanzitutto comprendere come avviene la manipolazione mentale. Aes Domicilio spiega di cosa di cosa si tratta,  il più delle volte chi fa manipolazione è una persona già unita da qualche legame in forza del quale una di queste prende il sopravvento sull’altra fino a soggiogarla. Il che avviene con ricatti, minacce, pretese intervallate da finte e strumentali concessioni: il classico gioco del bastone e della carota; purtroppo possono essere anche le badanti, specie le badanti conviventi che trascorrono con l’anziano molto tempo al giorno.

Proprio perché il concetto di manipolatore mentale è talmente ampio da abbracciare condotte lecite ed illecite, nel 1981 la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il reato di plagio. Prima di questa data, plagiare – ossia manipolare – una persona costituiva reato. Il punto però era che la condotta descritta dal Codice penale era talmente ampia e generica da non potersi definire con precisione. Non si riusciva cioè a capire chi fosse colpevole di plagio e chi no.

Prima del 1981, chi manipolava psicologicamente una persona poteva essere incriminato e condannato penalmente.

Nell’ambito dei rapporti di convivenza, il reato di maltrattamenti non deve essere inteso solo come le vessazioni ma come il comportamento di chi causa un dolore psicologico o una manipolazione nei confronti del convivente. Secondo la Cassazione, infatti, nei maltrattamenti non rientrano soltanto i pugni, gli schiaffi, le lesioni, le ingiurie e le minacce, ma anche gli atti di disprezzo e di offesa alla dignità, idonei a causare sofferenze morali.

Se la sofferenza si tramuta in una soggezione psicologica totale, potrebbero allora integrarsi gli estremi del reato di maltrattamenti in famiglia.

Anche la badante, che si fa sposare dall’anziano, non può essere ritenuta responsabile di manipolazione ai suoi danni se l’assistito aveva integre le proprie capacità mentali. Ma se lo ha minacciato di lasciarlo da solo, al freddo, senza cibo e medicine, allora c’è responsabilità penale e per di più il matrimonio è annullabile.

Troppo spesso gli anziani sono raggirati proprio da persone a loro vicine, che approfittano della loro relazione e della fiducia in loro riposta. Nulla volendo togliere ai legami di sincero affetto reciproco, che si instaurano fra un soggetto anziano e la badante,  può talvolta accadere che alcuni soggetti tentino di ottenere di più di quanto spetterebbe loro; è frequente, ad esempio, il caso in cui l’anziano faccia una donazione alla persona che lo assiste.

La circonvenzione degli anziani, oggi, ricade nel reato di truffa previsto dall’art. 640 del codice penale, con pene da uno a cinque anni di carcere e multa da 51 a 1032 euro. Con la nuova legge diventerà un reato autonomo applicabile a chiunque che “abusando della condizione di debolezza o di vulnerabilità dovuta all’età di una persona, induce taluno a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lui o per altri dannoso”.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

Roma e l’etimologia della Badante

L’Associazione Aes Domicilio, leader nel settore di selezione badanti, vuole far conoscere bene a tutti coloro che utilizzano la parola “badante“, da dove arriva, quali sono le sue origini.

Il verbo badare può avere più significati, in base ad un determinato contesto. Si può reggere la preposizione semplice “di” o “a”:

  • attendere a qualcosa, averne cura esempio:  badare alla casa, badare ai figli, ecc…
  • fare attenzione a qualcuno o qualcosa esempio:  bada a ciò che dirai! , e nel caso di presenza di una negazione si preferisce la forma “badare di” , esempio bada di non tornare tardi.

Il  sostantivo badante è il participio presente proprio del verbo badare. Quindi la badante è una persona addetta per professione alla cura delle persone anziane, infatti qual è il lavoro della badante? Prendersi cura di qualcosa o di qualcuno, sorvegliare; fare attenzione.

