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Roma: Sanatoria per le Badanti Ucraine

Roma: Sanatoria per le Badanti Ucraine

Con il solito italiano ritardo, eccoci qui a parlare di regolarizzazione delle badanti e delle colf straniere.

Anche a Roma, le domande per quella che a tutti gli effetti doveva essere una sanatoria, sono scadute da oltre 18 mesi. E non tutte le istanze sono arrivate a compimento.

Tanto è vero che adesso che c’è il conflitto in Ucraina, ecco che esce fuori la necessità di fare subito dando priorità alle badanti e colf ucraine.

Sono circa 18.000 le domande di regolarizzazione di lavoratrici provenienti dall’Ucraina in attesa di essere completate dopo il via alla sanatoria di un anno e mezzo fa. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha prodotto una circolare attraverso la quale stabilisce proprio la priorità appannaggio di queste lavoratrici.

“È necessario garantire una risposta più celere alle lavoratrici e ai lavoratori che arrivano dai territori colpiti dalla guerra”, questo è  ciò che si legge nella circolare con cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha aperto a questa problematica.

Con una circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro si è stabilito un canale prioritario per i lavoratori in arrivo dalle zone di guerra. Questo perché la situazione di grande emergenza ha reso necessario garantire una risposta più celere alle domande che ancora sono rimaste ancora incerte. “Tenuto conto dell’emergenza umanitaria in atto, avuto riguardo alle residue pratiche ancora in trattazione, si raccomanda agli Uffici di assicurare priorità a quelle riferite a cittadine/i di nazionalità ucraina, anche al fine di agevolarne la mobilità territoriale e le eventuali ricongiunzioni familiari”. Si legge. Da oggi quindi tutte le domande ancora rimaste sospese che riguardano cittadini ucraini avranno assoluta priorità.
Spesso inoltre le persone affette da demenza bevono troppo poco o seguono una dieta squilibrata o inadeguata e dunque possono attraversare momenti di confusione. Non è facile per il profano distinguere tra stato di confusione e illusioni sensoriali. Il medico saprà distinguerli e trattarli correttamente.

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Roma: Licenziare la Badante in Malattia

Anche a Roma, per la badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L’art. 27 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell’articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva .

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all’interno del periodo di conservazione del posto.

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre).

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Di seguito si propone un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare; é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l’unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia:

Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 27 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un’indennità sostitutiva che verrà inserita nell’ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

Cordiali saluti.

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

 

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Roma, alcune sentenze per le badanti

Proponiamo alcune sentenze che riguardano esposti fatti da badanti, per alcuni casi più o meno noti.

Rivendicazione differenze retributive avanzate da badante convivente o badante ad ore

Nel procedimento avente ad oggetto differenze retributive avanzate da badante, questione nodale da risolvere riguarda le parti dell’eventuale rapporto dedotto in giudizio. Se la lavoratrice, reale o meno, può essere facilmente individuata, va, invece, chiarito se la parte datoriale, reale o meno, debba individuarsi nella persona della reale beneficiaria delle prestazioni, o, in caso di mancanza di autosufficienza di quest’ultima, nella persona che aveva l’onere di accudirla. Corte appello Catanzaro sez. lav., 19/05/2020, n.381.

Reato di violenza sessuale tentata: quando non sussiste?

Non integra il reato di violenza sessuale tentata, la condotta del datore di lavoro che rivolge alla badante della suocera una pressante richiesta di amore “ancillare”, neppure se supportata da un’offerta di denaro, qualora l’avance sia accompagnata da espressioni come “per favore” o “per piacere”, non riscontrandosi, in tali ipotesi, l’elemento della minaccia. Per la stessa ragione, il successivo licenziamento presumibilmente legato al mancato soddisfacimento delle richieste osé, non sì potrà ritenere illegittimo senza una prova certa della subìta minaccia. Cassazione penale sez. III, 19/03/2019, n.31195.

Alloggio popolare: la badante può subentrare dopo la morte dell’assegnatario?

La persona legata da un rapporto di lavoro subordinato all’assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica non può succedere nel rapporto di locazione alla morte di questi (fattispecie relativa al subentro di una badante in luogo della persona assistita) . Cassazione civile sez. VI, 19/10/2017, n.24665.

