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Come divento badante a Roma

Come si diventa badante ad ore o badante convivente a Roma?

Negli ultimi anni, complici le situazioni socioeconomiche e il progressivo aumento demografico di anziani, in Italia si è fatta strada una figura molto importante per le famiglie che richiedono aiuto per i loro parenti: l’assistente domiciliare.

In Italia, ogni Regione ha i suoi percorsi di formazione e i requisiti di studio necessari. In alcune Regioni è preferenziale aver compiuto studi universitari nell’ambito sociologico per poter comprendere a fondo le dinamiche che si possono presentare sul lavoro, in altre invece è richiesto un diploma di scuola superiore, anche preso in altri Stati se non si è appartenenti all’Italia (come molte badanti che vogliono occuparsi di assistenza anziani) ma è sempre preferibile affiancare con un corso di formazione specifico, come un corso assistente domiciliare.

I corsi assistente domiciliare e dei servizi tutelari a volte sono organizzati anche da strutture private in presenza oppure possono essere seguiti direttamente online. Le materie affrontate sono di vario genere:

  •  area igienico-sanitaria per gestire le problematiche quotidiane dell’assistito, dalla sua igiene personale, passando per la conoscenza delle principali possibili patologie che si potrebbero incontrare, fino ad arrivare alla conoscenza di alcune manovre di pronto soccorso
  • area psicologica- sociologica per comprendere come relazionarsi con la persona (soprattutto lì dove vi sono dei deficit di comunicazione sensoriale) e con i familiari per gestire le dinamiche di gruppo;
  • area giuridica per essere informati sui propri diritti e doveri e comprendere i limiti di azione e responsabilità.

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Le mansioni della badante a Roma

Come si svolge il lavoro di una badante a Roma? Quali sono le caratteristiche che questa figura deve avere? E quali sono le mansioni che deve svoglere?

La badante: amore verso il proprio lavoro.

Sicuramente, la scelta di assumere una badante sorge una volta accertate le difficoltà quotidiane dell’assistito. Naturalmente, il caregiver deve essere in grado di sintonizzarsi con la frequenza dei problemi e delle difficoltà. Difficoltà che nell’anziano possono essere mentali oppure  fisiche.

Tra le competenze badante, in primo piano deve esserci l’amore per il proprio lavoro. Solo così, si possono superare le difficoltà delle mansioni da svolgere senza il rischio di essere schiacciati.

Indubbiamente, la badante convivente deve diventare il punto di riferimento per il proprio assistito. Spesso, la badante si trova a lavorare con persone con difficoltà motorie o mentali, o entrambe. Talvolta, il loro comportamento può essere imprevedibile o irrazionale e di difficile gestione. Spesso, non riesce più a fare le cose che fino a qualche tempo prima, gli erano abituali.  Altresì, può manifestarsi la rabbia per non riuscire più a camminare sulle proprie gambe.

Senza dubbio, con il suo autocontrollo deve rappresentare un supporto per il suo assistito. Spesso,  il senso di depressione e solitudine affligge gli anziani soli.  Sicuramente, una badante ad ore esperta e competente deve possedere  la capacità di instaurare un buon legame con l’assistito.

L’empatia aiuterà a creare un rapporto di fiducia ed un clima di serenità con l’assistito. Fare l’assistente familiare, non è certo un lavoro leggero. E’ importante che la lavoratrice abbia una buona forza fisica. Oltretutto, si resta anche in piedi per molte ore.

Sicuramente, chi svolge la professione di badante si troverà a doversi confrontare con innumerevoli persone:

  • assistito (che volte può presentare anche problemi comunicativi),
  • medici ( spesso occorre accompagnare l’assistito alle visite ),
  • assistenti sociali,
  • burocrati,
  • vicina di casa.

Indubbiamente, sarà necessario comunicare con tutti. Poi, oltre a comunicare, sarà anche necessario comprendere il contenuto della comunicazione.

