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pazienza della badante roma

Un Particolare Importante: la Pazienza della Badante a Roma

La pazienza rappresenta una fondamentale virtù della badante di Roma nell’assistenza dell’anziano: non è possibile immaginare la cura, la dedizione, passione per queste persone e per questo lavoro senza la pazienza.

La pazienza molte volte costituisce un aspetto innato del proprio agire quotidiano, altre volte occorre apprenderlo nel corso della vita in quanto elemento essenziale per affrontare le difficoltà che incontriamo.

Per le badanti diventa un fondamentale requisito di ammissione, un particolare da non sottovalutare: per queste ragioni risulta fondamentale conoscere accuratamente chi entra nelle nostre case, rivolgersi a chi effettua e conosce questo campo in maniera professionale, evitando così improvvisazioni o lavori superficiali.

Ci sono alcuni esempi che ci possono far capire quanto sia necessaria la pazienza, per esempio la badante si trova a lavorare con persone con difficoltà motorie o mentali, o entrambe, quindi il loro comportamento può essere imprevedibile o irrazionale e di difficile gestione.

Pensiamo ad esempio agli scatti di rabbia di un anziano.
Spesso non riesce più a fare le cose che fino a qualche tempo prima gli erano abituali e quindi può manifestarsi la rabbia per non riuscire più a camminare sulle proprie gambe.
Pensiamo anche ai comportamenti irrazionali di un malato di Alzheimer.

Senza dubbio con la pazienza e con il suo autocontrollo la badante deve rappresentare un supporto per il suo assistito.

Disposizione d’animo abituale o attuale, congenita al proprio carattere o effetto di volontà e di autocontrollo, ad accettare e sopportare con tranquillità, moderazione, senza reagire violentemente, il dolore e i disagi, altrui…
Il ruolo della badante non è tra i più facili, per questo bisogna mantenere la calma in molte situazioni difficili e usare un tono distensivo per stemperare gli animi.
Occorre stare vicino alle persone, saperle ascoltare e comprenderle e, magari, consigliarle nel modo più delicato e sincero.

 

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Perdita di Forza, l’aiuto della Badante: quale Scegliere a Roma?

La badante si sta riscontrando essere una figura sempre più presente e fondamentale per la famiglia di Roma.

Assistono l’anziano con cura, sapendo che con il passare degli anni purtroppo si va a modificare la nostra vita.
Un po’ per stanchezza e un po’ perché con gli anni insorgono alcune patologie tipiche della terza e quarta età, risulta ogni giorno più complicato fare la spesa, le pulizie e prendersi cura della propria salute.

La famiglia deve sapere a che punto dover far intervenire una badante.

La perdita di autonomia di un proprio caro è un evento che si verifica in quasi tutte le famiglie: arriva il momento in cui un genitore anziano, un coniuge o un parente, non trova più la forza o la lucidità necessarie.
Per la badante è importante essere a conoscenza del fatto che l’anziano può avere difficoltà ad ammettere di non essere più autosufficiente e non è affatto semplice, soprattutto per chi ha avuto una vita molto attiva e indipendente.

Quindi all’inizio la persona anziana potrebbe avere delle difficoltà ad accettare la badante e rifiutare  il suo aiuto esterno.

Allo stesso tempo anche i suoi cari potrebbero sperimentare preoccupazione e senso di colpa per non avere abbastanza tempo ed energie da dedicarle.

Ci sono diversi tipi di badanti:

  • La badante convivente, che si trasferisce a casa della persona anziana e si occupa di tutto, dalle faccende domestiche alla somministrazione dei farmaci, facendole anche compagnia
  • la badante diurna, che assiste la persona anziana e le sta accanto solo durante il giorno, quando la famiglia è al lavoro
  • la badante notturna, che invece presta assistenza solo di notte.

Il lavoro delle badanti è regolato dal CNL del lavoro domestico e sebbene le statistiche ci dicano che circa la metà delle badanti lavora senza contratto, è bene ricordare che è un’attività regolamentata, a tutela della persona anziana, della famiglia e dell’assistente.