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Il CCNL delle badanti a Roma

La badante è una figura professionale a tutti gli effetti, regolata dal CCNL sul lavoro domestico. Vediamo quali sono quindi, i diritti e doveri della badante e delle parti coinvolte nel contratto di lavoro di servizi per anziani a domicilio. Le badanti conviventi che svolgono servizi per anziani a domicilio da più di 12 mesi alla persona autosufficiente. Oltre ai servizi di accompagnamento svolgeranno anche attività di pulizie e vitto. (Livello BS)

Coloro che hanno un grado elevato di esperienza alla persona non autosufficiente, senza però nessun requisito professionale certificato. Svolgeranno mansioni di assistenza nell’igiene e cura della persona non autosufficiente, della pulizia della casa e il vitto. (Livello CS)

In base al tipo di contratto sottoscritto, l’orario di lavoro di una badante differirà come segue:

  • Per le badanti conviventi: massimo di 10 ore al giorno non consecutive, ovvero 54 ore a settimana.
  • Per le badanti a ore: è previsto un orario di lavoro di 8 ore giornaliere non consecutive, ovvero 40 ore a settimana distribuite su 5 o su 6 giorni.

Straordinari della badante

  • Aumento del 10% del salario per un servizio assistenza domiciliare anziani svolto dalle 6 alle 20 (da una badante non convivente, che però supera le 40 ore a settimana).
  • Aumento del 50% se svolto dalle 22 alle 6 (badante notturna)
  • Aumento del 60 % se svolto di domenica o giornata festiva.

Riposo settimanale della badante

  • Il riposo settimanale di una badante prevede un’intera giornata libera (in genere la domenica o un altro giorno prestabilito) e una mezza giornata a scelta. Un totale quindi di 36 ore settimanali.

Ferie della badante

  • Le badanti maturano 26 giorni di ferie annuali.
  • Nei giorni festivi ordinari le collaboratrici domestiche hanno diritto al riposo e alla normale retribuzione

Malattia e permessi per visite mediche certificate

  • La badante convivente ha diritto a permessi di 16 ore annuali.
  • La badante non convivente con orario di lavoro inferiore alle 30 ore settimanali, invece, ha diritto a 12 ore annuali.

Quando la badante ha vissuto per molti anni nella casa del datore di lavoro, non è raro che sia diventata parte integrante della famiglia, però è anche vero che dopo il decesso dell’assistito viene a mancare l’oggetto contrattuale e quindi il diritto di restare in quella casa. La famiglia del defunto sicuramente non vuole ferire i sentimenti della badante, ma allo stesso tempo è una faccenda che prima o poi bisogna affrontare. Per la badante invece, è un vero e proprio cambiamento di vita dopo anni di servizio in quella casa. La badante avrà lo stesso tempo a disposizione della durata di preavviso per licenziamento o dimissioni, come abbiamo sopracitato.

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Consigli per le badanti a Roma

Aes Domicilio Roma ha stilato una lista di consigli per badanti da tenere bene in mente quando lavorano; le tecniche di de escalation possono concretamente aiutare a gestire il paziente aggressivo:

  • La badante per prima cosa non deve giudicare l’anziano: qualsiasi cosa la persona che si ha davanti sta attraversando, potrebbe essere la più importante per la sua vita in quel momento.
  • Altro punto che la badante deve seguire è rispettare lo spazio personale dell’anziano.  Se per fornire assistenza bisogna entrare nello spazio personale di un’altra persona, allora è necessario spiegare ciò che si sta facendo così l’altro si sentirà meno spaventato e confuso. Infatti garantire lo spazio personale dell’altro, se possibile, diminuisce l’agitazione e permette di stare a distanza di sicurezza.
  • Avere un atteggiamento non minaccioso, le badanti devono cercare di mantenere un tono della voce e un linguaggio del corpo neutrale, non aggressivo, aiuterà a disinnescare situazioni potenzialmente a rischio. Più una persona perde il controllo, meno ascolterà e più reagirà alla comunicazione non verbale.

