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Roma, Indagine : 7 Famiglie su 10 prendono Badanti In Nero! Attenzione!

La ricerca della badante da parte delle famiglie italiane e di Roma è un fenomeno rigorosamente “fai da te”, nel senso che si ricorre al caro, vecchio passaparola tra conoscenti.

Le famiglie fanno da sole: la carenza di intermediazione nei servizi domestici e nell’assistenza.
Nella ricerca delle badanti , le famiglie tendono ad adottare una logica di prossimità.

La percentuale delle famiglie che ricorre agli strumenti di assistenza pubblica dedicati al sostegno delle persone in condizioni di non autosufficienza sono poco meno della metà delle famiglie in cui sono presenti anziani bisognosi o persone non autosufficienti.

Sappiamo che lo stato può garantire alcuni aiuti alle famiglie:

  • tra gli strumenti più utilizzati c’è l’indennità di accompagnamento (42,1%), mentre le altre tipologie restano tutte sotto la soglia del 10%.
  • L’assistenza domiciliare integrata – un complesso di attività sanitarie e socio-assistenziali offerte a domicilio sulla base di un programma personalizzato, che si pone in alternativa al ricovero in ospedale e permette alle persone non autosufficienti di restare in famiglia – è stata indicata dall’8,2%.
  • Solo il 3,9% accede all’assistenza domiciliare programmata, un servizio che il medico di medicina generale effettua presso il domicilio di un paziente.

Sicuramente le famiglie per il loro caro da assistere si adoperano in ogni modo, assumendo la badante indipendentemente dall’aiuto pubblico.

Un sostegno economico dello stato, diretto e mirato a contenere i costi del personale domestico si riuscirebbe non solo nell’intento di aiutare i datori, come loro stessi chiedono, ma anche a rendere più attrattivo il settore, richiamando più personale e maggiormente qualificato.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

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Roma, cosa cambia nel Contratto Nazionale delle Badanti

Anche a Roma il lavoro di badante regolarmente tracciato segue le direttive del CNNL dei collaboratori domestici.

C’è chi ha sempre lavorato in regola e quindi molte famiglie e associazioni hanno assunto in regola, ma per tutelare al meglio le badanti il 13 agosto 2022 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 104 del 27 giugno 2022, denominato decreto Trasparenza, che recepisce la direttiva Ue 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019 in tema di trasparenza dei contratti di lavoro.
L’articolo 1 al comma 3 estende l’ambito di applicazione del Decreto ai lavoratori domestici.

Nella lettera di assunzione di colf e badanti, nonché degli altri lavoratori domestici, andranno indicati in base a quanto previsto dall’articolo 4 del Decreto:

  • Identità delle parti
  • Luogo di lavoro
  • Titolo, livello, natura o categoria dell’impiego attribuito al lavoratore ovvero una breve descrizione del lavoro
  • Data di inizio del rapporto e, se trattasi di rapporto a tempo determinato, la data di fine o la durata prevista dello stesso
  • Durata e condizioni del periodo di prova, se previsto
  • Diritto alla formazione erogata dal datore di lavoro, se previsto
  • Durata delle ferie, nonché degli altri congedi retribuiti cui ha diritto il lavoratore
  • Procedura e preavviso in caso di dimissioni e di licenziamento
  • Retribuzione iniziale (precisando minimo tabellare, superminimo, indennità ed altri elementi costitutivi)
  • Modalità di pagamento
  • Programmazione dell’orario di lavoro, come la durata normale della giornata o della settimana lavorativa
  • Contratti collettivi che disciplinano il rapporto di lavoro
  • Identità delle istituzioni che si occupano di sicurezza sociale
  • Retribuzione

Una delle principali novità riguarda la retribuzione atteso che il datore di lavoro non dovrà più solo indicare il compenso pattuito, ma bisognerà indicare anche i suoi elementi costitutivi, quindi il minimo tabellare, il superminimo, le indennità, oltre alle modalità di versamento (contanti o bonifico) e il periodo di pagamento.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta la Regione Lombardia, in Emilia-Romagna, in Lazio ed in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologn e Roma se cerchi Badanti a MilanoBadante a MonzaBadante a ComoBadante a LeccoBadante ModenaBadante Bologna e Badante a Roma.

 

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Roma, Novita’ sulla Regolarita’ del Contratto Badanti

Sappiamo che esistono molte badanti competenti perché magari hanno esperienza nel loro paese di origine, perché sono medici, infermieri o badanti.

Capita che sia necessario anche a Roma regolarizzare una badante senza permesso di soggiorno

Innanzitutto sappiamo che le badanti sono principalmente di origine straniera e in questi casi, ancora prima di parlare di assunzione della badante o di contratto per badanti, è necessario che la badante che si trova in territorio italiano, sia in regola.