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La solitudine degli anziani di Roma si combatte con la badante

A Roma sono sempre di più gli anziani che soffrono di solitudine; in questi casi la presenza di una badante può dare un grosso aiuto!

Con la pandemia, gli italiani anziani si sono dimostrati molto più resilienti dei giovani. Se durante il lockdown, con tutte le sue restrizioni e opportune segregazioni, si temeva un incremento dei suicidi e dei disturbi psico-sociologici negli over 65, tali ipotesi sono state sconfessate in tutto il mondo. Contrariamente a quanto si potesse pensare, sono proprio i più giovani, a livello globale, ad aver patito di più.

Lo dimostra l’aumento (in genere del 30-40%) dei tentativi di suicidio nella fascia under30, dato che esplicita come le quarantene e le misure preventive abbiano esacerbato le condizioni di salute, fisica e mentale, di giovani e giovanissimi. Se ne parla in occasione del 22° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Psicogeriatria – AIP, che si è aperto ieri al Palazzo degli Affari a Firenze alla presenza di circa 800 specialisti.

Mettendo a confronto le due differenti generazioni, se per i giovani si può parlare di 100 tentativi per un effettivo suicidio, per gli anziani sono due tentativi per ogni morte effettiva. “Tale proporzione, che si dimostra valida anche in Italia, evidenzia come i tentativi degli anziani si rivelano come atti premeditati e spesso ben studiati, che raramente lasciano spazio ad errori, mentre tra i più giovani sono frutto di varie condizioni motivazionali e di reazioni emotive spesso impulsive che non sempre corrispondono a un effettivo desiderio di morte ma contemplano invece la necessità di uno sfogo emozionale, soprattutto di rabbia, disappunto e avversione”.

La solitudine è una compagna drammatica della terza età – dichiara il prof. Marco Trabucchi, Presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria – AIP – È un fenomeno sempre più frequente a causa dei moderni stili di vita: tra gli over 75, colpisce circa il 20% della popolazione, pur con notevoli variazioni tra città/campagna e Nord/Sud. È un fenomeno rilevantissimo per la salute, che può avere conseguenze tanto di tipo clinico quanto psicologico, con un maggior rischio di ammalarsi, di andare verso una forma di demenza, di avere una vita più breve. Inoltre, la solitudine rende la persona incapace di resilienza, ossia di mettere in funzione le risposte adeguate rispetto ad eventi negativi che andrebbero affrontati e superati, ma finiscono per provocare un peggioramento delle condizioni cliniche dell’individuo”.

Per questi motivi, assumere una badante potrebbe essere una soluzione per combattere la solitudine degli anziani; in particolare, una badante convivente garantirebbe loro una presenza costante e attenta ad ogni esigenza.

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

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L’importanza del contratto in regola della badante a Roma

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A Roma sono sempre più frequenti i casi di sanzioni ricevute da chi assume lavoratori domestici senza regolare contratto. Ecco alcune informazioni per sapere come mettere in regola la tua badante.

Cambiano le regole per le assunzioni di colf e badanti. O in realtà cambiano per chi non ha mai assunto il personale in regola fin dal primo giorno di lavoro, e con orario e stipendio corretti.

Dallo scorso 13 agosto 2022, prima di iniziare un rapporto di lavoro serve il contratto regolarmente sottoscritto da entrambe le parti. Pena, pesanti sanzioni per chi assume.

Lo prevede il Dlgs n. 104 del 27 giugno 2022, il così detto “decreto trasparenza” che prevede la riscrittura di tutti i contratti di lavoro. In pratica si estende anche al lavoro di colf ad ore e badanti conviventi il diritto alla informazione finora riservato ai lavoratori dipendenti.

