Il Rallentamento Fisico, la Badante e la Giusta Terapia a Roma

Un rallentamento dell’attività motoria negli anziani è considerato del tutto normale.

Anche a Roma la presenza della badante in casa, a controllare alcuni momenti della giornata, per evitare che la persona possa cadere o peggio, è molto importante.

L’attività motoria è un toccasana per la circolazione, per il mantenimento della muscolatura, per il benessere generale dell’anziano, anche nel caso di una semplice passeggiata pomeridiana con calma che viene fatta insieme alla badante.

Le manifestazioni più frequenti di una deambulazione difficoltosa sono:

  • la lentezza nell’incedere
  • l’asimmetria con il peso del corpo che si sposta maggiormente su una delle due gambe
  • il cambiamento nei passi

La causa più diffusa che porta al rallentamento e all’incertezza nel passo è sicuramente l’artrosi, una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni.
Un altro disturbo del sistema muscolo-scheletrico è la sarcopenia, un impoverimento del muscolo a causa della mancanza di proteine. L’irrigidimento del muscolo, causato dalla sarcopenia, porta spesso a difficoltà nel sollevare il piede.

La prima vera terapia di contrasto alle difficoltà di deambulazione è fare l’esatto opposto, ossia camminare.

Quindi è importante ricordare come l’attività fisica, che può anche consistere in una semplice passeggiata o in attività motorie leggere e adeguate allo stato di salute della persona, aiutano a mantenere in forza la massa muscolare e a rendere la deambulazione più fluida e sicura.
Nel caso di soggetti con problemi di deambulazione più accentuati, sono molto utili le sessioni di ginnastica dolce o fisioterapia incentrate sull’allenamento della forza e della resistenza.
L’uso di pesi leggeri, del tapis roulant e della cyclette aiuta a fortificare il muscolo e a sostenere la camminata in maniera naturale ed equilibrata.

 

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Roma, Indagine : 7 Famiglie su 10 prendono Badanti In Nero! Attenzione!

La ricerca della badante da parte delle famiglie italiane e di Roma è un fenomeno rigorosamente “fai da te”, nel senso che si ricorre al caro, vecchio passaparola tra conoscenti.

Le famiglie fanno da sole: la carenza di intermediazione nei servizi domestici e nell’assistenza.
Nella ricerca delle badanti , le famiglie tendono ad adottare una logica di prossimità.

La percentuale delle famiglie che ricorre agli strumenti di assistenza pubblica dedicati al sostegno delle persone in condizioni di non autosufficienza sono poco meno della metà delle famiglie in cui sono presenti anziani bisognosi o persone non autosufficienti.

Sappiamo che lo stato può garantire alcuni aiuti alle famiglie:

  • tra gli strumenti più utilizzati c’è l’indennità di accompagnamento (42,1%), mentre le altre tipologie restano tutte sotto la soglia del 10%.
  • L’assistenza domiciliare integrata – un complesso di attività sanitarie e socio-assistenziali offerte a domicilio sulla base di un programma personalizzato, che si pone in alternativa al ricovero in ospedale e permette alle persone non autosufficienti di restare in famiglia – è stata indicata dall’8,2%.
  • Solo il 3,9% accede all’assistenza domiciliare programmata, un servizio che il medico di medicina generale effettua presso il domicilio di un paziente.

Sicuramente le famiglie per il loro caro da assistere si adoperano in ogni modo, assumendo la badante indipendentemente dall’aiuto pubblico.

Un sostegno economico dello stato, diretto e mirato a contenere i costi del personale domestico si riuscirebbe non solo nell’intento di aiutare i datori, come loro stessi chiedono, ma anche a rendere più attrattivo il settore, richiamando più personale e maggiormente qualificato.

 

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A Roma la Storia di Abigail : il Mio Natale

Buon Natale!

Anche a Roma raccontiamo la storia di Abigail:

Tutti si baciano e si scambiano abbracci, e le bollicine di spumante gorgogliano nei calici stretti della festa mentre Abigail, in una casa di un paese in provincia di Trieste, accarezza i capelli spenti di nonna Pia.

Abigail fa parte di quella schiera di badanti straniere che sono arrivate a popolare l’Italia.

Le badanti che vengono accudire anziani e ammalati che sono un fardello troppo pesante sulle spalle degli italiani e invece pesano meno sulle spalle di chi nel proprio paese vive nel bisogno.

Le badanti provengono anche dalla Georgia, terra piena di contraddizioni: bellissima e povera, amabile e ostile.