Una badante extracomunitaria può essere infatti assunta solo se in possesso di un titolo di soggiorno valido per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Attenzione a questo passaggio perché se si assume un cittadino extracomunitario senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto o revocato si rischia una multa pari a 5.000 euro per ogni lavoratore occupato irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell’art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98.

Negli anni  un gran numero di collaboratrici familiari sono state regolarizzate tramite il decreto flussi o le regolarizzazioni, come è avvenuto con  l’emersione del 2020.

Il decreto flussi è l’atto normativo con il quale il Ministero dell’Interno stabilisce quanti stranieri possono entrare in Italia per lavoro.

Il decreto riguarda stranieri che si trovano ancora nei loro paesi di origine e non chi si trova già sul nostro territorio senza permesso di soggiorno.

Quindi riguarda l’ingresso più che la regolarizzazione.

Ciò che si deve fare è presentare telematicamente la domanda e se si è in  possesso dei requisiti richiesti, si otterrà un nulla osta al lavoro.

Con il nulla osta, la badante nel suo paese di origine ottiene un visto d’ingresso per motivi di lavoro e in questo modo entrerà in Italia da regolare.

Se invece la tua badante si trova già in Italia ma non è ancora regolarizzata, si deve procedere con un’altra via.

La regolarizzazione, o sanatoria, o emersione (come Il Decreto Rilancio datato 13 maggio 2020)   prevede la regolarizzazione di cittadini stranieri e di lavoratori irregolari come le badanti presenti su territorio italiano.

E’ necessario  controllare  la presenza dei requisiti richiesti dal Ministero, sia per il datore di lavoro ma anche per  la badante, altrimenti si rischia il rigetto della domanda e  di conseguenza la perdita di una importante opportunità di regolarizzazione , oltre che di denaro, in quanto viene richiesto il pagamento di un contributo forfettario.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Emilia-Romagna, in Lazio e in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologna e Roma, se cerchi Badanti a Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

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Roma, si puo’ controllare una Badante con Telecamere?

E’ possibile controllare una badante?

Cosa si può fare a Roma per sorvegliare colf, baby sitter e collaboratrici domestiche quando non sei in casa?

La prima cosa da capire è cosa dice la legge rispetto all’uso delle telecamere.

Secondo lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970), l’uso di telecamere è ammesso per controlli difensivi.

Ovvero per:

  • tutelare l’azienda da pericoli e minacce (tutela del patrimonio aziendale)
  • esigenze organizzative e produttive
  • migliorare la sicurezza sul lavoro

L’installazione dei dispositivi di video-sorveglianza va fatta con l’autorizzazione dei sindacati o dell’ispettorato del lavoro, e in ogni caso non per controllare la prestazione lavorativa.

Il semplice accordo con il dipendente non è sufficiente.

Di conseguenza ci fa capire che è possibile installare telecamere nascoste contro i ladri o per proteggere la casa, non per controllare se la badante lavori o meno.

Abbiamo trovato una sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce però una natura “particolare” del rapporto di lavoro domestico, e cioè che non è necessaria l’autorizzazione dei sindacati o dei lavoratori per attività di controllo a distanza, ma basta il consenso scritto della badante.

È naturalmente corretto rispettare la normativa sulla privacy (D.Lgs. n.196/2003) che prevede in capo al lavoratore il diritto alla riservatezza e quindi l’obbligo per il datore domestico di informare la badante per l’installazione di apparecchiature di video-sorveglianza.

Di conseguenza si possono effettuare registrazioni video di nascosto a patto che ci siano fondati motivi di credere che la badante stia rubando o maltrattando un anziano.

Se però con la scusante di evitare possibili attività criminali da parte della badante, ci si accorge che non svolge le sue mansioni come stabilito al momento della stipula del contratto di assunzione, non é possibile utilizzare le prove raccolte per un eventuale ricorso al giudice del lavoro.

Solo in un eventuale processo penale, le riprese video così ottenute avranno validità di prova.

 

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Roma: regolarizzare la Badante senza Documenti

Ci sono molte persone che arrivano in Italia e a Roma per lavorare, ma sono persone di paesi fuori l’Unione Europea.

Quindi come fare ad assumere una persona di questi stati ?

Una badante extracomunitaria può essere infatti assunta solo se in possesso di un titolo di soggiorno valido per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Bisogna prestare molta attenzione a questo aspetto, perché potresti rischiare di incorrere in alcune sanzioni

 

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Infatti, se si assume un cittadino extracomunitario senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto o revocato si rischia una multa pari a 5.000 euro per ogni lavoratore occupato irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell’art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98.

La regolarizzazione, o sanatoria, o emersione (come Il Decreto Rilancio datato 13 maggio 2020)  infatti,  prevede la regolarizzazione di cittadini stranieri e di lavoratori irregolari come le badanti presenti su territorio italiano.

