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Il nero, la famiglia e la badante a Roma

Aes Domicilio affronta tutti i giorni una lotta contro il lavoro in nero, in particolare mettendo in guardia le famiglie sulle badanti che si offrono senza contratto, e anche alle badanti stesse, consigliando di accettare sempre un contratto in regola, con tutte le spettanze che si meritano.

Innanzitutto lavorando in nero si va incontro a una serie di conseguenze di carattere amministrativo, cioè di sanzioni che non rientrano nel penale. Tuttavia, gli importi da pagare come multa se si dovesse scoprire una badante convivente in nero, possono essere particolarmente elevati e questi si applicano sia ai casi in cui il datore di lavoro è un’azienda che a quelli in cui è una semplice persona fisica.

Se la badante è una cittadina italiana o straniera regolare, i rischi per il datore di lavoro si limitano solo al campo amministrativo per quanto riguarda i rapporti con lo Stato.  Aes Domicilio da indicazione di quali sono le sanzioni:

  • se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 30 giorni, c’è una sanzione da un minimo 1.800 euro a un massimo 10.800 euro;
  • se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro;
  • se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200.

Come associazione che si preoccupa della selezione delle badanti, ha a cuore il buon esito del servizio ed è attenta alle famiglie, proponendo sempre contratti in regola, quindi Aes Domicilio pone quindi una domanda: hai una badante che si prende cura di un familiare ma non hai potuto assumerla, e quindi la tieni “in nero”, non pagandole i contributi? Attenzione perché non si sa che, sebbene si paghi uno stipendio alla badante in nero, questo è sfruttamento e che che la badante dopo un po’ di tempo ti può fare causae chiedere un risarcimento per le somme non percepite.

Quando la badante fa causa al datore di lavoro, il giudice si esprime sempre positivamente nei confronti della badante, in quanto assumere una persona in nero è irregolare e punito dalla legge. I problemi però non sorgono solo per il mancato pagamento dei contributi e l’iscrizione all’Inps.

Assumere una badante in nero comporta anche il pagamento di tutte le somme non retribuite, naturalmente di spettanze della badante: 13esima, tfr, contributi, festività, ecc.

Alcune famiglie pensano che le badanti che lavorano a nero non dispongano della cifra necessaria per poter affrontare una causa legale. La verità è che per la badante è sufficiente recarsi a qualsiasi sindacato per poter avviare un dialogo con un avvocato specializzato nel settore che valuterà quanto si potrà richiedere e andrà ad introdurre un giudizio per ottenere l’importo massimo da richiedere sulla base delle violazioni che ha constatato.

Assumere direttamente vuol dire farsi carico di tutti i doveri del datore di lavoro, tra cui dedicare del tempo per:

  • seguire la parte contabile e retributiva;
  • gestire orario di lavoro e segnare straordinari;
  • accantonare TFR e gestire pratiche di chiusura;
  • supervisionare attivamente l’operato del badante.

Ecco quindi il perché entra in gioco la Aes Domicilio, perché è un’associazione che si prende in carico la famiglia, seleziona il personale preparato e offre un sostegno tutto in regola.

Se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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Il licenziamento della badante a Roma

Aes Domicilio affronta un tema importante ai fini della ricerca della badante; il licenziamento.

Una colf o una badante assunta con contratto a tempo indeterminato può essere licenziata nei casi previsti dalla legge e che sono in generale gli stessi previsti per gli altri tipi di contratto. Il rapporto di lavoro può interrompersi per scadenza del contratto, per licenziamento, per dimissioni, oppure per accordo tra le parti.

Il licenziamento di una badante è legittimo e non è necessario che sussista il requisito della giusta causa o di un giustificato motivo, l’importante è che devono  essere rispettati i termini di preavviso di licenziamento, durante il quale il datore di lavoro può decidere se far lavorare o meno la badante.

