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La Badante e Richiesta Residenza a Roma

La Badante e Richiesta Residenza a Roma

Il datore di lavoro di Roma non ha l’obbligo di dare residenza nella sua casa alla badante, anche se convivente, a meno che non sia la stessa badante a richiederla o a meno che la badante non abbia altra residenza in Italia.

Quali sono le leggi 2022 per residenza e domicilio della badante assunta?

Solitamente la questione residenza e domicilio vale per le badanti conviventi che vengono assunte per prestare assistenza presso la famiglia in maniera continuativa. La legge stabilisce che chiunque dia ospitalità a titolo gratuito presso la propria abitazione a un cittadino italiano, comunitario o extracomunitario, deve comunicare la cessione di fabbricato utilizzando il modulo ufficiale. La comunicazione deve esser effettuata, entro 48 ore dalla messa a disposizione dell’alloggio.

Secondo quanto previsto dalla legge, la badante pur essendo convivente con la famiglia presso la quale presta assistenza può mantenere un’altra residenza purchè italiana e un altro domicilio pur figurando nel rapporto di lavoro domestico come convivente.

Nel caso di residenza differente, per la badante convivente vi è la possibilità di fissare il domicilio presso l’abitazione in cui lavora in modo da ricevere eventuali comunicazioni personali direttamente nel posto dove vive.

Molto più semplicemente ciò significa che la badante convivente pur convivendo con la famiglia presso cui lavora può avere residenza e domicilio differenti.

Quando si parla di badanti conviventi  si pensa automaticamente che vivendo nella casa della famiglia che l’ha assunta, la badante debba avere residenza nella stessa casa. In realtà, stando alle leggi 2022 in vigore, pur essendo prerogativa della badante anche convivente assunte la convivenza per una assistenza funzionale alle richieste, la badante non deve necessariamente far parte della famiglia e non sussiste l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente.

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Roma: Licenziare la Badante in Malattia

Anche a Roma, per la badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L’art. 27 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell’articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva .

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all’interno del periodo di conservazione del posto.

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre).

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Di seguito si propone un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare; é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l’unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia:

Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 27 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un’indennità sostitutiva che verrà inserita nell’ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

Cordiali saluti.

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

 

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L’ Estate a Roma, Gli Anziani E Le Badanti

Arriva l’estate ed anche a Roma gli anziani cominciano a soffrire il caldo.

La temperatura corporea è costantemente controllata da un complesso meccanismo fisiologico di termoregolazione che ci permette di mantenere una temperatura basale compresa tra i 36° ed i 37° indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente esterno.

Gli anziani possono andare facilmente incontro a disidratazione perché con l’avanzare dell’età il nostro organismo perde la sua capacità di conservare l’acqua. Inoltre il meccanismo fisiologico della sete viene alterato e questo rende gli anziani meno consapevoli del bisogno di bere.

A causa dell’alterazione della capacità di disperdere calore, della disidratazione e delle patologie croniche che influiscono con la termoregolazione, come il diabete e le malattie cardiovascolari, gli anziani sono maggiormente predisposti al colpo di calore.

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Per evitare agli anziani spiacevoli disagi dovuti al caldo, ecco alcuni preziosi consigli:

  1. Evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17)
  2. Lasciare aperte le finestre durante la notte, per il ricambio d’aria e tenerle chiuse durante il giorno se si dispone di un condizionatore d’aria oppure mantenerle comunque aperte durante il giorno e chiudendo le tapparelle in modo da schermare il sole.
  3. Rinfrescare l’ambiente in cui si soggiorna preferibilmente con un climatizzatore munito di umidificatore (temperatura ambientale di 25-27 °C) o con un ventilatore.
  4. Indossare indumenti chiari di cotone o lino, leggeri e non aderenti.
  5. Evitare le bevande alcoliche e quelle contenenti caffeina
  6. Bere molta acqua, almeno due litri al giorno e mangiare frutta e verdura a volontà,
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Roma: badanti senza permesso di soggiorno, attenzione!

