Tag Archivio per: badante roma

Figli Badanti a Roma

Avete conosciuto anche qui  a Roma la figura del figlio badante?

Siete mai entrati in contatto con queste straordinarie creature che, senza contropartite e con molti rischi, restituiscono, a distanza di anni, qualcosa di ciò che hanno ricevuto dai loro genitori?

 

Parliamo di un popolo di 1 milione di italiani. Record europeo.
Un milione di uomini e donne interamente dedicati a un parente anziano, non autosufficiente, che diventano 9 milioni se andiamo a calcolare quelli che invece offrono, in qualità di  badanti alcune ore della loro giornata.

 

I figli badanti fanno esattamente lo stesso lavoro della professionista.

  • Passano ore e ore con i genitori, magari distesi sul letto o seduti in poltrona.
  • Li accompagnano in bagno.
  • Li portano a fare una piccola passeggiata, anche solo in terrazza.
  • Controllano e somministrano medicine.
  • Li aiutano a lavarsi e vestirsi.
  • Cucinano per loro.

Tutto ciò avviene in un meccanismo psicologico da scambio dei ruoli scolpiti nell’architettura della famiglia.

La differenza tra una badante e un figlio badante è soltanto in una parola: coinvolgimento.

Partendo dal principio della restituzione e dall’amore di un figlio per un genitore o per un parente stretto, questo milione di generosissimi italiani corre qualche rischio.

Fino a mettere in gioco la propria vita, e sprecarla rispetto alle aspettative individuali evaporate per dedicarsi a tempo pieno all’assistenza.

Spesso il figlio badante finisce in depressione.

Assorbe tanto dolore e tanta fatica dalla sua attività da scivolare, senza neanche esserne consapevole, in una zona grigia di malumore congenito, con una caduta psico-fisica.

La situazione si aggrava se la stessa persona è un «assistente sandwich» che deve badare allo stesso tempo ai genitori anziani e non autosufficienti e anche ai figli in casa propria.

Il figlio badante

  • deve imparare a conoscere bene la malattia di cui soffre il suo genitore.
  • conoscere la malattia significa anche aumentare il livello della nostra consapevolezza,
  • creare un nuovo canale di comunicazione con la persona che stiamo assistendo, sentirci più vicino a lui.

Sempre con un’idea fissa in testa: stiamo facendo una cosa bellissima, non sprechiamola annullando la nostra vita.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badante a MilanoBadante MonzaBadante ComoBadante LeccoBadante Roma.

Roma: il Matrimonio con la Badante

Cosa succede anche a Roma se gli sposi convolano ufficialmente a nozze ma hanno già deciso di non rispettare i doveri coniugali (coabitazione, fedeltà, assistenza morale e materiale e così via)?

Il codice civile prende espressamente in considerazione nozze di questo genere, in cui gli sposi «hanno convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esse discendenti» .

Si badi, un matrimonio così celebrato è assolutamente valido dal punto di vista civile.

 

Tuttavia, la legge consente ai coniugi di impugnarlo e farne dichiarare la nullità.
In questo modo i soggetti tornano ad essere di stato libero, ma dopo aver conseguito lo scopo per cui si sono sposati.

Per far questo, però, ci sono delle condizioni

Il soggetto che vuole annullare il matrimonio deve dimostrare:

  •  l’esistenza di un accordo fatto con l’altro sposo prima del matrimonio;
  •  il fatto di «non aver convissuto come coniugi» dopo la celebrazione.

La prova è libera: significa che chi vuole impugnare il matrimonio può farlo con ogni mezzo (producendo un accordo scritto, chiamando testimoni e così via).

É chiaro che il giudice sarà particolarmente cauto nel valutare le dichiarazioni dei coniugi che chiedono l’annullamento per simulazione (questo strumento potrebbe essere usato in modo fraudolento dagli sposi, come una sorta di illegittima alternativa al divorzio).

Quanto all’accordo di simulazione, esso deve essere precedente al matrimonio:

ce lo dice lo stesso codice civile, che infatti usa il termine «sposi» e non «coniugi» quando si riferisce al patto in questione.