 

AES Domicilio assistenza anziani a domicilio ha a disposizione un grande database di badanti nelle province del Nord Italia e in Lazio. Per maggiori informazioni sulle badanti conviventi… chiamaci! Siamo una referenziata Agenzia, con tariffe badanti estremamente competitive, attiva in tutta la Lombardia, in Emilia-Romagna, in Lazio e in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologna e Roma, se cerchi Badanti a Milano, badante Monza, Badante Como, Badante Lecco e Badante a Roma.

 

si puo controllare roma badante

Roma, si puo’ controllare una Badante con Telecamere?

E’ possibile controllare una badante?

Cosa si può fare a Roma per sorvegliare colf, baby sitter e collaboratrici domestiche quando non sei in casa?

La prima cosa da capire è cosa dice la legge rispetto all’uso delle telecamere.

Secondo lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970), l’uso di telecamere è ammesso per controlli difensivi.

Ovvero per:

  • tutelare l’azienda da pericoli e minacce (tutela del patrimonio aziendale)
  • esigenze organizzative e produttive
  • migliorare la sicurezza sul lavoro

L’installazione dei dispositivi di video-sorveglianza va fatta con l’autorizzazione dei sindacati o dell’ispettorato del lavoro, e in ogni caso non per controllare la prestazione lavorativa.

Il semplice accordo con il dipendente non è sufficiente.

Di conseguenza ci fa capire che è possibile installare telecamere nascoste contro i ladri o per proteggere la casa, non per controllare se la badante lavori o meno.

Abbiamo trovato una sentenza della Corte Costituzionale che stabilisce però una natura “particolare” del rapporto di lavoro domestico, e cioè che non è necessaria l’autorizzazione dei sindacati o dei lavoratori per attività di controllo a distanza, ma basta il consenso scritto della badante.

È naturalmente corretto rispettare la normativa sulla privacy (D.Lgs. n.196/2003) che prevede in capo al lavoratore il diritto alla riservatezza e quindi l’obbligo per il datore domestico di informare la badante per l’installazione di apparecchiature di video-sorveglianza.

Di conseguenza si possono effettuare registrazioni video di nascosto a patto che ci siano fondati motivi di credere che la badante stia rubando o maltrattando un anziano.

Se però con la scusante di evitare possibili attività criminali da parte della badante, ci si accorge che non svolge le sue mansioni come stabilito al momento della stipula del contratto di assunzione, non é possibile utilizzare le prove raccolte per un eventuale ricorso al giudice del lavoro.

Solo in un eventuale processo penale, le riprese video così ottenute avranno validità di prova.

 

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Roma, quando arriva il Momento di avere una Badante

Anche a Roma ad un certo punto nella vita di un anziano può arrivare il momento in cui per proseguire un’esistenza dignitosa c’è bisogno di un aiuto, di un sostegno umano.

Ma spesso entrano in gioco l’orgoglio e il rifiuto mentale di accettare che le forze sono venute meno, che dopo una vita di lavoro, trascorsa a crescere figli e nipoti, è giunto il tempo di affidarsi all’assistenza di una badante.

I segnali che fanno pensare alla famiglia dell’anziano che forse è il momento di aiutarlo con la presenza di una badante, si manifestano lievi ma importanti:

  • come delle modifiche caratteriali;
  • spesso dimenticano di mangiare, saltano i pasti e non sanno gestire correttamente il cibo;
  • non si fa la doccia per lunghi periodi è un segnale da non trascurare .
  • In genere, quando viene invitato a lavarsi non si rende conto di aver trascurato l’igiene personale.

Delle volte però l’anziano rifiuta di accettare la presenza di una badante e tutte le argomentazioni proposte sono rifiutate.

È necessario quindi che la badante abbia la forza di insistere.

Bisogna essere gentili e concreti, mai generici: «Come fai a farti il bagno da solo?», invece di «Sei vecchio, ti dimentichi le cose».
L’importante è affrontare questo momento con dolcezza e serenità.