Nella maggior parte dei casi sono le persone straniere a ricoprire il ruolo di badanti, poiché purtroppo è l’impiego “più semplice” che una persona possa ricoprire quando proviene da un paese estero. Qualora si decidesse di assumere una badante proveniente da un altro paese, bisogna porre particolare attenzione a ogni aspetto di questo rapporto lavorativo che si andrà costruendo. Bisogna infatti informarsi se la persona sulla quale è ricaduta la scelta sia in possesso del permesso di soggiorno qualora essa non appartenesse ai paesi della comunità europea.

Cosa si rischia ad assumere una badante convivente senza permesso di soggiorno? La maggior parte delle badanti o colf è di origine straniera e quindi bisogna sempre assicurarsi che la figura assunta sia dotata di permesso di soggiorno. Qualora infatti non vi siano i requisiti previsti dalla legge, esiste la possibilità di incorrere in sanzioni per badanti senza permesso di soggiorno che, non solo andrebbero a danneggiare e a comportare il pagamento di diverse multe per il soggetto assunto, ma ricadrebbero anche sul datore di lavoro, in quanto, accettando tale situazione, esso andrebbe ad infrangere tutti i canoni prefissati dal governo italiano.

Tra le conseguenze principali esiste il rischio di dover pagare nuovamente tutti gli stipendi che, essendo stati versati in nero, non risultano essere tracciabili. Vi è un alto rischio di sanzioni amministrative quando il datore di lavoro comunica con ritardo l’assunzione del soggetto in questione e quindi può andare incontro a delle multe che possono ammontare anche a 500 €.

Inoltre se il datore di lavoro non ha iscritto la badante all’INPS, esso può arrivare a pagare delle sanzioni amministrative che sfiorano la cifra di 12.000 €, a cui andrà aggiunta un’indennità di 150 € per ogni giornata lavorativa svolta. Queste misure servono ad annientare il lavoro in nero e a far sì che il datore di lavoro si rimetta in pari per quanto riguarda il pagamento dei contributi previdenziali omessi in precedenza, i quali devono sempre essere evasi con cadenza annua.

Il rischio sicuramente più grave rimane quello di assumere una persona e farla lavorare in nero e, qualora la badante non sia in possesso del permesso di soggiorno, il datore di lavoro oltre a pagare una multa di circa 5.000 € potrebbe essere sottoposto ad una reclusione che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di circa tre anni.

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Intervista a Ekaterina, la badante romana

