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Roma, quando l’anziano è Vittima di Abusi

Anche a Roma prendiamo atto della definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dell’abuso sulle persone anziane:

“una singola o ripetuta azione (od omissione) che si verifica all’interno di una relazione basata su di un rapporto di fiducia atteso, che possa causare dolore o di stress nel soggetto anziano”.

La violenza contro le persone anziane è un problema in crescita proporzionale all’incremento della popolazione mondiale anziana, relativamente e soprattutto agli ultra-ottantenni.

Gli abusi sono estremamente diffusi, solitamente non vengono denunciati ed hanno pesanti costi finanziari ed umani.

È per questo che sorge una sempre maggiore preoccupazione nelle case degli italiani che non riescono più a vivere serenamente neppure nei loro ambienti domestici.

L’abuso nei confronti della persona anziana è un problema diffuso.

Sicuramente sottostimato e poco conosciuto, sia dall’ambiente medico che dalla società.

L’entità di tale problema non è del tutto nota in Italia e nel resto del mondo.

La comunicazione e la sensibilizzazione di tali tematiche restano le armi più forti che abbiamo a disposizione.

Naturalmente dobbiamo saperle utilizzare, dando il buon esempio già con i nostri figli.
Tra le mura domestiche i casi siano sempre più frequenti.
Inoltre si stima che nel 90% dei casi la violenza avviene in famiglia, da parte di figli o partner.
Nonostante questa alta percentuale, solo il 4% dei soggetti abusati decide di denunciare.

Dunque, la domanda sorge spontanea: perché l’abuso non viene denunciato?

Nella maggior parte delle volte, questo accade perché la persona potrebbe avere paura di essere ancora più in pericolo o di mettere nei guai l’abusante.

Inoltre, accade spesso che l’anziano non sia affatto in grado di comunicare o riferire la violenza subita.

 

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L’attenzione della Badante al Freddo dell’Inverno a Roma

A Roma stiamo entrando nel periodo invernale la repentina discesa delle temperature può rischiare di peggiorare le problematiche negli anziani e aumentare anche il rischio di contrarre malattie influenzali.

Facciamo alcuni esempi:

  • geloni
  • cadute su superfici ghiacciate
  • ipotermia

fanno parte del repertorio, pertanto in questo periodo nulla deve essere sottovalutato, a partire dall’alimentazione

Durante la stagione invernale, le principali cause di malanno sono: il freddo,l’umidità, i virus , i batteri

 

È logico che le persone fragili come gli anziani, soffrendo di più il freddo, potrebbero peggiorare nelle loro condizioni cliniche, come difficoltà respiratorie, problemi cardiovascolari, reumatismi e artriti, malattie influenzali.

 

Proprio per questo motivo, è bene preparare il sistema immunitario, affinché possa essere in grado di svolgere la sua funzione al massimo delle sue capacità.

In che modo questo è consigliato seguire una buona e adeguata alimentazione e idratazione perché negli anziani sono da considerarsi fattori primari per consentire al corpo di mantenersi in buona salute, in particolare con la frutta e la verdura che troviamo nell’orto invernale possiamo aiutarci a prevenire e ad alleviare fastidiosi mal di gola e influenze.

Oltre a tutelare la salute degli anziani, è bene preoccuparsi anche della salute delle case in cui alloggiano, provvedendo non solo alla manutenzione degli impianti, ma anche alla sistemazione di finestre e serramenti.

Per mantenere calda la temperatura corporea bisogna fare attenzione anche al modo in cui ci si veste sia quando si è in luoghi chiusi sia quando si esce.

Inoltre, per evitare che il freddo abbia effetti negativi sulla pelle, è consigliabile usare una crema idratante con cui trattare labbra, viso e mani.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

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Roma: Truffa Internazionale delle Badanti

Anche a Roma giunge la notizia della truffa internazionale delle badanti romene.

Una vera e propria organizzazione internazionale con sede principale in Romania e sedi operative a Milazzo in provincia di Messina e in varie cittadine della provincia di Reggio Calabria gestiva  le attività di raggiro agli anziani, estorcendo denaro, per poi far sparire il tutto attraverso complessi sistemi di riciclaggio internazionale.

E’ stata scoperta dai carabinieri che hanno messo a segno un operazione congiunta con Europol.
L’associazione a delinquere dei ‘badanti’ era strutturatane organizzata come una organizzazione criminale di alto livello.

Lo scopo del gruppo era commettere una pluralità di gravi reati come la circonvenzione di persone incapaci, estorsione, ricettazione e riciclaggio dei proventi illeciti.