In caso di gravi inadempimenti da parte della badante convivente, il licenziamento può avvenire subito, senza preavviso.  Si intende per esempio dei comportamenti o omissioni talmente gravi da minare la fiducia tra datore di lavoro e dipendente, come minacce, furto subito o maltrattamento della persona anziana da accudire. In casi di specifica gravità, oltre al licenziamento, la badante risponde anche penalmente.

Aes Domicilio in qualità di aiuto alla famiglia nel disbrigo di qualsiasi pratica, rispetto al licenziamento si sofferma sul punto della firma del lavoratore: un problema non da poco. Questa regola riguarda qualsiasi tipo di licenziamento: sia quello per ragioni disciplinari (licenziamento per giusta causa), sia quello per ragioni aziendali (licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Nel caso poi di licenziamento disciplinare, deve essere rispettato un terzo requisito: il provvedimento deve essere comunicato “tempestivamente”, ossia senza far decorrere troppo tempo dal fatto oggetto di contestazione, per consentire al dipendente di reperire le prove a propria discolpa e potersi difendere.

Non sono previste particolari modalità di comunicazione della lettera di licenziamento per la badante.  Vi è ora una nuova posizione secondo cui la comunicazione può essere inviata anche con mezzi diversi dalla tradizionale carta: ad esempio con l’email alla badante(anche non certificata) o addirittura con un messaggio via WhatsApp al numero della badante.

L’importante è che vi sia la prova del ricevimento. La Cassazione ora ritiene necessario e sufficiente solo che l’atto scritto di licenziamento sia portato a conoscenza della badante, a prescindere dalle modalità di trasmissione dello stesso.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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La badante convivente e la notte: come funziona a Roma

Il contratto per badante e badante convivente, nel caso specifico della badante convivente che quindi trascorre teoricamente con l’anziano anche le ore notturne, prevede in realtà un orario lavorativo settimanale di 54 ore, con un massimo di 10 ore giornaliere.

Quando  la persona assistita ha bisogno di una breve assistenza durante la notte la badante convivente la assisterà; la badante che lavora con un anziano o un disabile è chiamata anche a garantire la presenza notturna, perché il bisognoso di assistenza non può essere lasciato da solo nemmeno la notte.

Le famiglie che hanno a che fare con un parente in queste condizioni spesso hanno la necessità di una persona che resti in casa anche durante la notte. In tal caso è necessario assumere un collaboratore con gli appositi contratti notturni di presenza o assistenza, disciplinati dal Ccnl. In effetti il Ccnl di categoria ha un articolo in cui cita una particolare prestazione, la cosiddetta “prestazione di attesa notturna” che si riferisce proprio al “personale assunto esclusivamente per garantire la presenza notturna”. Una lavoratrice non può essere in servizio 24 ore su 24, perché lo stesso Ccnl prevede che al dipendente vengano concesse le 11 ore di riposo consecutive.

Il  problema di un anziano che necessita di presenza continuativa di una badante come può essere gestito, Aes Domicilio seleziona il personale in base alle richieste della famiglia. Occorre fare una distinzione tra presenza e assistenza.

Il Ccnl prevede una particolare fattispecie di contratto di lavoro notturno domestico, e Aes Domicilio prevede le soluzioni di badante notturna.

Una tipologia è l’assistenza notturna, quindi relativa a mansioni che diventano necessarie nel caso in cui l’assistito abbia bisogno di cure continue e quindi la badante debba rimanere sveglia tutta la notte. In questo caso la famiglia dell’anziano dovrebbe essere costretta ad assumere una seconda badante, dal momento che la badante convivente non può lavorare anche la notte.

Sempre notturna ma solo presenza è un’altra tipologia di necessità che alcuni anziani o alcune famiglie spesso hanno. Una situazione che si verifica quando l’anziano non ha bisogno di assistenza continua e la badante che dorme in stanza separata, presta assistenza raramente durante la notte.

Aes Domicilio durante la selezione comunica alle famiglie che solitamente l’impegno notturno non è uguale a quello diurno, e che le attività sono molto diverse. Per  esempio, durante la notte la badante non è tenuta a uscire di casa, non deve preparare pasti se non richiesto, non deve svolgere alcuna faccenda domestica né tantomeno di pulizia.