AES: Cara Ekaterina grazie per esserti prestata a questa nostra intervista!
Ekaterina: Grazie a voi! Oggi siamo in un periodo molto strano …
AES: In che senso? Raccontaci un po’ come stai trascorrendo questo periodo.
Ekaterina: Guarda, il periodo che stiamo affrontando, soprattutto noi di questa fascia lavorativa, è stato fortemente penalizzato.
AES: Ma tu lavori – e puoi dircelo chiaramente perché questa intervista è nei rispetti della privacy – a nero, oppure sotto regolare contratto?
Ekaterina: Io da 5 anni lavoro sotto contratto regolare per badante e badante convivente verso una famiglia, ma faccio al badante da praticamente 20 anni!
AES:  Come hai iniziato a lavorare come badante?
Ekaterina: Io ho sempre avuto la propensione all’assistenza anziani, e da ragazza avrei voluto studiare Medicina, praticare come ostetrica, ma purtroppo provenivo da una famiglia molto povero ed ho dovuto rimboccarmi le maniche!
AES: Allora ti rendi conto di non poter studiare e che fai?
Ekaterina: Mi sposo!  più per una voglia di indipendenza, di distacco dalla mia famiglia verso cui provavo rancore. Ma purtroppo le cose non si misero bene.
AES: Cioè?
Ekaterina: mio marito era una persona che beveva molto ed incline alla violenza. E voi direte: ma allora perché ti sei sposata? ci conoscevamo dalle elementari ed eravamo amici ancora da prima. Ci siamo messi insieme, io rimasi incinta… poi..
AES: Cosa?
Ekaterina: Persi il mio bambino e allora la casa, il paese e tutto mi faceva soffrire.
AES: E come sei arrivata a fare la badante?
Ekaterina: mi sono trasferita a Bucarest, in città, e con dei risparmi che mi offrì mia sorella mi portai avanti con l’affitto di una casa per un paio di mesi, e per mangiare il minimo. Mi misi immediatamente in cerca di un lavoro. Allora avevo 24 anni. Trovai lavoro in una azienda di pulizie.
AES: Continuo però a non sapere come si è arrivati a fare la badante!
Ekaterina: mi piaceva alla fine il lavoro, ero a contatto con molta gente ed infine iniziai a pulire all’interno del Museo, lì mi appassionai alla storia e decisi di studiare storia e ci riuscii, mi laureai. Purtroppo le cose si complicarono dopo, o meglio, cambiarono!
AES: In che senso?
Ekaterina: poco prima di iniziare il lavoro nuovo come direttrice del museo, la mia vecchia datrice di lavoro mi si disse che era oramai a casa e che non riusciva più a deambulare bene, e che dunque tutte le faccende le faceva fare ai figli o ai nipoti. Dopo la mia laurea, si sparse la voce, e fu proprio la figlia a chiedermi di assisterla!
AES: Bene!
Ekaterina: Il problema fu la regolarizzazione del contratto; purtroppo anni fa ancora le badanti erano delle vere e proprie fantasmi della nostra società, e mi offrirono un bel po’ di denaro in cambio dei miei servizi. Accettai. Avevo sì una laurea, ma senza un soldo!
AES: Scusami, ma il tuo “ex” marito accettò di buon grado l’abbandono, non ti cercò più?
Ekaterina : Questo punto l’avevo sorvolato a posta… Ma lo dirò comunque. Dopo due anni venni a sapere che era deceduto a seguito di un incidente stradale. Non andai al suo funerale. Ma un giorno presi un permesso e mi recai dove era seppellito. Per quanto fosse stato crudele certamente con quell’uomo avevo condiviso un “quasi-figlio”; e chissà dove sarei se fosse nato.
AES: La cosa che mi dispiace di più e che queste vicissitudini si siano accanite contro di te!
Ekaterina: Io ormai ho accettato ciò che mi è capitato. Alla morte della Signora Adele, entrai nella casa dove sono tuttora, e dove lavoro “regolarmente”.

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta la Regione Lazio, in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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Green Pass e badanti: scattato l’obbligo dal 15 ottobre anche a Roma

Scatta  l’obbligo di Green Pass anche per i lavoratori domestici. La categoria sulla quale riversano la propria preoccupazioni ipotizzando una situazione caotica e critica, Aes Domicilio ha notato anche le reticenze sulla validazione dello Sputnik e alla campagna vaccini indietro in alcuni paesi dai quali proviene una buona fetta di badanti. Ovviamente la problematica va a impattare proprio sulle categorie più fragili come anziani e disabili.

La delicatezza del tipo di lavoro e le caratteristiche del datore di lavoro privato, quasi sempre un anziano o disabile bisognoso di assistenza, fanno molto pensare; Il lavoro domestico è già stato messo in crisi dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza; infatti, alcune badanti straniere che hanno titolo per richiederlo, essendo in Italia regolarmente da più di 10 anni, preferiscono questo sussidio al contratto di lavoro in regola.

Aes Domicilio è sempre sul pezzo, riuscendo sempre a seguire  le richieste da parte di familiari e amministratori di sostegno di anziani, che contattano Aes Domicilio per la selezione di una badante professionale.

