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Roma: il Matrimonio con la Badante

Cosa succede anche a Roma se gli sposi convolano ufficialmente a nozze ma hanno già deciso di non rispettare i doveri coniugali (coabitazione, fedeltà, assistenza morale e materiale e così via)?

Il codice civile prende espressamente in considerazione nozze di questo genere, in cui gli sposi «hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esse discendenti» .

Si badi, un matrimonio così celebrato è assolutamente valido dal punto di vista civile.

 

Tuttavia, la legge consente ai coniugi di impugnarlo e farne dichiarare la nullità.
In questo modo i soggetti tornano ad essere di stato libero, ma dopo aver conseguito lo scopo per cui si sono sposati.

Per far questo, però, ci sono delle condizioni

Il soggetto che vuole annullare il matrimonio deve dimostrare:

  •  l’esistenza di un accordo fatto con l’altro sposo prima del matrimonio;
  •  il fatto di «non aver convissuto come coniugi» dopo la celebrazione.

La prova è libera: significa che chi vuole impugnare il matrimonio può farlo con ogni mezzo (producendo un accordo scritto, chiamando testimoni e così via).

É chiaro che il giudice sarà particolarmente cauto nel valutare le dichiarazioni dei coniugi che chiedono l’annullamento per simulazione (questo strumento potrebbe essere usato in modo fraudolento dagli sposi, come una sorta di illegittima alternativa al divorzio).

Quanto all’accordo di simulazione, esso deve essere precedente al matrimonio:

ce lo dice lo stesso codice civile, che infatti usa il termine «sposi» e non «coniugi» quando si riferisce al patto in questione.

Ancora, la volontà simulatrice deve essere bilaterale, ossia presente in entrambi i soggetti.

Al contrario, non si parla più di matrimonio simulato quando è solo uno degli sposi a nascondere un doppio fine, senza esternarlo al suo futuro coniuge.

In questo caso il soggetto non potrà chiedere l’annullamento del matrimonio secondo la procedura che stiamo descrivendo.

Il matrimonio simulato può essere impugnato entro un anno dalla celebrazione.

Trascorso questo periodo, non si potrà più chiedere l’annullamento e il matrimonio consoliderà i suoi effetti in capo ai coniugi.

Il matrimonio non può essere annullato, inoltre, se i soggetti hanno «convissuto come coniugi» dopo la celebrazione stessa.

In questo caso la legge presume che l’unione, anche se iniziata come una simulazione, si sia effettivamente realizzata.

 

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La Badante e Richiesta Residenza a Roma

La Badante e Richiesta Residenza a Roma

Il datore di lavoro di Roma non ha l’obbligo di dare residenza nella sua casa alla badante, anche se convivente, a meno che non sia la stessa badante a richiederla o a meno che la badante non abbia altra residenza in Italia.

Quali sono le leggi 2022 per residenza e domicilio della badante assunta?

Solitamente la questione residenza e domicilio vale per le badanti conviventi che vengono assunte per prestare assistenza presso la famiglia in maniera continuativa. La legge stabilisce che chiunque dia ospitalità a titolo gratuito presso la propria abitazione a un cittadino italiano, comunitario o extracomunitario, deve comunicare la cessione di fabbricato utilizzando il modulo ufficiale. La comunicazione deve esser effettuata, entro 48 ore dalla messa a disposizione dell’alloggio.

Secondo quanto previsto dalla legge, la badante pur essendo convivente con la famiglia presso la quale presta assistenza può mantenere un’altra residenza purchè italiana e un altro domicilio pur figurando nel rapporto di lavoro domestico come convivente.

Nel caso di residenza differente, per la badante convivente vi è la possibilità di fissare il domicilio presso l’abitazione in cui lavora in modo da ricevere eventuali comunicazioni personali direttamente nel posto dove vive.

Molto più semplicemente ciò significa che la badante convivente pur convivendo con la famiglia presso cui lavora può avere residenza e domicilio differenti.

Quando si parla di badanti conviventi  si pensa automaticamente che vivendo nella casa della famiglia che l’ha assunta, la badante debba avere residenza nella stessa casa. In realtà, stando alle leggi 2022 in vigore, pur essendo prerogativa della badante anche convivente assunte la convivenza per una assistenza funzionale alle richieste, la badante non deve necessariamente far parte della famiglia e non sussiste l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente.

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Roma: Licenziare la Badante in Malattia

Anche a Roma, per la badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L’art. 27 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell’articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva .

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all’interno del periodo di conservazione del posto.

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre).

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Di seguito si propone un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare; é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l’unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia:

Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 27 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un’indennità sostitutiva che verrà inserita nell’ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

Cordiali saluti.

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

 

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Roma, sentenze su dubbio testamento alla badante

Un nonno solo e malato che negli ultimi giorni di vita nomina come erede universale la donna che gli sta facendo da badante. La decisione scatena la reazione dell’erede precedentemente nominata, figlia di primo letto della moglie dell’anziano, una donna morta da tempo. La badante viene denunciata per circonvenzione di incapace, nonché citata in una causa civile. Ma l’inchiesta penale viene archiviata.

Di recente anche la causa civile dà ragione alla badante. E ora, a ritrovarsi sul banco degli imputati, è proprio la figliastra, accusata di aver redatto un falso testamento, nonché di appropriazione indebita. Il processo penale davanti al giudice monocratico di Venezia, Sonia Bello, si sta avviando alle sue fasi finali. Ieri è stato ascoltata come parte offesa la badante, assistita dalle avvocatesse Damiana Danesin e Daniela Beccarello. Il giudice ha rinviato l’udienza al prossimo 3 maggio per sentire gli ultimi teste.

Poi arriverà la sentenza. La morte dell’anziano risale al luglio 2016. In quei giorni, nella sua casa di Chirignago, lo assiste una signora che già da tempo si occupava della pulizia della casa. Negli ultimi giorni di vita dell’uomo gli fa da badante. Ed è in questi giorni che l’anziano contatta un notaio per nominare la donna sua erede universale.

L’atto è del 21 luglio, solo 4 giorni dopo l’anziano muore. E inizia la guerra per l’eredità, rappresentata dalla casa e da qualche soldo in banca. La figliastra, che da anni vive all’estero, accusa la nuova erede di aver manipolato l’anziano. Il procedimento per circonvenzione di incapace, però, viene archiviato già nel 2018. E anche la sentenza del giudice civile, passata in giudicato in questi giorni, riconosce, sulla scorta di una consulenza medica, che l’uomo era in grado di decidere. A complicare questa vicenda già triste, spunta poi un altro testamento, redatto il giorno dopo quello a favore della badante, che torna a nominare come erede universale la figliastra.

Un falso, come accerta il grafologo, che ora viene contestato alla donna, accusata di aver «falsificato il testamento olografo apparentemente scritto» dall’anziano e pubblicato dopo la sua morte. C’è poi l’accusa di appropriazione indebita per i beni che la figliastra avrebbe preso da casa, subito dopo la morte dell’ottantenne: due orologi d’oro, qualche migliaio di euro di contanti e l’auto. Beni che con il testamento erano passati alla badante. Accuse che l’imputata, difesa dall’avvocato Elisa Bertuzzi, ha sempre respinto. Ora la decisione spetta al giudice.

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La relazione delle badanti con gli anziani, il caso di Roma

Nel Lazio, a Roma ed in tutta Italia – notoriamente un Paese vecchio – le badanti assistono i pazienti dalla noia e dal tempo che sembra essere diventato privo di senso: la persona anziana si trova al compimento della propria vita ed è anche l’insieme delle relazioni che nel tempo ha costruito.

La possibilità di ri-costruire una buona relazione dipende dalla capacità della badante di conoscere e di capire il contesto nel quale la persona anziana ha vissuto e vive.
  • Uno degli strumenti è quello del farsi raccontare la propria storia, dai familiari o dalla persona stessa: può essere un primo modo per conoscere e per capire. Sapere ascoltare è una grande qualità di chi decide di diventare una badante, significa porre al centro della relazione i bisogni e le esigenze dell’altro e cercare di lavorare per la loro soddisfazione e gratificazione.
  • Allo stesso modo potrà succedere che la persona anziana e la sua famiglia pongano domande alle badanti e desiderino conoscere la sua storia dando segno di apertura e di disponibilità.

L’anzianità spesso si accompagna ad un progressivo ritiro dalla vita pubblica e dalle relazioni sociali: questo fenomeno ha forti ripercussioni sulla considerazione sociale dell’anziano, come di persona ormai ai margini e comunque non significativa.

