Tag Archivio per: RSA Roma

assistenza sanitaria badanti roma

Assistenza Sanitaria Badanti Straniere a Roma

Assistenza Sanitaria Badanti Straniere a Roma

Per i cittadini stranieri a Roma, comunitari e non, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N.) garantisce tutta l’assistenza sanitaria prevista dal nostro ordinamento e comporta parità di trattamento rispetto ai cittadini italiani, per quanto attiene all’obbligo contributivo, all’assistenza erogata in Italia dallo stesso S.S.N. ed alla sua validità temporale.

Chi ha l’obbligo di iscriversi al S.S.N.:

  •  I cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno che svolgono regolare attività di lavoro subordinato, autonomo o che siano iscritti alle liste di collocamento;
  •  i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti o quelli che abbiano chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno, per lavoro subordinato, per lavoro autonomo, per motivi familiari, per asilo, per richiesta di asilo, per attesa adozione, per affidamento, per acquisto della cittadinanza o per motivi religiosi;
  •  i familiari a carico (regolarmente soggiornanti) dei cittadini stranieri rientranti nelle categorie sopra indicate.
    Non hanno obbligo di iscriversi al S.S.N. i cittadini stranieri non rientranti fra le suddette categorie, anche se devono assicurarsi contro il rischio di malattie, infortunio e maternità mediante stipula di polizza assicurativa valida sul territorio italiano, anche per i familiari a carico.

Se non sei in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, hai diritto comunque alle cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali, anche se continuative, per malattia e infortunio, nelle strutture pubbliche o private convenzionate.
A tal fine dovrai richiedere presso qualsiasi A.S.L. un tesserino, chiamato S.T.P. (Straniero Temporaneamente Presente), valido sei mesi ma rinnovabile. Per ottenerlo dovrai dichiarare:
– le tue generalità
– di non possedere risorse economiche sufficienti.

 

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

badanti roma cosa significa

Che cosa significa Essere Badanti a Roma?

Roma: Che cosa significa Essere Badanti?

La figura della badante a Roma è divenuta centrale nella società in seguito all’aumento della popolazione anziana e dell’aspettativa di vita.

In Italia, ed a Roma in particolare, i caregiver di Roma non sono delle imprese di pulizie a Roma ricoprono un ruolo di supporto determinante non solo per il malato e l’anziano, ma anche per il welfare: un “esercito” silenzioso che, secondo le stime calcolate in base ai dati ISTAT, potrebbe superare i 7 milioni di persone, ma che, tuttavia, non ha ancora ottenuto un pieno riconoscimento normativo.
La badante è la persona che presta assistenza quotidiana a un familiare non autosufficiente per motivi di salute fisici o mentali.

La badante riveste un ruolo centrale nella vita del malato, perché rappresenta sia il responsabile dell’assistenza, giorno dopo giorno, sia il punto di riferimento emotivo dell’assistito, che trova giovamento dal sostegno quotidiano.

Dedizione quotidiana, sostegno psico fisico, assistenza 24 ore su 24 a una persona cara malata o anziana, gestione di problematiche sensibili e dolorose, rinunce e sacrifici: basta questa descrizione per rappresentare lo straordinario valore della badante oggi e comprendere i tanti compiti che è chiamato ad assolvere.

Sono numerose, infatti, le mansioni che deve svolgere quotidianamente e queste dipendono da svariati fattori, in primo luogo l’età del malato e il suo grado di non autosufficienza. Si va dall’assistenza diretta al familiare (lavare, vestire, stirare, preparare i pasti, ad esempio) a quella indiretta (svolgere commissioni, recarsi in banca, in posta, ritirare la pensione, accompagnare alle visite, ecc.), fino alla sorveglianza attiva (intervenire immediatamente in caso di pericolo) e passiva (vigilare durante il sonno e le ore di riposo o quando l’assistito è allettato).

Può essere inoltre necessario – e spesso lo è – imparare alcune basilari pratiche di assistenza, ad esempio riguardanti le manovre di spostamento del malato, la somministrazione di farmaci e l’utilizzo di particolari apparecchiature.

Per leggere altri approfondimenti sul mondo delle badanti, oppure se vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante e quali sono tutti i passaggi burocratici da rispettare, contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta Italia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante Roma.

roma aes domicilio badanti rsa

La Roma delle badanti di Aes Domicilio

In Italia è necessario provvedere  a potenziare il sistema di assistenza domiciliare, altrimenti chi ne farà le spese saranno soprattutto, e ancora una volta, le persone più anziane.