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  • Di conseguenza la badante non deve avere delle reazioni eccessive: pensieri positivi aiuteranno a mantenere la calma e la razionalità. Non si può controllare i comportamenti dell’altro, ma in base a come si reagisce, ciò influenzerà l’andamento della situazione.
  • La badante è bene che sappia ascoltare il reale messaggio della persona che si ha di fronte. I fatti sono importanti, ma cosa prova realmente l’altro è il cuore del problema. Le persone a volte non si rendono nemmeno conto di essere arrabbiate e spaventate.
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Roma: il lavoro con amore delle badanti

La badante Alina, ora a Roma, ci racconta cosa significa per lei il lavoro con gli anziani:

“Il contatto con gli anziani l’avevo già da piccola, con i miei nonni, i vicini, gli anziani del paese: mi sentivo legata a loro perché mi dimostravano il loro affetto. Il bene che dimostrano gli anziani è speciale. Anche con le parole: ti dicono -gioia-, -riposati, non stancarti- … Ti senti apprezzata. A volte sono più duri, altre volte ti danno più fiducia. È importante mantenere le persone pulite, eleganti, e i familiari sono contenti quando vedono questa cura. Gli anziani riconoscono le persone serie e quelle furbe: lo sentono. Sentono il bene quando c’è. Lo vedono perché c’è disponibilità disinteressata, non solo legata al dovere, al lavoro. Quando -divento di famiglia-, mi fanno sentire meno sola. Ecco: lavorando con gli anziani sento che non sono sola.”

Ecco un’altra dichiarazione da Roma, questa è Paulina, 25 anni di esperienza, nata in Moldavia:

Tanti pensano sia un lavoro semplice e invece diamo la nostra anima, offriamo la nostra pazienza, li vogliamo contenti e sereni, stiamo vicini anche quando non è facile. È importante parlare con loro delle cose che piacciono a loro, delle cose che sono importanti per loro, per esempio del lavoro che facevano, per sorriderne insieme e dimenticare i motivi di fastidio o di rabbia. Una signora di cui mi occupavo amava essere truccata con cura, e io lo facevo; quando è stata ricoverata in ospedale, la chiamavano Cleopatra, e lei era divertita da questo. Bisogna ascoltare e ricordare. E osservare, per imparare, sempre. È una grossa responsabilità. A volte non si percepisce dall’esterno.”

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Afi, 45enne di un piccolo paesino del Togo, ci racconta:

“Ricordo la prima volta che – a Roma – il signore che seguivo si è sporcato: mi ha chiamata la moglie per chiedermi un aiuto, io sono andata e gli ho fatto la doccia, tutto da sola, ed è andato tutto bene. Quando la persona ha problemi psichiatrici ci possono essere difficoltà in più: alcuni sono aggressivi senza motivo e allora diventa difficile fare le cose insieme, perché la persona non collabora. Alcuni non accettano il fatto di essere infermi. Capita allora di fare la doccia nel letto, con tutte le avvertenze necessarie, o di lavare i capelli in un altro momento rispetto a quando lo avevi programmato, per non stancare troppo l’anziano. Oppure devi fare attenzione che chi soffre di demenza non scappi mentre tu magari stai cucinando. A volte è più complicato, ma insieme si riesce a fare tutto.”

Insomma, bisogna sempre imparare e “Se fai questo lavoro, ti devi dedicare”.

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La relazione delle badanti con gli anziani, il caso di Roma

Nel Lazio, a Roma ed in tutta Italia – notoriamente un Paese vecchio – le badanti assistono i pazienti dalla noia e dal tempo che sembra essere diventato privo di senso: la persona anziana si trova al compimento della propria vita ed è anche l’insieme delle relazioni che nel tempo ha costruito.

La possibilità di ri-costruire una buona relazione dipende dalla capacità della badante di conoscere e di capire il contesto nel quale la persona anziana ha vissuto e vive.
  • Uno degli strumenti è quello del farsi raccontare la propria storia, dai familiari o dalla persona stessa: può essere un primo modo per conoscere e per capire. Sapere ascoltare è una grande qualità di chi decide di diventare una badante, significa porre al centro della relazione i bisogni e le esigenze dell’altro e cercare di lavorare per la loro soddisfazione e gratificazione.
  • Allo stesso modo potrà succedere che la persona anziana e la sua famiglia pongano domande alle badanti e desiderino conoscere la sua storia dando segno di apertura e di disponibilità.