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Quando sono autosufficienti vivono soli e indipendenti e ciò causa un allentamento dei rapporti che, nel momento della necessità, i familiari si trovano a dover riallacciare in una forma particolarmente stretta, determinata dalla condizione di bisogno della persona. L’intervento di una badante a Roma è, in molti casi, anche un aiuto nella relazione tra la famiglia e la persona anziana, un ponte per ricostruire quella complicità solo nascosta che aspetta di essere scoperta.

Il potente strumento della comunicazione, il farsi raccontare è un importante forma di stimolazione della memoria così come, per l’intimità che crea tra chi racconta e chi ascolta, un veicolo di fiducia reciproca.

AES Domicilio Roma ancora una volta vi chiede fiducia e affidamento, le uniche vere strade per ricomporre insieme, passo dopo passo, un intervento sociale sano e concreto.

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Roma e la badante che vorrei

Molti anziani sono consapevoli che ad un certo momento della propria vita si troveranno di fronte ad una scelta molto importante: trovare una badante. Una persona che li aiuti nel loro quotidiano anche se sono ancora autosufficienti.

E’ utile informarsi sui vari tipi di assistenza su cui si potrà contare. Così facendo non si arriverà impreparati e si scongiurerà il rischio di cadere vittime degli eventi. Il consiglio e il sostegno di un figlio o di un familiare fidato è importante, ma solo tu puoi individuare realmente l’assistente ideale per tutte le tue esigenze, soprattutto di relazione. La ricerca di una badante è paragonabile a un lavoro molto importante e delicato. L’obiettivo è risolvere le tue esigenze di assistenza e avere una convivenza serena con la persona che sceglierai.

L’assistenza alla persona è un lavoro che per legge rientra nel CNL del lavoro domestico. Questo vuole garantire un’assistenza che, per esperienza e competenze, risponda alle reali esigenze dell’assistito. Offre inoltre una tutela dagli evidenti rischi del lavoro nero – in un mercato dove fiducia, umanità e correttezza hanno un valore che va al di là anche delle competenze; e dell’esperienza dato che un reale bisogno di aiuto porta ad aprire le porte della propria casa a uno sconosciuto.

Un  importante consiglio da seguire è quello di assicurarti che la badante valutata abbia tutti i documenti richiesti; in particolare il passaporto per gli stranieri, un Curriculum Vitae e delle referenze che ne testimonino esperienza e competenze. In particolare le referenze di parenti e amici fidati rappresentano sempre un grande aiuto. Qualora mancassero, si consiglia di verificare sempre se le informazioni presentate dalla potenziale badante siano valide.

In ogni caso, ti consigliamo di prendere in considerazione la possibilità di appoggiarti ad associazioni come noi di AES Domicilio. In questo modo sarai aiutato nella selezione della badante, e ti proporranno personale accuratamente selezionato per l’assistenza alla persona.

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Le badanti a Roma: custodi della famiglia

La badante è una di casa, si occupa dei lavori domestici, accudisce, consola. Ma è anche l’estranea di famiglia: e la dedizione ai figli e ai genitori dei ” signori” non sempre va di pari passo con il riconoscimento dei diritti.

Per vent’anni le badanti sono state le invisibili tra gli invisibili. Di loro non abbiamo voluto sapere nulla: né chi fossero, né da dove venissero, né come facessero a fare il loro lavoro. Eppure non è per niente facile essere una badante convivente. Essere continuamente “l’estranea di casa”, e “una di casa”. Essere colei che si occupa della casa, del corpo e dell’anima.

Colei che nutre, cambia, lava e medica; e colei che coccola, consola, custodisce. Le braccia a volte non bastano. Serve il cuore. Badare è un verbo particolare, che sta a metà tra lavorare e amare. Da una badante ci si aspetta non solo che vesta, cucini e cambi le medicazioni, ma anche che sia gentile, disponibile, amichevole, che dia affetto, calore, conforto alla persona che le viene affidata.

Talvolta questo coinvolgimento affettivo è l’esito naturale di un rapporto intimo, di condivisione di tempo, di spazi, di frammenti di vita quotidiana. «Ana non è per me solo la persona che mette in fila le pastiglie» racconta Matilda , una signora invalida. «Lei è soprattutto la testimone dei miei pensieri più profondi, colei che lenisce le mie paure, accarezza i miei sogni quando dormo, custodisce i pochi ricordi che sopravvivono alla mia malattia e li consegna ai miei figli». E infatti, non di rado, tra chi offre le cure e chi le riceve nascono delle relazioni molto profonde, indissolubili.