 

I carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Reggio Calabria e Europol hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, su richiesta della Procura di Locri, nei confronti di 16 persone.

Per dieci è stato disposto il carcere mentre 6 sono stati poste ai domiciliari.

L’associazione si sarebbe avvalsa di giovani donne che, appositamente addestrate ed agendo singolarmente, dopo aver selezionato con attenzione le proprie potenziali vittime le inducevano al versamento di cospicue e continue somme di danaro, fino a mille euro per singola transazione, che venivano ceduti dalla vittima direttamente nella mani della truffatrice, oppure bonificati ai vertici della banda in Romania.

L’approccio consisteva solitamente con la scusa di vendere oggettistica di esiguo valore come accendini e fazzoletti.

Da lì seguiva la fase di “adescamento”, nel corso della quale le giovani donne, approfittando delle condizioni di solitudine e vulnerabilità delle vittime, si dichiaravano infatuate di quest’ultime, nonché bisognose di denaro, adducendo nella maggior parte dei casi fittizi problemi di salute personali o dei propri familiari residenti, in particolare, nell’area esteuropea.

 

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Roma: la Badante l’anziano e il Caldo Estivo

Con questo caldo estivo improvviso è davvero un caos!

Chi rimane a Roma, sa bene quante magliette deve cambiare e quante docce deve fare per rimanere sveglio ed efficiente con 30 e 40 gradi…

Cosa può fare una badante per mantenere al sicuro il suo anziano accudito?

  • Create delle piccole gallerie di vento: basta aprire le finestre, di sera e di mattina presto per fare in modo che l’aria più fresca della giornata entri dentro e dia piacevoli respiri.
  • Sicuramente abbassare le tapparelle e tenere le finestre socchiuse aiuta a tenere la temperatura costante
  • Inoltre è consigliato il ventilatore rispetto al condizionatore, soprattutto per persone fragili, quindi la badante è bene che tenga sotto controllo la regolamentazione dell’aria.
  • Naturalmente la badante consiglia all’anziano di uscire nelle ore meno calde: se potete, evitate di uscire di casa tra le 11 e le 16.
  • Se per necessità devi, copriti la testa con un cappello di chiaro cotone e indossa sempre occhiali da sole.
  • Proteggi la pelle con una crema solare, anche se sei in città.
  • Durante una passeggiata con la badante è bene bagnarsi polsi e le tempie: abbasserete la temperatura in poco tempo sentendovi subito meglio.
  • Quando fa molto caldo il primo pericolo è la disidratazione, è quindi importante bere molta acqua più volte durante la giornata, almeno due litri.
  • Preferisci l’acqua a temperatura ambiente o fresca ma non troppo fredda.

La badante è bene che scelga frutta e verdura di stagione: come melone e albicocche che, oltre a rinfrescare e a fornire vitamine e sali minerali.

La verdura è da preferire cruda, quando è possibile: carote, zucchine, pomodori, cetrioli, lattuga, sedano, peperoni e radicchio.
Insieme alla badante si possono infine fare anche pochissimi minuti al giorno di moto e attività fisica, soprattutto nelle prime ore del mattino. All’alba per intenderci (5.00-6.00).
Questo aiuta la circolazione, il corretto apporto di nutrienti al corpo, la salute mentale e il tuo umore.

 

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l'anziano badante Roma

Roma: l’ Anziano chi è ?

Anche Roma si interroga:

Chi è l’anziano secondo la scienza?

Quando ci si può considerare vecchi?

E da quale prospettiva, punto di vista?

 

L’aspettativa di vita alla nascita riflette l’andamento della mortalità per ogni causa sulla popolazione mondiale e nel 2008 era stimata a 68 anni, con una variabilità dai 57 anni per i Paesi a basso reddito (53 anni in Africa), sino agli 80 anni dei Paesi ad alto reddito (WHO, 2020).

 

Come si può intuire, questo condiziona anche l’immagine sociale della persona anziana, che vede nei Paesi industrializzati alzarsi sempre più l’asticella, considerando la piena produttività di molte persone over 60.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS; World Health Organizaton-WHO) definisce i 65 anni come età di passaggio alla condizione di “anziano”, mentre le Nazioni Unite (United Nation, UN) si collocano sui 60 anni, considerando aree geografiche svantaggiate per bassa aspettativa di vita alla nascita (WHO, 2002).

Entro il 2050 l’OMS stima che circa una persona su sei avrà più di 65 anni (16%), laddove nel 2019 il dato si assestava intorno a una persona su undici (9%).