L’anzianità spesso si accompagna ad un progressivo ritiro dalla vita pubblica e dalle relazioni sociali: questo fenomeno ha forti ripercussioni sulla considerazione sociale dell’anziano, come di persona ormai ai margini e comunque non significativa.

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Quando sono autosufficienti vivono soli e indipendenti e ciò causa un allentamento dei rapporti che, nel momento della necessità, i familiari si trovano a dover riallacciare in una forma particolarmente stretta, determinata dalla condizione di bisogno della persona. L’intervento di una badante a Roma è, in molti casi, anche un aiuto nella relazione tra la famiglia e la persona anziana, un ponte per ricostruire quella complicità solo nascosta che aspetta di essere scoperta.

Il potente strumento della comunicazione, il farsi raccontare è un importante forma di stimolazione della memoria così come, per l’intimità che crea tra chi racconta e chi ascolta, un veicolo di fiducia reciproca.

AES Domicilio Roma ancora una volta vi chiede fiducia e affidamento, le uniche vere strade per ricomporre insieme, passo dopo passo, un intervento sociale sano e concreto.

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L’aiuto degli animali con anziani, il caso di Roma

Un cagnolino o un gattino per un anziano sono un alleato contro il più brutto dei mali, la solitudine. Possedere un animale a Roma e in ogni altra città può costituire una motivazione in più per trovare una nuova energia. Può essere un vero toccasana per il morale di chi ha qualche problema di salute o handicap motorio. Prendersi cura del proprio cane o gatto, dargli da mangiare, portarlo fuori per la passeggiata, da’ la forza e la motivazione a chi è solo. AES domicilio Roma ha a cuore il benessere degli anziani e delle badanti.

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Non si tratta però solo di riempire le loro giornate con il compito di “prendersi cura” di un animale domestico, insieme alla badante, ma è un vero e proprio legame affettivo quello che si crea, empatia, tante coccole ed una sana fedeltà. L’anziano, infatti, è colui che maggiormente ha bisogno di compagnia e che beneficerà maggiormente di questa ‘convivenza’.

L’anziano, necessita di un animale domestico o da compagnia già svezzato ed educato. Certamente in grado di rispettare gli spazi dell’anziano e di adattarsi al suo ritmo di vita, senza sconvolgerlo troppo. Il cane (o il gatto) va scelto, dunque, già adulto, meno bisognoso di giocare ed uscire, ma decisamente più gestibile. In ogni caso aiuterà l’anziano a muoversi. Un minimo impegno sarà sempre necessario, anche solo per accarezzarlo o spazzolarlo, sicuramente l’aiuto di una badante è essenziale.

Il rapporto che si crea con l’animale domestico aiuta l’anziano a rilassarsi e a distendere i pensieri, e nel caso delle persone sole, è fonte di affetto.

Per anni, è stato clinicamente documentato che i cani da compagnia aiutano gli anziani a vivere più a lungo e più sani. Ogni giorno gli animali portano l’amore, le risate e la compagnia alle persone anziane in tutto il mondo. Un cane o un gatto da compagnia sono, infatti, in grado di offrire alle persone sole un senso di benessere, un senso di incoraggiamento, e anche una ragione di vita, in modo assolutamente disinteressato.

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Chi è badante ucraina? Il caso di Roma

Nella capitale d’Italia, Roma, il termine badante è spesso usato in modo dispregiativo per indicare le lavoratrici di cura e assistenza agli anziani. Si tratta di un lavoro relativamente nuovo, nei decenni passati questo compito era affidato alle donne di casa, mogli e figlie. Si era nell’epoca del “doppio lavoro” femminile, sospese tra lavoro dentro e fuori le mura di casa. Del resto fino agli anni ’90 solo le famiglie abbienti potevano permettersi di pagare lo stipendio di una lavoratrice domestica. Negli ultimi trent’anni però molto è cambiato. L’invecchiamento della popolazione, la progressiva destrutturazione della famiglia e l’emancipazione delle donne dal lavoro riproduttivo hanno stravolto nel profondo la società italiana.