Il nome è “diritto d’informazione sul lavoro”. I destinatari, fin qui, i lavoratori dipendenti. Il che, di fatto, esclude un novero di lavoranti che svolgono le proprie mansioni in regime di lavoro somministrato, intermittente o coordinato/continuativo in termini di collaborazione. O meglio, escludeva. Dal 13 agosto 2022, infatti, l’obbligo di trasparenza sui contratti di lavoro ha esteso il diritto di informazione anche a queste categorie di lavoratori, inclusi i dipendenti della Pubblica amministrazione, degli enti pubblici, i marittimi, chi opera nella pesca e, infine, i collaboratori domestici.

La nuova norma estende di molto il ventaglio degli aventi diritto. Non che la trasparenza non fosse obbligatoria anche prima, ma con le nuove regole si intende rafforzare il concetto nelle relazioni fra datore di lavoro e dipendenti anche in contesti differenti da quello della Pubblica amministrazione e del pubblico in generale.

Il cosiddetto “contratto a zero ore”. In questo caso, nel momento in cui sussiste un rapporto di lavoro secondo i suddetti canoni del predeterminato ed effettivo di durata pari o inferiore a una media di 3 ore settimanali, l’esclusione non si opererà in due casi distinti. Innanzitutto laddove la prestazione abbia superato il limite. L’informativa andrà a decorrere dal primo giorno successivo al superamento stesso.
Inoltre, nel caso in cui la quantità di lavoro non sia stata predeterminata dal datore, a prescindere dal superamento della durata media dell’attività. In questa circostanza si parla di contratto a zero ore, ossia senza specifica dell’orario giornaliero richiesto al dipendente. L’obbligo sarà esteso anche ai Co.co.co., così come i contratti di prestazione occasionale. Per i lavoratori domestici, le famiglie committenti sono tenute all’obbligo di consegnare il contratto di lavoro prima dell’inizio del rapporto stesso. Pena, una sanzione da un massimo di 1.500 euro.

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Come si retribuisce la badante a Roma

Come si restribuisce la badante? Anche a Roma è importante sapere quali sono le corrette di modalità di retribuzione delle badanti, per evitare di incorrere in eventuali sanzioni.

Solitamente lo stipendio dei lavoratori dipendenti deve essere pagato utilizzando metodi tracciabili; tuttavia, tale regola, vista la particolarità del rapporto di lavoro domestico, non si applica nei confronti di colf e badanti.

Quindi, lo stipendio di colf e badanti, come pure di qualsiasi altro collaboratore domestico, può essere pagato in contanti, nel rispetto però dei limiti imposti dalla normativa.

È vero, infatti, che le regole che modificano le modalità per il pagamento degli stipendi, introdotte nel 2018, non riguardano anche il lavoro domestico, ma non si può dire lo stesso dei limiti sullo scambio di denaro in contanti tra le parti.

A riguardo, va detto che nel 2022 è stata fatta molta confusione sul limite entro cui sono ammessi i pagamenti in contanti. Tale soglia, infatti, inizialmente era stata ridotta a 1.000 euro, salvo poi aumentare nuovamente a 2.000 euro con l’approvazione del decreto Milleproroghe.

Alla luce di tali novità, possiamo dire che oggi lo stipendio di colf ad ore e badanti conviventi può essere pagato in contanti, e quindi non necessariamente con mezzi di pagamento tracciabili come può essere il bonifico, a patto che risulti inferiore a 2.000 euro. Dal prossimo 1 gennaio 2023, però, questa regola cambierà ancora, in quanto il limite – nuovo governo permettendo – verrà portato a 1.000 euro.

In ogni caso conviene sempre pagare lo stipendio di colf su giornata e badanti ad ore con metodi tracciabili, anche quando l’importo del compenso è inferiore alla soglia dei 2.000,00€.

