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Badante a Roma e Bonus Benzina

Anche a Roma il Bonus carburante da 200 euro a chi spetta e come richiederlo?

Cos’è il bonus carburante?

Il Decreto Ucraina, ha previsto tra le diverse misure, nuovi buoni benzina, erogati su base volontaria da parte del datore di lavoro.

Lo stesso datore di lavoro potrà scaricare questi costi, dal bilancio aziendale, senza pagare nuove tasse o contributi.

Il Bonus carburante da 200 euro, spetta esclusivamente ai lavoratori dipendenti privati, come gli apprendisti, i soci delle cooperative, i tirocinanti ed i lavoratori in smart working.

Sono esclusi i seguenti lavoratori:

  • i collaboratori co.co.co,
  • gli amministratori,
  • I lavoratori occasionali,
  • I lavoratori della pubblica amministrazione e degli enti pubblici.

Chi ha diritto ai buoni benzina 2022 a Roma?

L’importo erogato dal datore di lavoro privato è un contributo liberale, che può essere anche inferiore a 200 euro, in base ad un accordo sindacale o un regolamento aziendale. Quindi il datore di lavoro, non è obbligato a corrispondere i buoni benzina.

I nuovi buoni carburanti possono essere anche concessi ai lavoratori dipendenti di aziende private come, ad esempio, gli studi professionali o gli Enti del Terzo settore, che svolgono esclusivamente attività non commerciale.

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Roma e l’amministratore di sostegno

Aes Domicilio si prende carico della selezione delle badanti per le famiglie di anziani che contattano per avere una badante che possa curare il proprio parente.

Un fatto che può accadere nelle famiglie di chi contatta Aes Domicilio, per trovare la badante convivente o badante ad ore, è trovarsi di fronte ad un Amministratore di Sostegno. Per diventare Amministratore serve un procedimento particolarmente semplice, proprio per consentire a chiunque di accedere a questo servizio: è sufficiente presentare presso la Cancelleria del giudice tutelare del Tribunale competente un ricorso contenente le generalità dell’interessato e dei suoi familiari, indicando quali bisogni e situazioni hanno portato a richiedere la nomina dell’Amministratore di Sostegno.

Il giudice provvederà a designare la persona ritenuta più adatta (nella maggior parte dei casi è il familiare più stretto), ed emanerà un decreto in cui saranno indicati i compiti dell’Amministratore.
Dal decreto risulteranno quali azioni il beneficiario potrà continuare a svolgere autonomamente e quali azioni dovranno invece essere compiute con l’aiuto dell’Amministratore.

L’associazione Aes Domicilio ha effettuato una ricerca per capire al meglio il servizio di amministratore. Innanzitutto chi può diventare amministratore? Chiunque! Non sono richieste particolari competenze o requisiti: è previsto che possano essere nominati come Amministratori di Sostegno i parenti o i soggetti stabilmente conviventi con il beneficiario del provvedimento; quindi anche le badanti; può anche accadere che il Giudice Tutelare decida di nominare un soggetto estraneo alla compagine familiare.

Non può essere nominato amministratore di sostegno ad esempio colui che non ha la libera disponibilità del proprio patrimonio, oppure il figlio riguardo al quale tale esclusione sia stata stabilita (con disposizione scritta) da parte del genitore, chi sia stato rimosso da una tutela o dichiarato decaduto o sospeso dalla potestà genitoriale, oppure colui che sia stato dichiarato fallito.

I poteri dell’amministratore di sostegno sono quelli stabiliti nel decreto di nomina, ovvero in tutti i successivi provvedimenti emessi dal giudice tutelare d’ufficio o sull’impulso di una parte. Egli ha il dovere di assistere e il potere di compiere in nome del beneficiario e per suo conto solo gli atti presi in considerazione nel decreto di nomina (ad esempio pagare le utenze, la badante, gestire la pensione, ecc); l’Amministratori di Sostegno interviene quale rappresentante dell’amministrato negli atti giuridici di straordinaria amministrazione (es compravendita di immobili, di auto).