Aes Domicilio, associazione che offre servizi di ricerca, selezione, somministrazione di assistenti familiari, più comunemente chiamati badanti, lo ben sa. Occorre prendere atto che, in un Paese che è ad oggi il più anziano d’Europa, la valorizzazione del ruolo delle badanti deve essere messo al centro dell’attenzione istituzionale.

Aes Domicilio è attiva sul fronte selezione di assistenti familiari, e ha la possibilità di osservare quanto l’impegno per arginare la cronica mancanza di badanti sia l’unica via per contrastare le difficoltà della popolazione che diventa sempre più anziana.

Tra l’altro in questo periodo di Covid, è stato messo a dura prova il sistema di sostegno agli anziani fragili: l’impreparazione davanti a un fenomeno tanto disastroso è in parte comprensibile, ma resta un enorme problema di “improvvisazione” nell’affrontare il tema degli anziani in Italia.

Dove stanno oggi gli anziani non autosufficienti? Aes Domicilio ha fatto un riepilogo;  il 10% in RSA o simili, un altro 10% in semi residenziale (si recano in una struttura solo di giorno), il 27% gode di un’assistenza domiciliare e, il 53% con le rispettive famiglie, da sole o con l’aiuto delle badanti.

Aes Domicilio, associazione specializzata nell’assistenza familiare, si pone come obiettivo quello di lavorare in prima persona a fianco delle famiglie e dell’assistente familiare per creare un rapporto di armonia e fiducia da cui non si può prescindere, soprattutto quando la quotidianità e la salute di un proprio caro è nelle mani di una persona estranea alla famiglia.

Vuoi sapere quanto costa una badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

aes domiclio genitori figli badante colf Roma

“Meno RSA e più servizi!”, l’indagine ISTAT su Roma

Noi di AES DOMICILIO, attenti a tutte le voci che si pronunciano in merito all’argomento “badanti” ci teniamo a tenere presente anche l’opinione e il punto di vista di chi normalmente non riceverebbe la giusta risonanza delle proprie parole. Riportiamo, infatti, una interessante intervista (di C. Ludovici) al mons. Paglia il quale si esprime con voce lucidissima sull’argomento badanti.

Gli anziani e la cura di questi rappresentano temi per Lei particolarmente cari e attuali, soprattutto alla luce delle drammatiche carenze evidenziate dalla pandemia. Quando e come gli anziani sono diventati – per dirla nel peggiore dei modi – “un problema”?

Se mi consente le rovescio i termini: quando l’assistenza è diventata un drammatico problema per gli anziani? Le rispondo che la pandemia ha svelato in modo impietoso quanto era già chiaro prima a chi si interessava degli anziani: viviamo in un sistema totalmente sbilanciato verso le cure residenziali, case di riposo e Rsa, che peraltro riescono ad assistere poche centinaia di migliaia di disabili, mentre l’orizzonte epidemiologico di anziani con problemi di mobilità, di perdita delle capacità di svolgere attività della vita quotidiana, di barriere architettoniche, sono milioni! E vivono tutti a casa.

La pandemia ha rivelato che questa costruzione assistenziale, evidentemente priva di un pensiero strategico, è crollata coi primi venti, vittima certamente del coronavirus ma anche della intrinseca insostenibilità dell’approccio residenziale inteso come unico supporto offerto dal sistema.

Quali sono le principali criticità nell’attuale sistema di vita e di cura degli anziani non autosufficienti?

Quel che le accennavo, il monopolio “residenziale”. Che non solo non coglie le dimensioni del problema, ma non contempla un insieme minimo di condizioni che aiuterebbe tanto chi è anziano a vivere e rimanere presso la propria abitazione. L’indagine Istat rivela inoltre che almeno 1, 2milioni di over 75 vivono a casa con gravi difficoltà motorie e senza aiuto alcuno e di questi 1 milione vivono soli o con il proprio coniuge anziano.

Il supporto sociale per costoro è la vera “cura” che dobbiamo offrire, senza medicalizzare tutto ma con la intelligenza di offrire una valutazione, un monitoraggio, un minimo di compagnia, di aiuto domestico nelle pulizie, nella spesa, nell’alimentazione, nella introduzione di un digitale capace di mettere in comunicazione e di prevedere emergenze e difficoltà. Senza di questo la vita di un anziano costretto in casa dalle proprie difficoltà diverrà un declino inarrestabile verso il pronto soccorso, i ricoveri, la istituzionalizzazione.

badante sostituzione Roma

 

Lei ama parlare dell’urgenza di un “nuovo Umanesimo”: in questo contesto, quale dovrebbe essere il posto degli anziani? E che ruolo dovrebbe avere e riconquistare la famiglia nei confronti di questi?