Fra le mansioni che può fare la badante durante la notte che assiste un anziano possono esservi l’aiuto ad alzarsi la notte in caso di dolori dovuti all’età, a periodi post-operatori o all’insonnia, la somministrazione di medicinali durante precise ore della notte, un’attenzione particolare per determinati soggetti. In generale, può accadere che la semplice presenza e compagnia notturna sia l’unica cosa richiesta da fare in queste situazioni.

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio. Selezioniamo la badante più adatta a te in 24 ore. Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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La badante a Roma durante il ricovero dell’assistito

Il contratto per badante e badante convivente che disciplina il lavoro delle badante prevede norme che regolano il rapporto di lavoro con i propri assistiti e relativi familiari per prestare assistenza alla persona anziana, malata, preparare i pasti, mantenere pulita la casa e tenerla in ordine, lavare, stirare, curare l’igiene personale della persona assistita, cucinare.

Può succedere, però, che la persona assistita dalla badante convivente venga ricoverata. Nel caso di ricovero dell’assistito, la badante ha dei doveri a cui assolvere che variano a seconda della tipologia di ricovero dell’assistito.

Se si verificano  situazioni di ricovero, per cui se il periodo di ricovero  è di durata breve, la badante non ha alcun dovere di assistenza in ospedale, ma mantiene il diritto alla retribuzione globale di fatto e a vitto e alloggio o relativa indennità sostitutiva.

Se l’assistito deve essere ricoverato per un lungo periodo, il rapporto di lavoro con la badante può o cessare (rispettando i dovuti termini di preavviso previsti da contratto) o continua nella struttura di ricovero dell’assistito.

La badante ha il dovere di continuare il suo lavoro di assistenza presso la struttura di ricovero dell’assistito mentre il datore di lavoro deve comunicare all’Inps le eventuali variazioni di impiego della badante, come luogo di lavoro e relativo orario. Tale comunicazione deve avvenire entro 5 giorni dal momento in cui si cambia modalità di impiego.

Se richiesto la badante ha il dovere di prestare servizio di assistenza in ospedale o altra struttura di ricovero piuttosto che a casa, svolgendo le stesse attività di assistenza e pulizia che si fanno a casa e fornendo, al tempo stesso, supplemento alla cura medica, scelta che tante famiglie che hanno persone anziane, malate o disabili da assistere fanno in modo che il proprio caro sia sempre a contatto con una persona che ormai è parte integrante della famiglia.

Sono tante, infatti, le badanti, soprattutto conviventi (ma anche badanti ad ore) che vengono considerate persone di famiglia una volta che instaurano un rapporto con la persona che assistono e a cui voler bene.

E’ bene sapere che anche nel caso di assistenza presso ospedali o altre strutture di ricovero, restano immutate le condizioni di lavoro della badante. Per periodi di ricovero brevi la badante non ha il dovere di prestare assistenza ospedaliera all’anziano. Per periodi lunghi di ricovero invece, la badante ha il dovere, se non si cessa il rapporto di lavoro, di prestare la sua opera nel luogo dove è ricoverato l’anziano.

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Green Pass e badanti: scattato l’obbligo dal 15 ottobre anche a Roma

Scatta  l’obbligo di Green Pass anche per i lavoratori domestici. La categoria sulla quale riversano la propria preoccupazioni ipotizzando una situazione caotica e critica, Aes Domicilio ha notato anche le reticenze sulla validazione dello Sputnik e alla campagna vaccini indietro in alcuni paesi dai quali proviene una buona fetta di badanti. Ovviamente la problematica va a impattare proprio sulle categorie più fragili come anziani e disabili.

La delicatezza del tipo di lavoro e le caratteristiche del datore di lavoro privato, quasi sempre un anziano o disabile bisognoso di assistenza, fanno molto pensare; Il lavoro domestico è già stato messo in crisi dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza; infatti, alcune badanti straniere che hanno titolo per richiederlo, essendo in Italia regolarmente da più di 10 anni, preferiscono questo sussidio al contratto di lavoro in regola.