L’etimologia della parola deriva dal latino batare ‘spalancare la bocca’, di origine imitativa. Nel ‘badare’ rientra un notevole insieme di azioni che variamente afferiscono allo star dietro con attenzione a qualcuno o a qualcosa. Si può classicamente badare ai bambini piccoli come fa una babysitter; raccomandandoci con qualcuno d’essere puntuale gli diciamo di badare di non far tardi; tenere a bada i nemici, badare al faro in pace e solitudine,  badare al gregge.

Ma il percorso etimologico tramite cui si arriva a questi significati è una vera sorpresa: badare in latino significava infatti ‘spalancare la bocca’. Questa azione può essere ricondotta allo sbadiglio, ma è anche una manifestazione di meraviglia. Così il batare acquistò anche il significato di ‘guardare con stupore’ – aprendo le porte, nei suoi derivati, a quello (ormai desueto) di ‘indugiare’ e quello consueto di ‘fare attenzione’.

La badante entra nel 2002 tra le parole nuove dell’Accademia della Crusca, che indaga sulla sua origine: “una volta era usato per chi accudiva gli animali: le greggi, le oche o bisognosi di lavoro continuativo come le vacche, i vitelli. Adesso il termine badante è entrato in un testo di legge e si riferisce inequivocabilmente a colei (o colui più raramente) che bada alla persona”.

Oggi che è maggiorenne, badante è la parola più usata per indicare persone, nella maggior parte dei casi immigrate, che si occupano di anziani o disabili soprattutto presso privati.

Altra piccola curiosità, la badante deve la sua fortuna sui media alla spinta di alcune dichiarazioni di esponenti della Lega Nord, al Carroccio è tornata come un boomerang, usata (in modo sicuramente non lusinghiero) nelle cronache sullo scandalo giudiziario che ha travolto il Partito e la famiglia del leader delle camicie verdi. La badante resiste, forte della sua origine burocratica.

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Roma, si avvicina il Natale per gli anziani

Siamo ad inizio novembre, si sta avvicinando il Natale e per gli anziani è un periodo è importante dove si vede riunita tutta la famiglia, così da poter condividere tutti insieme dei momenti di felicità; è brutto lasciare gli anziani soli a Natale, soprattutto quando questi hanno ormai perso il proprio compagno di vita o abitano lontano dal resto della propria famiglia; ecco perché queste festività sono dei momenti di fondamentale importanza per vivere assieme vecchi ricordi e crearne di nuovi.

Ecco perché esiste Aes Domicilio che con le sue badanti selezionate, permette all’anziano di non essere solo, anzi la badante convivente può essere un aiuto e una compagnia per tutta la famiglia, e anche viceversa.

La badante è lontana dalla sua famiglia e per questo la famiglia dell’anziano è diventata un po’ sua.

E’ di fondamentale importanza che i figli trascorrano le proprie vacanze di Natale con gli anziani genitori, in modo da far sentire all’anziano tutto l’affetto che le persone a lui care provano per lui.

Con l’avvicinarsi del Natale sono moltissimi gli anziani che sono tristi e spaventati dall’idea di trascorrerlo da soli, lontano dai proprio affetti familiari. Avere una badante selezionata con Aes Domicilio può aiutare sia la famiglia che l’anziano anche durante il periodo natalizio.

Purtroppo, non è detto che i familiari ritornino alle proprie origini per trascorrere le festività; allora l’anziano e magari anche la badante possono trovare altre soluzioni, come per esempio l’invito da parte dei vicini a condividere il pranzo, fornendo così un piccolo momento di serenità e gioia condivisa.

A Natale si è sempre alla ricerca di idee regalo, ma cosa mettere sotto l’albero per i nostri cari anziani? Alcuni regali per anziani che possano aiutarli nella giornata, e possano aiutare anche la badante: articoli per la pulizia della casa come un robot che pulisce da solo spazzando e aspirando il pavimento o lo lava e lo lucida; poltrone ortopediche motorizzate;  telefoni cellulari, con tasti grandi e schermo ben visibile; televisori moderni.