Questo perché solamente per chi utilizza mezzi tracciabili vi è la possibilità di beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’attuale normativa che ricordiamo essere:

  • deduzione dei contributi versati all’INPS per il collaboratore domestico, per un massimo di 1.549,37€ e solamente per la quota a carico del datore di lavoro.
  • detrazione per coloro che si affidano ai servizi di una badante per l’assistenza di persone non autosufficienti. Tale detrazione è pari al 19% del compenso riconosciuto fino a un massimo di 2.100,00€. La detrazione massima, quindi, è di 399,00€ l’anno. Si ricorda che questa spetta solamente a coloro che hanno un reddito non superiore ai 40.000,00€ l’anno.

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Le famiglie di Roma preferiscono la badante. Dati ISTAT

Riguarda anche Roma l’indagine Censis svolta a luglio 2002 sulle famiglie associate ad Assindatcolf.

Stando a quanto emerge da questa indagine, il 58,5% delle famiglie preferisce assumere una badante per assistere un parente anziano piuttosto che ricorrere a una RSA.

Durante la pandemia, il numero di lavoratori domestici regolarmente assunti – prevalentemente lavoratrici – è cresciuto, sia nel 2020 che nel 2021. Nel 2021, i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 961.358, con un incremento rispetto al 2020 pari a +1,9% (cioè 18.273 assunti in più): per la metà colf e per la metà badanti. Queste ultime dieci anni fa erano 300 mila, mentre oggi sono 450 mila. Le colf invece nell’ultimo decennio sono diminuite, passando da 600 mila nel 2011 a 500 mila nel 2021. Per fare un paragone, solo i lavoratori del terziario e i meccanici sono numericamente di più – rispettivamente con 4,1 e 2,3 milioni di persone. I lavoratori domestici sono più dei docenti e di chi lavora nei trasporti.

In particolare, le assunzioni hanno registrato un primo picco nel mese di marzo 2020 (durante il primo lockdown), e un altro nei mesi di ottobre e novembre (in conseguenza delle nuove restrizioni anti-Covid e dei primi effetti della regolarizzazione dei lavoratori stranieri), presumibilmente riconducibili alla regolarizzazione di lavoratori domestici, altrimenti impossibilitati a proseguire l’attività a causa delle misure restrittive. Le chiusure dovute alla pandemia hanno influito sulle scelte delle famiglie, che hanno preferito avviare nuovi contratti di lavoro per badanti per avere la certezza della presenza del lavoratore. A questo si è aggiunta la “sanatoria” (inserita nel decreto “Rilancio” 34/2020), che in un anno ha già prodotto 125 mila emersioni.
Fra gli assunti, il 21%, cioè una persona su cinque, lavora oltre 40 ore settimanali, il 12% dalle 30 alle 39 ore, il 32,7% dalle 20-29 ore, il 16,6% dalle 10 alle 19 ore alla settimana e solo il 16%, una persona su otto, meno di 9 ore settimanali.

L’anno buio della pandemia ha comunque prodotto un crollo del PIL del lavoro domestico, analogamente al calo del PIL nazionale. Per la retribuzione dei lavoratori domestici regolari, le famiglie italiane nel 2020 hanno speso circa 5,8 miliardi, a cui vanno poi aggiunti i contributi (1 miliardi) e i TFR (0,4 miliardi), per un totale di 7,2 miliardi per la sola componente regolare. Considerando anche la spesa per la componente irregolare (quindi solo la loro retribuzione), si ottiene un volume complessivo di 14,9 miliardi spesi dalle famiglie per la gestione dei lavoratori domestici.

Non possiamo tuttavia concludere che nel complesso colf su giornata e badanti ad ore se la siano passata bene: si stima infatti che i 920 mila lavoratori registrati all’INPS rappresentino meno della metà del totale, che supererebbe dunque le 2,1 milioni di persone. Difficilmente infatti possiamo pensare che 450 mila badanti riescano a soddisfare il fabbisogno di una popolazione anziana sempre più nutrita.

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Le motivazioni per diventare badante a Roma

Quali sono le motivazioni che spingono sempre più persone a intraprendere la professione di badante a Roma? Scopriamolo in questo articolo.