Aes Domicilio è sempre sul pezzo, riuscendo sempre a seguire  le richieste da parte di familiari e amministratori di sostegno di anziani, che contattano Aes Domicilio per la selezione di una badante professionale.

Naturalmente in questo momento storico le famiglie sono molto preoccupate per due problemi,  ci sono badanti senza Green Pass che risiedono a casa dell’assistito, dunque mantenendo il diritto alla residenza e ci sono badanti che hanno fatto un vaccino non riconosciuto come valido in Italia per l’ottenimento della certificazione, come lo Sputnik.

Ci sono stati come la Romania che sono fanalino di coda in Europa per il numero di vaccinati, solo il 25% della popolazione e che per il datore di lavoro  la propria badante è indispensabile ed insostituibile, anche da un punto di vista affettivo ed emotivo.

E la sanzione per gli inadempienti legati al fatto che la badante non possa più presentarsi sul posto di lavoro, sarebbe inaffrontabile.

Il problema riscontra Aes Domicilio è molto sentito ed urgente anche perché mette a rischio la salute degli anziani visto che sono le categorie più colpite dall’emergenza sanitaria.

Chissà se per questa categoria di badanti, possa essere prevista una modalità di controllo sanitario che non gravi solo sul datore di lavoro, dal momento che la priorità è la tutela della salute degli anziani.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

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Roma: che succede quando le badanti invecchiano?

Le badanti sono le figure a cui affidiamo la parte più preziosa e vulnerabile delle nostre famiglie: gli anziani, le persone vulnerabili,  il sostegno su cui basiamo l’organizzazione delle nostre giornate. Aes Domicilio si è posta la questione osservando che le badanti avranno bisogno di assistenza.

Sono arrivate in Italia giovani madri e mogli alla fine degli anni ’90, per far fronte alle necessità delle loro famiglie in quei paesi travolti dai cambiamenti geopolitici. Molte badanti  hanno più di 65 anni e continuano a lavorare perché non hanno maturato il diritto alla pensione, oppure perché ancora hanno bisogno di soldi da mandare alle loro famiglie nel paese di origine.

Ma i problemi per le badanti arriveranno presto, quando l’età non permetterà più loro di essere attive.

Siamo quindi di fronte a un generale invecchiamento di una componente significativa della popolazione femminile straniera residente in Italia che si accompagna  l’invecchiamento delle badanti impiegate come assistenti familiari. Giovani anziane che assistono persone anziane o molto anziane.

Molte persone tra uomini e donne nel pieno della propria carriera lavorativa o già in pensione si trovano improvvisamente incapaci di sbarcare il lunario e intraprendono l’emigrazione internazionale.

Le donne di mezz’età che vengono a svolgereil lavoro di badante rappresentano un segmento significativo di questi flussi e tra queste le pensionate costituiscono una categoria tipica dell’emigrazione da determinati paesi.

Si tratta di 50enni che in molti casi erano appena andate in pensione dato che l’età pensionabile era di 55 anni e che percepivano un assegno irrisorio. Con l’avanzare dell’età esse rischiano di diventare sempre più precarie, poiché le loro capacità lavorative sono poco spendibili in un mercato del lavoro che richiede lavoratrici né troppo giovani, considerate inadatte ad assistere gli anziani, né troppo anziane ritenute troppo deboli fisicamente.

Accanto alle italiane e alle donne dell’Est Europa (il 53 per cento), aumentano le asiatiche e le africane, e diminuiscono le donne del Sudamerica, spinte in Europa anni fa anche dalla possibilità di ricongiungersi ai mariti. A sorpresa, però, aumentano gli uomini .

Si è notato quindi durante la selezione delle badanti, come Aes Domicilio accolga nel suo portfolio di badanti sempre più uomini, e persone che arrivano da ogni parte del mondo.