Il Natale non è solo un giorno in cui scambiare i regali con i propri cari, ma un’occasione per trascorrere del tempo con la propria famiglia, gli anziani in compagnia della badante insieme ai parenti; condividendo con loro un buon pranzo e momenti di affetto. All’enorme tavolata della giornata di Natale, preparata con l’aiuto della badante, siedono persone di ogni tipo di età e tra di queste vi sono anche gli anziani, pertanto, cosa preparare da mangiare per le persone anziane senza appesantirle?

Sicuramente le badanti preparate selezionate da AesDomicilio propongono sempre due tipi di pietanze, in maniera tale che vi sia sempre un’alternativa leggera che permetta agli anziani di godersi la festa senza preoccupazioni. Evitare di proporre cibi troppo elaborati, ricchi di condimenti di ogni genere, piuttosto vi consigliamo di offrire delle salse alle verdure, che consentono una digestione più facile agli anziani.

Bisogna però considerare che è un giorno di festa per tutti, quindi concludere il pasto della persona anziana offrendogli come dolce una fettina di pandoro o di panettone sarà un’ottima soluzione.

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Il nero, la famiglia e la badante a Roma

Aes Domicilio affronta tutti i giorni una lotta contro il lavoro in nero, in particolare mettendo in guardia le famiglie sulle badanti che si offrono senza contratto, e anche alle badanti stesse, consigliando di accettare sempre un contratto in regola, con tutte le spettanze che si meritano.

Innanzitutto lavorando in nero si va incontro a una serie di conseguenze di carattere amministrativo, cioè di sanzioni che non rientrano nel penale. Tuttavia, gli importi da pagare come multa se si dovesse scoprire una badante convivente in nero, possono essere particolarmente elevati e questi si applicano sia ai casi in cui il datore di lavoro è un’azienda che a quelli in cui è una semplice persona fisica.

Se la badante è una cittadina italiana o straniera regolare, i rischi per il datore di lavoro si limitano solo al campo amministrativo per quanto riguarda i rapporti con lo Stato.  Aes Domicilio da indicazione di quali sono le sanzioni:

  • se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro;
  • se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro;
  • se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200.

Come associazione che si preoccupa della selezione delle badanti, ha a cuore il buon esito del servizio ed è attenta alle famiglie, proponendo sempre contratti in regola, quindi Aes Domicilio pone quindi una domanda: hai una badante che si prende cura di un familiare ma non hai potuto assumerla, e quindi la tieni “in nero”, non pagandole i contributi? Attenzione perché non si sa che, sebbene si paghi uno stipendio alla badante in nero, questo è sfruttamento e che che la badante dopo un po’ di tempo ti può fare causae chiedere un risarcimento per le somme non percepite.

Quando la badante fa causa al datore di lavoro, il giudice si esprime sempre positivamente nei confronti della badante, in quanto assumere una persona in nero è irregolare e punito dalla legge. I problemi però non sorgono solo per il mancato pagamento dei contributi e l’iscrizione all’Inps.

Assumere una badante in nero comporta anche il pagamento di tutte le somme non retribuite, naturalmente di spettanze della badante: 13esima, tfr, contributi, festività, ecc.

Alcune famiglie pensano che le badanti che lavorano a nero non dispongano della cifra necessaria per poter affrontare una causa legale. La verità è che per la badante è sufficiente recarsi a qualsiasi sindacato per poter avviare un dialogo con un avvocato specializzato nel settore che valuterà quanto si potrà richiedere e andrà ad introdurre un giudizio per ottenere l’importo massimo da richiedere sulla base delle violazioni che ha constatato.

Assumere direttamente vuol dire farsi carico di tutti i doveri del datore di lavoro, tra cui dedicare del tempo per:

  • seguire la parte contabile e retributiva;
  • gestire orario di lavoro e segnare straordinari;
  • accantonare TFR e gestire pratiche di chiusura;
  • supervisionare attivamente l’operato del badante.

Ecco quindi il perché entra in gioco la Aes Domicilio, perché è un’associazione che si prende in carico la famiglia, seleziona il personale preparato e offre un sostegno tutto in regola.