La prassi vigente prevede un’assenza di indennità a favore di parenti/amici, ma il riconoscimento di un’indennità a favore del professionista nominato dal Tribunale, che viene sostenuta dal beneficiario stesso o dai suoi eredi (indennità di fine amministrazione per sopravvenuto decesso).

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Bonus per gli anziani a Roma: un contributo per pagare la badante

Per tutti i cittadini non autosufficienti che necessitano dell’aiuto di figure di sostegno come badanti e colf, arriva il rimborso di 300 euro mensili messo a disposizione per compensare, almeno in parte, le spese affrontate per provvedere agli stipendi. Si parla di un massimo di 3.600 euro all’anno. Previsto, inoltre, un ulteriore contributo di 300 euro per l’assunzione di un sostituto in caso di maternità del professionista che si occupa della persona non autosufficiente.

Queste, dunque, le principali misure introdotte lo scorso primo luglio da CassaColf, lo strumento che il Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico (sottoscritto da Domina, Fidaldo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS e Federcolf) ha costituito per fornire prestazioni e servizi a favore di lavoratori e datori di lavoro iscritti. I nuovi aiuti andranno ad aggiungersi a quel pacchetto di prestazioni e servizi già garantiti da CassaColf.

A beneficiarne, tutti quei lavoratori e datori di lavoro che possiedono un regolare contratto e che non hanno mancato di versare i contributi obbligatori previsti dall’accordo collettivo. Dallo scorso 1° luglio è operativo il nuovo regolamento di CassaColf, che introduce importanti aiuti rivolti ai datori di lavoro domestico: quelli più fragili che si trovano a fare i conti con una condizione permanente di non autosufficienza e quelli che, in caso di maternità dell’assistente familiare, devono ricorrere a un sostituto e lo fanno con regolare contratto. Un incentivo a chi sceglie la strada della regolarità.

In caso di non autosufficienza permanente e certificata il rimborso previsto è di 300 euro al mese per un massimo di 12 mesi consecutivi, per un totale di 3.600 euro, spiegano da CassaColf. In caso di assunzione di un sostituto che vada a prendere temporaneamente il posto del lavoratore titolare costretto a ritirarsi per maternità, il sussidio sarà di 300 euro, una tantum, per ogni professionista assunto in sostituzione. Per ottenere gli aiuti, il richiedente dovrà aver versato almeno un anno di contributi alla Cassa.

Oltre ai sussidi, il pacchetto di prestazioni Covid per gli assistenti familiari risultati positivi è stato prorogato fino al 31 ottobre 2021. In particolare, si legge nel comunicato, è prevista “indennità giornaliera da 100 euro per un massimo di 50 giorni l’anno in caso di ricovero in strutture ospedaliere; indennità giornaliera da 30 euro per un massimo di 10 giorni l’anno in caso di isolamento domiciliare a prescindere dal ricovero ospedaliero a seguito di positività al Covid-19; indennità giornaliera per i figli a carico, da 40 euro, per un massimo di 14 giorni; rimborsi fino a 200 euro per l’acquisto di materiale sanitario e fino a 100 euro per visite domiciliari di personale medico o infermieristico”.

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Roma: gli scatti di anzianità nel mondo delle badanti

Aes Domicilio offre a fornire un ampio servizio per le famiglie, tiene soprattutto a fornire un servizio di ‘informazione’ anche per le badanti conviventi, le badanti ad ore e le badanti di condominio, e soprattutto le questioni fiscali sembrano premere con maggiore forza. Non sempre le questioni fiscali riescono ad essere ben comprese e con facilità, e questo anziché generare danni da poco può generare perdite cospicue.

Uno di questi casi è conoscere gli scatti di anzianità. Come abbiamo visto, la legge fissa uno stipendio minimo per le colf e le badanti, ma chiaramente nulla vieta al datore di lavoro e alla badante di accordarsi per un compenso maggiore. Per riprendere il nostro esempio di una badante inquadrata di livello CS: la paga oraria concordata è di 8€ l’ora mentre la remunerazione oraria minima prevista dal CCNL è di 6,93€.