Com’è noto in questi ultimi decenni è sorto un vero “nuovo popolo di anziani”. Si tratta di decine di milioni di persone. In Italia gli ultrasessantacinquenni sono 14 milioni. E’ un frutto straordinario del progresso permettere di vivere venti, trenta anni più rispetto alle generazioni passate. Ma il problema è che non si sa bene per fare cosa e soprattutto come viverli. La vecchiaia è sentita come un naufragio. C’è bisogno di una nuova visione antropologica, appunto, di un nuovo umanesimo, che aiuti a comprendere e quindi a dare un senso a questi lunghi anni da vivere. Potremmo dire che si tratta di “inventare” la vecchiaia per questo nostro tempo.

Nel suo recente dialogo con Luigi Manconi (“Il senso della vita”, Einaudi 2021), in cui dense pagine sono dedicate al tema degli anziani, questi avverte che una maggiore presa in carico da parte della famiglia nei confronti dei suoi anziani rischia di portare a un sacrificio del ruolo sociale e professionale della donna. Come si potrebbe evitare questo?

Fa parte della nuova visione umanistica anche la scoperta dei diritti degli anziani e dei doveri della società verso di loro, dell’intera società e non solo delle singole famiglie. Il piano che abbiamo presentato al Presidente Draghi prevede, ad esempio, la creazione di una rete di relazioni nel quartiere, per evitare la solitudine degli anziani, oltre che l’impiego di nuovi operatori socio-sanitari che se ne prendano cura e che siano di aiuto alle famiglie, permettendo alle donne di non rinunciare al lavoro. Si prevedono un numero adeguato di “centri diurni” per permettere la semiresidenzialità della cura.

Sempre nel Suo dialogo con Manconi, questi afferma che, per garantire agli anziani adeguata assistenza ed evitare che si ripetano gli errori commessi, bisognerebbe tra l’altro aumentare i posti in Rsa. Lei cosa ne pensa?

Penso che occorre, al contrario, bilanciare aumentando sostanzialmente l’assistenza domiciliare. Regioni e cittadini spendono annualmente 12 miliardi per le sole Rsa. Per la Adi, necessaria a milioni di anziani, si stima non si arrivi ai 2 miliardi. Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Le badanti, altro pilastro dell’attuale sistema di assistenza agli anziani, tuttavia lavorano spesso in condizioni di sfruttamento e sofferenza. Cosa suggerisce per loro?

Gli assistenti familiari vanno formati, certamente per la lingua, gli usi e la cultura del nostro paese, vanno monitorati ma anche garantiti, resi visibili in un processo di emersione non solo fiscale, ma anche umano e civile.

L’assistenza domiciliare professionale, quella che dovrebbe essere garantita dal sistema socio-sanitario, ha svelato tutte le sue debolezze e insufficienze. Come crede che dovrebbe, questa, essere rinforzata e potenziata?

Certamente esiste un imbuto formativo di dimensioni drammatiche che riguarda medici, infermieri ma anche e soprattutto i cosiddetti Operatori socio sanitari (Oss). Stimiamo che la nostra riforma richiederebbe almeno 100 mila posti di lavoro solo per questa figura professionale. Esiste anche però un altro problema, quello di rovesciare una prospettiva: la carriera di chi va a casa delle persone implica disagi e responsabilità di gran lunga maggiori di chi risiede in una struttura e come tale va promossa e incentivata economicamente e previdenzialmente, in un contesto assistenziale di alto livello e con possibilità di carriera autonome.

Vuoi scoprire come mettere in regola la tua badante? Contattaci! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare nella città metropolitana di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia ed in particolare nelle province di Milano (badante Milano) se cerchi Badanti a Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.

RSA Covid Badante Roma

La disorganizzazione delle RSA a Roma: numeri e casi

Purtroppo, proprio lungo la pandemia abbiamo avuto modo di vedere la disorganizzazione soggiacente alle RSA; e purtroppo si è stati costretti ad assistere a scene di vero e proprio abbandono e di solitudine. In questo primo periodo post-pandemia, continuano i dissesti presenti nelle RSA. Carenza di personale nelle case di riposo, la Cisl Funzione Pubblica chiede l’inquadramento dei dipendenti delle Rsa nel contratto della Sanità pubblica, per evitare la fuga verso le strutture pubbliche.