Altre volte però il coinvolgimento affettivo è preteso, reclamato, imposto dall’alto. «A tate e badanti si chiede di prendersi cura degli anziani come fossero i loro genitori, o dei bambini come farebbero con i propri figli. Ci si aspetta delicatezza, premurosità, affetto, dedizione. E poi tempo: i giorni, le notti, i weekend, le feste, le vacanze. Raramente si tiene conto che questo tempo, e questo affetto, è un furto alle loro vite e alle loro famiglie». Lo racconta anche Irina, una donna ucraina di 55 anni, mentre con le mani segnate dalla fatica piega gli asciugamani.

Potrebbe capitare allora di scoprire che, per molte badanti, il lavoro in Italia rappresenta non solo un mezzo per raccogliere denaro, ma anche, soprattutto, uno strumento di riscatto, di rivincita, in sostanza di emancipazione personale e femminile. Oggi, a differenza delle donne moldave o ucraine che salivano su un pulmino venti anni fa, le “nuove badanti” sono portatrici di esperienze diverse: sono cittadine di paesi membri dell’Unione Europea, come Romania, Bulgaria e Ungheria, hanno con sé una consapevolezza maggiore della propria condizione e un livello di istruzione medio-alto. Vengono per restare: cercando di assimilare tutto quello che riescono sull’Italia attraverso i racconti degli anziani di cui si prendono cura, desiderano integrarsi, sentirsi meno straniere.  Se si dedicano agli anziani, ai bambini, ai più fragili non è sempre, non solo, per vocazione ablativa, ma perché il lavoro è l’unica occasione di riscatto. Proprio come per tante di noi.

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La badante a Roma con un paziente violento

Un problema molto grave e delicato da affrontare, che emerge sempre più spesso dai notiziari e su Internet, è quello delle violenze domestiche tra anziani e badanti: il più delle volte si condannano le badanti, ma non è raro che queste ultime siano le vittime.

Se ad essere accusato di violenza è l’assistito, la situazione deve essere analizzata con attenzione, poiché i suoi atti potrebbero non essere dipendenti dalla sua volontà, ma essere dettati da gravi malattie quali la demenza senile o l’Alzheimer (vedere badante Alzheimer).

I metodi che una brava badante deve attuare per evitare una reazione violenta da parte dell’anziano sono diversi, sebbene non infallibili, e riguardano l’approccio alle attività dell’assistito. Alcuni esempi possono essere:

  • adattarsi ad orari, modalità e quantità dei pasti.
  • sorvegliare durante tutto l’arco del pasto l’anziano per evitare soffocamenti, ferite autoinflitte con posate ed imboccarlo se necessario.
  • creare un ambiente accogliente e tranquillo.
  • non sostituire l’anziano nelle operazioni che è in grado di gestire da solo.
  • mantenere l’ambiente domestico pulito ed in ordine.
  • disporre l’arredamento in modo che non sia pericoloso.

Al momento della presa in carico di una badante convivente i familiari sono a conoscenza delle tendenze aggressive del loro caro a causa di disturbi, saranno tenuti a comunicarlo alla badante, anche se badante ad ore. E’ possibile che, nonostante tutte queste precauzioni, qualche elemento al di fuori del controllo della badante scateni una reazione del malato, che potrebbe agire violentemente o sovragitarsi. In questi casi, va mantenuta la calma e seguito un certo comportamento:

  • mantenere un atteggiamento calmo e controllato, cercare di distrarlo, magari tramite un’esca visiva che lo distragga dalla causa della sua rabbia o del suo disagio;
  • trattenerlo fisicamente solo in casi estremi, come il tentativo di aggressione pericolosa o il rischio di autoinfliggersi ferite o traumi;
  • individuare la causa scatenante e, se possibile, risolverla e cercare di evitare che si ripresenti in futuro.

Nel caso qualcosa sfugga al controllo della badante, è necessario chiamare il 118 e i familiari. Queste soluzioni sono lo standard per gestire un rapporto con qualsiasi tipo di anziano problematico, e sono nozioni che ogni badante degna di questo nome conosce ed applica quando necessario.

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Roma e la badante in salute

Perché è importante la salute ed il benessere psico-fisico della tua badante, oltre che dell’anziano che accudisce? Sicuramente affidarsi ad un’Associazione come Aes Domicilio, che seleziona il personale preparato e ti aiuta a cercare e trovare la badante giusta per le tue esigenze.