La scelta era dunque tra accompagnare il proprio familiare nelle famigerate Rsa di Roma o cercare delle badanti che potessero assistere i propri cari. Va da sé che quasi tutti hanno scelto la seconda opzione. Si è sviluppata in tutta Italia, da Nord a Sud e in maniera tendenzialmente trasversale alle classi sociali, un’enorme domanda di lavoro domestico che è stata colmata con l’arrivo di donne migranti. La costruzione di questo mercato del lavoro è avvenuta senza norme che potessero strutturare e regolare l’incrocio tra domanda e offerta. L’informalità è stato – e lo è tuttora – il tratto peculiare del lavoro domestico.

Il mercato del lavoro delle badanti di assistenza agli anziani è segnato, come molti altri, dalle linee della razza e del genere. Donne migranti, per lo più bianche e di religione cristiana, costituiscono l’architrave di questo settore. Per alcuni gruppi nazionali ciò ha contribuito a configurare un evidente sproporzione nella composizione di genere della popolazione presente in Italia. Le persone provenienti dall’Ucraina rappresentano il caso più macroscopico.

Sono la quinta provenienza nazionale e contano circa 235 mila persone sparse in quasi tutte le regioni, con la presenza femminile raggiunge quasi l’80% delle residenti totali. Vivono, però, una condizione di segregazione occupazionale che avviene a prescindere dal titolo di studio (il 20% ha una laurea) e dal proprio percorso lavorativo pregresso.

Spesso rimangono intrappolate in un limbo poiché anche in Italia difficilmente riescono a raggiungere i requisiti pensionistici. Ciò avviene a causa di rapporti di lavoro irregolari, saltuari e una carriera lavorativa di breve durata. Dunque, la loro condizione di vulnerabilità economica si estende anche nella fase di vita più anziana. Ciò è causato anche dall’assenza di accordi bilaterali tra gli enti di previdenza dei due paesi. Una condizione che, molto probabilmente, peggiorerà a causa della guerra.

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Licenziamento per giusta causa delle badanti a Roma

Se la badante si rende responsabile di una condotta così grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro domestico per il datore di lavoro, è possibile per quest’ultimo recedere dal contratto per giusta causa, senza corrispondere il mancato preavviso. Il caso più comune è l’assenza ingiustificata dal lavoro.

Come si prosegue quindi:

  • deve essere inviata una contestazione disciplinare all’indirizzo di residenza italiano (se è residente con il datore di lavoro/assistito si invia all’indirizzo del datore e non si riceve). In alternativa si può consegnare la raccomandata a mano.
  • Poi, il datore potrà operare con il licenziamento disciplinare per colf e badanti conviventi dopo 5 giorni dal ritiro della raccomandata, se non ha ricevuto risposta di giustificazione dell’assenza oppure, nel caso in cui la badante non ritirasse la raccomandata, dopo 5 giorni dall’arrivo al datore della ricevuta del mancato ritiro.

Il licenziamento disciplinare per badanti si considera un licenziamento per giusta causa che non prevede alcun pagamento dell’indennità di mancato preavviso al collaboratore.

Se invece la badante, dopo tale contestazione, produce un certificato medico come giustificazione dell’assenza, il datore potrà licenziarla dopo 10 giorni di malattia per anzianità inferiore ai 6 mesi, dopo 45 giorni se ha più di sei mesi e fino a due anni di servizio dopo 180 giorni se l’anzianità di servizio supera i due anni. Cambia in questo caso la natura del licenziamento che non è più disciplinare ma per superamento del periodo di comporto di malattia. Va riconosciuto in quest’ultimo caso il preavviso da pagare tramite indennità sostitutiva.

Nel caso in cui la badante non abbia alcuna giustificazione per l’assenza, dopo aver intimato il licenziamento con apposita lettera di cui sopra, il datore dovrà elaborare il cedolino di cessazione.

Si consiglia di consegnare al collaboratore domestico e di conservare firmati una copia del cedolino e una copia della dichiarazione sostitutiva della Certificazione Unica (ex Cud).

Il datore poi dovrebbe comunicare la cessazione del rapporto all’Inps entro i 5 giorni successivi alla data di cessazione del rapporto.

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