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Roma, la Storia di Amina , Badante di Professione

Anche a Roma raccontiamo la storia di una giovane badante africana di nome Amina che viveva con una anziana, la Signora Rosa, in una piccola città sulla costa del mare Adriatico.

Amina era arrivata in Italia dalla sua natia Nigeria cinque anni fa, in cerca di un futuro migliore.

La signora Rosa, vedova e senza figli, aveva bisogno di qualcuno che potesse prendersi cura di lei.

E così, i loro destini si erano intrecciati.

Amina ammirava molto la signora Rosa: nonostante la sua età avanzata era piena di energia e aveva un amore incondizionato per le passeggiate all’aperto.

Ogni mattina, con un bastone in mano e un sorriso sul volto, usciva per una passeggiata nel suo giardino o lungo la spiaggia.

Durante le sue prime settimane di lavoro Amina aveva trovato difficile adattarsi: la lingua, il cibo, il clima, tutto era così diverso dalla sua terra natale.

Era infatti la signora Rosa che inizialmente era sempre paziente e comprensiva.

Le insegnava l’italiano, le raccontava storie del passato, le cucinava piatti italiani tradizionali.

Gradualmente, Amina iniziò a sentirsi a casa.

Amina amava ascoltare le storie della signora Rosa.

Le raccontava di come aveva conosciuto suo marito durante la guerra, di come avevano costruito insieme la loro casa, di come avevano coltivato il loro giardino.

Ogni pianta nel giardino aveva una storia, ogni angolo della casa racchiudeva un ricordo.

Le giornate passavano tranquille.

La routine di Amina come badante consisteva nel preparare la colazione per la signora Rosa, aiutarla a fare la doccia, pulire la casa, fare la spesa e, naturalmente, accompagnare la signora Rosa nelle sue amate passeggiate.

Un giorno, durante una delle loro passeggiate, la signora Rosa si sentì male.

Amina, preoccupata, chiamò subito l’ambulanza.

In ospedale, i medici diagnosticarono alla signora Rosa un problema cardiaco. Doveva restare a riposo.

L’anziana signora era stata un faro di forza e determinazione per lei, ed ora era confinata a letto, lontana dal mondo esterno che tanto amava. Ma Amina sapeva che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare Rosa a recuperare.

Nel corso dei giorni seguenti, Amina si prese cura di Rosa con amore e devozione.

Si assicurava che prendesse i suoi farmaci, preparava pasti sani, leggeva ad alta voce i suoi libri preferiti e, soprattutto, continuava a raccontarle storie sulla Nigeria, sperando che le parole potessero portare un po’ di sollievo alla signora.

Una mattina, mentre Amina stava pulendo la stanza, notò il bastone di Rosa appoggiato vicino alla finestra, ricordando i mesi precedenti quando insieme andavano in giro per il paese.

Allora alla badante venne un’idea: se Rosa non poteva andare a fare una passeggiata, allora avrebbe portato la passeggiata a Rosa.

Quella sera, Amina preparò una sorpresa per Rosa.

Quando l’anziana signora si svegliò dal suo pisolino pomeridiano, trovò la sua stanza trasformata.

Amina aveva disegnato un panorama della spiaggia sulla parete di fronte al letto di Rosa.

Aveva anche posizionato alcune piante del giardino intorno alla stanza, riempiendola con il profumo familiare della natura.

Ma la cosa più sorprendente era un grande schermo televisivo che Amina aveva installato sul muro.

Aveva registrato un video della passeggiata lungo la spiaggia, con il rumore delle onde e il canto degli uccelli in sottofondo.

Quando Rosa aprì gli occhi si trovò di fronte alla vista del mare che tanto amava.

Rosa rimase senza parole.

La sorpresa, il pensiero, l’amore che Amina aveva messo in quel gesto, tutto ciò la travolse.

Gli occhi di Rosa si riempirono di lacrime mentre guardava il video.

Non erano lacrime di tristezza, ma di gratitudine: Amina le aveva dato un pezzo di ciò che aveva perso.

Nei giorni successivi, le condizioni di Rosa migliorarono gradualmente.

Le visite virtuali alla spiaggia divennero una routine quotidiana per loro.