Arrabbiarsi o sgridare non serve a niente.

La badante aiuta la persona da assistere in vari momenti della giornata e facendo varie cose, tra cui

  • tenere compagnia all’anziano
  • svolgere le principali attività domestiche, come la pulizia, il bucato
  • accompagnare l’anziano nelle uscite, effettuare commissioni quali la spesa
  • monitorare l’assunzione o somministrare personalmente i farmaci prescritti
  • curare l’igiene personale della persona assistita; gestire e/o preparare i pasti

La badante che sia convivente o meno, dovrà essere per la persona da assistere un supporto valido e un punto di riferimento costante, inserendosi positivamente nell’equilibrio domestico.

 

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Sicurezza sul Lavoro per la Badante a Roma

Anche a Roma uno dei luoghi più pericolosi per lavorare è strano a dirsi, ma è la casa.

Basti pensare a quanta campagna di informazione viene fatta dalle assicurazioni per gli infortuni domestici destinate alle casalinghe e si può subito comprendere il livello di pericolosità che si corre lavorando in casa.

La formazione per le badanti ad esempio è molto importante, infatti esse svolgono lavoro prevalentemente nelle case, e oltre la cura e assistenza della persona da accudire, gestiscono anche la casa.

È un lavoro molto delicato che implica pazienza, dedizione, competenza e molta attenzione quello della badante.

I rischi che corrono le badanti sono:

  • rischi per la sicurezza,
  • rischi di infezioni e allergie sono quelli dovuti al contatto, all’ingestione o alla inalazione di agenti chimici e biologici, che possono provocare intossicazioni e malattie, oppure a particolari fenomeni fisici,
  • rischi da movimenti.
    Il controllo dei rischi riguarda, in particolare,
  • il rischio di caduta per supportare l’anziano o la persona da accompagnare,ma anche rischi di infezione, soprattutto quando si lavora con persone malate.

I rischi trasversali sono quelli causati da tutti quei fattori riguardanti le condizioni e l’organizzazione del lavoro, i rapporti interpersonali e le carenze funzionali dell’ambiente e delle attrezzature di lavoro.

A questa categoria di rischi appartiene il rischio da stress lavoro correlato, che va a colpire l’aspetto emotivo della badante.

La cucina è l’ambiente della casa a maggior rischio, come dimostrano i dati statistici sugli infortuni domestici.

Il bagno insieme alla cucina è un ambiente ad alto rischio a causa della vicinanza tra l’acqua e le apparecchiature elettriche.

Inoltre, questo spazio è spesso piccolo e i pavimenti sono scivolosi, per cui è probabile il rischio di cadute e distorsioni.

 

Se cerchi una badante, affidati ad AES Domicilio, agenzia di selezione badante in 24 ore. Disponiamo di tariffe badanti estremamente competitive e siamo attivi su tutta la Lombardia, in Emilia Romagna, in Lazio e in particolare nelle province di Milano, Modena, Bologna e Roma se cerchi Badanti a Milano, Badante a Monza, Badante a Como, Badante a Lecco, Badante Modena, Badante Bologna e Badante a Roma.

 

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Roma, se la Badante Non Vuole Lasciare la Casa, Cosa Fare

Purtroppo può capitare anche a  Roma che la badante non vuole andarsene di casa dell’assistito sia dopo il licenziamento che dopo decesso, ma cosa si può fare?

 

La badante che occupa l’abitazione della persona assistita a seguito della sua morte può essere accusata del reato di “Invasione di edificio” se non provvede a rilasciare l’immobile occupato “sine titulo”.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, seconda sezione penale, nella recente sentenza n. 36546/2015.
Ecco per capire meglio una sentenza di badante.

 

AES DOMICILIO seleziona badanti ad hoc, molto competenti, soprattutto ha un vasto ventaglio di scelte tra “badante ad ore”, “badante h24”, o “badante di notte”.