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La maternità delle badanti a Roma

Aes Domicilio è attenta anche alle badanti che aspettano un figlio, che hanno la possibilità di fruire del congedo di maternità obbligatorio, della durata complessiva di 5 mesi, le badanti durante il quale percepiscono relativa indennità di maternità, maturano tredicesima, ferie e Tfr e non possono essere licenziate a meno che non sussista una giusta causa.

Le badanti, all’interno delle famiglie gestite da Aes Domicilio, si occupano di assistenza e cura di persone anziani che hanno bisogno di aiuto nello svolgimento delle azioni di vita quotidiana, aiutando gli assistiti a preparare colazioni, pranzi, e cene, a lavarsi e vestirsi, accompagnandoli a fare passeggiate.

Il contratto badanti, utilizzato da Aes Domicilio, che non è altro che il contratto nazionale, disciplina ogni aspetto della vita lavorativa di una badante, da orario di lavoro a seconda della tipologia di assunzione, a stipendio e retribuzione in base al Livello di inquadramento, maturazione di ferie e permessi, nuove indennità, regole per dimissioni e licenziamento.

Aes Domicilio di seguito spiega come funziona la maternità per le badanti. Anche le badanti in attesa di figlio devono presentare relativa domanda di maternità all’Inps.

Al pari delle altri lavoratrici, Aes Domicilio comunica alle famiglie di anziani che hanno una badante in attesa, che esse devono essere esonerate dal lavoro durante il congedo obbligatorio di maternità. Questo periodo di assoluta interdizione dal lavoro della badante deve essere fruito a partire dai due mesi precedenti alla data presunta del parto e sino a tre mesi dopo l’effettiva nascita del bambino.

Se le condizioni di salute della lavoratrice incinta lo consentono e non vi sono rischi per il nascituro è possibile fruire della maternità obbligatoria:

  • a partire da un mese precedente alla data presunta del parto e sino a quattro mesi dopo l’effettiva nascita del neonato;
  • interamente dopo la nascita.

Aes Domicilio è sempre a disposizione delle famiglie per aiutarle a sbrigare le pratiche e vicino alle badanti.

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Aes Domicilio contro il lavoro nero a Roma

Assumere una badante è una delle decisioni più complicate che debba prendere una famiglia, per questo c’è Aes Domicilio. Infatti, trovare una badante, si tratta di mettere nelle mani di una sconosciuta una persona cara, non autosufficiente, debole dentro e fuori.

Quello della badante, e Aes Domicilio lo sa molto bene, è uno dei mestieri in cui non si deve sbagliare mai. Le famiglie che contattano Aes Domicilio, pongono molte domande su chi è la badante; perché molti anziani non sanno come scegliere; prendere in casa una persona referenziata, che abbia lavorato per qualche parente, amico o conoscente fidato in modo da sapere con chi si ha a che fare oppure, se non fosse possibile, fare una scelta al buio sperando di avere fortuna.

Un problema che può emergere con qualsiasi badante e che Aes Domicilio conosce bene è che per diversi motivi il rapporto di lavoro debba essere concluso prima del tempo. A quel punto, che fare se la badante minaccia di fare vertenza? Soprattutto se non è stata assunta ma ha lavorato in nero?

Aes Domicilio è molto attenta alla problematica del lavoro in nero, è mette molto in allerta le famiglie rispetto a questa situazione, per questo Aes Domicilio per gli anziani offre un pacchetto preciso, trasparente, con assunzione in regola. Dicevamo che uno dei motivi per cui una badante può fare vertenza è perché viene costretta a lavorare in nero. Ferie e malattia non pagate, contributi inesistenti, assicurazione assente. Nessuna garanzia, insomma.

L’obiettivo numero uno è quello di assumere in regola e distruggere il mercato del nero, Aes Domicilio, vuole evitare le situazioni di badanti in nero.