A volte Rosa raccontava ad Amina storie del mare e delle sue avventure, altre volte, guardavano il video in silenzio, godendo della tranquillità che il mare portava.

La storia di Amina e Rosa è una testimonianza dell’amore e della resilienza.

Nonostante le difficoltà della vita, hanno trovato il modo di condividere gioia e speranza.

Hanno dimostrato che la cura non riguarda solo il benessere fisico, ma anche il nutrimento dell’anima.

 

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Roma, il Fascino della Badante

Trattiamo un argomento che riguarda la buona presenza della badante a Roma…quando la seduzione può diventare un ottimo modo per far collaborare l’anziano.

In una società che invecchia sempre di più la figura della badante assume un ruolo cruciale nel garantire assistenza e cura agli anziani che, a causa delle loro condizioni di salute, non sono più in grado di occuparsi autonomamente delle attività della vita quotidiana.

Naturalmente ciò che conta di più ed è fondamentale per una badante è la sua competenza professionale e la sua esperienza; ma una buona badante deve saper utilizzare al meglio le sue doti personali per instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione con la persona assistita.

In questo senso la seduzione può diventare un’ottima strategia per favorire la comunicazione e l’interazione tra badante e anziano.

La seduzione, in questo contesto, non va intesa in senso strettamente erotico o amoroso, ma piuttosto come un insieme di comportamenti e atteggiamenti che mirano a creare un clima di complicità e affetto tra le due parti.

Il fascino della badante può manifestarsi attraverso sguardi, sorrisi, parole dolci e gesti di gentilezza, che riescono a far sentire l’anziano accolto, compreso e valorizzato.

Ciò che conta in questi casi è l’ascolto attivo e l’empatia.

La badante è bene che mostri interesse per le storie, i ricordi e le emozioni dell’anziano, ponendo domande e prestando attenzione alle sue risposte, stabilendo così un legame emotivo che facilita la collaborazione e il rispetto reciproco.

Inoltre, condividere momenti piacevoli, come ascoltare musica insieme, guardare un film o fare una passeggiata, contribuisce a creare un’atmosfera di serenità e benessere.

Dire seduzione significa anche che la badante presti attenzione alla cura dell’aspetto fisico e l’attenzione ai dettagli.

Una badante che si presenta sempre pulita, ordinata e con un abbigliamento gradevole dimostra di avere rispetto per se stessa e per l’anziano, e contribuisce a creare un ambiente accogliente e rassicurante.

La gentilezza che una badante può esprimere nei confronti dell’anziano è fatto anche da piccoli gesti come sistemare il cuscino, aggiustare la coperta o preparare un piatto particolarmente gustoso possono fare la differenza nel far sentire l’anziano coccolato e protetto.

È bene precisare che la seduzione non deve mai sfociare in manipolazione o abuso di potere.

La badante deve agire sempre nel pieno rispetto della dignità e dell’autonomia dell’anziano, evitando di imporre la propria volontà o di approfittare della sua fragilità.

Inoltre, è fondamentale che la seduzione sia bilanciata con la professionalità e la competenza, in modo da garantire un’assistenza adeguata e sicura.

 

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Roma: come Capire se una Badante è Inadeguata

La ricerca di una badante a Roma comporta tanti passaggi, legati soprattutto alla conoscenza della persona che si presenta per cercare lavoro.

La badante deve naturalmente presentare il suo curriculum con tutti i lavori precedenti ed essere in grado di spiegare quali erano i loro compiti specifici e quale tipologia di patologia avesse la persona che hanno assistito.

Inoltre è importante parlarci per avere informazioni sulle sue competenze e quello che può ancora imparare.

Un nodo cruciale è capire se una badante invece può non essere brava, se nonostante abbia esperienza, non sia invece incompetente.

Vediamo alcune cose da controllare mentre si fa un colloquio per capire com’è la badante.