 

L’esempio che riportiamo è di una badante che ricorre dinnanzi ai giudici di legittimità, indagata del reato di cui all’art. 633 c.p. alla quale era stata applicata la misura cautelare del sequestro preventivo di un alloggio popolare da costei occupato senza alcun titolo legittimante.

La badante indagata evidenzia la carenza del “fumus commissi delicti” in quanto mancherebbe l’elemento costituivo dell’invasione dell’altrui edificio, non configurabile nel caso di specie avendo costei prestato assistenza presso il legittimo assegnatario dell’immobile, subentrandovi nel possesso a seguito del di lui decesso.

Nel caso di specie la badante, mera detentrice dell’immobile, svolgeva presso l’abitazione un’attività lavorativa in favore del legittimo conduttore, ma il suo comportamento integra la condotta di invasione nel momento in cui si è immessa, sine titulo, dopo la morte del suo datore di lavoro, nel possesso della cosa stessa, comportandosi uti domina.

Pertanto sussiste ampiamente il fumus commissi delicti avendo la badante acquisito illegittimamente il vero e proprio possesso della cosa dopo la morte del precedente inquilino con un atteggiamento uti domina.

Se a badante rifiuta di andarsene dalla casa, se non si riesce a convincerla con le buone, bisogna chiamare le forze dell’ordine.
Rivolgendosi ai Carabinieri è possibile cominciare a comunicare una ipotesi di reato, come quella di violenza domestica o violazione di domicilio .
In molti casi l’intervento delle forze dell’ordine è sufficiente a far ragionare la badante, anche sui rischi che comporta il suo atteggiamento ( anche denuncia penale), come abbiamo potuto vedere qui sopra.

 

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Assunzione di un familiare come badante a Roma

A Roma sono sempre di più le famiglie cha hanno la necessità o la volontà di assistere il proprio coniuge anche sottoforma di lavoro.

Il rapporto di lavoro, quindi diventare badante convivente, stipulato con il proprio coniuge viene di norma rifiutato dall’Inps in quanto le prestazioni svolte tra parenti stretti si presumono gratuite e svolte per motivi affettivi.

Vediamo cosa dice la legge in tal proposito. Il codice civile all’art. 143 indica tra i doveri dei coniugi anche la reciproca assistenza morale e materiale oltre alla collaborazione nell’interesse della famiglia, cosa incompatibile con il sussistere di un rapporto di lavoro domestico.

Mentre nel caso si assuma come badante un parente, (discendenza da uno stesso stipite) o affine (vincolo con i parenti del coniuge) entro il 3° grado, l’Inps non rifiuta di diritto il rapporto ma effettua una verifica.
In tal caso la comunicazione di assunzione, effettuata sul sito Inps, sarà indicata come “Sospesa” e verrà definita dalla sede Inps competente per territorio solo dopo avere effettuato i controlli previsti a convalida di quanto dichiarato dal datore di lavoro.
Le parti dovranno dimostrare l’onerosità della prestazione, quindi che sussiste una contropartita in denaro in seguito alla prestazione di lavoro e il vincolo di subordinazione.

Ci sono dei casi in cui l’Inps accetta di diritto l’assunzione, senza onere della prova, data la particolare condizione dell’assistito che oltre a fruire dell’indennità di accompagnamento dev’essere:

  • grande invalido di guerra (civile e militare);
  • grande invalido per cause di servizio e del lavoro;
  • mutilato e invalido civile;
  • cieco civile;
  • ministro del culto cattolico appartenente al clero secolare (i sacerdoti che svolgono la loro attività sotto l’autorità del vescovo costituiscono il clero cosiddetto “secolare”, mentre il termine “clero regolare” indica i sacerdoti membri degli ordini religiosi, come ad esempio i gesuiti e i francescani).

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La badante e le ferie a Roma

Sappiamo bene che svolgendo un lavoro logorante nel tempo, le badanti che svolgono la professione a Roma hanno diritto alle ferie.