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Il licenziamento della badante a Roma

Aes Domicilio affronta un tema importante ai fini della ricerca della badante; il licenziamento.

Una colf o una badante assunta con contratto a tempo indeterminato può essere licenziata nei casi previsti dalla legge e che sono in generale gli stessi previsti per gli altri tipi di contratto. Il rapporto di lavoro può interrompersi per scadenza del contratto, per licenziamento, per dimissioni, oppure per accordo tra le parti.

Il licenziamento di una badante è legittimo e non è necessario che sussista il requisito della giusta causa o di un giustificato motivo, l’importante è che devono  essere rispettati i termini di preavviso di licenziamento, durante il quale il datore di lavoro può decidere se far lavorare o meno la badante.

In caso di gravi inadempimenti da parte della badante convivente, il licenziamento può avvenire subito, senza preavviso.  Si intende per esempio dei comportamenti o omissioni talmente gravi da minare la fiducia tra datore di lavoro e dipendente, come minacce, furto subito o maltrattamento della persona anziana da accudire. In casi di specifica gravità, oltre al licenziamento, la badante risponde anche penalmente.

Aes Domicilio in qualità di aiuto alla famiglia nel disbrigo di qualsiasi pratica, rispetto al licenziamento si sofferma sul punto della firma del lavoratore: un problema non da poco. Questa regola riguarda qualsiasi tipo di licenziamento: sia quello per ragioni disciplinari (licenziamento per giusta causa), sia quello per ragioni aziendali (licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Nel caso poi di licenziamento disciplinare, deve essere rispettato un terzo requisito: il provvedimento deve essere comunicato “tempestivamente”, ossia senza far decorrere troppo tempo dal fatto oggetto di contestazione, per consentire al dipendente di reperire le prove a propria discolpa e potersi difendere.

Non sono previste particolari modalità di comunicazione della lettera di licenziamento per la badante.  Vi è ora una nuova posizione secondo cui la comunicazione può essere inviata anche con mezzi diversi dalla tradizionale carta: ad esempio con l’email alla badante(anche non certificata) o addirittura con un messaggio via WhatsApp al numero della badante.

L’importante è che vi sia la prova del ricevimento. La Cassazione ora ritiene necessario e sufficiente solo che l’atto scritto di licenziamento sia portato a conoscenza della badante, a prescindere dalle modalità di trasmissione dello stesso.

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Roma e l’amministratore di sostegno

Aes Domicilio si prende carico della selezione delle badanti per le famiglie di anziani che contattano per avere una badante che possa curare il proprio parente.

Un fatto che può accadere nelle famiglie di chi contatta Aes Domicilio, per trovare la badante convivente o badante ad ore, è trovarsi di fronte ad un Amministratore di Sostegno. Per diventare Amministratore serve un procedimento particolarmente semplice, proprio per consentire a chiunque di accedere a questo servizio: è sufficiente presentare presso la Cancelleria del giudice tutelare del Tribunale competente un ricorso contenente le generalità dell’interessato e dei suoi familiari, indicando quali bisogni e situazioni hanno portato a richiedere la nomina dell’Amministratore di Sostegno.

Il giudice provvederà a designare la persona ritenuta più adatta (nella maggior parte dei casi è il familiare più stretto), ed emanerà un decreto in cui saranno indicati i compiti dell’Amministratore.
Dal decreto risulteranno quali azioni il beneficiario potrà continuare a svolgere autonomamente e quali azioni dovranno invece essere compiute con l’aiuto dell’Amministratore.

L’associazione Aes Domicilio ha effettuato una ricerca per capire al meglio il servizio di amministratore. Innanzitutto chi può diventare amministratore? Chiunque! Non sono richieste particolari competenze o requisiti: è previsto che possano essere nominati come Amministratori di Sostegno i parenti o i soggetti stabilmente conviventi con il beneficiario del provvedimento; quindi anche le badanti; può anche accadere che il Giudice Tutelare decida di nominare un soggetto estraneo alla compagine familiare.