  1. Attitudine: osservare l’atteggiamento della badante. Una buona badante dovrebbe essere attenta, responsabile, paziente, paziente e gentile. Se la badante sembra disinteressata, distratta o irritabile, potrebbe non essere la scelta giusta.
  2. Competenze: una badante deve avere le competenze necessarie per prendersi cura della persona assistita, come la capacità di preparare pasti sani, assistere con la cura personale, somministrare farmaci e gestire situazioni di emergenza.
  3. Igiene personale: una badante dovrebbe prendersi cura della propria igiene personale e dell’igiene della persona assistita. Se la badante sembra trascurata o non mantiene una buona igiene personale, potrebbe essere incompetente.
  4. Comunicazione: la comunicazione è fondamentale per una buona assistenza. La badante dovrebbe essere in grado di comunicare chiaramente e in modo efficace con la persona assistita e la famiglia. Se la badante sembra non comprendere le istruzioni o non comunica in modo chiaro, potrebbe essere incompetente.
  5. Sicurezza: La sicurezza è di fondamentale importanza per la persona assistita. La badante dovrebbe essere in grado di prevenire incidenti domestici e di gestire situazioni di emergenza in modo sicuro ed efficace. Se la badante sembra non comprendere le questioni di sicurezza o non è in grado di gestire situazioni di emergenza, potrebbe essere incompetente.

Naturalmente queste informazioni servono anche per valutare le qualità e la preparazione della badante, che selezionata bene può offrire un ottimo servizio.

 

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Il Contratto della Badante ad Ore a Roma

La cosa da ricordare appena si parla di contratto nazionale è stabilire cosa fa la badante a Roma: la collaboratrice domestica è la figura professionale che fornisce assistenza domiciliare a persone anziane, malate e i suoi compiti possono variare a seconda delle esigenze del paziente e della famiglia.

In generale includono:

  1. Assistenza personale: la badante aiuta il paziente nelle attività quotidiane, come lavarsi, vestirsi, pettinarsi, mangiare e bere.
  2. Assistenza sanitaria: la badante può essere incaricata di somministrare farmaci e di monitorare la salute del paziente, segnalando eventuali problemi al medico curante.
  3. Pulizia e igiene: la badante mantiene pulita la casa del paziente e cura l’igiene personale del paziente.
  4. Cucina: la badante può cucinare i pasti per il paziente, seguendo le indicazioni della dieta prescritta dal medico.
  5. Attività domestiche: la badante può occuparsi delle faccende domestiche come fare la spesa, lavare i vestiti, stirare e pulire la casa.
  6. Compagnia: la badante può offrire compagnia al paziente, conversando con lui, leggendo, guardando la TV o giocando a giochi da tavolo.

In generale, la badante si prende cura del paziente in modo completo, aiutandolo ad avere una vita più confortevole e soddisfacente.

A questo punto possiamo trattare più nello specifico in questo caso del contratto di badante che lavora ad ore sulla giornata.

L’art 14  del contratto Colf prevede che la durata normale dell’orario di lavoro è quella concordata fra le parti e comunque con un massimo di:

  • 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali, per i lavoratori conviventi
  • 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni, per i lavoratori non conviventi

Il riposo settimanale, per badanti non conviventi, è di 24 ore e deve essere goduto la domenica e tale giorno settimanale è irrinunciabile.

Se fossero richieste prestazioni di lavoro per delle emergenze e situazioni imprevedibili , sarà concesso un uguale numero di ore di riposo nel corso della giornata immediatamente seguente.

Ovviamente le ore lavorate di domenica saranno retribuite con la maggiorazione del 60% della retribuzione.

La badante che ha un orario giornaliero pari o superiore alle 6 ore spetta la fruizione del pasto, ovvero, un’indennità pari al suo valore convenzionale fissata dal contratto, inoltre il tempo necessario al pasto va concordato e non è  retribuito.

Le ore di lavoro prestate dai lavoratori non conviventi, superiori le ore 40 e fino alle ore 44 settimanali, eseguite  tra le ore 6.00 e le ore 22.00, sono compensate con la retribuzione maggiorata  del 10%.

 

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In Cucina con la Badante a Roma

La badante  a Roma svolge il compito di preparare le pietanze alla persona che assiste; sappiamo che molti anziani hanno delle diete da seguire, ma in questo articolo vogliamo parlare di alcune ricette di dolci che possono allietare la badante e l’anziano.