“Da tempo – spiega Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso – segnaliamo che, una volta passata la criticità Covid, l’emergenza più grave sarebbe stata la carenza degli infermieri, in primis a causa di una sbagliata programmazione universitaria riguardo al fabbisogno di questo tipo di professionalità. La pandemia ha poi peggiorato la situazione, perché gli ospedali pubblici, con la campagna di assunzioni straordinarie, hanno assunto decine di infermieri delle Rsa, determinando un ulteriore impoverimento delle strutture del territorio, arrivando al punto che ad oggi ci sono diverse case di riposo costrette a lasciare vuoti i letti nonostante le richieste, perché non soddisfano più i parametri relativi al rapporto fra numero di infermieri e di ospiti necessario per garantire adeguata assistenza, standard per altro già sottostimato rispetto alle attuali esigenze di assistenza degli anziani”.

Il tutto a discapito della qualità dell’assistenza, ma anche della sostenibilità finanziaria delle strutture e della qualità del lavoro degli infermieri che operano nelle case di riposo, in fuga anche da carichi di lavoro sempre più pesanti, straordinari e doppi turni. “Cisl Fp – spiega Zuglian – sostiene che questa crisi dovrebbe essere una occasione per rivalutare l’assistenza infermieristica nelle case di riposo, che dovrebbe essere garantita dal sistema sanitario pubblico: siamo convinti che una soluzione sia che gli infermieri delle Rsa vengano assunti dal sistema sanitario regionale, con conseguente applicazione del contratto di Sanità pubblica, che garantisce maggiori tutele e migliori condizioni di lavoro: salario più alto, maggiori opportunità formative, migliore orario di lavoro”.

“Una soluzione – aggiunge il segretario generale della Cisl Fnp Pensionati Belluno Treviso Franco Marcuzzo – che potrebbe ovviare a un altro grave disagio vissuto dagli anziani ospiti delle Rsa: non solo il dramma del Covid, dell’isolamento, della separazione dai familiari, ma anche continui addii al personale sanitario che per l’ospite della casa di riposo rappresenta una vera e propria famiglia”. Disagio che si aggiunge alla ancora persistente difficoltà ad accedere alle Rsa per le visite. “La situazione varia da struttura a struttura – sottolinea il segretario della Fnp – ma non siamo ancora soddisfatti e va detto che la carenza di personale pesa anche sull’applicazione dell’ordinanza del ministro Speranza”.

sanzioni assunzione bandante in nero roma

 

E se le RSA cominciano ad aver problemi di bilancio, per Marcuzzo non vanno dimenticate le difficoltà economiche delle famiglie, acutizzate dalla crisi Covid: “Parliamo ancora di rette troppo alte – afferma il Segretario generale dei Pensionati Cisl di Belluno Treviso – chiediamo l’aumento del numero delle impegnative di residenzialità rilasciate dalle Ulss per l’accesso agevolato alle strutture per una fascia di popolazione più ampio, ricordando che in casa di riposo ci si rivolge soprattutto nei casi di non-autosufficienza”.

In tanti altri casi, anche per questioni economiche, le famiglie si rivolgono alle badanti conviventi, badanti ad ore o badanti di condominio che, ancora oggi, sottolinea Marcuzzo “si collocano in un’area del mercato del lavoro che sembra interessare solo quando le assistenti non si trovano o devono andare in ferie”. Le richieste della Fnp sono precise, a partire dalla istituzione di un Albo delle badanti a cui attingere per essere certi della formazione e della professionalità delle assistenti.

“Oggi invece – spiega Marcuzzo – tutto è lasciato al libero mercato e se oggi si parla del problema delle ferie è perché non c’è una regolamentazione e affidiamo i nostri anziani a persone di cui si sa poco o niente”. Un fenomeno sui cui soffermarsi è ad esempio quello delle “dame di compagnia”: donne comunitarie provenienti da Paesi come Polonia, Slovacchia, Romania, organizzate da enti e società nei Paesi di origine che fanno ottenere loro permessi turistici di tre mesi per raggiungere l’Italia e lavorare come badanti. Dopo tre mesi, rientrano in patria e vengono sostituite da altre.

“È un lavoro non regolato – spiega il segretario dei Pensionati -, a basso costo per le famiglie, risultano ospiti ma in realtà prestano assistenza ad anziani, ai quali in questo modo viene anche a mancare la continuità affettiva. Il fenomeno è noto, ma purtroppo nessuno, a livello politico, si assume la responsabilità di valorizzare queste figure e tutelare le famiglie: una migliore qualità di questo tipo di lavoro è direttamente proporzionale ad una migliore assistenza per i nostri genitori”.

Ti serve aiuto per mettere in regola la tua badante? Ci pensiamo noi! Con Aes Domicilio siamo attivi in tutta la Regione Lazio e in particolare in provincia di Roma (badante Roma). Siamo presenti con i nostri partner in franchising anche in Lombardia, Badante Milano, Badante Monza, Badante Como, Badante Lecco.