Le riconosci dagli abiti scoordinati eppure dignitosi, dall’accento incerto, ma soprattutto da quella luce sbiadita che lampeggia negli occhi di tutti coloro che hanno il corpo da una parte e il cuore dall’altra.

La festa va avanti e Abigail, in un angolo, scorre alcune foto sul suo cellulare.
Mostra un video di Tbilisi, capitale della Georgia, con le sue strade che sono una perfetta sintesi tra Oriente e Occidente, gli edifici storici di grandissimo fascino, le fiabesche case colorate della città vecchia.

Mostra con fierezza la fotografia della sua nipotina, due anni, avvolta in un cappello di lana rosa inviato solo qualche settimana prima dall’Italia, in un pacco stracolmo di tanti altri doni usati: cinture, pantaloni, guanti che erano di chi non li vuole più.
E ripensa al suo Natale Abigail, che in Georgia la comunità ortodossa festeggia il 6 gennaio, mentre gli italiani stanno celebrando l’Epifania.

E con il pensiero va alla sua famiglia, che scarterà i regali di Natale sotto un abete la sera del 31 dicembre, per il Capodanno.

Questo racconto vuole essere un augurio sincero per tutte le badanti che arrivano da lontano, che entrano a far parte delle nostre famiglie e vivono con noi le nostre tradizioni, rintanando le proprie in un angolino del cuore.

 

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A Roma una Storia dalla Colombia, parla la Badante Carmen Luz

A roma raccontiamo la storia di Carmen, una badante colombiana.

 

Mi chiamo Carmen Luz e ho 35 anni, appena compiuti.

Sono arrivata in Italia un paio di anni fa, ma non era la prima volta.

Ero già stata qui altre quattro volte, altrettante volte ero ritornata a casa.

Rientravo nel mio paese ogni volta che finiva il lavoro.
La prima volta che sono venuta in Italia avevo 25 anni, li ho compiuti qui e sono rimasta per tre anni. 

Vengo dalla Colombia sono sposata da 15 anni .
Sto bene qui, vado d’accordo con le persone con cui vivo ed è stato così ogni volta.

Però la mancanza delle persone a cui voglio bene è sempre forte.

Questa cosa non cambia mai, non mi sono mai abituata.

È così per tutte le donne straniere che come me fanno le badanti, non solo per me.

 

Il mio lavoro è più o meno uguale tutti i giorni:

  • Ogni giorno ho tre ore libere, nel fine settimana sono libera la domenica.
  • Nelle ore libere incontro le mie amiche, alcune sono anche mie compaesane e abitano vicino a dove lavoro e vivo. 
  • Mangiamo assieme un gelato oppure facciamo un giro nel parco o andiamo al centro commerciale a fare qualche piccolo acquisto.
  • Delle volte, nel tempo libero, faccio qualche altro lavoretto, come andare a stirare per qualche ora.
  • Riesco a mettere da parte quasi tutto lo stipendio.

 

La prima volta che sono venuta in Italia, sono partita dalla Colombia perché, dopo che mi ero sposata, servivano i soldi per finire di ristrutturare la casa.

Da noi la figlia minore, quando si sposa, resta nella casa con i genitori per prendersene cura quando saranno vecchi.

Però la nostra casa era troppo piccola, così abbiamo dovuto creare lo spazio per me e per mio marito.

Il sistema di cura in Italia si è ormai accomodato su questa posizione: delega alle famiglie e quindi alle badanti, prevedendo quando possibile un sussidio economico a copertura parziale della spesa.

E poi penso alla contraddizione che la presenza in famiglia di una badante implica: scegliere di lasciare invecchiare in casa i propri genitori anziani implica la rottura di altri legami familiari, quelli tra le badanti e i loro cari.

Rotture o lunghe separazioni che creano ferite interiori profonde.

Carmen Luz mi sembra serena e in grado di gestire gli effetti di queste contraddizioni, anche se la sofferenza di sua figlia non ha prezzo.

 

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Roma, la Guerra in Ucraina, parla la Badante

Raccontiamo anche a Roma la storia di Myroslava, una badante ucraina.

Myroslava 50 anni, corporatura robusta, capelli sempre raccolti, icone di madonne sul suo comodino oltre ad un komboskini (corda di preghiera simile ad un rosario), vive in Italia da circa 20 anni.

Fa la badante di due anziani a Grosseto.

Venne in Italia alla fine del 2000, illegalmente, con l’aiuto di un’amica che era già in Italia da qualche anno e lavorava come cameriera presso una famiglia di avvocati di Grosseto, tramite quest’ultimi, era riuscita ad ottenere il permesso di soggiorno.
Ha iniziato ad occuparsi dell’anziana madre dell’avvocato, facendo la badante.