I dolci possono essere una coccola per tutti, ma per l’anziano che, come tutti sanno invecchiando torna un po’ bambino, possono essere un grande regalo, un antidepressivo, un sentirsi benvoluto e considerato.

Naturalmente devono essere sempre morbidi, quali mousse, gelato, panna cotta, budini…
Qui un dolce particolare, morbido e un po’ speciale.

Torta al Latte caldo

Ingredienti per uno stampo da 20cm

  • Latte intero 200g
  • Uova (circa 4 medie a temperatura ambiente)
  • Farina 00 200 g
  • Zucchero 180 g
  • Burro 60 g
  • Lievito in polvere per dolci 6 g
  • Scorza di limone biologico
  • Sale fino

Preparazione:
Rompere le uova in una ciotola, unire un pizzico di sale e azionare lo sbattitore, aggiungendo man mano lo zucchero, così da favorirne l’assorbimento. Sbattere finché il composto risulterà chiaro e spumoso, all’incirca 10 minuti dopo.

Sistemare un colino sopra la ciotola e setacciare le polveri di farina e lievito, aggiungendole gradualmente mentre si mescola con la spatola dal basso verso l’alto, in modo da inglobarle senza smontare il composto.

A questo punto prelevare un paio di cucchiaiate d’impasto e tenerlo da parte in un altro recipiente.

In un pentolino mettere a scaldare il latte a fuoco medio, poi aggiungete il burro facendolo sciogliere completamente e portarlo quasi a bollore. Non appena sarà a temperatura, spegnere la fiamma e versate il composto nel recipiente con le cucchiaiate di impasto prelevato in precedenza e mescolare bene con la frusta per ottenere una sorta di pastella.

Versare la pastella nel recipiente più grande con il resto dell’impasto, mescolare delicatamente con una spatola e infine grattugiare la scorza di limone.

Imburrare e infarinare una tortiera da 20 cm di diametro e riempire con l’impasto ottenuto.

Cuocere nel forno statico preriscaldato a 180° sul ripiano più basso (non a contatto con la base) per circa 35 minuti.

Trascorsi i primi 25 minuti, trasferire la teglia sul ripiano centrale e continuare per i restanti 10 minuti.

Non appena la torta sarà pronta (provare con uno stecchino che sia cotta anche internamente, altrimenti proseguire la cottura) sfornare e lasciare intiepidire poi estrarre dalla tortiera e porre su una grata per farla raffreddare.

Si può conservare la torta al latte caldo fino a quattro giorni fuori dal frigorifero coperta con una campana di vetro.

È possibile servirla con frutta a pezzetti e una crema pasticciera. Non è bene aggiungere cioccolato all’impasto, ma si può usare una crema con cioccolato al posto della crema pasticciera.

Panna Cotta

La Panna cotta è un dolce piemontese ormai noto e apprezzato in tutto il mondo, ma è certo di preparazione più semplice di molti altri.

Si può servire da solo o con frutti di bosco o frutta morbida a pezzetti.

In tempi recenti è nata l’abitudine di farcirla con caramello.

Ingredienti:

  • 1/2 litro di panna
  • 100ml di latte
  • 100g di zucchero
  • 10g di colla di pesce

Preparazione:

Mettere a bagno i fogli di colla di pesce in acqua fredda.

Versare il latte in un pentolino, scaldare a fuoco molto basso, senza bollire. Ritirare dal fuoco e immergere i fogli di gelatina sgocciolati e strizzati.

In una casseruola versare la panna, aggiungere lo zucchero e la stecca di vaniglia, porre sul fuoco e, a fiamma bassa, sempre mescolando portare a bollore.

Ritirate immediatamente e versare il latte nel contenitore in cui si era sciolta la colla di pesce, mescolare per amalgamare gli ingredienti.

Bagnare con acqua ghiacciata sei stampi monoporzione, sgocciolare e riempire con il composto.

Tenere in frigorifero per almeno quattro ore.

Salsa: in una casseruola unire i frutti di bosco, zucchero e succo di limone.

Cuocere, sempre mescolando, per 7-8 minuti, o comunque fino a ottenere una salsa sciropposa: i frutti di bosco non dovranno essere completamente sfaldati. Fate raffreddare completamente.