L’articolo 17 del Contratto Collettivo stabilisce che le badanti maturano 26 giorni di ferie all’anno.
Le ferie delle badanti maturano tutti i mesi, ma non matura solo se il rapporto di lavoro viene sospeso per aspettativa o se nel mese di assunzione o licenziamento ci sono meno di 15 giorni di calendario di rapporto attivo.

Alla badante convivente in caso di ferie, spetta anche l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio; tale indennità è dovuta in quanto la badante, trascorrendo le ferie al di fuori del luogo di lavoro, non può ricevere il vitto e l’alloggio in natura, e per questo viene corrisposto in denaro attraverso l’apposita indennità sostitutiva.

Esiste un problema pratico del valore da retribuire in caso di richiesta di un solo giorno di ferie, nel mezzo della settimana, specie per contratti per badanti part-time molto ridotti: la badante troverebbe la paga mensile più bassa rispetto alla media, considerate le modalità previste dal contratto di determinare la paga giornaliera di 1/26.

Viene fatto un calcolo particolare per la distribuzione dei giorni di ferie delle badanti: affinché un giorno di ferie sia retribuito per 1/26 del mensile, è necessario considerare l’intera settimana lavorativa dal lunedì al sabato, nonostante i giorni dal giovedì al sabato non siano lavorativi per questo lavoratore.

Se le ferie vengono espresse in ore, un giorno di ferie viene pagato esattamente come un giorno lavorato, e se il lavoratore chiede ferie per un giorno che non è lavorativo da contratto, non riceve alcuna retribuzione.

Purtroppo capita che molte badanti ad ore dimenticano di segnare ferie per i giorni di non lavoro, il programma effettua la maturazione a giorni considerando esclusivamente i giorni di lavoro effettivo settimanale e retribuendo (nel caso di ferie a giorni) con il numero di ore di lavoro di quella giornata. In questo modo viene semplificata la gestione, assicurando l’equivalenza del trattamento economico previsto dal CCNL in 26esimi.

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La badante e il subentro del nuovo datore di lavoro a Roma

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Oggi trattiamo di una questione che interessa sempre più famiglie a Roma. Cosa prevede la legge per il contratto di badante e badante convivente nel caso in cui subentri un nuovo datore di lavoro?

È possibile il subentro di un nuovo datore di lavoro anche se non fa parte del nucleo familiare se il rapporto di lavoro è cessato. Lo chiarisce una circolare del Ministero dell’interno in tema di emersione dei rapporti di lavoro irregolare come previsto dal decreto legge 34/2020 (Decreto Rilancio).

Il nuovo documento integra i contenuti della circolare n. 3020 del 21 aprile 2021  e chiarisce che , sia per le  emersioni che interessano il settore agricolo sia a quelle riguardanti il lavoro domestico e di assistenza alla persona è consentito il subentro di un nuovo datore di lavoro, anche se non componente del nucleo familiare del precedente, nei casi in cui, nell’attesa della  convocazione degli interessati presso gli Sportelli Unici, il rapporto di lavoro  inizialmente intrapreso grazie alla richiesta di regolarizzazione  si sia concluso perché spirato il termine finale.

Il ministero precisa anche che il subentro è possibile anche nei casi di cessazione del rapporto di lavoro per cause non di forza maggiore. Viene anche specificato che nel caso in cui  per la crisi del mercato del lavoro conseguente all’emergenza pandemica non vi sia un nuovo datore di lavoro disponibile all’assunzione del lavoratore,  potrà essere rilasciato allo straniero, anche in considerazione del lasso temporale intercorso dall’invio dell’istanza iniziale, un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

Nelle ipotesi sopra descritte sarà necessario, comunque, procedere, al fine di verificare che la domanda iniziale non fosse fittizia, alla convocazione presso lo Sportello sia del datore di lavoro che aveva avanzato istanza di emersione che del lavoratore per il perfezionamento della procedura di sottoscrizione del contratto di lavoro cessato.

L’iter di regolarizzazione di colf ad ore, colf conviventi, badanti ad ore e badanti conviventi può essere concluso anche da un datore di lavoro diverso dal richiedente.