Anche in questo caso la domanda di regolarizzazione viene presentata telematicamente dal datore di lavoro secondo  le modalità  definite ogni volta con decreto del Ministro dell’Interno.

Per avere altre informazioni rispetto alla durata del tempo che l’eventuale badante può stare in Italia, ecco quanto dura il permesso di soggiorno per lavoro domestico.

La durata è quella prevista dal contratto di soggiorno e comunque non può superare la durata di: – un anno, in relazione ad un contratto di lavoro domestico a tempo determinato; – due anni, in relazione ad un contratto di lavoro domestico a tempo indeterminato.

Se la badante straniera non ha mai avuto il permesso di soggiorno, il datore di lavoro deve presentare in Questura e presso lo Sportello Immigrazione della zona, una dichiarazione di emersione, nella quale appunto dichiara di avere alle proprie dipendente un immigrato irregolare.

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Roma: certificazioni dei Compensi Badanti

Roma: le badanti che percepiscono redditi  in Italia, sono chiamate a presentare la propria dichiarazione redditi nel nostro Paese.

 

Per farlo, però, hanno bisogno che il datore di lavoro rilasci la certificazione unica per gli stipendi pagati nell’anno di riferimento.

Senza questo documento, tali soggetti non possono conoscere di preciso l’importo da dichiarare al fisco, e di conseguenze le imposte da pagare.

 

Il datore di lavoro di colf e badanti non svolge il ruolo di sostituto d’imposta. Quindi, non effettua, nell’anno d’imposta, trattenute Irpef sulla retribuzione pagata.

Non è tenuto ad inviare all’Agenzia delle Entrate il modello di Certificazione Unica.
Non c’è un temine preciso entro cui rilasciarla.

Tuttavia, è necessario che sia rilasciata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi e/o in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.

La dichiarazione sostitutiva del modello di Certificazione Unica da rilasciare a colf e badanti può essere consegnata anche a mano o con raccomandata postale.

 

Deve contenere le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici e codice fiscale delle parti (datore di lavoro e lavoratore)
  • l’anno d’imposta di riferimento (es. 2021)
  • ll numero di giorni lavorati nel periodo, (si devono in ogni caso comprendere le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni
  • non lavorativi, mentre vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna retribuzione)
  • la retribuzione lorda corrisposta al dipendente nell’anno di riferimento precedente (comprensiva di tredicesima e contributi previdenziali ed assistenziali);
  • la parte di contributi previdenziali a carico del lavoratore
  • la retribuzione annua netta corrisposto;
  • Da riportare anche l’eventuale TFR corrisposto o anticipi di TFR.

 

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Roma: il Matrimonio con la Badante

Cosa succede anche a Roma se gli sposi convolano ufficialmente a nozze ma hanno già deciso di non rispettare i doveri coniugali (coabitazione, fedeltà, assistenza morale e materiale e così via)?

Il codice civile prende espressamente in considerazione nozze di questo genere, in cui gli sposi «hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esse discendenti» .

Si badi, un matrimonio così celebrato è assolutamente valido dal punto di vista civile.

 

Tuttavia, la legge consente ai coniugi di impugnarlo e farne dichiarare la nullità.
In questo modo i soggetti tornano ad essere di stato libero, ma dopo aver conseguito lo scopo per cui si sono sposati.

Per far questo, però, ci sono delle condizioni

Il soggetto che vuole annullare il matrimonio deve dimostrare:

  •  l’esistenza di un accordo fatto con l’altro sposo prima del matrimonio;
  •  il fatto di «non aver convissuto come coniugi» dopo la celebrazione.

La prova è libera: significa che chi vuole impugnare il matrimonio può farlo con ogni mezzo (producendo un accordo scritto, chiamando testimoni e così via).

É chiaro che il giudice sarà particolarmente cauto nel valutare le dichiarazioni dei coniugi che chiedono l’annullamento per simulazione (questo strumento potrebbe essere usato in modo fraudolento dagli sposi, come una sorta di illegittima alternativa al divorzio).

Quanto all’accordo di simulazione, esso deve essere precedente al matrimonio:

ce lo dice lo stesso codice civile, che infatti usa il termine «sposi» e non «coniugi» quando si riferisce al patto in questione.

Ancora, la volontà simulatrice deve essere bilaterale, ossia presente in entrambi i soggetti.

Al contrario, non si parla più di matrimonio simulato quando è solo uno degli sposi a nascondere un doppio fine, senza esternarlo al suo futuro coniuge.

In questo caso il soggetto non potrà chiedere l’annullamento del matrimonio secondo la procedura che stiamo descrivendo.

Il matrimonio simulato può essere impugnato entro un anno dalla celebrazione.