Poco prima di servire la panna cotta immergere gli stampi in acqua calda, per staccare il dolce dallo stampo. Capovolgere sui piatti da portata e servire con la salsa ai frutti di bosco.

 

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Come la Badante Affronta il Caldo Estivo a Roma

Il lavoro della badante a Roma è sempre caratterizzato dall’attenzione che mostra nei confronti delle persone che assiste, in particolare vi sono alcuni mesi dell’anno dove bisogna stare ancora più attenti.

Essi sono alcuni mesi invernali e l’estate.

Il caldo estivo può rappresentare una sfida significativa per gli anziani di Roma, poiché la loro capacità di regolare la temperatura corporea e di adattarsi alle variazioni climatiche tende a diminuire con l’età.

L’esposizione prolungata al calore può causare una serie di problemi di salute per gli anziani tra cui colpi di calore, disidratazione, spossatezza e crampi muscolari.

Inoltre, le persone anziane possono avere maggiori difficoltà a percepire la sete o non essere in grado di bere abbastanza per rimanere adeguatamente idratate.

Il lavoro della badante che assiste l’anziano sia come convivente che come servizi ad ore è importante perché è la figura che può far adottare misure preventive per garantire la sicurezza e il comfort degli anziani durante l’estate.

Una delle misure più efficaci per proteggere gli anziani dal caldo estivo è garantire che il loro ambiente di vita sia fresco e confortevole.

Quindi la badante può chiedere ai familiari di installare condizionatori d’aria o ventilatori, l’uso di tende e persiane per bloccare la luce solare diretta .

Un passaggio importante della badante è assicurarsi che gli anziani bevano una quantità sufficiente di liquidi durante l’estate è fondamentale per prevenire la disidratazione.

L’acqua è la scelta migliore, ma anche bevande come tè freddo, succhi di frutta e bevande sportive possono contribuire a mantenere un adeguato livello di idratazione.

Gli anziani possono continuare a mantenere uno stile di vita attivo durante l’estate, ma è importante adattare le attività quotidiane alle condizioni climatiche.

Il lavoro della badante è quindi organizzare passeggiate, gite o altre attività all’aperto nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando le temperature sono più basse.

Una dieta sana ed equilibrata è particolarmente importante per gli anziani durante i mesi estivi, la cucina della badante deve essere composta da pasti leggeri e nutrienti, ricchi di frutta e verdura fresca; evitare pasti pesanti o piccanti che possono aumentare la produzione di calore corporeo e l’affaticamento.

Come ultimo passaggio ricordiamo che se un anziano ha problemi di salute preesistenti o è in terapia farmacologica, è importante consultare un medico prima dell’arrivo dell’estate.

Alcuni farmaci possono influenzare la capacità del corpo di regolare la temperatura o aumentare la sensibilità al calore.

Il medico può fornire consigli su come gestire al meglio queste situazioni e, se necessario, apportare modifiche al piano di trattamento.

 

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Roma, Regole per l’Assunzione di una Badante

Assumere una badante convivente comporta una serie di passaggi e obblighi legali da rispettare per assicurarsi che l’assunzione sia in regola e conforme alle leggi vigenti nel paese in cui si vive.

In questo esempio, assumiamo che l’assunzione avvenga in Italia.

Prima di tutto è importante identificare le esigenze specifiche per cui si sta cercando una badante a Roma convivente, quindi contattare AES Domicilio per avere alle spalle una società che aiuti nella selezione in base proprio alle necessità.

Aes Domicilio, individuata la badante, naturalmente verifica che questa possieda i requisiti richiesti dalla legge per svolgere il lavoro di assistenza domiciliare, oltre che verificare eventuali referenze e esperienze pregresse nel settore.

Per assumere una badante convivente in regola è necessario stipulare un contratto di lavoro scritto che dovrà essere firmato sia dal datore di lavoro (familiare assistito o suo delegato) sia dalla badante.

Il contratto dovrà indicare, tra le altre cose, le mansioni da svolgere, la durata della prestazione lavorativa, la retribuzione, le ferie e i riposi settimanali.