Naturalmente in questo momento storico le famiglie sono molto preoccupate per due problemi,  ci sono badanti senza Green Pass che risiedono a casa dell’assistito, dunque mantenendo il diritto alla residenza e ci sono badanti che hanno fatto un vaccino non riconosciuto come valido in Italia per l’ottenimento della certificazione, come lo Sputnik.

Ci sono stati come la Romania che sono fanalino di coda in Europa per il numero di vaccinati, solo il 25% della popolazione e che per il datore di lavoro  la propria badante è indispensabile ed insostituibile, anche da un punto di vista affettivo ed emotivo.

E la sanzione per gli inadempienti legati al fatto che la badante non possa più presentarsi sul posto di lavoro, sarebbe inaffrontabile.

Il problema riscontra Aes Domicilio è molto sentito ed urgente anche perché mette a rischio la salute degli anziani visto che sono le categorie più colpite dall’emergenza sanitaria.

Chissà se per questa categoria di badanti, possa essere prevista una modalità di controllo sanitario che non gravi solo sul datore di lavoro, dal momento che la priorità è la tutela della salute degli anziani.

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A Roma Miss Badante 2021 di Aes Domicilio

Aes Domicilio sempre vicino alle badanti, vuole ricordare un evento molto interessante per le badanti; a Civita Castellana, vicino Roma, vi è stato il Concorso Nazionale “Miss Badante 2021”, organizzato da Elena Rodica Rotaru, designer di origine romena.

Un’occasione per festeggiare, in un clima di (quasi) normalità, una categoria di donne che spesso lavora in silenzio e solitudine, accanto a persone fragili: anziani o bambini, dando un contributo essenziale alle famiglie italiane. La vincitrice della settimana edizione di Miss Badante 2021 è stata eletta Gianina Paraschiv, 35 anni, originaria della contea di Vrancea, in Romania.

Ha saputo conquistare la giuria con la sua presenza, la spontaneità, il suo sorriso, ma anche con la sua (auto) ironia. Vive in Italia da molti anni e, mentre lavorava come badante, ha studiato durante la pandemia per diventare operatore socio sanitario. Aes Domicilio sa come molte badanti hanno nel loro paese di origine una parte della famiglia, ma molte badanti ormai si sentono a casa qui.

Aes Domicilio pone una domanda:  pensiero sulla vita da badante? “E’ una vita piena di sacrifici e difficoltà, ma è bella se sai viverla, anche se sei lontano dalla famiglia. La soddisfazione arriva dal fatto che aiuti le persone!” Le qualità per vincere? “La bellezza esteriore conta poco, importante è essere sempre se stesse!”

Durante questa edizione, si è parlato della vita delle badanti, con le problematiche ma anche con i momenti belli. domande su stereotipi e realtà, si è sviluppato un dibattito lucido, a tratti crudo, su diritti e lavoro, tra sogni e problemi.

Durante le discussioni nell ‘evento con le badanti Aes Domicilio ha tratto  un quadro complesso, avendo al centro le protagoniste, dei veri e propri pilastri in molte famiglie.

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Roma, lo Sputnik delle badanti e Aes Domicilio

Aes Domicilio si è interessata ad un caso particolare legato al vaccino; alcune badanti dell’Est, vaccinate con Sputnik, ma in quanto tali prive di Green pass e quindi di autorizzazione al lavoro.

Viene molto facile chiedersi:  “Se il vaccino Sputnik non è riconosciuto in Europa, come faranno a continuare a lavorare le badanti e le colfprovenienti dai Paesi europei dell’Est, che prestano la propria attività presso anziani e/o non autosufficienti, e che sono state vaccinate con lo  Sputnik, non valido per ottenere il green pass in Italia?”.

Anche Aes Domicilio ha ricevuto segnalazioni da famiglie che rischiano di non potersi più avvalere del prezioso sostegno della badante, dove queste lavoratrici sono state sospese anche se vaccinate con lo Sputnik.