Nel 2018, il numero di soggetti definiti anziani (over 65), per la prima volta nella storia, ha superato il numero di bambini di età inferiore ai 5 anni (U.N. United Nation, 2020).

Nel 2050, l’80% della popolazione mondiale vivrà nei Paesi a basso-medio reddito, considerando come il ritmo di invecchiamento della popolazione sia a oggi più incalzante che in passato (WHO, 2018).

È possibile oggettivare il concetto di “vecchio”, indipendentemente dal percepito e dalle aspettative sociali, oppure l’invecchiamento è un costrutto relativo, così che l’essere umano è anziano solo in riferimento a prospettive e criteri culturali? (Overall, 2016).

Nella cultura giudaica la vecchiaia è ambivalente.

Da un lato, prima dell’affermazione della visione escatologica, non era contemplata una vita dopo la morte, ma l’uomo ritornava alla terra.

L’uomo benedetto e giusto è colui che si congeda dalla vita ” con ‘felice canizie e sazio di giorni’ ” (Gen. 25,8).

L’anziano è colui, non tanto che muore, ma colui che ha portato a compimento la vita.

Dio stesso si presenta a Daniele come un vegliardo con capelli candidi come la lana.

L’Antico Testamento però ne ricorda anche la dimensione fisica come nel Qoelet, dove non sempre la vecchiaia è sinonimo di sapienza o benedizione.
La definizione di anziano vede venirci incontro il dizionario Treccani, che dirime la questione iniziando con un excursus storico, e ponendo la “non questione” solo in tempi recenti.

Infatti il “problema” dell’anziano nasce nel XX secolo, quando negli Stati Uniti furono pubblicati i primi lavori di “geriatria”, aventi per tema lo studio biomedico e sociale della vecchiaia.

 

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Le Badanti e i Problemi di Alimentazione dell’Anziano a Roma

Anche a Roma abbiamo potuto constatare  che il cibo  può diventare un problema con la vecchiaia;

sicuramente l’aiuto di una badante può tranquillizzare la famiglia.

Purtroppo  comune tra la popolazione anziana è la disfagia, cioè la difficoltà nella deglutizione.

Di conseguenza un consiglio  alle badanti per  capire come preparare e cucinare al meglio per aiutare gli anziani durante i pasti.

È necessario preparare cibi morbidi e tagliati in piccoli pezzetti.

La verdura, ad esempio, potrebbe essere cotta a vapore oppure si potrebbero utilizzare degli omogeneizzati o passati, anche nei casi di problemi di dentatura e masticazione.

In base alla gravità del problema si possono prevedere diete liquide, semiliquide, semisolide e solide.

  • La dieta liquida è composta da bevande (acqua, thè, caffè etc.) e da sostanze naturalmente liquide come yogurt e brodi.
  • La dieta semiliquida è quella in cui sono presenti cibi fluidi e frullati, come gelati, passati e salse, che sono più consistenti dei  liquidi, ma non necessitano comunque di masticazione.
  • Infine possiamo distinguere l’alimentazione semisolida da quella solida morbida: se la prima consta di alimenti fluidi o frullati che però non devono essere masticati perché facilmente schiacciabili con lingua e palato, la seconda prevede la masticazione (ad esempio polpette, uova sode, verdure).

Mangiare non è semplicemente una necessità fisiologica, ma ha anche una forte valenza psicologica; al diminuire del gusto e dell’olfatto si può ridurre anche il piacere di mangiare, perché tutti i piatti assumono lo stesso sapore.

Ci sono inoltre dei fattori sociali da considerare.

Se l’anziano vive da solo può assumere un atteggiamento depressivo che affievolisce l’entusiasmo nei confronti del cibo e porta a consumare pasti monotoni, in modo disordinato, e poco bilanciati.

La presenza di una badante che sappia gestire la dieta più appropriata va a ridurre i rischi di denutrizione e malnutrizione.

Sapere che la badante per cena avrà portato sulla tavola il proprio piatto preferito può essere per l’anziano uno stimolo per affrontare positivamente la giornata.

 

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Roma: la Sessualita’ e gli Anziani

Anche a Roma desideriamo trattare un aspetto importante degli anziani, che è la sessualità:

è emerso che le donne più anziane possono beneficiare dei piaceri dell’intimità, mentre per l’uomo non sembra essere così.

Quando gli uomini invecchiano, hanno maggiori difficoltà a raggiungere la gioia per motivi medici oppure di natura emotiva.

Pertanto accade che gli uomini tendano ad andare incontro a un livello maggiore di esaurimento.

Di conseguenza, quest’ultimo incide sull’organismo e comporta maggiore stress per il sistema cardiovascolare per raggiungere un culmine.