Viene quindi iscritta la badante all’ INPS e all’Inail entro 5 giorni dalla data di inizio del rapporto di lavoro.

Sempre entro 5 giorni dall’inizio del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro, attraverso la gestione effettuata da Aes Domicilio, è tenuto a versare i contributi previdenziali e assistenziali dovuti per la badante convivente.

Nel caso di una badante convivente è necessario stipulare un contratto di alloggio che regoli le condizioni di convivenza, come ad esempio la sistemazione abitativa, l’uso dei servizi e le regole di convivenza.

La badante convivente ha diritto a ferie annuali retribuite e a riposi settimanali.

Le ferie spettanti sono generalmente di 26 giorni all’anno, mentre il riposo settimanale deve essere di almeno 24 ore consecutive, di norma coincidente con la domenica.

È importante garantire che questi diritti siano rispettati e concordare in anticipo le tempistiche e le modalità di fruizione delle ferie e dei riposi.

Nel caso in cui la badante si ammali o subisca un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro deve essere informato tempestivamente e fornire le necessarie coperture e sostegni previsti dalla legge.

In caso di malattia, il lavoratore ha diritto a una copertura economica da parte dell’INPS, mentre in caso di infortunio sul lavoro, la copertura è garantita dall’INAIL.

Quando il rapporto di lavoro con la badante convivente giunge al termine, per qualsiasi motivo (ad esempio dimissioni, risoluzione consensuale o licenziamento) è necessario provvedere a comunicare la cessazione del rapporto all’INPS e all’INAIL, nonché a liquidare eventuali ratei di stipendio, TFR e ferie non godute.

 

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Roma, Diritti e Doveri di una Badante

Prima di aprire la porta di casa alla badante a Roma vediamo quali sono i diritti e quali i doveri di questa figura professionale.

Ci si ricordi che si tratta di un lavoro di accudimento all’interno del domicilio, al contrario di quello che avviene in struttura, dove ci sono medici, infermieri, fisioterapisti, ausiliari, oltre a macchinari per ogni necessità.

Quando si sceglie di prendere una badante, si deve capire che non può essere tutto questo, compattato in una sola persona.

Inoltre, non si può pensare neppure lontanamente che la badante sia la sostituta dei familiari: la famiglia deve sì appoggiarsi alla badante ma, a sua volta, la deve sostenere, soprattutto nel caso il congiunto abbia una situazione, fisica o mentale, difficile.

Tutta la parte affettiva che si vuole continuare a dare all’anziano deve venire dalla famiglia, non dalla badante.

Lei cucina, cambia l’anziano, lo lava, gli lava le cose, gli fa compagnia, ma se l’anziano ha comportamenti aggressivi o patologie di un certo tipo, la badante non può costringerlo a fare qualcosa, al massimo sono i familiari che, davanti all’anziano stesso, possono dire cosa è autorizzata o meno a fare e dire la badante.

Nel caso di un paziente psichiatrico, che è un caso già estremo ma per capirci, se ci si trova all’interno di una struttura, ci sarà un operatore formato e autorizzato a sedarlo, seguendo un protocollo.

Se invece l’anziano perde la testa o delira in casa la badante non può fare niente, se non chiamare i figli o il 118.

È lì per un compito e stop.

Le badanti non hanno chissà che preparazione per affrontare certe situazioni, a meno che abbiano conseguito un diploma di infermiere nel loro paese o abbiano fatto qualche corso di pronto soccorso anche qui, ma è un caso piuttosto raro, in generale non esiste una vera e propria formazione per badanti, l’unica vera formazione è l’esperienza.

Per questo ci si deve rendere conto che non si può chiedere loro di gestire situazioni estreme, di pronto soccorso, di attacchi di rabbia o fughe di un paziente Alzheimer. In questi casi bisognerà valutare, come si vedrà più avanti, se affidarsi ancora all’assistenza domiciliare o pensare seriamente a una struttura.

Quindi, quali sono i suoi doveri?

Empatia, dimestichezza con l’anziano, capacità nello spostare e mobilitare, senza rischiare di fargli male.