La badante convivente, badante ad ore o badante di condominio non è un lavoro composto solo ed esclusivamente  dal “far compagnia all’anziano”, ma si configura di una molteplicità di mansioni che investono l’intera vita quotidiana e non.

Quando ci si rivolge ad una badante bisogna tener ben presente le mansioni che dovrà svolgere, e tenerle presenti significa dichiararle in modo preliminare; non si può pensare di assumere una badante in casa propria e volere che diventi una sorta di “tutto-fare” domestico.

La badante convivente o badante a ore che si dovrebbe “far compagnia all’anziano” ma prima di tutto “assisterlo” cioè offrirgli le cure di cui necessita.

Le badanti assistono per lo più persone non autosufficienti dal punto di vista fisico e mentale , solo il 19,1% lavora per persone completamente autosufficienti.  Le badanti si fanno carico di assistere quelle persone che, per le famiglie, rappresentano un vero “rebus assistenziale” poiché hanno bisogni di cura complessi e costanti.

Un dato fondamentale per comprendere la situazione lavorativa delle badanti è il supporto di altre figure assistenziali come assistenti domiciliari, infermieri/e, assistenti sociali. Al riguardo, il 60% delle lavoratrici afferma di occuparsi completamente da sola dell’assistenza. Il dato restituisce uno scenario preoccupante: le badanti che assistono persone con gravi problemi psico-fisici, in un caso su due, sono sole.

C’è poi il logoramento psicologico: il 39,4% soffre di insonnia, mentre il 33,9% delle donne intervistate afferma di soffrire di ansia o depressione. Bisogna aggiungere che una badante su tre, nell’ultimo anno, non è mai andata da un medico a controllare il proprio stato di salute.

Dunque, se da una parte, la badante è colei che tutela la salute dell’anziano dall’altra spetta a noi accorgerci della salute della badante; ovvero, di “badare alla badante”, affinché possa svolgere nel miglior modo possibile, cioè serenamente il proprio lavoro, senza che la si abbandoni a quel brutto ruolo di “tutto-fare” domestico, che poi finisce per rendere inefficiente il servizio della badante.

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Roma e la cura nello spostamento dell’anziano

La figura della badante è fondamentale per molte persone con disabilità fisiche e con una situazione di dipendenza. Il lavoro di badante richiede dedizione e pazienza, può essere fisicamente impegnativo perché serve uno sforzo per sollevare i pazienti, per il trasferimento dal letto alla carrozzina e ai servizi igienici e per modifiche posturali, per fare mobilizzazioni.

È necessario ricordare alle badanti  la necessità di prendersi cura di se stesse, così come per i professionisti e i parenti del malato, in modo da poter continuare a svolgere il proprio lavoro in sicurezza e buone condizioni.

Naturalmente è molto importante l’ambiente in cui lavora la badante, la cura e lo stato mentale della badante possono influenzare un malessere della badante, come la mancanza di illuminazione, la carenza di spazio, la fretta o lo stress possono indurre ad adottare posture molto forzate.

La badante deve essere in grado di trovare quelle posizioni che garantiscano una corretta distribuzione del peso e che facilitino lo sforzo dei muscoli per svolgere i compiti quotidiani. Proteggere la parte bassa della schiena, al fine di prevenire il mal di schiena, che può essere altamente invalidante.

È importante quindi per la badante conoscere i metodi giusti per i trasferimenti cioè i movimenti che vengono eseguiti da una superficie all’altra, ad esempio dalla carrozzina al letto, al divano, alla doccia, alla vasca o viceversa, è importante che vi sia un buon coordinamento tra badante e paziente.

Aes Domicilio per effettuare i trasferimenti al meglio, ha alcuni consigli per le badanti conviventi e badanti ad ore: valutare le dimensioni e il peso della persona che trasferiremo; Conoscere il grado di collaborazione; Afferrare il paziente per punti specifici come spalle, fianchi, gomiti e caviglie; Cercare di mantenere asciutta la propria pelle e quella del paziente per evitare lesioni da attrito;  fare forza con le gambe e non con la schiena al momento del sollevamento del paziente; Separare i piedi per avere una maggiore base di supporto; Evitare l’inclinazione del tronco in avanti con l’estensione delle ginocchia, poiché questa posizione è molto dannosa per la schiena.

I sollevatori sono l’opzione migliore per evitare infortuni e garantire trasferimenti sicuri.ù

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio. Selezioniamo la badante più adatta a te in 24 ore. Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.