Entro il 15 ottobre Aes Domicilio ricorda che anche per badanti e colf scatterà l’obbligo del green pass e per loro diventerà complicato lavorare, queste badanti saranno costrette a fare il tampone rapido ogni due giorni a spese loro.  Aes Domicilio si è posta un’ulteriore domanda : “ Un anziano che ha bisogno di essere accudito sarebbe in grado di controllare con l’app il certificato verde?”

Diventa importate per Aes Domicilio che presto qualcuno dica come intende risolvere questo problema. Il rischio è di lasciare famiglie e molti anziani senza badanti e colf, sapendo che una persona non autosufficiente è quella che ha bisogno di aiuto per svolgere attività essenziali e continuare a vivere la propria vita con un minimo di dignità.

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Roma: le badanti italiane sono sempre più numerose

Il lavoro domestico cambia nazionalità. Oggi le nostre connazionali rappresentano il 24,3% del totale delle assistenti familiari che nel complesso sono aumentate – secondo i dati Inps – da 310 a 438mila.

Nel Rapporto 2021 dell’Osservatorio Domina emerge come nelle regioni del Sud e nelle isole le italiane siano oltre 30% del totale arrivando al 72,4% in Sardegna. Nel nostro Paese le cosiddette “badanti”, ovvero gli assistenti familiari, sono figure in costante aumento. Questo anche a causa dei mutamenti socio-economici e demografici in corso. A certificarlo l’Inps che nel periodo 2011-2020 vede questi lavoratori, ma soprattutto lavoratrici passare da 310mila e 438mila, con un aumento del 41%.

Da un’anticipazione del Rapporto 2021 sul lavoro domestico redatto dall’Osservatorio Domina emerge che, se le donne straniere rappresentano la componente più numerosa (67,5%), negli ultimi anni sono cresciute sensibilmente le donne italiane (triplicate, da 36mila a 106 mila) e oggi rappresentano il 24,3% del totale “badanti”. Inoltre, se consideriamo l’incremento di badanti registrato tra il 2011 e il 2020 (+127mila), esso è dipeso per oltre la metà dalle donne italiane (+70mila), mentre le donne straniere hanno contribuito all’incremento per il 33,4% (+43mila).

Alla base di questa situazione possono esserci diversi fattori: innanzitutto al Sud vi è una minore presenza straniera, per cui l’offerta di manodopera per quel tipo di mansione è ricoperta maggiormente dagli autoctoni. Inoltre, vi sono evidentemente meno opportunità di lavoro per le donne italiane, per cui il lavoro domestico diventa uno sbocco preferenziale. Infine, evidentemente giocano un ruolo anche la struttura demografica e l’organizzazione familiare.

Secondo Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di Domina, «la professionalizzazione del lavoro domestico, in particolare dell’assistenza familiare, entra piano piano tra le scelte professionali delle famiglie italiane. Oggi in Italia sono oltre 100mila badanti italiane e questa componente risulta maggioritaria in molte Regioni, specie al Sud. Negli ultimi dieci anni la componente di donne italiane è triplicata, sia per ragioni socio-economiche che per una nuova organizzazione del lavoro e della famiglia».

Confrontando le caratteristiche delle badanti italiane e straniere, l’Osservatorio Domina evidenzia poi altre informazioni interessanti. Per quanto riguarda la classe d’età, le italiane risultano mediamente più giovani (48,7 anni, rispetto ai 51,8 delle straniere). In particolare, tra le straniere, il 27% ha più di 60 anni, mentre tra le italiane questa quota scende al 17%. Le badanti con meno di 30 anni, invece, rappresentano il 9% tra le italiane e solo il 3% tra le straniere.