Ancora, la volontà simulatrice deve essere bilaterale, ossia presente in entrambi i soggetti.

Al contrario, non si parla più di matrimonio simulato quando è solo uno degli sposi a nascondere un doppio fine, senza esternarlo al suo futuro coniuge.

In questo caso il soggetto non potrà chiedere l’annullamento del matrimonio secondo la procedura che stiamo descrivendo.

Il matrimonio simulato può essere impugnato entro un anno dalla celebrazione.

Trascorso questo periodo, non si potrà più chiedere l’annullamento e il matrimonio consoliderà i suoi effetti in capo ai coniugi.

Il matrimonio non può essere annullato, inoltre, se i soggetti hanno «convissuto come coniugi» dopo la celebrazione stessa.

In questo caso la legge presume che l’unione, anche se iniziata come una simulazione, si sia effettivamente realizzata.

 

Per leggere altri articoli di approfondimento sulle badanti conviventi o badanti ad ore, mondo delle badanti, sostituzione badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci!

Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

Roma: Badante fa Richiesta di Risarcimento

Trattiamo anche a Roma di un argomento delicato per il momento storico che stiamo vivendo, quello del Covid.

Si terrà un processo a breve che vede contrapposti i familiari di un badante di origine romena morto a causa delle complicazioni da Covid e il suo datore di lavoro.

 

Il badante in questione era stato assunto nel gennaio 2021, con contratto domestico con orario part-time da 25 ore.

68 anni, di origine romena, questo dopo un periodo di ferie durato dal 23 al 28 agosto ritorna a prestare servizio dal proprio datore di lavoro, il quale tuttavia pochi giorni dopo scopre di essere positivo al Covid.
Il tampone positivo viene effettuato in data 1° settembre 2021, ma nessuna complicazione particolare.

Probabilmente anche per merito del vaccino, al quale invece non si era sottoposto il badante che pochi giorni dopo, il 3 settembre per l’esattezza, risultava anch’esso positivo.
A differenza del suo datore di lavoro, il badante presenta subito forti sintomi: febbre alta, difficoltà a respirare.

Tuttavia, solamente qualche giorno dopo questo ha accettato di farsi visitare dai medici i quali, dopo essersi resi conto della gravità della situazione, hanno deciso di portalo in Pronto soccorso.

Tuttavia la situazione ha continuato a degenerare, tanto da morire qualche giorno dopo.

L’anziano datore di lavoro di 83 anni, sarebbe, secondo i familiari della vittima, colpevole per la morte del badante in quanto sarebbe stato questo a trasmettergli il Covid.

A fare notizia non è solamente il motivo per cui si chiede il risarcimento, per danni patrimoniali e non, ma anche la cifra indicata: 1 milione e 200 mila euro per l’esattezza.

 

La famiglia del datore di lavoro si difende: come si legge anche nella memoria difensiva della compagnia assicurativa, infatti, è impossibile accertare il suddetto nesso di causalità.

Come si può essere sicuri che sia stato il datore di lavoro a contagiare il badante?

E anche fosse, come avrebbe potuto evitarlo se non mettendo in atto le norme anti contagio indicate dal ministero della Salute?

Dubbi leciti, tant’è che la decisione del giudice sembra essere già indirizzata; ma non si escludono sorprese.

Inoltre, secondo la famiglia del datore di lavoro sarebbe stato proprio il badante, non vaccinato, a non volere l’intervento del medico nei primi giorni di contagio, dichiarando che “si sentiva forte e in buona salute e che il Covid non gli faceva paura”.

Inoltre, sempre secondo quanto raccontato dalla famiglia del datore di lavoro a cui è stato richiesto il risarcimento, il badante nei primi giorni avrebbe preferito curarsi con metodi alternativi, ossia ricorrendo a infusi e antipiretici.

 

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a MilanoBadante MonzaBadante ComoBadante Lecco e Badante Roma

Roma e la storia del Badante di Che Guevara

Anche a Roma sbarca la storia del ” badante di Che  Guevara”

Un ex senatore comunista costretto sulla sedia a rotelle.