Questo fattore dunque non è affatto da sottovalutare, poiché a lungo andare può danneggiare la salute.

Non sono da escludere i fattori emotivi, i quali giocano un ruolo fondamentale anche durante i momenti intimi e la sessualità in età avanzata.

Ad esempio, avere frequentemente dei rapporti sessuali può portare alla luce una vera e propria dipendenza erotica, ovvero una sorta di impulsività sessuale a cui non si riesce a rinunciare.

Questo tipo di dipendenza può scaturire dagli stati psicologici come ansia o depressione, che possono compromettere la salute cardiovascolare.

Pertanto, lo stato psicofisico di un individuo gioca un ruolo fondamentale per il benessere dell’organismo, soprattutto se si tratta di rapporti intimi in età avanzata.

Gli stati di agitazione possono dunque causare un’elevata dose di stress e nervosismo nell’uomo, intaccando allo stesso tempo il sistema cardiocircolatorio.

 

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Per quanto riguarda le donne anziane invece, l’intimità in età avanzata è importante e può rivelarsi un perfetto toccasana per la loro salute.

D’altronde, una buona intimità non può che rivelarsi qualcosa di salutare e benefico anche quando si supera una certa età.

È fondamentale, quindi, che le persone anziane comprendano quali sono i potenziali rischi e i benefici della sfera intima, e soprattutto che imparino a vivere una intimità fatta di coccole, carezze e tenerezze e non solo prestazione.

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Gli Anziani di Roma al Pronto Soccorso

L’emergenza pronto soccorso a Roma, con quel che significa in un anziano in termini di ricoveri inutili ed effetti multi-ricovero successivi, è sentita in tutto il mondo occidentale oltre che nella capitale.

Tanto più in inverno, quando il ricorso all’emergenza è portato ai massimi livelli dalle malattie stagionali.

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Dall’America però arriva un tentativo interessante di diminuire l’incidenza dei ricoveri, così come dimostra uno studio recentemente pubblicato dal Journal of the American Geriatric Society, che ha prodotto il 33% di ricoveri in meno tra gli anziani.
Il sistema fa leva sulle cosiddette cure geriatriche di transizione, che si sostanziano semplicemente nell’individuazione di percorsi alternativi della presa in carico ospedaliera e del post ricovero.

A partire da alcuni dati che dovrebbero far riflettere, poiché nei pazienti anziani riuscire a ridurre il numero di ricoveri significa anche prevenire i disorientamenti anticamera delle demenze, il rischio di cadute post ricovero e infezioni ospedaliere e in generale il peggioramento delle capacità motorie e della qualità della vita.

L’esperimento, consiste nel creare una rete di protezione per la fascia d’età più vulnerabile. Al momento dell’ingresso in pronto soccorso alcune infermiere specializzate nella cura dei pazienti in età geriatrica sono state chiamate a valutare se gli ultrasessantacinquenni in accesso al pronto soccorso presentassero alterazioni fisiche o cognitive, se erano in grado di prendersi cura di loro stessi a casa o se presentavano condizioni comorbili multiple comuni a questa età e – in alcuni casi – l’infermiera poteva decidere di abbinare direttamente il paziente in una RSA invece che rimandarlo a casa.

Quando possibile, inoltre, questi pazienti in “codice d’argento” venivano spostati in ambienti più tranquilli e protetti rispetto al normale standard ospedaliero. E infine dopo essere stati opportunamente valutati e dimessi i pazienti venivano seguiti attraverso contatti telefonici o con appuntamenti da parte di assistenti sociali.
Il risultato dell’esperimento è che gli anziani che hanno ricevuto questo tipo di attenzione dopo l’accesso al pronto soccorso, venivano ricoverati solo nel 36% dei casi, rispetto alla media dei pazienti in accesso della stessa età, in cui il ricovero avviene in oltre il cinquanta per cento dei casi.

 

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L’addio tra Badante e Assistito di Roma

Il rapporto tra badante e badato/a nella capitale è uno dei rapporti più forti che la modernità ci sta consegnando; infatti, la “caduta delle famiglie” conseguente alla precarietà e instabilità del lavoro, anche a Roma ha fatto sì che questa nuova figura si instaurasse nelle famiglie, entrasse in punta di piedi, e senza accorgercene la badante è diventata la nostra nuova vicina di casa, la nostra nuova amica, la nostra nuova “zia”.

Sono i nuovi “angeli del focolare”, cucinano, puliscono e si occupano di anziani o malati non più autosufficienti: colf e badanti sono talmente indispensabili che gli italiani spendono 7 miliardi all’anno per il loro prezioso aiuto, senza contare il sommerso che ha numeri altrettanto importanti.