Non può essere nominato amministratore di sostegno ad esempio colui che non ha la libera disponibilità del proprio patrimonio, oppure il figlio riguardo al quale tale esclusione sia stata stabilita (con disposizione scritta) da parte del genitore, chi sia stato rimosso da una tutela o dichiarato decaduto o sospeso dalla potestà genitoriale, oppure colui che sia stato dichiarato fallito.

I poteri dell’amministratore di sostegno sono quelli stabiliti nel decreto di nomina, ovvero in tutti i successivi provvedimenti emessi dal giudice tutelare d’ufficio o sull’impulso di una parte. Egli ha il dovere di assistere e il potere di compiere in nome del beneficiario e per suo conto solo gli atti presi in considerazione nel decreto di nomina (ad esempio pagare le utenze, la badante, gestire la pensione, ecc); l’Amministratori di Sostegno interviene quale rappresentante dell’amministrato negli atti giuridici di straordinaria amministrazione (es compravendita di immobili, di auto).

La prassi vigente prevede un’assenza di indennità a favore di parenti/amici, ma il riconoscimento di un’indennità a favore del professionista nominato dal Tribunale, che viene sostenuta dal beneficiario stesso o dai suoi eredi (indennità di fine amministrazione per sopravvenuto decesso).

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Roma e la badante in salute

Perché è importante la salute ed il benessere psico-fisico della tua badante, oltre che dell’anziano che accudisce? Sicuramente affidarsi ad un’Associazione come Aes Domicilio, che seleziona il personale preparato e ti aiuta a cercare e trovare la badante giusta per le tue esigenze.

La badante convivente, badante ad ore o badante di condominio non è un lavoro composto solo ed esclusivamente  dal “far compagnia all’anziano”, ma si configura di una molteplicità di mansioni che investono l’intera vita quotidiana e non.

Quando ci si rivolge ad una badante bisogna tener ben presente le mansioni che dovrà svolgere, e tenerle presenti significa dichiararle in modo preliminare; non si può pensare di assumere una badante in casa propria e volere che diventi una sorta di “tutto-fare” domestico.

La badante convivente o badante a ore che si dovrebbe “far compagnia all’anziano” ma prima di tutto “assisterlo” cioè offrirgli le cure di cui necessita.

Le badanti assistono per lo più persone non autosufficienti dal punto di vista fisico e mentale , solo il 19,1% lavora per persone completamente autosufficienti.  Le badanti si fanno carico di assistere quelle persone che, per le famiglie, rappresentano un vero “rebus assistenziale” poiché hanno bisogni di cura complessi e costanti.

Un dato fondamentale per comprendere la situazione lavorativa delle badanti è il supporto di altre figure assistenziali come assistenti domiciliari, infermieri/e, assistenti sociali. Al riguardo, il 60% delle lavoratrici afferma di occuparsi completamente da sola dell’assistenza. Il dato restituisce uno scenario preoccupante: le badanti che assistono persone con gravi problemi psico-fisici, in un caso su due, sono sole.

C’è poi il logoramento psicologico: il 39,4% soffre di insonnia, mentre il 33,9% delle donne intervistate afferma di soffrire di ansia o depressione. Bisogna aggiungere che una badante su tre, nell’ultimo anno, non è mai andata da un medico a controllare il proprio stato di salute.

Dunque, se da una parte, la badante è colei che tutela la salute dell’anziano dall’altra spetta a noi accorgerci della salute della badante; ovvero, di “badare alla badante”, affinché possa svolgere nel miglior modo possibile, cioè serenamente il proprio lavoro, senza che la si abbandoni a quel brutto ruolo di “tutto-fare” domestico, che poi finisce per rendere inefficiente il servizio della badante.

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Roma e la cura nello spostamento dell’anziano

La figura della badante è fondamentale per molte persone con disabilità fisiche e con una situazione di dipendenza. Il lavoro di badante richiede dedizione e pazienza, può essere fisicamente impegnativo perché serve uno sforzo per sollevare i pazienti, per il trasferimento dal letto alla carrozzina e ai servizi igienici e per modifiche posturali, per fare mobilizzazioni.