Dovrà cucinare, fare attenzione che non cada, aiutarlo a uscire e lavarsi, spesso aiutandolo a fare la doccia, sicuramente somministrare le medicine indicate dalla famiglia.

Caratteristica della badante deve essere la pazienza, ma anche la pazienza ha un limite fisiologico: non si può pretendere che la badante si faccia maltrattare o che sia presente ventiquattro ore su ventiquattro.

Sia chiaro, a una certa ora, la badante, se convivente, si deve ritirare nella sua stanza e restare li fino al giorno dopo, intervenendo solo in casi di emergenza.

In generale le agenzie si rifiutano di gestire determinati casi perché diventa pericoloso sia per la badante, sia per l’agenzia a livello legale.

C’è molta richiesta e, se un caso è difficile, possono sempre andare in un altro posto.

Ecco qui di seguito un caso, non raro, verificatosi poco prima di iniziare la stesura di questo manuale.

Una signora, residente in Germania, aveva richiesto a un’agenzia una badante per Pasqua e Pasquetta, poiché la sua abituale era via per un paio di giorni.

L’anziana, però, era molto capricciosa e prepotente e, vedendo una persona nuova, ha pensato bene di esercitare su di lei un potere tirannico (si perdoni il termine un po’ forte).

La badante da poco aveva subito un’operazione di ernia e doveva fare attenzione a piegarsi, cosa di cui l’anziana era perfettamente al corrente ma, forse proprio per questo, il primo giorno ha preteso che la donna le mettesse i calzini, chinandosi fino a terra.

In seguito ha continuato a trattarla male e insultarla, finché, a metà giornata, la badante è scappata in lacrime.

Inutile dire che l’agenzia si è rifiutata di mandare un’altra lavoratrice né quel giorno, né mai.

Le badanti non sono macchine, non cose, sono persone e come tali vanno sempre trattate.

Una volta chiarito questo punto, sicuramente tutto il resto sarà molto più semplice.

 

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Cercare Famiglia, Cercare Badante a Roma: Utilizziamo il Contratto Nazionale

Una collaboratrice domestica è alla ricerca di un nuovo lavoro a Roma.

Forse è appena arrivata in questo nuovo paese e non ha esperienza, forse invece esce da un lungo rapporto con un assistito che ora non c’è più e deve ricominciare.

Per quanto l’assistito sia per lei un “lavoro”, è entrata dentro una casa, una famiglia, è rimasta forse per mesi, in alcuni casi per anni e distaccarsi, riprendere tutto da capo, non è facile.

Forse il precedente anziano era un nonno per lei, se lo coccolava e, perché no, lo viziava, forse invece i giorni con lui erano sempre più brutti e pesanti e la famiglia non era da meno.

In entrambi i casi ora la signora sta cercando qualcosa di buono, una famiglia onesta, con cui instaurare un rapporto di stima e rispetto reciproco.

Bene, è il caso di rimboccarsi le maniche e cercare di non cadere in trappole già sperimentate, dalla signora stessa o da qualche collega.

Come fare?

In primo luogo sarà bene fornirsi di un buon curriculum, da poter presentare aggiornato a ogni nuovo possibile datore di lavoro e poi ci si potrà affidare a un’agenzia, che possa offrire non solo maggiori possibilità di trovare un buon lavoro, ma sia anche di tutela qualsiasi evenienza possa presentarsi.

Nel caso si voglia fare da sole, l’importante è non perdersi d’animo e puntare sulla propria autonomia, presentandosi ai datori di lavoro o aspiranti tali con un bel curriculum.

Ebbene, prima di ogni cosa, la lavoratrice non dovrà mai essere abbandonata a se stessa con l’assistito: deve sempre esserci un familiare di riferimento cui appoggiarsi in qualsiasi momento e qualsiasi imprevisto possa verificarsi.

Per quanto il momento sia difficile, per quanto si sia spesso disposti a compromessi, pur di lavorare, ci si ricordi che il lavoro in nero non dà garanzie, non tutela in caso di incidente, non dà referenze, né… una futura pensione.

Dunque, cosa si deve sapere, se non si ha un’agenzia alle spalle?