La figura professionale di badante, o assistente familiare, è sempre più richiesta dalle famiglie che necessitano di assistenza qualificata per i propri cari. Questa tendenza si è affermata sempre più nel tempo e sembra compatibile col diminuito ricorso all’assistenza in regime residenziale.

Le attività da svolgere riguardano la cura della persona assistita, anziana, malata, disabile o non autosufficiente nelle attività quotidiane, che vanno dalla cura dell’igiene personale, alla preparazione dei pasti, dalla somministrazione di farmaci, all’accompagnamento nelle uscite. La professione richiede, normalmente, di saper cucinare e di provvedere anche alla cura e tenuta della casa, effettuando piccoli lavori domestici, soprattutto quando si è badante convivente.

Il primo requisito che deve possedere chi decide d’intraprendere questa professione, più simile ad una missione che ad un semplice lavoro, è la capacità di ascolto.

La pazienza è un’altra dote imprescindibile che deve permettere di instaurare un rapporto con una persona in difficoltà, che non accetta la propria condizione e che, magari, è diffidente per natura. La badante ad ore  deve introdursi in un ambiente in cui esistono regole e abitudini a cui, nella maggior parte dei casi, ci si deve adeguare per favorire il buon esito dell’assistenza. La fiducia, infatti, deve essere reciproca e si guadagna nel corso del tempo.

Più della metà delle badanti che lavorano in Italia sono di nazionalità straniera. Oltre ai problemi legati alla diversità della lingua, è importante non improvvisarvi nella professione. Infatti, la badante deve svolgere un’importante e delicatissima funzione sociale, entrando in contatto con le fasce deboli della società, cioè anziani, malati e disabili. Per quanto riguarda il titolo di studio, non sono richieste qualifiche specifiche ma sarà necessario avere una buona padronanza della lingua italiana sia parlata che scritta. Requisito fondamentale per comprendersi al meglio con la persona da assistere.

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Gli anziani senza parenti a Roma: la badante può aiutare

A Roma sono tantissimi gli anziani soli senza figli che hanno bisogno di aiuto, ma non sanno a quale porta bussare. Il Codice civile prevede che quando una persona si trova in uno stato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio sostentamento, i suoi familiari sono tenuti a dargli una mano corrispondendo gli alimenti, ossia un contributo economico necessario per il vitto, l’alloggio e l’acquisto di medicinali.

Se il familiare tenuto per legge a versare gli alimenti al parente anziano si rifiuta di farlo commette il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare e rischia la reclusione fino a un anno e la multa da 103 a 1.032 euro. In tal caso, è possibile presentare una querela alle autorità territorialmente competenti (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica).

È sempre possibile, altresì, affiancare all’anziano la figura di un amministratore di sostegno (solitamente scelto tra uno dei familiari).

La soluzione migliore per il nostro anziano è , senza dubbio, continuare a vivere nella casa dove ha sempre vissuto.
Sicuramente, trovare una badante adatta alle nostre esigenze è la scelta che renderà più felice l’anziano e più tranquilli noi. La cosa importante è capire i servizi di cui abbiamo bisogno e poi cercare la persona adatta per il nostro caso.

Se abbiamo poco tempo a disposizione, una buona decisione potrebbe essere quella di scegliere una badante convivente per assistenza anziani senza figli. Normalmente, una badante è convivente quando assicura la sua presenza in casa, indipendentemente dal tipo di contratto per badante e badante convivente.

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Cosa fare a Roma per assumere in regola una badante

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A Roma sono sempre di più le famiglie che ricorrono ai servizi di una badante, per questo motivo è importante sapere come muoversi quando bisogna assumere di questa figura.

«Le badanti sono lavoratori subordinati (cioè sottoposti agli ordini e comandi del proprio datore di lavoro) che vengono assunti al fine di provvedere al funzionamento e gestione della vita familiare. Il lavoratore, pertanto, dovrà ben avere chiaro il soggetto che lo assume (il datore di lavoro) e il luogo di lavoro dove vengono eseguite le prestazioni (ad esempio, la casa familiare).