È necessario ricordare alle badanti  la necessità di prendersi cura di se stesse, così come per i professionisti e i parenti del malato, in modo da poter continuare a svolgere il proprio lavoro in sicurezza e buone condizioni.

Naturalmente è molto importante l’ambiente in cui lavora la badante, la cura e lo stato mentale della badante possono influenzare un malessere della badante, come la mancanza di illuminazione, la carenza di spazio, la fretta o lo stress possono indurre ad adottare posture molto forzate.

La badante deve essere in grado di trovare quelle posizioni che garantiscano una corretta distribuzione del peso e che facilitino lo sforzo dei muscoli per svolgere i compiti quotidiani. Proteggere la parte bassa della schiena, al fine di prevenire il mal di schiena, che può essere altamente invalidante.

È importante quindi per la badante conoscere i metodi giusti per i trasferimenti cioè i movimenti che vengono eseguiti da una superficie all’altra, ad esempio dalla carrozzina al letto, al divano, alla doccia, alla vasca o viceversa, è importante che vi sia un buon coordinamento tra badante e paziente.

Aes Domicilio per effettuare i trasferimenti al meglio, ha alcuni consigli per le badanti conviventi e badanti ad ore: valutare le dimensioni e il peso della persona che trasferiremo; Conoscere il grado di collaborazione; Afferrare il paziente per punti specifici come spalle, fianchi, gomiti e caviglie; Cercare di mantenere asciutta la propria pelle e quella del paziente per evitare lesioni da attrito;  fare forza con le gambe e non con la schiena al momento del sollevamento del paziente; Separare i piedi per avere una maggiore base di supporto; Evitare l’inclinazione del tronco in avanti con l’estensione delle ginocchia, poiché questa posizione è molto dannosa per la schiena.

I sollevatori sono l’opzione migliore per evitare infortuni e garantire trasferimenti sicuri.ù

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Roma e la macchina della badante

Una delle domande che vengono poste durante il momento della scelta delle badanti, cioè durante lo “screening” è se la badante è automunita, o  almeno, possieda la patente di tipo B cioè quella per poter guidare l’automobile.

Questa sembrerebbe una domanda banale che invece investe piani molto ma molto seri e concreti. Molti anziani abitano in zone non del tutto centrali; quindi capita che ci si debba spostare nelle periferie, o in zone di montagna impossibili da raggiungere a piedi, e a volte, impossibili da raggiungere persino con i mezzi pubblici come autobus o taxi. La maggiore richiesta di badanti viene a cadere sulle “badanti ad ore”, dunque badanti che non vivono h24 presso la casa in cui esercitano ma che sono costrette a viaggiare, molte volte è la famiglia a mettere a disposizione un’auto per giungere, altre volte, in assenza di questa, è la famiglia ad offrire il rimborso spese del viaggio, dunque i costi della benzina.

Il più delle volte la famiglia fa subito presente le proprie esigenze, mettendo in chiaro ciò di cui può disporre o meno, ma il fatto che la badante possieda una patente è di estrema importanza, in quanto ciò le farà ricoprire più mansioni e avrà più facilità di trovare lavoro.

Le soluzioni che in questi casi Aes Domicilio propone se non si riesce a trovare immediatamente una figura di badante con patente:

  • di mettere in stand-by, se possibile, la richiesta della famiglia affidando un’altra badante che poi potrà pure diventare la badante prescelta;
  • e nel frattempo dare la possibilità alla badante di prendere ed ottenere la patente di tipo B;
  • trovare un accordo tra la famiglia del paziente e la badante, avere un membro della famiglia disposto a venire a prendere e a riportare la badante;
  • in caso di urgenza cercare di affidare alla famiglia un’altra badante, e cercare allo stesso tempo di trovare in una zona più accessibile un lavoro all’altra badante, così che in caso non riesca ad ottenere la patente, possa comunque lavorare raggiungendo il luogo di lavoro o a piedi o con i mezzi pubblici.