Il Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione, con la circolare dell’11 maggio 2021, fornisce chiarimenti proprio sul subentro di un nuovo datore di lavoro nella procedura di emersione del lavoro irregolare prevista dal Decreto Rilancio.

In particolare, tra le indicazioni offerte, il Ministero specifica che in alcuni casi è possibile per il nuovo datore di lavoro continuare la procedura anche quando il rapporto che aveva inizialmente dato adito alla richiesta, con un altro datore di lavoro appunto, si sia concluso per diverse ragioni. Tali regole, tra l’altro, sono le stesse che si applicano ai braccianti agricoli, così come ricordato nel documento di prassi.

E, ancora, un nuovo datore di lavoro può portare avanti la procedura di regolarizzazione già iniziata, in ipotesi di rapporto di lavoro a tempo determinato conclusosi quando, nelle more della convocazione degli interessati presso lo Sportello Unico del Ministero, è spirato il termine finale. In tal caso chi subentra può anche non appartenere al nucleo familiare del precedente datore di lavoro.

Infine, anche in considerazione del perdurare dell’emergenza pandemica e delle pensati ricadute sul mercato del lavoro, il Ministero specifica che anche se non interviene un nuovo datore di lavoro nella procedura, la colf o la badante straniera potrà, in via eccezionale, comunque ottenere un permesso di soggiorno temporaneo in attesa di occupazione.

Riportiamo qui le parole del “Ministero dell’Interno” in proposito: « Qualora, invece, anche a causa delle gravi conseguenze che il perdurare dell’emergenza pandemica ha provocato nel mercato del lavoro, non vi sia un nuovo datore di lavoro disponibile all’assunzione del lavoratore, in considerazione del lungo tempo trascorso dall’invio dell’istanza e dell’alto numero di pratiche ancora in trattazione, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, interessato in merito, conviene possa essere rilasciato allo straniero un permesso di soggiorno per attesa occupazione. In ogni caso, come disposto nella circolare n.4623 del 17/11/2020, gli Sportelli Unici dovranno svolgere gli opportuni accertamenti ai fini di una valutazione volta ad escludere che la domanda di emersione sia stata inoltrata strumentalmente e che il rapporto di lavoro si sia instaurato in modo fittizio.»

come divento badante roma aes domicilio

Come divento badante a Roma

Come si diventa badante ad ore o badante convivente a Roma?

Negli ultimi anni, complici le situazioni socioeconomiche e il progressivo aumento demografico di anziani, in Italia si è fatta strada una figura molto importante per le famiglie che richiedono aiuto per i loro parenti: l’assistente domiciliare.

In Italia, ogni Regione ha i suoi percorsi di formazione e i requisiti di studio necessari. In alcune Regioni è preferenziale aver compiuto studi universitari nell’ambito sociologico per poter comprendere a fondo le dinamiche che si possono presentare sul lavoro, in altre invece è richiesto un diploma di scuola superiore, anche preso in altri Stati se non si è appartenenti all’Italia (come molte badanti che vogliono occuparsi di assistenza anziani) ma è sempre preferibile affiancare con un corso di formazione specifico, come un corso assistente domiciliare.

I corsi assistente domiciliare e dei servizi tutelari a volte sono organizzati anche da strutture private in presenza oppure possono essere seguiti direttamente online. Le materie affrontate sono di vario genere:

  •  area igienico-sanitaria per gestire le problematiche quotidiane dell’assistito, dalla sua igiene personale, passando per la conoscenza delle principali possibili patologie che si potrebbero incontrare, fino ad arrivare alla conoscenza di alcune manovre di pronto soccorso
  • area psicologica- sociologica per comprendere come relazionarsi con la persona (soprattutto lì dove vi sono dei deficit di comunicazione sensoriale) e con i familiari per gestire le dinamiche di gruppo;
  • area giuridica per essere informati sui propri diritti e doveri e comprendere i limiti di azione e responsabilità.

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