Verificare che si tratti di persone perbene, che non abbiano avuto in precedenza badanti che sono scappate per mancato stipendio, pretese al limite dello schiavismo, maleducazione e altre cose di questo tipo.

Verificare che abbiano intenzione di assumere regolarmente, portando i documenti già al primo incontro, giusto per prudenza.

Si è già detto della reperibilità di almeno un familiare di riferimento.

Poi sarà molto importante avere tutti i dati del futuro assistito: data di nascita, altezza, peso, ovviamente sesso, livello di auto-sufficienza, se l’assistito abiti da solo o meno, se abbia la macchina e, nel caso, se ci siano animali e quali.

La badante di Roma è una lavoratrice, come è già più volte stato sottolineato quindi, se trova di meglio saluta la famiglia che l’ha assunta, anzi, se ne va senza salutare.

In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, una badante in nero ha la possibilità di eseguire delle riprese video e audio della casa nella quale lavora.

L’obiettivo è proprio quello di dimostrare che si sta lavorando in nero, senza commettere un reato di violazione della privacy e del domicilio di un’altra persona.

In questo caso, sebbene le sue dichiarazioni non bastino a dimostrazione del fatto alla base della denuncia, costituiscono prova le testimonianze di persone che abbiano assistito allo svolgimento della sua attività in nero.

Quali sono a questo punto, le conseguenze legali che ricadono sulla persona che fa lavorare qualcun altro in nero?

In primissimo luogo, devono prima di tutto essere versate tutte le somme che il denunciante avrebbe ricevuto in caso di assunzione regolare.

 

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Roma, la Giusta Selezione di Badanti con Malati di Alzheimer

Aes Domicilio ricerca anche a Roma personale domestico, come badante convivente, ad ore o notturna e per farlo si avvale di un primo passaggio esclusivamente con la famiglia, per raccogliere le indicazioni su quale possa essere la miglior badante da presentare.

Tra le patologie che un anziano può presentare vi è anche l’ Alzheimer, ecco ora parleremo di questa malattia.

La malattia di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello, causando la perdita di memoria e altre funzioni cognitive. È la forma più comune di demenza, una condizione che colpisce la capacità di una persona di pensare, ragionare e ricordare le cose.

La malattia di Alzheimer si sviluppa lentamente nel tempo e di solito inizia con la perdita di memoria a breve termine.

Le persone affette da questa patologia possono avere difficoltà a ricordare eventi recenti, nomi di persone e oggetti, o a pianificare e organizzare le attività quotidiane.

Con il passare del tempo, la malattia può peggiorare e comportare la perdita di memoria a lungo termine, problemi di linguaggio, di attenzione, di concentrazione e di giudizio.

La malattia di Alzheimer può anche causare cambiamenti nel comportamento e nell’umore, come l’irritabilità, la depressione, l’ansia e la perdita di interesse per le attività che una volta erano gratificanti.

Inoltre, le persone con Alzheimer possono avere difficoltà a svolgere le attività quotidiane, come vestirsi, mangiare o andare in bagno.

La badante è una figura professionale importante che può entrare in gioco per aiutare le persone con Alzheimer a gestire la loro vita quotidiana.

La badante può fornire assistenza nella cura personale, nell’alimentazione, nell’igiene personale e nell’esercizio fisico ed un eventuale supporto emotivo e sociale, aiutando la persona con Alzheimer a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti.

Di conseguenza possiamo elencare alcuni esempi di come la badante può essere di aiuto.

  • Per l’ assistenza personale la badante può aiutare la persona con Alzheimer nella cura personale, come il bagno, la vestizione e la cura dell’igiene personale
  • Per l’assistenza alimentare la badante può preparare i pasti e aiutare la persona con Alzheimer a mangiare, garantendo che riceva la giusta nutrizione
  • La badante può aiutare a gestire i farmaci, garantendo che vengano presi nei tempi e nelle dosi corrette
  • La badante può fornire supporto emotivo e sociale alla persona con Alzheimer, aiutandola a mantenere un senso di connessione con gli altri e ad avere attività gratificanti
  • Ed infine la badante può monitorare la sicurezza della persona con Alzheimer, garantendo che non si metta in pericolo e che la casa sia sicura

 

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