Aes Domicilio seleziona ad hoc la badante automunita o con patente che occorre alle vostre esigenze, grazie al nostro team di screening il quale oltre che a vagliare le competenze della badante, cerca, immediatamente, di creare un profilo che possa soddisfare le esigenze.

Fare la badante convivente o anche soltanto la badante di condominio è un mestiere che richiede una molteplicità di titoli e di abilità, tra cui, forse,  la capacità di poter raggiungere un luogo autonomamente, in quanto la famiglia si affida alla badante proprio per limitare ogni tipo di “perdita di tempo”, e dunque possa concentrarsi su altro.

Se un membro della famiglia dovrà sentirsi vincolato a compiere questo tragitto, e la badante dovrà sentirsi vincolata a ciò, e magari, a causa di un imprevisto, dover perdere un appuntamento o delle ore di lavoro presso un’altra famiglia è altamente auspicabile che la badante sia autonoma.

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La badante nella società: la storia di Roma

Affrontiamo un po’ di storia delle badanti.

Possiamo dire che le badanti nel secolo scorso rientravano nella categoria delle serve, coloro che prestavano la loro attività presso una famiglia benestante.

Infatti la serva era colei che si occupava di pulire la casa, cucinare per i padroni, accudire i componenti fragili della famiglia, presso cui viveva e prestava la sua attività (bambini e anziani). La badante “serva” era a completa disposizione e al servizio della famiglia durante tutto il giorno.

Purtroppo all’epoca non aveva diritti e  il salario che le era corrisposto era piuttosto basso e le mansioni erano davvero tantissime. In pratica queste badanti conviventi erano prive di ogni tutela prestavano le loro mansioni, senza interruzioni, per tutta la giornata, il riposo non era davvero previsto. Le lavoratrici domestiche appartenevano al ceto meno abbiente oppure erano figlie dell’immigrazione da zone meno ricche oppure da paesi stranieri.

Aes Domicilio sociologicamente osserva che nel corso del secolo scorso cambia la famiglia. Nei primi anni del 1900 si viveva ancora in famiglie “allargate” nelle cascine o comunque in un’unica casa vivevano i genitori con i figli, unitamente ai nonni.

Chi aveva un’attività lavorativa all’interno delle famiglie era la figura maschile. Quindi era la donna che restava a casa e la sua occupazione era quella di gestire la casa, i bambini e se necessario gli anziani. Gli anziani infatti vivevano in casa con il nucleo familiare dei figli, tutti insieme.

Naturalmente Aes Domicilio nota che con il passare degli anni cambia l’assetto delle famiglie e gli anziani iniziano ad abitare da soli in alloggi. Quindi inizia ad esservi il problema degli anziani soli e bisognosi di assistenza; considerando che si vive sempre più a lungo è una problematica sempre in crescita nella società.

A partire dalla metà del 1900 la qualità della vita migliora decisamente e  si ha  la quasi scomparsa della categoria dei servitori. Ci sono migliorie che aumentano la qualità della vita, la società moderna deve affrontare un nuovo problema. Gli uomini devono affrontare la diminuzione delle nascite e l’aumento del numero degli anziani, infatti  si è allungata l’aspettativa della vita e con essa sempre più persone hanno bisogno di essere assistite.

Nella società moderna, gli anziani vivono più a lungo e le famiglie devono averne cura.

Ecco che inizia a comparire nell’ultimo ventennio del secolo scorso il significato della parola badante. Con il termine badante ci si riferisce alle assistenti familiari che fanno attività di cura che sono rivolte agli anziani: cura della persona dell’assistito attenzione per la pulizia dell’ambiente in cui vive l’anziano. Sempre più famiglie si rivolgono a donne, per lo più straniere, per la cura dei propri anziani non più autosufficienti.

A partire dai primi anni del 2000, lo Stato è intervenuto per cercare di regolarizzare i contratti per fornire una maggiore tutela alle badanti che hanno avuto come scopo il miglioramento della qualità dell’assistenza agli anziani.

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