Da giovane veniva soprannominato “Che Guevara” per via del suo fascino e della sua aria un po’ selvaggia.
Il suo badante extracomunitario, soprannominato dal vecchio Drogo, come il protagonista del deserto dei Tartari, “uno che guarda spesso fuori… e aspetta di indovinare segnali di cambiamento”.

Qui si scontrano due mondi.

Il vecchio che si dice comunista e che si scopre da tutta la vita attorniato da borghesi e da privilegi politici e il giovane che viene dall’est, che di comunismo ne sa più di qualcosa.

ll dialogo fra il vecchio ed il badante, sia che si esprima a livello di conversazione vera e propria che nei pensieri che ciascuno tiene per sé, ricorda una composizione basata sul contrappunto: due mondi lontanissimi che si guardano da lontano, si scontrano con violenza, si annusano con curiosità, si incontrano con rispetto.

Il badante Drogo non aspetta niente: pensa e, allo stesso tempo, si ribella alla sua condizione ed alla vita, sperando di costruirne una migliore.

Il vecchio invece rimpiange la gioventù, quando veniva chiamato “Che Guevara” per il suo fascino, ma negli anni ha capito di aver sempre difeso a parole i diritti dei più deboli, ma di non avere mai vissuto la loro condizione, richiudendosi a fine giornata nel suo castello di privilegi.

Attraverso il confronto con Drogo capirà che quelli come lui non aspirano al lusso che vedono in televisione, ma alla salvezza da una vita di stenti.

E questo tratto di vita percorso insieme li renderà entrambi più ricchi.

 

Un romanzo sulla vecchiaia. Non si indulge sulla malinconia e sulla dolcezza e sulla nostalgia.
Un romanzo sull’amore per la vita. Il vecchio ha un amore disincantato, maturo, disilluso e cinico.

Il giovane badante vive di un’amore cannibale, avido, completo.

Ama la vita, tutta, ama le donne. Due: Maria e Daria, il giorno e la notte. Si ha bisogno di entrambe, no?

Il romanzo d’esordio del cantautore romano Mario Castelnuovo che

“si è affidato al racconto scritto per toccare uno dei nervi scoperti del nostro vivere contemporaneo: la vecchiaia”.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badante a MilanoBadante MonzaBadante ComoBadante LeccoBadante Roma.

Roma e la Relazione tra Badante e Famiglia

 Roma: prendersi cura di una persona anziana è un’esperienza inter-soggettiva e al tempo stesso etica, in cui i tradizionali ruoli presenti all’interno della famiglia vengono ribaltati.

Accade così che figli e/o nipoti si trovino a “dover essere” e a “dover fare” da soccorritore a uno o entrambi i genitori, spesso malati e fragili.

E’ come se ci si sentisse implicitamente in obbligo di dover restituire quell’aiuto e quel sostegno (sia pratico sia emotivo) che in un altro tempo e in altra forma si è preso dai nostri genitori e/o nonni.

 

Per leggere altri articoli di approfondimento sulle badanti conviventi o badanti ad ore, mondo delle badanti, sostituzione badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci!

Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

Chiedere aiuto non è un passo semplice, né delegare parte della cura di un nostro familiare fragile e anziano.

Spesso anche solo pensare di mettere un badante disturba, ci disturba:

  • disturba l’anziano, che vede entrare in casa sua un estraneo, che si sente invaso nella propria intimità e che, in questo modo, è costretto a fare i conti con quelle perdite e con quei limiti che così ostinatamente non vuole vedere né accettare.
  • disturba anche chi si prede cura di lui, gli impone di pensare in modo diverso, di fare la fatica psichica di includere più piani di analisi, di modificare dentro quelle credenze errate che ne determinano le azioni limitandolo, di tollerare la colpa per aver delegato e le ansie e le paure connesse alle domande: ma si prenderà davvero cura di? Chi mi da la sicurezza?