Assumendo le badanti con CCNL, come fa Aes Domicilio, per entrambe le parti vi è l’obbligo di rispettare le regole e il contratto nazionale del lavoro domestico, che è quello a cui appartiene chi assiste una persona a domicilio. Aes Domicilio ovviamente sconsiglia il lavoro in nero, poiché se a fare causa è una badante che lavora in nero. In questo caso, il datore di lavoro dovrà mettersi nelle mani di un avvocato di fiducia per difendersi in tribunale.

Quindi ricordiamo sempre, mai il lavoro in nero, fatevi aiutare da chi come Aes Domicilio assume in regola!

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Il licenziamento della badante per decesso a Roma

Aes Domicilio vuole spiegare come funziona al decesso dell’anziano per la badante assunta; il contratto di lavoro con la badante prosegue in capo agli eredi finché questi non manifesteranno l’intenzione di risolverlo, dovendo peraltro far fronte a tutti i diritti economici acquisiti della badante.

Il rapporto di lavoro domestico può essere sciolto a seguito della morte del datore di lavoro.  Aes Domicilio ricorda che il Ccnl relativo al lavoro delle badanti esclude, la necessità di fornire motivazioni in merito al licenziamento come invece previsto per tutti gli altri lavoratori.

L’unico obbligo per chi comunica il licenziamento alla badante è di rispettare il termine di preavviso. Così infatti prevede il contratto collettivo (nonostante sul web vi siano numerosi siti che affermano il contrario).

Aes Domicilio, rispettando sempre i termini di legge, prepara il licenziamento che deve essere comunicato per iscritto: quindi, o con raccomandata a.r. o con lettera consegnata alla badante e controfirmata per ricevuta. Il preavviso è dovuto anche in caso di morte dell’anziano: se gli eredi non lo rispettano, effettuando il licenziamento con effetto immediato, devono versare alla bandate l’indennità sostitutiva del preavviso. Quindi, in fin dei conti, la legge lascia liberi gli eredi di scegliere tra il dare il preavviso o il versare l’indennità.

La famiglia dell’anziano e la badante si appoggia proprio ad Aes Domicilio per provvedere alla preparazione di tutta la parte amministrativa.

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Cosa fa la badante di Aes Domicilio a Roma

Aes Domicilio ha ricevuto chiamate da famiglie interessate ad avere una badante, e a volte la figura viene confusa con una colf.

Aes Domicilio spiega che generalmente colf e badanti vengono assunte per mansioni e ruoli differenti. La principale differenza di collaboratrici domestiche è che la colf viene assunta per occuparsi della casa mentre la badante viene assunta per prendersi cura di una persona anziana o malata.

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore e dai rispettivi Ccnl, però, è possibile che colf e badanti svolgano gli stessi ruoli e mansioni, per esempio occuparsi della pulizia della casa, o di cucinare e preparare pranzi e cene.  Aes Domicilio nel suo continuo lavoro nell’assistere anziani sa che le collaboratrici domestiche ormai sono sempre più presenti nelle case degli italiani, con ruoli e mansioni differenti.

Motivo per il quale Aes Domicilio prima di assumere una collaboratrice domestica spiega sempre in modo chiaro i vari livelli di inquadramento e cerca di capire da parte della famiglia per quali motivi ed esigenze si decide di assumere, in modo da scegliere il giusto inquadramento lavorativo.

La badante per le famiglie di Aes Domicilio può svolgere compiti di pulire e mantenere in ordine la casa, fare la spesa, preparare i pasti, oltre che svolgere le proprie mansioni previste da Ccnl, come fare compagnia e assistere e aiutare la persona a muoversi, curarne l’igiene personale, controllare che prenda le medicine e segua le terapie prescritte, accompagnarla a fare passeggiate o a sbrigare commissioni, ecc.

Spesso le famiglie di anziani, confondono le figure di badanti e colf  e si pensa magari di poter far svolgere ad una anche lavori e mansioni che magari sono specificatamente dell’altra figura. Per questo Aes Domicilio aiuta la famiglia dell’anziano nella ricerca della badante perfetta.

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