Ancora più ampio è il divario tra badanti italiane e straniere relativamente all’orario medio settimanale: le italiane lavorano mediamente 22,7 ore settimanali, contro le 38,3 ore delle straniere. In particolare, tra le straniere il 48,2% lavora più di 40 ore settimanali, mentre tra le italiane si scende al 12,0%. Al contrario, tra le italiane il 44,4% lavora meno di 20 ore settimanali, contro l’8,3% delle straniere.

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Un rapporto tra lavoro domestico e badanti straniere: i dati su Roma

È ormai consolidato agli occhi dei più che la maggior parte delle badanti è straniera; e tuttavia non possiamo non ricordare che il numero di badanti di nazionalità italiana sta crescendo sempre di più, venendo meno la barriera della vergogna e di un lavoro fino a poco tempo fa stupidamente definito ‘poco dignitoso’.

I cambiamenti sociali in corso negli ultimi decenni hanno determinato la crescente necessità, da parte delle famiglie italiane, di ricorrere a personale retribuito per assistere i sempre più numerosi anziani non autosufficienti. Questa nuova figura professionale, detta comunemente “badante” (o, più propriamente, “assistente familiare”), si è dunque affermata a partire dagli anni 2000 in misura sempre maggiore.

Anche nell’immaginario collettivo, “la badante” (declinato al femminile) è generalmente donna e dell’Est Europa. La presenza di donne immigrate, infatti, ha dato un forte impulso a questo fenomeno: si trattava (e si tratta) generalmente di donne giunte in Italia senza la famiglia, e quindi disponibili a vivere presso l’abitazione dell’assistito, che peraltro coincide con il datore di lavoro (o con un suo stretto familiare). Secondo i dati INPS, nel 2020 gli assistenti familiari in Italia sono 438 mila, di cui 402 mila donne. La componente maschile, pur aumentata negli ultimi anni, si attesta al di sotto del 10% in questa tipologia di contratto. Le donne, invece, hanno registrato negli ultimi dieci anni un costante aumento (+39% dal 2011 al 2020).

Osservando le aree di provenienza, le badanti dell’Est Europa rappresentano il 52,0% del totale. Circa un quarto (26,4%) viene dall’Italia, mentre tutte le altre nazionalità, sommate insieme, superano di poco il 20%. Le badanti dell’Est Europa sono dunque una realtà ormai ben radicata nel nostro Paese, a cui molte famiglie affidano la cura degli anziani non autosufficienti, preferendo la soluzione in house rispetto al ricovero in struttura.

Nell’ultimo decennio, tuttavia, il numero di badanti dell’Est Europa è rimasto sostanzialmente stabile, oscillando tra 200 mila e 230 mila, per attestarsi nel 2020 a 209 mila (+3,9% tra il 2011 e il 2020). Parallelamente, le badanti di nazionalità italiana hanno registrato un aumento di quasi 3 volte, passando da 36 mila a 106 mila (ovvero dal 12,4% al 26,4% del totale).

Grazie ai dati INPS (che si riferiscono naturalmente alla sola componente regolare), è possibile approfondire le caratteristiche delle badanti dell’Est Europa. A livello territoriale, oltre 6 su 10 sono al Nord (35,1% al Nord Est e 27,5% al Nord Ovest); circa un quarto si concentra nelle Regioni del Centro, mentre Sud e Isole, insieme, non raggiungono il 12%.

Le badanti dell’Est sono tendenzialmente in età avanzata: meno di un terzo ha meno di 50 anni, e addirittura solo il 9,1% ha meno di 40 anni. Quattro su dieci (39,2%) hanno tra 50 e 59 anni, e 3 su dieci (31,5%) oltre 60. Le over 50, dunque, rappresentano più del 70% tra le badanti dell’Est Europa.

Essendo una mansione praticata generalmente in convivenza con l’assistito, è evidente che le ore lavorate settimanalmente siano piuttosto elevate: un terzo delle badanti lavora infatti oltre 50 ore settimanali, e solo il 30% svolge meno di 30 ore.

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