Ma quando anche a Roma il rapporto di lavoro si interrompe, quegli angeli si possono trasformare in autentici ‘demoni’ per chi si ritrova a far fronte a richieste più o meno fondate di pagamenti di arretrati e straordinari.

Sempre più spesso, infatti, la lavoratrice mandata via si rivolge al patronato e spuntano conteggi di ferie non usufruite, ore di lavoro non pagate e tredicesime saltate, anche se il datore di lavoro era convinto di essere pienamente in regola dopo che per anni aveva versato regolarmente i contributi e corrisposto puntualmente lo stipendio concordato nel contratto per badante.
Oltre 128mila euro: è la cifra da capogiro che si è sentito chiedere il mese scorso un romano trascinato in tribunale dall’ ex colf e badante di sua madre, malata di Alzheimer. La donna, una cittadina dell’Est Europa, sosteneva di aver lavorato prima in nero e poi di essere stata inquadrata in modo non corretto e chiedeva 128mila euro di risarcimento.

Un caso di abuso di potere?

Niente affatto, racconta all’Agi De Luca, che ha difeso l’imputato. “La signora è stata assunta come colf fino al 2013, questo perché dalle 8 alle 17 la madre del mio assistito era al centro malati di Alzheimer di Roma. Dalle 17 in poi invece, era lui stesso a occuparsene. Nel 2013 le cose sono cambiate, lui è andato via di casa e ha stipulato un nuovo contratto con la signora, questa volta inquadrandola come badante.

Considerando le nove ore che la persona assistita trascorreva al centro Alzheimer, la badante lavorava due ore al giorno. Indagando si è scoperto, inoltre, che quando era sola in casa la signora ‘arrotondava’ tagliando i capelli ai suoi connazionali”.

La causa si è conclusa con un’ammenda di 5.000 euro da pagare alla signora “perché il datore di lavoro l’aveva registrata come badante a persona autosufficiente anziché non autosufficiente”.

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Roma e i reati penali delle badanti

Furti di soldi, gioielli, pellicce, ma anche, più semplicemente pacchi di pasta, farina, detersivi. Poi danneggiamenti. Fino ad arrivare, decisamente più gravi, a maltrattamenti e stalking. I reati penali compiuti nell’ambito domestico da badanti.

Nel 70% dei casi si tratta di reati contro il patrimonio, come i furti appunto. Nel 30%, di reati contro la persona. A registrare il fenomeno e il sensibile incremento, è Domina-Associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. Nel 90% dei casi a commettere reati sono stranieri, che rappresentano la maggior parte delle persone impiegate nel settore – solo il 17,1% dei lavoratori domestici è italiano – e nel 40% si tratta di romeni e ucraini.

«Negli ultimi due anni sono emerse tipologie di reato nuove per il settore, come lo stalking. Finito il rapporto professionale, alcuni lavoratori si trasformano in stalker per l’ ex datore di lavoro e la famiglia, sfruttando la conoscenza di orari e abitudini di chi vive in casa. Chiedono soldi, spesso molti, per lasciare in pace i malcapitati. Lo stalking ormai rappresenta il 20% del totale dei reati penali nel lavoro domestico».

Stalking e tentate estorsioni, spesso, non vengono denunciati per vergogna o paura. «Ci sono badanti che hanno assistito un anziano che, quando il rapporto di lavoro si conclude, si rivolgono alla famiglia, chiedendo migliaia di euro oltre ai pagamenti avuti. La minaccia sempre la stessa: dicono che, se non riceveranno la somma, denunceranno di essere stati pagati per meno ore di quelle lavorate. Dato che molti di questi rapporti sono gestiti in nero, totalmente o parzialmente, in tanti preferiscono pagare».

La badante è fondamentale per la vita dell’ anziano.

Sale il numero di furti, in particolare quelli minori. «Crescono le sparizioni di cibo. La spesa sembra non bastare mai. Se prima, per una settimana, si spendevano quaranta euro poi iniziano a spendersene settanta. Molti furti, specie di alimenti o simili, non sono denunciati».

Come difendersi? «I proprietari di casa possono installare videocamere al suo interno, non per controllare il lavoro ma per questioni di sicurezza. Presenza e posizione devono essere comunicati al lavoratore. Abitualmente, è un ottimo deterrente. Se si sospettano reati contro la persona, bisogna rivolgersi alle forze dell’ ordine e verificare come installare videocamere senza darne notizia o farle notare».

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