Il lavoratore domestico o la badante convivente possono essere assunti a tempo determinato o indeterminato. L’orario di lavoro può avere diverse varianti a secondo degli accordi tra le parti e a secondo se il rapporto di lavoro è previsto con o senza convivenza. Dopo gli accordi e le intese verbali, le parti “dovrebbero“ stipulare un contratto di lavoro per badante e badante convivente scritto contenente gli accordi presi (orario, giorni della settimana, mansioni, 13, ferie, festività, permessi, giorno di riposo, straordinario e, infine, il TFR).

Successivamente il datore di lavoro dovrà comunicare all’INPS l’instaurato rapporto. Tale adempimento potrà essere assunto anche dal proprio patronato di fiducia o dal proprio Commercialista. L’INPS, ricevuta la comunicazione, invierà al datore di lavoro modelli MAV per il pagamento dei contributi (in base al periodo e orario denunciato). In caso di infortunio del lavoratore durante lo svolgimento delle proprie mansioni, posta l’effettiva regolarizzazione con l’INPS, interverrà in favore del lavoratore sia esso Istituto che l’INAIL.

Alla fine del rapporto di lavoro, prescindendo se esso fosse stato regolarizzato o meno (rapporto in nero), al lavoratore spetta sempre e comunque il pagamento del TFR (liquidazione finale). E’ buona norma, alla fine della conclusione di un rapporto di lavoro, che le parti definiscano e concludano il loro rapporto sottoscrivendo un accordo bonario. Una volta che esso accordo sarà firmato dalle parti, i rapporti si riterranno definiti e conclusi e nessuno delle parti potrà mai più richiedere null’altro. Esso accordo prevede la presenza obbligatoria dei sindacati di categoria (parte datoriale e lavoratore).»

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Roma, la Badante come Aiuto nel Lavarsi

Anche a Roma è molto frequente, negli anziani, maturare con il tempo una sorta di ritrosia nei confronti della cura personale e dell’igiene di base.

 

Le cause possono essere molteplici, tra le tante

  • la mancanza di autosufficienza
  • la vergogna di dover chiedere aiuto a un familiare o a un Assistente nei momenti di intimità
  • una potenziale forma di depressione
  • la difficoltà nella movimentazione e via così

Meglio la vasca o la doccia?

Davanti alla possibilità di scegliere, si consiglia di prediligere la vasca per aiutare gli anziani a lavarsi in una posizione più comoda, stabile e a prova di imprevisti.

Tuttavia, nei casi in cui è ancora possibile utilizzarla, anche la doccia può essere adattata con i sistemi di sicurezza di base per permettere anche agli anziani parzialmente autosufficienti di lavarsi in piedi con un aiuto esterno.

Sistemi di sicurezza da installare in doccia / vasca:

• maniglioni anti-caduta
• seduta di sicurezza
• sportello a tenuta stagna
• fondo antiscivolo
• eventuale cuscino di sostegno per la testa 

Se l’anziano è abbastanza autosufficiente da accedere alla doccia senza alcuna incertezza, è buona cosa continuare a incoraggiare il più possibile la sua autonomia, ma senza sottovalutare mai la situazione.

Con l’aiuto della badante e dei sistemi di sicurezza base per doccia e sanitari l’anziano può essere accompagnato davanti alla doccia anche con la sedia a rotelle e sistemato in piedi solo dopo aver raggiunto i dovuti punti di appoggio.
Lavare un anziano nella vasca è una procedura che richiede competenze specifiche e capacità di manovra.

La badante deve sapere che ogni azione deve essere svolta tenendo conto delle condizioni fisiche dell’anziano, delle sue eventuali patologie, della sua sensibilità e della sua personalità.

 

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