 

La differenza tra lo stipendio effettivamente pagato dal datore di lavoro e la retribuzione minima prevista dalla legge si chiama appunto il superminimo. Il superminimo può essere assorbibile o no rispetto agli aumenti delle paga minima, a seconda di quanto stabilito nel contratto di lavoro. Quando il superminimo è assorbibile, gli aumenti della retribuzione minima sono assorbiti dal superminimo e non aumentano la paga totale. Riprendendo il nostro esempio precedente, se la retribuzione minima passa da 6,93€ a 7,00€, il superminimo diminuisce da 1,07€ a 1,00€, lasciando quindi invariata la retribuzione effettiva di 8€.

Nel caso in cui il superminimo non sia assorbibile, gli aumenti della paga minima determinano un aumento della retribuzione totale (ovvero non sono assorbiti dal superminimo). Nel nostro esempio, un aumento della paga minima da da 6,93€ a 7,00€ determina quindi un aumento della retribuzione effettiva dello stesso importo (8,07€).

Fatta questa premessa, è importante sapere che gli aumenti di stipendio generati dagli scatti di anzianità non sono assorbibili dall’esistenza di un eventuale superminimo. In altre parole, il datore di lavoro è tenuto a pagare gli scatti di anzianità al lavoratore anche quando lo stipendio pattuito è maggiore di quello minimo previsto dalla legge.

Ti serve aiuto per mettere in regola la tua badante? Ci pensiamo noi! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano), Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco, Badante Bergamo. Siamo anche presenti attraverso i nostri uffici o i nostri partner in franchising ad esempio a Roma: badante Roma e in altre province del Lazio.

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Bonus di €1000 dalla Regione Lazio alle badanti che lavorano su Roma

Un bonus da 600 euro o anche da 1.000 euro è in arrivo dalle Regioni e in particolare dalla Regione Lombardia per i lavoratori autonomi e dalla Regione Lazio per tutta una serie di categorie di lavoratori.

I bonus da 600 e 1.000 euro in arrivo dalle Regioni andranno a lavoratori dello spettacolo, del turismo, lavoratori domestici e titolari di partita IVA a seconda delle regole indicate dalle stesse.

Il bonus da 600 e 1.000 euro si aggiuge a quelli previsti dal decreto Sostegni dal bonus per collaboratori sportivi a quello da 2.400 euro per gli stagionali del turismo, autonomi e spettacolo considerati tuttavia insufficienti.

I nuovi bonus da 600 euro e 1.000 euro regionali affiancano inoltre altre misure previste dalle singole Regioni a sostegno della famiglia come il bonus baby sitter esteso in alcuni casi anche alle badanti conviventi, badanti ad ore, badanti condominio e colf.

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Un bonus da 600 euro è in arrivo dalla Regione Lazio con il bando pubblicato da 30 milioni di euro e le domande che si possono già inoltrare dal 6 aprile. Sono 5 le misure previste per il bonus 600 euro che va a interessare 5 categorie di lavoratori e quindi spetta nel dettaglio a:

  • colf e badanti;
  • lavoratori della cultura e dello spettacolo;
  • collaboratori sportivi;
  • lavoratori del settore turistico;
  • partite IVA.

I requisiti e i termini per la domanda per ottenere il bonus 600 euro della Regione Lazio sono stati comunicati sul sito istituzionale differenziando le misure per categorie e che riportiamo di seguito:

  • La Misura 1 prevede un bonus di 600 euro per colf e badanti con iscrizione di rapporto/i di lavoro attivo/i nella Gestione dei Lavoratori domestici dell’INPS a partire dal 23 febbraio 2020 lavoro settimanale complessivo superiore a 10 ore e che hanno sispeso o ridotto l’attività a causa della pandemia. La domanda può essere inviata a partire dalle ore 9:00 del 6 aprile attraverso lo sportello online (disponibile a questo link) previa registrazione;
  • la Misura 2 prevede un bonus 600 euro per i lavoratori della cultura e dello spettacolo che operano in attività creative, artistiche e di intrattenimento, attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali, attività editoriali, fotografiche, di produzione cinematografica, video, registrazioni musicali e sonore di programmazione e trasmissione, interpreti della prosa e dell’audiovisivo che a causa dell’emergenza Covid, hanno dovuto cessare o sospendere la propria attività. La domanda può essere inviata a partire dalle ore 9:00 del 7 aprile;
  • la Misura 3 della Regione Lazio prevede un bonus 600 euro per collaboratori sportivi che a partire dal 23 febbraio 2020 erano lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione o altre forme contrattuali presso le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive dilettantistiche e che a causa dell’emergenza Covid, hanno dovuto cessare o sospendere la propria attività nel corso del 2020 o ridurla rispetto all’anno precedente. La domanda può essere inviata a partire dalle ore 9.00 dell’8 aprile;
  • la Misura 4 è un bonus di 600 euro per i lavoratori del settore turistico che operano in attività di alloggio, servizi e ristorazione, agenzie di viaggio, tour operator, attività di noleggio, altre attività di servizio alla persona come benessere, bellezza, termalità, agenzie matrimoniali, operatori del settore fieristico, congressuale e aereoportuale nonché operatori dei servizi di animazione e tempo libero che a causa dell’emergenza Covid hanno dovuto cessare o sospendere la propria attività nel corso dell’annualità 2020 o ridurla rispetto all’anno precedente. La domanda può essere inviata a partire dalle ore 9.00 dell’8 aprile;
  • la Misura 5 prevede l’erogazione, a sportello, di un contributo a fondo perduto di 600 euro ai lavoratori autonomi e ditte individuali titolari di partiva Iva (partita Iva già attiva al 23 febbraio 2020 e che lo sia ancora al momento della presentazione della domanda), operanti nel Lazio, iscritti alla Gestione Separata dell’Inps o ad altro ente o cassa previdenziale e con un reddito non superiore a 26.000 euro nell’anno 2020. La domanda essere presentata attraverso lo sportello telematico attivo dalle ore 10.00 dell’8 aprile e fino alle ore 18.00 di venerdì 7 maggio.

Oltre al bonus 600 euro del Lazio c’è anche quello da 1.000 euro una tantum della Regione Lombardia che ha ampliato la platea dei beneficiari della Dote Unica Lavoro – Quarta Fase. Il bonus 1.000 euro infatti spetta anche ai lavoratori autonomi privi di partita IVA.

Come comunica la Regione si tratta di un contributo di 1.000 euro lordi una tantum a titolo di indennità di partecipazione, aderendo a uno dei percorsi erogati nell’ambito di Dote Unica Lavoro. Il bonus 1.000 euro è erogato al netto delle trattenute fiscali perché, spiega la Regione, è equiparabile al reddito da lavoro dipendente. Ma a chi spetta il bonus 1.000 euro? I destinatari sono le seguenti categorie:

  • lavoratori privi di partita IVA con contratto di lavoro occasionale o per la cessione dei diritti d’autore con rapporti di collaborazione esonerati da un contratto in forma scritta;
  • lavoratori parasubordinati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa.

Il progetto che prevede l’erogazione del bonus 1.000 euro dalla Regione Lombardia si compone, come spiega la stessa sul sito istituzionale, di due fasi:

  1. presentazione della domanda di Dote Unica Lavoro dall’11 dicembre 2020 fino alle ore 12 del 30 aprile 2021. La domanda va presentata presso un operatore accreditato al lavoro di Regione Lombardia e include anche un programma di formazione o un percorso di politiche attive;
  2. presentazione della domanda di contributo dall’11 febbraio 2021 fino alle ore 12 del 30 giugno 2021. Il lavoratore deve presentare domanda solo dopo aver svolto una parte del percorso programmato ovvero almeno 10 ore di servizi per il lavoro o la formazione.

La domanda può essere inviata accedendo alla piattaforma:

  • tramite identità digitale SPID;
  • tramite Tessera sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi (TS-CNS) con PIN dispositivo. Per ottenere il PIN occorre rivolgersi agli enti che hanno richiesto di poter erogare tale servizio.

La prima scadenza da tenere a mente quindi per il bonus 1.000 euro è quella del 30 aprile 2021.

Vuoi sapere quanto costa una badante a Roma? Contattaci, siamo attivi su tutta la Regione Lazio