Myrislava era una infermiera di un ospedale di Leopoli.
La sua famiglia viveva una vita molto agiata, ma con la bancarotta russa, tutto cambiò, ed ormai, non avevano più nulla del loro piccolo impero familiare.

Poi il tam-tam di altre donne che avevano lasciato la famiglia, per tentare la fortuna venendo a lavorare in Italia.

Da allora Myrislava ha fatto la badante per diverse famiglie, i suoi datori di lavoro anziani morivano e lei poi si trasferiva da altri.

Lavori presi con il passaparola o con le associazioni.
Myrosalva mantiene sua madre e le paga tutte le cure, privatamente, perché dice:

“Io ho i soldi, pago tutto, l’Ucraina non è come Italia, da noi è tutto a pagamento”.

Manda soldi anche alla famiglia della sorella e a quella del fratello , oltre ai tanti nipoti figli dei fratelli:

“Io mando sempre qualche soldo a ognuno di loro, ne hanno bisogno, io no”.

Con i soldi che ha guadagnato in questi anni di lavoro come badante ha potuto comprarsi un terreno, dove ha costruito la sua casa e poi anche la casa del fratello.

Dalle parole di Myroslava simili a quelle di tante altre che sono venute in Italia a fare le badanti in questi 30 anni, sembra proprio che a mandare avanti le famiglie siano state loro: le donne.

Gli uomini di famiglia vengono spesso descritti come alcolizzati, violenti, buoni a nulla.

Che sia vero o falso, queste donne così lo percepiscono e poco fanno affidamento sull’altro sesso.

Myroslava afferma:

“mio fratello è un egoista, spende tanti soldi, ma io lo aiuto comunque. Che devo fare?”.

Sono consapevoli – ognuna di loro – che stare in Italia, o in qualsiasi altro paese d’Europa, dove i diritti sono rispettati e il welfare garantito, è un privilegio, ma stare lontani da casa

“è un sacrificio che ‘questi’ uomini non avrebbero mai fatto”.

Ora sta ritornando a casa in Ucraina.

In tempo di guerra, lascia l’Italia, posto sicuro con il suo lavoro di badante, perché deve prendersi cura della sua vecchia madre che ha bisogno di lei.

Myrosalva ha passato le sue settimane e i suoi giorni in Italia a fare pulizie e assistere anziani come badante, per poter portare con sé quanto più denaro possibile.

 

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In aumento Anziani con Alzheimer, a Roma servono più Badanti Preparate

Anche a Roma il lavoro delle badanti è uno tra i più difficili poiché si è sempre in contatto con un’altra persona che si trova in difficoltà dal punto di vista fisico o mentale.
Una patologia importante che può ritrovarsi a dover gestire una badante è l’ Alzheimer.

Il termine demenza indica una riduzione delle prestazioni cognitive come la memoria, il ragionamento e il linguaggio, tale da compromettere le attività e le relazioni della persona.

Oltre all’Alzheimer, esistono altri tipi di demenza quali:

  • la demenza di tipo vascolare
  • la demenza con corpi di Lewy
  • le demenze fronto-temporali
  • la malattia di Huntington
  • la degenerazione cortico-basale

Sappiamo ancora poco sulle cause scatenanti della malattia di Alzheimer, qualcosa però di utile da sapere per la badante è che comporta una perdita di cellule cerebrali e una conseguente riduzione del volume del cervello, soprattutto della corteccia cerebrale, responsabile di importanti funzioni tra cui l’elaborazione del pensiero e la memoria.
Quindi attualmente la malattia di Alzheimer non è guaribile, ma è possibile far fronte ai sintomi e alle difficoltà di natura socio-sanitaria agendo su diversi fronti.

 

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Non esistono farmaci in grado di fermare e far regredire la malattia, anche se alcuni farmaci vengono utilizzati per mitigare per un po’ di tempo alcuni sintomi cognitivi, funzionali e comportamentali, soprattutto nella fase lieve della malattia.

L’aspetto più importante da tenere in considerazione è prendersi cura della persona per migliorare la qualità della sua esperienza quotidiana.

Vi sono diversi aspetti e tipi di percorsi da prendere in considerazione in base alle caratteristiche della persona, alle sue capacità residue e ai suoi bisogni.
L’aiuto di una badante, che tranquillizza anche la famiglia che non sente di aver abbandonato a se stesso il proprio familiare, è molto importante.
È fondamentale che le badanti sappiano tenere in primo piano i bisogni della persona con demenza, tenendo conto della sua percezione della realtà e della relazione terapeutica.