La badante non si sostituisce al familiare, ma fa da ponte tra il familiare e l’anziano, ascolta empaticamente,

sostiene su un duplice fronte:

  • da un lato l’anziano, aiutandolo a riguadagnare pezzi di autonomia in quelle attività pratiche in cui l’autonomia era venuta meno,
  • dall’altro la sua famiglia, “educandola” a un modo diverso di stare in relazione con il proprio familiare, un modo più libero in cui non ci si deve sostituire alla persona anziana e fragile e in cui è ancora possibile mantenere una propria vita (e vitalità) al di là del ruolo di una badante

Le Badanti e i Problemi di Alimentazione dell’Anziano a Roma

Anche a Roma abbiamo potuto constatare  che il cibo  può diventare un problema con la vecchiaia;

sicuramente l’aiuto di una badante può tranquillizzare la famiglia.

Purtroppo  comune tra la popolazione anziana è la disfagia, cioè la difficoltà nella deglutizione.

Di conseguenza un consiglio  alle badanti per  capire come preparare e cucinare al meglio per aiutare gli anziani durante i pasti.

È necessario preparare cibi morbidi e tagliati in piccoli pezzetti.

La verdura, ad esempio, potrebbe essere cotta a vapore oppure si potrebbero utilizzare degli omogeneizzati o passati, anche nei casi di problemi di dentatura e masticazione.

In base alla gravità del problema si possono prevedere diete liquide, semiliquide, semisolide e solide.

  • La dieta liquida è composta da bevande (acqua, thè, caffè etc.) e da sostanze naturalmente liquide come yogurt e brodi.
  • La dieta semiliquida è quella in cui sono presenti cibi fluidi e frullati, come gelati, passati e salse, che sono più consistenti dei  liquidi, ma non necessitano comunque di masticazione.
  • Infine possiamo distinguere l’alimentazione semisolida da quella solida morbida: se la prima consta di alimenti fluidi o frullati che però non devono essere masticati perché facilmente schiacciabili con lingua e palato, la seconda prevede la masticazione (ad esempio polpette, uova sode, verdure).

Mangiare non è semplicemente una necessità fisiologica, ma ha anche una forte valenza psicologica; al diminuire del gusto e dell’olfatto si può ridurre anche il piacere di mangiare, perché tutti i piatti assumono lo stesso sapore.

Ci sono inoltre dei fattori sociali da considerare.

Se l’anziano vive da solo può assumere un atteggiamento depressivo che affievolisce l’entusiasmo nei confronti del cibo e porta a consumare pasti monotoni, in modo disordinato, e poco bilanciati.

La presenza di una badante che sappia gestire la dieta più appropriata va a ridurre i rischi di denutrizione e malnutrizione.

Sapere che la badante per cena avrà portato sulla tavola il proprio piatto preferito può essere per l’anziano uno stimolo per affrontare positivamente la giornata.

 

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badante a MilanoBadante MonzaBadante ComoBadante LeccoBadante Roma.

assistenza sanitaria badanti roma

Assistenza Sanitaria Badanti Straniere a Roma

Assistenza Sanitaria Badanti Straniere a Roma

Per i cittadini stranieri a Roma, comunitari e non, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) garantisce tutta l’assistenza sanitaria prevista dal nostro ordinamento e comporta parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani, per quanto attiene all’obbligo contributivo, all’assistenza erogata in Italia dallo stesso S.S.N. ed alla sua validità temporale.

Chi ha l’obbligo di iscriversi al S.S.N.:

  •  I cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno che svolgono regolare attività di lavoro subordinato, autonomo o che siano iscritti alle liste di collocamento;
  •  i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti o quelli che abbiano chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per richiesta di asilo, per attesa adozione, per affidamento, per acquisto della cittadinanza o per motivi religiosi;
  •  i familiari a carico (regolarmente soggiornanti) dei cittadini stranieri rientranti nelle categorie sopra indicate.
    Non hanno obbligo di iscriversi al S.S.N. i cittadini stranieri non rientranti fra le suddette categorie, anche se devono assicurarsi contro il rischio di malattie, infortunio e maternità mediante stipula di polizza assicurativa valida sul territorio italiano, anche per i familiari a carico.

Se non sei in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, hai diritto comunque alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali, anche se continuative, per malattia e infortunio, nelle strutture pubbliche o private convenzionate.
A tal fine dovrai richiedere presso qualsiasi A.S.L. un tesserino, chiamato S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente), valido sei mesi ma rinnovabile. Per ottenerlo dovrai dichiarare:
– le tue generalità
– di non possedere risorse economiche sufficienti.