Trascorso questo periodo, non si potrà più chiedere l’annullamento e il matrimonio consoliderà i suoi effetti in capo ai coniugi.

Il matrimonio non può essere annullato, inoltre, se i soggetti hanno «convissuto come coniugi» dopo la celebrazione stessa.

In questo caso la legge presume che l’unione, anche se iniziata come una simulazione, si sia effettivamente realizzata.

 

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Roma: Licenziare la Badante in Malattia

Anche a Roma, per la badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L’art. 27 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell’articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva .

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all’interno del periodo di conservazione del posto.

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre).

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Di seguito si propone un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare; é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l’unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia:

Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 27 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un’indennità sostitutiva che verrà inserita nell’ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

Cordiali saluti.

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

 

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L’addio tra Badante e Assistito di Roma

Il rapporto tra badante e badato/a nella capitale è uno dei rapporti più forti che la modernità ci sta consegnando; infatti, la “caduta delle famiglie” conseguente alla precarietà e instabilità del lavoro, anche a Roma ha fatto sì che questa nuova figura si instaurasse nelle famiglie, entrasse in punta di piedi, e senza accorgercene la badante è diventata la nostra nuova vicina di casa, la nostra nuova amica, la nostra nuova “zia”.

Sono i nuovi “angeli del focolare”, cucinano, puliscono e si occupano di anziani o malati non più autosufficienti: colf e badanti sono talmente indispensabili che gli italiani spendono 7 miliardi all’anno per il loro prezioso aiuto, senza contare il sommerso che ha numeri altrettanto importanti.

Ma quando anche a Roma il rapporto di lavoro si interrompe, quegli angeli si possono trasformare in autentici ‘demoni’ per chi si ritrova a far fronte a richieste più o meno fondate di pagamenti di arretrati e straordinari.

Sempre più spesso, infatti, la lavoratrice mandata via si rivolge al patronato e spuntano conteggi di ferie non usufruite, ore di lavoro non pagate e tredicesime saltate, anche se il datore di lavoro era convinto di essere pienamente in regola dopo che per anni aveva versato regolarmente i contributi e corrisposto puntualmente lo stipendio concordato nel contratto per badante.
Oltre 128mila euro: è la cifra da capogiro che si è sentito chiedere il mese scorso un romano trascinato in tribunale dall’ ex colf e badante di sua madre, malata di Alzheimer. La donna, una cittadina dell’Est Europa, sosteneva di aver lavorato prima in nero e poi di essere stata inquadrata in modo non corretto e chiedeva 128mila euro di risarcimento.

Un caso di abuso di potere?

Niente affatto, racconta all’Agi De Luca, che ha difeso l’imputato. “La signora è stata assunta come colf fino al 2013, questo perché dalle 8 alle 17 la madre del mio assistito era al centro malati di Alzheimer di Roma. Dalle 17 in poi invece, era lui stesso a occuparsene. Nel 2013 le cose sono cambiate, lui è andato via di casa e ha stipulato un nuovo contratto con la signora, questa volta inquadrandola come badante.

Considerando le nove ore che la persona assistita trascorreva al centro Alzheimer, la badante lavorava due ore al giorno. Indagando si è scoperto, inoltre, che quando era sola in casa la signora ‘arrotondava’ tagliando i capelli ai suoi connazionali”.

La causa si è conclusa con un’ammenda di 5.000 euro da pagare alla signora “perché il datore di lavoro l’aveva registrata come badante a persona autosufficiente anziché non autosufficiente”.

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Badante a Roma e Bonus Benzina

Anche a Roma il Bonus carburante da 200 euro a chi spetta e come richiederlo?

Cos’è il bonus carburante?

Il Decreto Ucraina, ha previsto tra le diverse misure, nuovi buoni benzina, erogati su base volontaria da parte del datore di lavoro.

Lo stesso datore di lavoro potrà scaricare questi costi, dal bilancio aziendale, senza pagare nuove tasse o contributi.

Il Bonus carburante da 200 euro, spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti privati, come gli apprendisti, i soci delle cooperative, i tirocinanti ed i lavoratori in smart working.

Sono esclusi i seguenti lavoratori:

  • i collaboratori co.co.co,
  • gli amministratori,
  • I lavoratori occasionali,
  • I lavoratori della pubblica amministrazione e degli enti pubblici.

Chi ha diritto ai buoni benzina 2022 a Roma?

L’importo erogato dal datore di lavoro privato è un contributo liberale, che può essere anche inferiore a 200 euro, in base ad un accordo sindacale o un regolamento aziendale. Quindi il datore di lavoro, non è obbligato a corrispondere i buoni benzina.

I nuovi buoni carburanti possono essere anche concessi ai lavoratori dipendenti di aziende private come, ad esempio, gli studi professionali o gli Enti del Terzo settore, che svolgono esclusivamente attività non commerciale.

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