Non poter guarire non è la stessa cosa di non poter curare, e dove non arrivano i farmaci a estirpare le cause di una malattia, possono arrivare le buone pratiche della badante.

Roma, cosa cambia nel Contratto Nazionale delle Badanti

Anche a Roma il lavoro di badante regolarmente tracciato segue le direttive del CNNL dei collaboratori domestici.

C’è chi ha sempre lavorato in regola e quindi molte famiglie e associazioni hanno assunto in regola, ma per tutelare al meglio le badanti il 13 agosto 2022 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 104 del 27 giugno 2022, denominato decreto Trasparenza, che recepisce la direttiva Ue 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 in tema di trasparenza dei contratti di lavoro.
L’articolo 1 al comma 3 estende l’ambito di applicazione del Decreto ai lavoratori domestici.

Nella lettera di assunzione di colf e badanti, nonché degli altri lavoratori domestici, andranno indicati in base a quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto:

  • Identità delle parti
  • Luogo di lavoro
  • Titolo, livello, natura o categoria dell’impiego attribuito al lavoratore ovvero una breve descrizione del lavoro
  • Data di inizio del rapporto e, se trattasi di rapporto a tempo determinato, la data di fine o la durata prevista dello stesso
  • Durata e condizioni del periodo di prova, se previsto
  • Diritto alla formazione erogata dal datore di lavoro, se previsto
  • Durata delle ferie, nonché degli altri congedi retribuiti cui ha diritto il lavoratore
  • Procedura e preavviso in caso di dimissioni e di licenziamento
  • Retribuzione iniziale (precisando minimo tabellare, superminimo, indennità ed altri elementi costitutivi)
  • Modalità di pagamento
  • Programmazione dell’orario di lavoro, come la durata normale della giornata o della settimana lavorativa
  • Contratti collettivi che disciplinano il rapporto di lavoro
  • Identità delle istituzioni che si occupano di sicurezza sociale
  • Retribuzione

Una delle principali novità riguarda la retribuzione atteso che il datore di lavoro non dovrà più solo indicare il compenso pattuito, ma bisognerà indicare anche i suoi elementi costitutivi, quindi il minimo tabellare, il superminimo, le indennità, oltre alle modalità di versamento (contanti o bonifico) e il periodo di pagamento.

 

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Perdita di Forza, l’aiuto della Badante: quale Scegliere a Roma?

La badante si sta riscontrando essere una figura sempre più presente e fondamentale per la famiglia di Roma.

Assistono l’anziano con cura, sapendo che con il passare degli anni purtroppo si va a modificare la nostra vita.
Un po’ per stanchezza e un po’ perché con gli anni insorgono alcune patologie tipiche della terza e quarta età, risulta ogni giorno più complicato fare la spesa, le pulizie e prendersi cura della propria salute.

La famiglia deve sapere a che punto dover far intervenire una badante.

La perdita di autonomia di un proprio caro è un evento che si verifica in quasi tutte le famiglie: arriva il momento in cui un genitore anziano, un coniuge o un parente, non trova più la forza o la lucidità necessarie.
Per la badante è importante essere a conoscenza del fatto che l’anziano può avere difficoltà ad ammettere di non essere più autosufficiente e non è affatto semplice, soprattutto per chi ha avuto una vita molto attiva e indipendente.

Quindi all’inizio la persona anziana potrebbe avere delle difficoltà ad accettare la badante e rifiutare  il suo aiuto esterno.

Allo stesso tempo anche i suoi cari potrebbero sperimentare preoccupazione e senso di colpa per non avere abbastanza tempo ed energie da dedicarle.

Ci sono diversi tipi di badanti:

  • La badante convivente, che si trasferisce a casa della persona anziana e si occupa di tutto, dalle faccende domestiche alla somministrazione dei farmaci, facendole anche compagnia
  • la badante diurna, che assiste la persona anziana e le sta accanto solo durante il giorno, quando la famiglia è al lavoro
  • la badante notturna, che invece presta assistenza solo di notte.

Il lavoro delle badanti è regolato dal CNL del lavoro domestico e sebbene le statistiche ci dicano che circa la metà delle badanti lavora senza contratto, è bene ricordare che è un’attività regolamentata, a tutela della persona anziana, della famiglia e dell’assistente.

 

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Dieta Morbida, Consiglio alla Badante di Roma

Conosciamo bene il lavoro della badante a Roma e sappiamo che tra i suoi compiti vi è anche la preparazione dei pasti.