 

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

roma addio badante

L’addio tra Badante e Assistito di Roma

Il rapporto tra badante e badato/a nella capitale è uno dei rapporti più forti che la modernità ci sta consegnando; infatti, la “caduta delle famiglie” conseguente alla precarietà e instabilità del lavoro, anche a Roma ha fatto sì che questa nuova figura si instaurasse nelle famiglie, entrasse in punta di piedi, e senza accorgercene la badante è diventata la nostra nuova vicina di casa, la nostra nuova amica, la nostra nuova “zia”.

Sono i nuovi “angeli del focolare”, cucinano, puliscono e si occupano di anziani o malati non più autosufficienti: colf e badanti sono talmente indispensabili che gli italiani spendono 7 miliardi all’anno per il loro prezioso aiuto, senza contare il sommerso che ha numeri altrettanto importanti.

Ma quando anche a Roma il rapporto di lavoro si interrompe, quegli angeli si possono trasformare in autentici ‘demoni’ per chi si ritrova a far fronte a richieste più o meno fondate di pagamenti di arretrati e straordinari.

Sempre più spesso, infatti, la lavoratrice mandata via si rivolge al patronato e spuntano conteggi di ferie non usufruite, ore di lavoro non pagate e tredicesime saltate, anche se il datore di lavoro era convinto di essere pienamente in regola dopo che per anni aveva versato regolarmente i contributi e corrisposto puntualmente lo stipendio concordato nel contratto per badante.
Oltre 128mila euro: è la cifra da capogiro che si è sentito chiedere il mese scorso un romano trascinato in tribunale dall’ ex colf e badante di sua madre, malata di Alzheimer. La donna, una cittadina dell’Est Europa, sosteneva di aver lavorato prima in nero e poi di essere stata inquadrata in modo non corretto e chiedeva 128mila euro di risarcimento.

Un caso di abuso di potere?

Niente affatto, racconta all’Agi De Luca, che ha difeso l’imputato. “La signora è stata assunta come colf fino al 2013, questo perché dalle 8 alle 17 la madre del mio assistito era al centro malati di Alzheimer di Roma. Dalle 17 in poi invece, era lui stesso a occuparsene. Nel 2013 le cose sono cambiate, lui è andato via di casa e ha stipulato un nuovo contratto con la signora, questa volta inquadrandola come badante.

Considerando le nove ore che la persona assistita trascorreva al centro Alzheimer, la badante lavorava due ore al giorno. Indagando si è scoperto, inoltre, che quando era sola in casa la signora ‘arrotondava’ tagliando i capelli ai suoi connazionali”.

La causa si è conclusa con un’ammenda di 5.000 euro da pagare alla signora “perché il datore di lavoro l’aveva registrata come badante a persona autosufficiente anziché non autosufficiente”.

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta la Lombardia, in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco, Badante Roma.

anziani roma vacanze e badanti

L’ Estate a Roma, Gli Anziani E Le Badanti

Arriva l’estate ed anche a Roma gli anziani cominciano a soffrire il caldo.

La temperatura corporea è costantemente controllata da un complesso meccanismo fisiologico di termoregolazione che ci permette di mantenere una temperatura basale compresa tra i 36° ed i 37° indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente esterno.

Gli anziani possono andare facilmente incontro a disidratazione perché con l’avanzare dell’età il nostro organismo perde la sua capacità di conservare l’acqua. Inoltre il meccanismo fisiologico della sete viene alterato e questo rende gli anziani meno consapevoli del bisogno di bere.

A causa dell’alterazione della capacità di disperdere calore, della disidratazione e delle patologie croniche che influiscono con la termoregolazione, come il diabete e le malattie cardiovascolari, gli anziani sono maggiormente predisposti al colpo di calore.

Per leggere altri articoli di approfondimento sulle badanti conviventi o badanti ad ore, mondo delle badanti, sostituzione badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci!

Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

Per evitare agli anziani spiacevoli disagi dovuti al caldo, ecco alcuni preziosi consigli:

  1. Evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17)
  2. Lasciare aperte le finestre durante la notte, per il ricambio d’aria e tenerle chiuse durante il giorno se si dispone di un condizionatore d’aria oppure mantenerle comunque aperte durante il giorno e chiudendo le tapparelle in modo da schermare il sole.
  3. Rinfrescare l’ambiente in cui si soggiorna preferibilmente con un climatizzatore munito di umidificatore (temperatura ambientale di 25-27 °C) o con un ventilatore.
  4. Indossare indumenti chiari di cotone o lino, leggeri e non aderenti.
  5. Evitare le bevande alcoliche e quelle contenenti caffeina
  6. Bere molta acqua, almeno due litri al giorno e mangiare frutta e verdura a volontà,
famiglia roma cerca badante

Le Famiglie di Roma alla Ricerca della Badante

Le Famiglie di Roma sono alla Ricerca di una Badante

In Italia, il 76,4% delle famiglie che hanno bisogno di colf, il 70,8% di quelle alla ricerca di badanti e il 61,6% di quelle che cercano baby-sitter si rivolgono ad amici, parenti, conoscenti per selezionare la persona giusta.

Dunque, non canali specializzati come agenzia per il lavoro o piattaforme online – spiega il report – ma la rete “di prossimità” costituita dalle conoscenze dirette. Questo perché i canali ufficiali sono considerati poco accessibili o costosi. Inoltre, nella stessa logica della prossimità, spesso anche un lavoratore domestico già impiegato nella famiglia diventa un canale di ricerca (nel 19,2% dei casi per assumere una colf; nel 16,7% per cercare badanti).

Vuoi sapere quanto costa una badante? AES Domicilio (assistenza anziani a domicilio) è attiva con le proprie badanti in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badante a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco, Badante Roma.

L’82% delle famiglie che ha assunto una colf è soddisfatto del lavoratore o della lavoratrice. La percentuale di soddisfazione decresce quando si tratta di badanti: ben il 33,8%, cioè 1 famiglia su 3, non può dirsi soddisfatta delle qualità professionali della persona individuata. Nel caso delle baby sitter, al 76,2% di famiglie soddisfatte si contrappone quasi un quarto di insoddisfatte.

Sono i datori di lavoro più giovani (under 55) ad essere meno soddisfatti della scelta fatta: il 22,7% nel caso di colf; addirittura il 41% per badanti.

Meno della metà delle famiglie in cui è presente un anziano o una persona non autosufficiente ricorre a forme di assistenza pubblica. Tra gli strumenti più utilizzati, il Censis ha individuato l’indennità di accompagnamento (42,1%); mentre le altre tipologie restano tutte sotto la soglia del 10%. Si tratta, in particolare, dell’assistenza domiciliare integrata in alternativa al ricovero in ospedale: a seguire un programma di interventi sanitari e sociali a domicilio è solo l’8,2% degli intervistati. Appena il 3,9% accede invece all’assistenza domiciliare programmata, ovvero un servizio che è il medico di medicina generale ad effettuare presso il domicilio di un paziente. Tuttavia – evidenzia il report -, i pochi che accedono a questi servizi sono soddisfatti: rispettivamente per l’assistenza integrata e programmata l’esperienza è positiva nel 76,7% e nel 72,7% dei casi. Invece, soltanto il 35,4% di chi ha accesso all’indennità di accompagnamento esprime una valutazione positiva.

Ma cosa vorrebbero le famiglie che convivono con la non autosufficienza tutti i giorni?

Il 36,3% chiede un contributo economico che le metta nelle condizioni di impiegare un assistente familiare; in alternativa, le famiglie vorrebbero portare in deduzione il totale del costo sostenuto per il personale domestico impiegato (35,5%) nelle dichiarazioni dei redditi. Il 14% delle famiglie preferirebbe invece ricevere servizi personalizzati erogati da personale della ASL, del Comune o di enti autorizzati e accreditati. A seguire, l’11,5% vorrebbe un contributo economico pubblico senza vincoli di utilizzo e solo il 2,7% preferirebbe ricevere un contributo che vada invece a sostenere il reddito di un caregiver.