Sappiamo anche che con l’avanzare dell’età, si è costretti a rivedere le proprie abitudini alimentari per la perdita dei denti:

quando se ne hanno ormai pochi a disposizione, è necessario optare per cibi morbidi e tendenzialmente liquidi, che consentano loro di potersi nutrire adeguatamente nonostante le difficoltà.

La badante è bene che sia a conoscenza dei cibi utili, che devono essere adeguatamente triturati, frullati o ridotti in purea.

Durante la preparazione di un pranzo o di una cena, la badante può optare per una serie di cibi che, tendenzialmente, non mancano mai all’ interno di una dieta morbida:

  1. uova sbattute: le uova sono una fonte proteica eccezionale, oltre che estremamente ricche di grassi sani; se strapazzate si rivelano semplici sia da preparare, sia da masticare. Condite, poi, con 1 cucchiaio di ricotta o panna acida leggera acquisteranno un sapore gustoso e invitante
  2. purè di patate: un contorno molto apprezzato, soprattutto se si lasciano le bucce, si riduce la quantità di burro e si aggiunge un pizzico di latte
  3. verdure al vapore: crude possono essere difficili da addentare, ma se cotte al vapore le verdure si rivelano ricche di nutrienti e facili da masticare e deglutire
  4. frullati: non richiedono di essere masticati, quindi sono perfetti per gli anziani senza denti. Si possono preparare con gli ingredienti più svariati tra frutta fresca, yogurt, latte e qualsiasi altra aggiunta a proprio piacimento
  5. pesce: rispetto alla carne, il pesce è sicuramente più semplice da masticare. Si può abbondare con salmone e baccalà, anche una volta al settimana, cercando di cuocerli al forno o alla griglia
  6. yogurt: gli anziani non intolleranti al lattosio possono fare grandi scorpacciate di yogurt, ottima fonte di calcio e vitamine
  7. zuppe: utilizzando le verdure tipiche della stagione è possibile preparare ottime zuppe ricche di nutrienti che, soprattutto durante la stagione più fredda, possono anche aiutare a sopportare meglio le basse temperature
  8. avena: si piazza tra gli alimenti più sani e nutrienti da consumare a colazione, soprattutto se associata a miele e/o frutta fresca di stagione
  9. carne a cottura lenta: la carne è molto difficile da masticare ma, se cotta lentamente (come lo stufato di manzo), si ammorbidisce a tal punto da poter essere assaporata anche dagli anziani senza denti;
  10. fagioli: valida fonte di fibre e proteine, i fagioli vanno cotti a lungo in modo da ammorbidirsi completamente. Si possono consumare da soli o accompagnandoli a pastina o altre verdure

 

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Roma, l’aiuto della Badante durante la Notte

Anche a Roma la badante che svolge solo il servizio notturno, lavora solo nella relativa fascia oraria della notte, con regole da CNNL.

Chi fa la badante convivente ha infatti diritto a un riposo pari a 11 ore

Quando si rende indispensabile, secondo la nostra esperienza, chiamare una badante per la notte?

La badante notturna non sempre è necessaria, infatti principalmente vi è la badante convivente che è presente qualora dovesse esserci un’emergenza.

Quindi i casi dove è richiesta la notte sono tutti i casi di convalescenza, quando l’anziano ha una malattia in corso o ha subito un’operazione e nessuno dei familiari può restare con lui durante la notte.

Ma può darsi che la persona non sia autosufficiente e debba esserle garantita una badante in presenza o un’assistenza fissa, anche per sorvegliarne il riposo, per l’accompagnamento in bagno o per l’intervento tempestivo in caso di cadute.

Tra presenza e assistenza della badante per servizio notturno c’è una differenza sottolineata anche dai contratti CCNL:

una badante che si limita a fare compagnia all’assistito e resta a sua disposizione per ogni eventuale necessità effettua un servizio di sola presenza, chi invece si dedica a cure specifiche sta prestando un’assistenza effettiva.

Gli anziani che hanno bisogno della badante durante la notte è perché soffrono di gravi disturbi del sonno, perché fanno fatica ad addormentarsi o si svegliano frequentemente e restano vigili a lungo, con episodi di ansia e iperattività.

E’ dunque necessario che la badante per servizio notturno si attivi per migliorare la vita dell’assistito anche sotto questi aspetti.
Spesso insonne e durante la notte tende a girovagare per casa (o, addirittura, ad uscire di casa!) mettendo in pericolo sé stesso e svegliando i familiari conviventi che hanno un bisogno assoluto di dormire.

Se l’anziano può infatti recuperare il giorno successivo la stanchezza accumulata nelle ore notturne, la stessa possibilità non è concessa a chi lavora o studia.

 

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